Friday 23rd Aug 2019

Loris Palmerini - 

Un sondaggio dell’Eurobarometro (un ente della Unione Europea),  diffuso dal sito “Politico.eu”, ha registrato la percentuale di cittadini nei 29 Stati  che sentono  l’unione sia stata utile al loro paese, nel passato e fino ad oggi, ma mostra anche coloro che sono incerti  o perfino pensano sia stata dannosa.

Con larga maggioranza, una media del 70%, tutti i cittadini dell’Unione Europea considerano positivamente la sua esistenza il suo operato, ma, unici, non lo credono gli italiani.

Il grafico  mostra che gli Italiani (ultimi a destra), nella maggioranza del 56%, non credono più in una utilità dell’Unione Europea e le sue politiche, anzi, ben il 41%  pensa che l’Unione sia stata un danno per l’Italia, un dato questo che supera tutta l’Europa e perfino il risentimento della Grecia che notoriamente ha subito i suoi diktat finanziari .
 
Gli Italiani sono oggi più Euro-scettici perfino dei sudditi della Corona inglese :  i cittadini Britannici, per il 53%,  sentono oggi  che l’Unione Europea ha portato loro dei benefici, ma ciò nonostante hanno chiesto,  con referendum, di uscirne.
Invece solamente il 44% degli italiani ritiene che sia stato un bene appartenere alla l’Unione Europea, un dato negativo eclatante se confrontato con i valori , sempre positivi, che gli italiani hanno mostrato nel corso dei decenni precedenti. E quanto ci vorrà ora per far tornare in positivo questo sentimento ? Sopratutto, l’Unione affronterà il problema o gli italiani dovranno invece imparare a farsi guidare dai valori economici come suggerito da un commissario UE ?
Il grafico mostra chiaramente che ad apprezzare  l’Unione Europea e le sue politiche sono maggiormente i piccoli Stati, specie quelli che hanno tratto i maggiori benefici in termini di contributi dopo l’uscita dall’ Unione Sovietica. Questi piccoli stati hanno ricevuto grandi finanziamenti per strade e per la formazione, hanno saputo utilizzarli senza sprecarli in mafie, e hanno sviluppato grandi occasioni lavorative grazie al costo del lavoro che ha fatto migrare molte aziende strozzate dal fisco italiano.
 
Anche i paesi popolosi come Francia, Germania e Spagna registrano un giudizio dei cittadini in maggioranza positivo verso l’Unione Europea, anche perché essi hanno visto anche durante la crisi comunque confermati il ruolo internazionale di ciascuno,  e in certi casi, come la Spagna, hanno perfino migliorato le condizioni economiche e sociali approfittando dei finanziamenti europei che li hanno “guidati”.
 
Insomma, come detto, l’Unione Europea è vista positivamente da quasi tutti i suoi cittadini, tranne quelli italiani.
L’evidenza dei dati suggerisce che sarebbe utile chiedersi se questo sentimento negativo verso la UE sia la conseguenza delle politiche dell’Unione oppure della loro applicazione da parte della classe dirigente italiana, notoriamente fra le più corrotte  sia nello stato che nelle Istituzioni Europee stesse. Secondo diversi inchieste della UE, infatti circa il 50% delle truffe ai danni della Unione Europea sono state compiute da funzionari italiani.
 
SI potrebbe sintetizzare che gli italiani da soli rubino come tutti gli altri europei messi insieme. E’ cosa nota e alle cronache, per esempio, che in alcune regioni i fondi dell’Unione per la formazione dei cittadini sono stati utilizzati, con raggiri contabili, per finanziare gli amici e i sostenitori economici di alcuni politici. Senza parlare del costo delle opere pubbliche progettato per arrivare a  gonfiare i costi fino a molte volte quello che costano negli altri paesi in analoghe condizioni territoriali. Tutto ciò non ha fatto altro che peggiorare la situazione dai tempi di tangentopoli, facendo sopravvivere una classe dirigenziale da sempre bocciata dai cittadini. Una classe dirigente che in effetti rispecchia fedelmente quella dello Stato Piemontese  piuttosto che il buon governo della Serenissima Repubblica di Venezia e perfino dei Re Borbonici.
 
Sta di fatto che i cittadini italiani attribuiscono all’Unione Europea molti svantaggi, e  nel complesso i vantaggi non convincono nemmeno la maggioranza della popolazione.
 
