Saturday 16th Feb 2019

SOMMARIO: MI FACCIO NAVIGATOR! – LA SUPERCAZZOLA TAV – ISTRIA IN TV - SCANDALI A SANREMO - VENEZUELA: FIGURACCE ITALIANE -
 
MI FACCIO NAVIGATOR!
In questa vicenda del “reddito di cittadinanza” (contraddittoria mancia per poveracci e furbetti in chiave pre-elettorale), spunta dal primo giorno la figura del “Navigator”, neologismo – ovviamente in inglese, in italiano non fa fino – per indicare diverse migliaia di “tutor” (ovvero “insegnanti”, ma dirlo fa ancora meno fino) che dovrebbero spiegare come trovar lavoro a chi non ce l’ha.

Gente assunta - non si sa in base a quali raccomandazioni - per due anni di lavoro precario e con stipendio misterioso. A parte il fatto che - se mai avranno tra le mani un buon posto di lavoro da proporre ad un disoccupato penso che prima di tutto lo sceglierebbero per sé, visto che sono più o meno loro stessi dei disoccupati -  restano un mistero i tempi e i modi della loro assunzione, dello stipendio e dei compiti loro assegnati.

Quello che invece è chiaro come questa demagogica vicenda vada assolutamente avviata prima di maggio perché il voto delle europee incombe ed è questa l’unica cosa che interessa effettivamente al M5S in affanno ed apnea di voti.

Credo che dovrei fare personalmente domanda da aspirante “tutor—navigator” visto che nella mia vita e nelle mie aziende credo di aver “facilitato” ben più posti di lavoro al prossimo della gran parte dei neo assunti pentastellati.
 
E INTANTO NO TAV
Che intorno a loro l’Italia naufraghi non fa testo, non interessa, sono “supercazzole” per il viceprimoministroincravattaperpetua  Di Maio. Se poi qualcuno si permette di dire che a proposito di TAV ci siano già state 7 (sette) analisi costi/benefici da 20 anni a questa parte certificate dall’Europa non conta nulla: l’ottuagenario prof. Ponti è “cassazione”.

“La TAV non si fa, punto” sostiene Di Battista e quindi il resto non conta.

Dalle indiscrezioni che escono (ed è molto curioso che il misterioso dossier sia stato passato prima alla Francia che ai ministri italiani e che gli unici a saperne qualcosa siano i leader grillini!) si arriverebbe infatti ad un giudizio negativo sull’opera, come peraltro era scontato.

Parliamoci chiaro: la relazione di Ponti, che “doveva” dare ragione a Toninelli, è simile al lavoro di quei  “periti di parte” che in Tribunale ovviamente difendono il punto di vista del rispettivo cliente, quelle costose perizie che i giudici non ascoltano quasi mai credendo molto di più ai propri C.T.U. estranei alle parti. Se sono vere le voci che girano, i conteggi sarebbero tra l’altro del tutto opinabili sia per le metodologie applicate che per i tempi di ritorno finanziario dell'opera.

Per esempio sarebbe considerato “costo” - e quindi negatività – il mancato introito dei pedaggi autostradali per i TIR trasportati in futuro via treno.  Vero, economicamente, ma quanto valgono quei “no transiti” in campo ambientale? Ecco un piccolo esempio di come lo stesso dato possa essere letto in modo opinabile.

Mi chiedo come possa Salvini continuare a collaborare con questi illustri personaggi.
 
MEMORIA DELL’ISTRIA E DELLE SUE FOIBE
Segnalo che venerdì 8 febbraio alle ore 21.20 su Rai3, in occasione della "Giornata del Ricordo" (che il 10 febbraio ricorda ogni anno gli italiani dell' stria e della Dalmazia che hanno dovuto lasciare le loro terre o sono stati infoibati) verrà trasmesso il film "RED-LAND, ROSSO ISTRIA" che illustra il martirio cui i partigiani comunisti di Tito hanno sottoposto gli italiani delle terre da loro "liberate".

Un momento di riflessione non solo per ricordare gli eccidi, ma anche sottolineare il menefreghismo che nel nostro paese accompagna queste tematiche considerate "inopportune" da una certa sinistra che per decenni ha vergognosamente coperto gli assassini. Oggi non ha più senso un sentimento di violenza, di odio o di vendetta, ma perpetuare il ricordo di quegli avvenimenti tragici è davvero indispensabile, perché solo così il sacrificio di tanti italiani non sarà dimenticato.

E chissà quando si avrà mai il coraggio di riaprire con un’analisi più attenta anche altre pagine della nostra storia recente, a cominciare da alcuni episodi della guerra civile che la “vulgata” resistenziale non ha ancora avuto il coraggio di affrontare.
 
SANREMO: SCANDALO AL FESTIVAL (2)
“Striscia la Notizia” ha continuato a sparare a zero sul Festival di Sanremo con una serie di servizi che hanno documentato ed ironizzato sullo scandaloso conflitto di interessi in atto tra il presentatore e direttore artistico del festival Claudio Baglioni e l’agenzia “Friends and Partners” di Ferdinando Salzano (messa in liquidazione lo stesso giorno della denuncia di “Striscia”, guarda che combinazione!) nella scelta di ospiti e cantanti, agenzia cui fa parte lo stesso Baglioni e quindi in autocircuito economico.

La cosa più incredibile è l’assordante silenzio messo a queste notizie dalla TV di Stato come da larga parte della stampa.

Nulla nei notiziari Rai, nessuna risposta alle (poche) domande in conferenza stampa, nulla su Televideo: un plastico esempio di come in Italia NON funzioni il pluralismo informativo.
 
VENEZUELA: FIGURACCIA ITALIANA
21 Paesi europei e quasi tutti quelli americani hanno chiesto a Maduro di andarsene e di avere finalmente il coraggio di  permettere nuove libere elezioni presidenziali sotto il controllo internazionale.

Tutti, insomma, tranne l’Italia che scopre improvvisamente la necessità della “non ingerenza” grillina e si defila in un assurdo e vergognoso atteggiamento alla Ponzio Pilato.
Una posizione indegna, ipocrita, soprattutto visto quanto da anni stanno soffrendo in Venezuela centinaia di migliaia di nostri connazionali, ma anche incredibile tenuto conto della tragica realtà di un paese potenzialmente ricco dove il “Caudillo” Maduro vive la sua “rivoluzione bolivariana” mentre il paese è alla fame.

Un saluto e buona settimana a tutti!                                           

Marco Zacchera
 

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