Friday 20th Sep 2019

Beatrice Raso - Meteoweb - 

Una nuova dose di tre pillole in una potrebbe trasformare il modo di curare l’ipertensione nel mondo. Il George Institute for Global Health ha condotto una sperimentazione che ha svelato che la maggior parte dei pazienti (70%) raggiungeva gli obiettivi della pressione sanguigna con la “tripla pillola ”, rispetto a poco più della metà di coloro che ricevevano la cura normale. Considerando che l’ipertensione è la causa principale di malattie nel mondo, i risultati pubblicati dalla rivista JAMA potrebbero cambiare le linee guida mondiali.

La Dott. Ruth Webster ha dichiarato che si tratta di un grande progresso, poiché la tripla pillola non è solo più efficace rispetto alle cure standard, ma è anche sicura: “Si stima che oltre un miliardo di persone nel mondo soffra di ipertensione, con la grande maggioranza che controlla poco la pressione alta. I nostri risultati potrebbero aiutare milioni di persone nel mondo a ridurre la loro ipertensione e il rischio di infarti o ictus”.

I ricercatori hanno testato un modo completamente nuovo di trattare l’ipertensione, dando ai pazienti tre farmaci, ognuno con una dose dimezzata, in una singola pastiglia per il trattamento iniziale della pressione alta. Di solito i pazienti iniziano il trattamento con un farmaco ad una dose molto bassa, che viene aumentato nel tempo con l’aggiunta di altri farmaci e aumentato nella dose per cercare di raggiungere l’obiettivo. Per fare questo, i pazienti si sottopongono a molteplici visite nel tempo per adattare le cure e il dosaggio. Questo non è solo inefficiente a livello di tempo, ma è anche costoso, sottolinea Webster, che ribadisce come il nuovo approccio sia molto più semplice e funzionale.

La sperimentazione è stata condotta nello Sri Lanka su 700 pazienti con un’età media di 56 anni e pressione sanguigna di 154/90 mmHg. I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a ricevere la pastiglia combinata o la cura tradizionale. La “tripla pillola” era costituita dai farmaci per la pressione telmisartan (20 mg), amlodipina (2,5 mg) e chlorthalidone (12,5 mg). Rispetto ai pazienti che ricevevano la cura tradizionale, la maggior parte dei pazienti che ricevevano la “tripla pillola” raggiungevano i loro obiettivi di pressione sanguigna di 140/90 o meno.

La Prof.ssa Anushka Patel, ricercatrice principale della sperimentazione, ha dichiarato che si tratta di un grosso miglioramento: “La World Heart Federation ha posto l’ambizioso obiettivo di avere una riduzione del 25% dei livelli globali di ipertensione entro il 2025. La “tripla pillola” potrebbe essere un modo a basso costo per aiutare i Paesi del mondo a raggiungere questo obiettivo”.

Il George Institute sta cercando le strategie per massimizzare l’accettazione dei risultati dello studio. Questo include esaminare l’accettabilità dell’approccio della “tripla pillola” per pazienti e dottori e il rapporto costo-efficacia, che sarà molto importante per i governi e altri contribuenti.
 

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