Wednesday 19th Jun 2019

corriere.it -
Una forte scossa di terremoto magnitudo 4.8 è stata nettamente avvertita dalla popolazione a Catania alle 3.19. Le persone sono scese in strada, soprattutto famiglie con bambini piccoli spaventati per il sisma. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’epicentro è tra i comuni di Viagrande e Trecastagni a nord di Catania e l’ipocentro solo un chilometro di profondità. Non si registrano al momento feriti, solo qualche lieve danno: il crollo di calcinacci e di una statua della Madonna del campanile della chiesa del Sacro Cuore a Santa Venerina e qualche vecchia casa disabitata in massi lavici ha subito danni a Zafaferana Etnea. Lesioni in abitazioni si segnalano nell’Acese nella zona di Lavinaio e a Santa Maria La Stella, frazione marinara nella Timpa di Acireale. Alcune famiglie a scopo precauzionale hanno lasciato le loro case e si preparano a trascorrere il resto della notte in auto. Il capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha convocato alle 5:00 il Comitato operativo presso la sede del dipartimento a Roma.

La scossa - avvertita anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano - è legata all’attività del vulcano Etna, con la nuova eruzione alla vigilia di Natale che è stata seguita da uno sciame sismico intenso: più di 200 le scosse fino a questo momento. Nelle ultime ore l’Etna ha fatto registrare un’ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande «energia» e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell’edificio vulcanico. Dalla mezzanotte sono state almeno sette le scosse di terremoto (considerando solo quelle di magnitudo uguale o superiore a 2) registrate sull’Etna, tra cui una di magnitudo 3.3 all’01:09 con epicentro 4 chilometri a nord di Aci Sant’Antonio.

I terremoti sono stati accompagnati da quello che l’Ingv definisce un «graduale incremento del degassamento dall’area craterica sommitale» che, di fatto, sta interessando tre delle cinque bocche attive del vulcano. Prima si sono registrate sporadiche emissioni di cenere sia dalla Bocca Nuova sia dal Cratere di Nord-Est, culminate verso mezzogiorno in «un denso e continuo pennacchio di cenere scura» visibile da chilometri di distanza. E cinque minuti dopo è iniziata anche un’intensa attività stromboliana - vale a dire un’eruzione con esplosioni di energia moderata, lancio di brandelli di lava incandescente, lapilli e cenere - alla base meridionale del Nuovo Cratere di Sud-Est, verso Serra Giannicola. E se l’Etna chiama lo Stromboli risponde: il vulcano delle Eolie - collegato all’altro siciliano - ha ripreso la sua attività con il lancio di lapilli.

L’aeroporto di Fontanarossa era stato temporaneamente chiuso per il pericolo rappresentato dalle ceneri che fuoriescono dalle bocche sommitali del vulcano, ma alle 13 del 25 dicembre lo scalo è tornato operativo con la riapertura di tutti i settori. Nel giorno di Natale, comunque, le esplosioni di lava incandescente erano diminuite anche se l’attività dell’Etna resta comunque intensa questo forte terremoto lo dimostra.

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