Monday 25th Mar 2019

Eugenio Arcidiacono - Famiglia Cristiana - 

"È normale che gli sposi litighino, è normale. Sarebbe strano il contrario. Fatelo, ma che loro non sentano, che loro non vedano. Voi non sapete l’angoscia che riceve un bambino quando vede litigare i genitori. Questo, mi permetto, è un consiglio che vi aiuterà a trasmettere la fede". E' l'invito che  papa Francesco ha rivolto, nell’omelia a braccio, ai genitori dei 27 neonati a cui ha impartito il sacramento del battesimo in occasione della festa del Battesimo di Gesù nel Giordano, ad opera di San Giovanni Battista, che chiude il tempo del Natale.

"Oggi voi chiedete la fede alla Chiesa per i vostri figli e loro riceveranno lo Spirito Santo ma la fede poi deve “crescere", ha sottolineato Francesco, "Sì, quando andranno al catechismo studieranno bene la fede, impareranno la catechesi. Ma prima che studiata, la fede va trasmessa, e questo è un lavoro che tocca a voi. È un compito che voi oggi ricevete: trasmettere la fede, la trasmissione della fede. E questo si fa a casa. Perché la fede sempre va trasmessa “in dialetto”: il dialetto della famiglia, il dialetto della casa, nel clima della casa".

Come ha già fatto altre volte, il Papa ha chiesto ai genitori di insegnare ai figli a farsi il segno della Croce perché ci sono bambini che non sanno farlo e ha raccomandato alle mamme di allattare i piccoli se hanno fame. "Magari piangono per il caldo che sentono o perché hanno fame o per il “pianto preventivo”, perché non sanno cosa succederà, come una difesa. Io vi dico: che siano comodi. State attenti a non coprirli troppo, e se piangono per fame, allattateli, il Signore vuole quello”.

I bambini, ha concluso Francesco con una nota di dolce ironia, "hanno una vocazione polifonica. Incomincia a piangere uno, e l’altro gli fa il contrappunto, e l’altro, e poi questo è un coro di pianto. E così andiamo avanti in questa cerimonia in pace con la consapevolezza che tocca a voi la trasmissione della fede".

Il Papa: la fiamma del Battesimo va alimentata con preghiera e carità
 
domenico agasso jr - la stampa - 

Il fedele è chiamato a rendere «una testimonianza cristiana non secondo i nostri progetti umani, ma secondo il piano di Dio». Ricordandosi che «le radici della nostra vita in Dio» e «della nostra vita eterna» sono nel Battesimo, una fiamma «che è stata accesa nel nostro cuore» e va alimentata con la preghiera e la carità. Papa Francesco lo dice all’Angelus in San Pietro nella festa del Battesimo del Signore, dopo la messa nella Cappella sistina in cui ha battezzato 27 neonati.

Affacciandosi alla finestra dello studio nel Palazzo apostolico per recitare la Preghiera mariana, il Pontefice afferma: «Questo amore del Padre, che abbiamo ricevuto tutti noi nel giorno del nostro Battesimo, è una fiamma che è stata accesa nel nostro cuore, e richiede di essere alimentata mediante la preghiera e la carità».

Il battesimo è l’inizio «della vita pubblica di Gesù, della sua missione nel mondo come inviato del Padre per manifestare la sua bontà e il suo amore per gli uomini – ricorda il Vescovo di Roma - Tale missione è compiuta in costante e perfetta unione con il Padre e con lo Spirito Santo». Anche la missione della Chiesa «e quella di ognuno di noi, per essere fedele e fruttuosa, è chiamata ad “innestarsi” su quella di Gesù».

Si tratta di «rigenerare continuamente nella preghiera l’evangelizzazione e l’apostolato, per rendere una chiara testimonianza cristiana non secondo i nostri progetti umani, ma secondo il piano e lo stile di Dio».

Secondo papa Francesco, «la festa del Battesimo del Signore è una occasione propizia per rinnovare con gratitudine e convinzione le promesse del nostro Battesimo, impegnandoci a vivere quotidianamente in coerenza con esso».

Stamattina, «secondo la consuetudine di questa festa, ho avuto la gioia di battezzare un bel gruppo di neonati. Preghiamo per loro e per le loro famiglie». E in questa occasione «rinnovo a tutti l’invito a conservare sempre viva e attuale la memoria del proprio Battesimo. Lì ci sono le radici della nostra vita in Dio; le radici della nostra vita eterna, che Gesù ci ha donato con la sua Incarnazione, Passione, Morte e Risurrezione».

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