Per una volta questo sentimento di pancia degli elettore  si è rispecchiato nel risultato elettorale del 4 marzo, che ha premiato i partiti che lo hanno ascoltato, ma sembra che  a Bruxelles non si sono per nulla accorti di cosa sta succedendo e di questo scollamento con l’Unione Europea accertato da un loro sondaggio,   limitandosi a definire  “populisti” chi ha raccolto il malcontento. Al contrario,  per questo risultato si sono sentite parole di scherno da alcuni funzionari UE ma anche dal presidente francese Macron.
 
Sta di fato che se è vero che la sovranità appartiene al popolo, come dice la Costituzione italiana all’articolo 1,  diventa doveroso per ogni rappresentante delle Istituzioni, interrogarsi ed ascoltare questo risentimento, diversamente ci si arroga il diritto di negare valore alla volontà popolare,  di fatto si sovverte la Costituzione e il voto dei cittadini come si è suggerito a Mattarella.
Mattarella infatti, nel dire che il tema dell’uscire dall’Unione Europea o dall’Euro non c’era nella campagna elettorale, diceva un fatto oggettivo, ma è vero anche che tale obbiettivo non c’era nemmeno nel contratto di Governo Lega-M5S presentato. Al contrario,  a pagina 53 del programma è espressa l’intenzione “di estendere alla BCE lo Statuto vigente delle principali banche centrali del mondo per raggiungere un’unione monetaria adeguata agli squilibri geopolitici ed economici prevalenti e coerente con gli obiettivi dell’unione economica;”, quindi un netto rafforzamento della BCE, dell’Euro e della Unione Europea, che nei trattati non lascia spazio ad altra moneta se non l’Euro.
 
Nel contratto di Governo è poi stato indicato un rafforzamento delle istituzioni europee, e del parlamento Europeo.
Allora è chiaro che la mossa di Mattarella non è stata motivata o giustificata da condizioni oggettive, ma da qualche altro intento “politico” che lui stesso, recentemente, ha dichiarato non essere nella sua sfera di competenza.
 
Di sicuro è invece imminente l’importante partita del rinnovo dei gangli dello Stato a cui verrà chiamato chi sarà al governo nei prossimi mesi, e che determinerà l’assetto di potere per anni.
 
Il sito “il Primato nazionale” riporta che sono in scadenza circa 200 posizioni apicali dello Stato, poltrone di potere, fra le quale il vertice della Cassa Depositi e Prestiti (CDP ), slittato dal 23 maggio a fine giugno. La CDP è la banca di proprietà dello Stato che potrebbe risolvere il problema del debito pubblico accedendo ai fondi BCE, sostituendosi al meccanismo attuale di prestito attraverso il mercato finanziario che ingrassa le banche private,  E’ un meccanismo questo che dalla mia scoperta e messa in rete è stato invece utilizzato a mani basse per finanziare molte attività degli amici dei partiti politici al governo, e le varie componenti cooperative ed industriali. Questo meccanismo è noto anche a Lega e M5S che hanno ricevuto un dossier che lo spiega e che  dimostra come mezzo debito pubblico sia frutto di questa truffa fin dal 1993, ma la Corte dei Conti non procede all’arresto di nessuno. Questo dossier è stato portato anche in Commissione Finanze da un deputato M5S, ma non se ne fece nulla e non ci fu alcuna denuncia pubblica, tranne lo sfruttamento per la propaganda.
 
Sono da rinnovare anche i vertici Rai, e sta volta si nominerà il super direttore generale con funzioni di  capo-azienda che volle Renzi per il suo progetto di rottamazione-scalata destinato a a fallire.
 
Ancora il “Primato nazionale” dice che “In autunno poi ci saranno ben undici aziende direttamente partecipate dal ministero dell’Economia con organi sociali da rinnovare nel corso del 2018. Nello specifico: Arexpo Spa, Leonardo-Finmeccanica, Sga, Sogesid e Studiare Sviluppo dovranno rinnovare il collegio sindacale. Occorrerà rinnovare i vertici di società importanti come Simest, Sace, Invimit, Sogei, Consip, Antitrust, Gse e Autorità di regolazione per l’energia. E sempre in campo economico: dieci controllate dall’Eni, sei dall’Enel, Simest, 16 organi di amministrazione di controllate Fs, Telespazio e Thales Alenia Spa del gruppo Leonardo.”
 
Ma non basta, sono da nominare il capo della Polizia, il Ragioniere generale dello Stato, e nella primavera 2019 i capi dei servizi segreti Dis, Aisi e Aise.
 
Insomma chi andrà al governo nei prossimi mesi potrà contare in seguito sulla lealtà “politica” di molte figure apicali  e quindi non verrà scalzato tanto facilmente dal potere per i prossimi anni. Si tratta insomma di un periodo di transizione che non sembra per nulla essere iniziato bene.
 

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