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CANNABIS, SALVINI: PROPOSTA M5S NON PASSERA’ MAI
Roma - “Non passerà mai e non è nel contratto di governo”: è lapidario il ministro dell’Interno Matteo Salvini, a margine dell’inaugurazione della sede dell’Ugl a Milano, in merito alla proposta avanzata dal M5S sulla cannabis. “C’è qualche parlamentare che si preoccupa di legalizzare le canne, non penso sia una priorità di questo Paese, non c’è nel contratto di governo” ribadisce poi Salvini in una diretta Facebook.

Il ddl depositato dal senatore pentastellato Matteo Mantero prevede la coltivazione individuale fino a 3 piante e anche quella in forma associata con un massimo di 30 persone previa comunicazione alla Prefettura, nonché la detenzione di 15 grammi di cannabis in casa e 5 fuori. Sulla cannabis light, oltre all'inquadramento per l'utilizzo alimentare o erboristico, il ddl vuole alzare il limite massimo di THC fino all'1%.

Favorevole alla liberalizzazione è lo scrittore Roberto Saviano, che in un’intervista a BeLeaf Magazine ribadisce la sua posizione: "L'Italia ha bisogno di coraggio, e un governo che afferma di voler lavorare esclusivamente seguendo quanto scritto in un contratto è sicuramente un governo privo di coraggio". Quella di Mantero è “un'iniziativa - specifica Saviano - immediatamente bloccata dall'alleato leghista perché la materia non è presente nel contratto di governo. Nonostante il fallimento delle politiche proibizioniste, di legalizzazione e di droghe si occupano in pochi e questi pochi non trovano ascolto presso le istituzioni".

Lo scrittore, in materia, è sempre stato molto chiaro e lo è anche in questo caso: "Le droghe leggere portano liquidità nelle casse delle organizzazioni criminali, liquidità che serve per alimentare il 'commercio' di altre droghe (cocaina ed eroina) e per dopare l'economia di uno stato. I fiumi di denaro che entrano, attraverso il narcotraffico, nelle casse delle organizzazioni criminali, conferiscono alla criminalità organizzata un potere d'acquisto immenso. E in vendita ci siamo noi e le nostre democrazie. Legalizzare le droghe significa ridimensionare il grado di penetrazione delle organizzazioni criminali nel tessuto economico e sociale di un Paese".

CANNABIS TERAPEUTICA: PER IL 66% E’ UTILE, BUSINESS DA 5-10 MILIARDI
Roma - Chi è il consumatore tipo della cannabis terapeutica in Italia, quale percezione c’è nel nostro paese in merito agli effetti psico-fisici del trattamento e qual è l’impatto sull’economia italiana derivante dall’utilizzo della cannabis terapeutica?.

Sono tre domande alle quali offre risposta lo studio condotto da BEM Research ed Eusphera intitolato “Cannabis terapeutica: percezione ed effetti in Italia”.

Da un sondaggio condotto attraverso la piattaforma Google Consumer Survey è emerso come ben il 66% dei residenti in Italia ritenga la cannabis utile per diverse patologie. Per gli intervistati il beneficio maggiore offerto dalla canapa medica è la riduzione di ansia, stress e depressione (37% dei rispondenti). Rilevante è anche il numero di persone che considerano la cannabis utile nella cura delle malattie gravi (20%). Nel complesso si può stimare pari al 15% la percentuale di utilizzatori in Italia di canapa medica, pari a circa 5 milioni di individui.

L’identikit di questi soggetti è il seguente: in prevalenza donne (16,6%; 13,7% gli uomini); di età compresa tra i 25 e i 34 anni (22,9%); residenti nel mezzogiorno (19,8%); con titolo di studio elevato (16,4%; 7,9% per quelli con basso livello di titolo di studio); lavoratori autonomi (21,2%), e in secondo luogo medici (19,2%); con reddito netto mensile compreso tra i 500 e i 1.500 euro (20,9%).

L’impatto economico sull’economia italiana derivante dalla cannabis è stimabile tra 5 e 10 miliardi di euro su base annua. A questo risultato si giunge stimando il controvalore delle ore di lavoro risparmiate, da chi è occupato nel mercato del lavoro, grazie all’uso della canapa medica, che ha verosimilmente evitato la richiesta di un periodo di malattia o in ogni caso migliorato la capacità produttiva. Al riguardo, circa l’80% degli intervistati tra quelli che si stimano utilizzare la cannabis terapeutica come principale trattamento alternativo ai farmaci tradizionali ha indicato un miglioramento del benessere fisico/psichico nell’arco di una settimana compreso tra 1 e 5 ore.

“Dopo un lungo dibattito il Parlamento italiano nel dicembre 2017 ha regolamentato l’utilizzo della canapa per finalità terapeutiche – commenta Mariachiara Marsella, web marketing manager di BEM Research –. La decisione di legiferare sull’uso della canapa medica nasce anche dal grande interesse che questo tema ha riscontrato negli ultimi anni in Italia. Tra i principali paesi europei l’Italia è infatti quello in cui si riscontra il maggiore interesse sul web verso la cannabis ad uso terapeutico, interesse misurato attraverso l’analisi delle ricerche su Google. L’Italia è il paese che ha visto crescere in modo più intenso l’interesse degli internauti, soprattutto a partire dal 2014, quando è iniziato il dibattito interno sulla possibilità di legalizzarne l’uso per finalità terapeutiche. Francia, Germania e Spagna hanno visto aumentare l’interesse verso la cannabis medica, ma con un’intensità di circa la metà rispetto a quella italiana”. - (NoveColonneATG)