Sunday 21st Oct 2018

Città del Vaticano, 12 ago. (askanews) – “Oggi vi esorto ad essere protagonisti nel bene! Non sentitevi a posto quando non fate il male; ognuno è colpevole del bene che poteva fare e non ha fatto. Non basta non odiare, bisogna perdonare; non basta non avere rancore, bisogna pregare per i nemici; non basta non essere causa di divisione, bisogna portare pace dove non c’è; non basta non parlare male degli altri, bisogna interrompere quando sentiamo parlar male di qualcuno. Se non ci opponiamo al male, lo alimentiamo in modo tacito. È necessario intervenire dove il male si diffonde; perché il male si diffonde dove mancano cristiani audaci che si oppongono con il bene, camminando nella carità”.

Questo l’invito forte venuto da Papa Francesco che si è rivolto così alle migliaia di giovani che, in occasione dell’Angelus in piazza San Pietro, sono convenuti per l’incontro con il Pontefice organizzato dalla Conferenza episcopale italiana e che ieri al Circo Massimo ha visto ritrovarsi quasi 70 mila ragazzi da tutte le diocesi d’Italia. Un incontro che precede il Sinodo dei Vescovi dedicato proprio alla condizione giovanile.

Il cristiano, ha quindi aggiunto, “non può essere ipocrita ma deve essere coerente” attraverso la “rinuncia al male” e alla “cultura della morte e adesione al bene. Rinunciare al male significa dire ‘no’ alle tentazioni, al peccato, a satana. Più in concreto significa dire ‘no’ – ha detto il Papa – a una cultura della morte, che si manifesta nella fuga dal reale verso una felicità falsa che si esprime nella menzogna, nella truffa, nell’ingiustizia, nel disprezzo dell’altro.

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