Sunday 22nd Jul 2018

SOMMARIO: VINCONO TRUMP E LA LIBERTA’ – OSSERVAZIONI REFERENDARIE – L’EUROPA E’ SCOMODA, MA SUI CONTI QUESTA VOLTA HA RAGIONE -
 
Cari lettori,
l’elezione di DONALD TRUMP a 45° presidente degli  Stati Uniti resterà nella storia e credo che debba portare a riflettere  tutti gli italiani.
Se  i media sostenevano la  Clinton, i sondaggi pure, Wall Street e il grande capitale  vedevano Trump come il demonio, se tutti i radical-chic-sinistrorsi del pianeta lo dipingevano come un cretino sciupafemmine, come mai ha vinto? Ma non dovevano invece votare compatti per santa Hillary le donne, i neri, gli ispanici, le persone istruite e per bene, i giovani, attrici e cantanti, l’intellighenzia” e tutte le persone evolute ovvero la grande maggioranza?
Se addirittura contro Trump  erano schierati Obama e consorte, i partiti,  il potere e le banche e se in Italia Renzi, Benigni, la Mogherini e la Boschi, la Madia e compagnia cantante davano per certa la sua vittoria, COME MAI SI SONO SBAGLIATI?
Dedichiamo IL PUNTO di questa settimana a una riflessione su tutto questo, insieme ad una domanda: ma se ci hanno contato tante balle su Trump e la Clinton, non è che ce le stiano anche raccontando per spingere il loro  SI al  referendum?
Credo proprio sia così, allo stesso modo come credo che solo “dal basso” possa e debba nascere un movimento planetario che sottolinei sempre e in libertà i rapporti tra leader e malaffare, mafie, grandi finanze, demagogia dipinta e benedetta dal buonismo del 90% dell’informazione mondiale – peraltro espressione proprio di quello stesso potere economico - che alla fine si scopre non capire le realtà o voler nascondere una ovvia verità.
Gli americani sono più liberi mentalmente degli italiani, forse meno condizionati da stampa e TV e alla fine hanno scelto Trump. Perché alla fine IL RE E’ NUDO, si tratti di Renzi e della sua corte, di Obama e compagnia,  della Clinton e dei suoi traffici. GIUDICHEREMO TUTTI TRUMP DAI FATTI, MA INTANTO GODIAMOCI UN GIORNO DI LIBERTA’ DICENDO  GRAZIE ALLA MAGGIORANZA SILENZIOSA DI QUEL GRANDE E LIBERO POPOLO DEGLI STATI UNITI CHE CE L’HA REGALATA.

VINCE TRUMP, VINCE LA LIBERTA’
Lo ammetto, pensavo e temevo vincesse la Clinton soprattutto perché – anche se quasi tutti i miei amici americani sostenevano il contrario – pensavo fosse impossibile che Donald Trump, da solo contro (quasi) tutti riuscisse a rompere il cerchio di boicottaggio organizzato contro di lui e infine a  prevalere addirittura con ampio margine.
E invece il popolo americano si è ribellato, ha giudicato in libertà l’operato di Obama e le sue speranze e promesse mancate, ha ricordato le dirette responsabilità di Hillary Clinton nella  pessima gestione del potere americano all’estero e dei conflitti che ha scatenato in mezzo mondo quando era Segretaria di Stato..
Mille polemiche su Trump sono apparse così  per quelle che erano: forzature, sciocchezze, aspetti marginali anche se negativi  rispetto alla volontà popolare e alla speranza di dare un colpo a quella grigia piovra mondiale che si chiama poteri economici, grande finanza, gestione delle banche e delle monete, controllo asfissiante dell’informazione, sondaggi volutamente falsati per convincere fino all’ultimo ad andare a votare con il demonio.

Il voto a Trump non è stato solo “di pancia” ma frutto del ragionamento di decine di milioni di persone che sono realiste, sanno che gli USA sono in crisi perché lo vivono sulla loro pelle e che bisogna pur tentare di uscire da una situazione sclerotizzata.
Hanno votato per Trump non solo per “legge e ordine” ma lo ha fatto chi è senza lavoro, tanti neri a cui Trump ha urlato per mesi “Ma dopo un presidente nero, state meglio o peggio di prima?”. E poi casalinghe, cassiere, operaie, tante donne non preoccupate dalle battutacce che si dicono al bar, ma che non possono più uscire  tranquille la sera per strada, insieme a milioni di persone rovinate dalle banche o che hanno perso la casa per le speculazioni finanziarie. Trump ha parlato la lingua della gente, demagogo (forse) ma concreto, credibile proprio nel presentarsi diverso dal potere rappresentato da decenni proprio da Hillary Clinton e la sua dinastia.
 
E ORA L’ITALIA
 
Ma dobbiamo leggere il voto a Trump anche nella prospettiva italiana perché la sconfitta democratica è un macigno sulla testa di Renzi e la sua rete, copia conforme (e per molti versi speculare) della rete di potere della Clinton e di Obama.
Non è un caso che negli ultimi mesi le due parti si siano scambiate visite, sussurri e sorrisi, reciproche benedizioni, aiuti ed endorsement incrociati, compresa una donazione del nostro governo alla Fondazione Clinton, aspetto curioso sul quale spero qualcuno indagherà…

Anche alla luce di quanto avvenuto negli USA bisogna soprattutto fare molta attenzione nel capire la gestione del potere in Italia anche  in vista del referendum.
Renzi si è infatti messo a capo di una cupola affaristico-bancaria impressionante (leggete il recente libro di Maurizio Belpietro – non smentito - sugli affari delle famiglie Renzi-Boschi tra potentati fiorentini, logge massoniche, banche, speculazioni e truffe!)  che lo copre, lo coccola e lo difende in cambio di affari d’oro ma ai danni degli italiani.
Dall’affare Monte dei Paschi alla Morgan, alle speculazioni sui tassi, ai “suggerimenti” di questi mafiosi su come votare, tutto è disegnato “pro-Renzi” (con relative riprese di stampa) perché il giovane fiorentino NON è un “ripulitore” o un “rottamatore” come si era presentato, ma è diventato soprattutto un accorto gestore del potere.
Ha infatti intanto sistemato uomini suoi - spesso fregandosene delle procedure - dalla RAI ai giornali, dai servizi segreti al controllo dell’informatica, dai direttori generali ai (presunti) controllori anticorruzione, dalla Magistratura alla Presidenza della repubblica. Non è demagogia dirlo ma quotidiana realtà, che balza all’occhio con estrema evidenza per chiunque abbia voglia di approfondire questi temi.
E’ lo stesso tratto renziano che si evidenzia nel quotidiano diffondere balle, enormi balle sulla finanza, i costi, i presunti risparmi, l’andamento dell’economia ecc.ecc.
 
ECCO LA QUESTIONE REFERENDUM: SE PASSA IL SI RENZI METTEREBBE COMPLETAMENTE LE MANI SUL POTERE, CONTROLLANDOLO ANCORA DI PIU’ TUTTO E  IMPUNEMENTE, SENZA PIU’ CONTROLLI.
 
Un esempio? Se Trump farà qualche sciocchezza la Corte Suprema potrà chiederne l’impeachement (come già avvenuto per altri presidenti) ma con la vittoria del SI e l’ “Italicum” domani Renzi potrebbe controllare facilmente l’unica camera elettiva, il senato perché espressione regionale (con 17 regioni su 20 in mano al PD), la magistratura di cui governo potrà manovrare le nomine, ricattando anche il Quirinale, la stampa e le TV. 
Nella “nuova” costituzione non ci sono infatti più equilibri tra i poteri, il governo (pur non eletto dal popolo direttamente) farebbe quel che vuole.

Non sono scenari ipotetici: se vince  il SI tutto ciò è già “scritto” e così sarà, ma gli italiani non lo sanno, non ne sono informati e non possono saperlo Se chi lo dice è ridotto al silenzio mentre si ode solo il mantra mediatico del “bisogna cambiare, bisogna semplificare, bisogna risparmiare” salvo scoprire  – se si approfondisce - che TUTTE queste cose NON si attueranno con questa riforma combinata con l’ “Italicum”,  ma l’esatto contrario.
Cosa possiamo fare – anche verso gli elettori di centro-destra in buona fede – per far capire queste cose? Trump ha spiegato la sua diversità alla gente ed è stato votato e capito, messo alla prova e vedremo cosa farà.
Nel centro-destra italiano c’è la volontà di impegnarsi sul serio per questo? C’è la volontà di far crescere dei punti di riferimento e personalità credibili o ci si mette sullo stesso piano di parte della sinistra, ovvero si pensa solo al  mangia-mangia? Questo è il problema!
Speriamo che l’elezione di Trump aiuti ad aprire gli occhi di tutti e allora sì che il primo effetto positivo di questo presidente  sarà stato utile anche per tutti noi, a cominciare dalla vittoria del NO il 4 dicembre.
 
L’EUROPA E’ SCOMODA, MA HA RAGIONE
 
Da un po’ di tempo Renzi se la prende con l’Europa “cattiva”, quella che non agisce per i migranti, il terremoto, le necessità della edilizia scolastica.
Una scoperta tardiva, anche perché l’Italia ha sempre più i conti in rosso ma non bisogna dirlo altrimenti salta fuori che avrebbe ragione l’Europa. A Bruxelles ci hanno subito detto che sono d’accordo che l’Italia chieda più soldi per le spese dei migranti e quelle conseguenti al terremoto ma visto che valgono circa lo 0,1% del deficit e l’Italia aveva promesso di attestarsi sull’1,7% di disavanzo, come mai si passa al 2,4 ?
 
LA VERITA’ E’ CHE L’ITALIA NON RISPETTA ASSOLUTAMENTE I PARAMETRI PREVISTI E PROMESSI E SOLO PER QUESTO A BRUXELLES DICONO  ”STOP”.
 
I conti d'altronde lo dimostrano, anche quelli presentati con grande ritardo in Parlamento e infatti sono stati criticati anche da Corte dei Conti e Banca d’Italia prima ancora che da Bruxelles. La gente segue poco e non capisce, ma non occorre essere esperti per notare che nella legge di bilancio tanti parametri non quadrano mentre aumentano il debito pubblico e le tasse. Non è credibile che il deficit scenda dal 2,3% nel 2017 allo 0,2 nel 2019, con un aumento delle entrate del 6,89% nel biennio (da dove saltano fuori ?) e nonostante un maggior costo – altro che riduzione ! – della spesa pubblica. Renzi spara via slide le solite balle, semplicemente a Bruxelles per due anni gli hanno dato tempo, adesso se ne sono accorti e dicono “stop”.

Un saluto a tutti                                                                               
Marco Zacchera
 

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