Thursday 20th Jun 2019

Lunga vita agli amanti del caffè: chi ne beve tre tazzine al dì sembra essere più longevo dei non bevitori, indipendentemente dal metodo di preparazione e anche dalla scelta tra deca o caffè normale. Lo rivela il più ampio lavoro mai condotto sull’argomento, uno studio su oltre mezzo milione di individui in 10 paesi europei tra cui l’Italia. La ricerca è stata condotta da esperti della IARC (International Agency for Research on Cancer) e dell’Imperial College di Londra.
 
Secondo quanto riferito sulla rivista Annals of Internal Medicine, è stato preso in esame nel dettaglio il consumo di caffè dei partecipanti (che facevano parte dello studio EPIC), come pure i diversi modi di preparazione e la presenza o meno di caffeina. I partecipanti sono stati monitorati per un tempo medio di 16 anni e tutti i decessi e le relative cause registrati.

È emerso che bere abitualmente caffè è associato a ridotto rischio di morte per tutte le cause, in particolare per malattie circolatorie e del tratto digerente.

Gli esperti ipotizzano che i benefici del caffè siano multipli, ad esempio che la nera bevanda abbia effetti protettivi significativi sul fegato e che più in generale eserciti i suoi effetti benefici su tutto l’organismo grazie all’elevato contenuto in molecole quali gli antiossidanti ma non solo.

Le 5 regole per la perfetta degustazione di un caffè espresso.

1. Scegliere gli strumenti adatti
Può sembrare scontato, eppure non lo è: quando si parla di cupping – la degustazione del caffè – il cucchiaio adatto può fare la differenza. Quello giusto dev’essere sempre in acciaio inossidabile, per non alterare i sapori, e avere una parte concava molto profonda e pronunciata: in questo modo è possibile, allo stesso tempo, sentire aromi e sapore di una buona quantità di caffè.

2. Appagare la vista
Se è vero che il caffè si degusta soprattutto attraverso i sensi del gusto e dell’olfatto, anche l’occhio vuole la sua parte: prima di iniziare la degustazione vera e propria, infatti, è importante osservare la crema del caffè assicurandosi che sia morbida e densa allo stesso tempo, e che le bollicine di anidride carbonica in essa contenuta siano piccole e distribuite uniformemente.

3. Liberare gli aromi
Oltre che buona da gustare, la parte cremosa del caffè ha il preciso compito di preservare gli aromi del caffè ed evitare che si disperdano troppo presto al contatto con l’aria: la degustazione vera e propria inizia quindi annusando i profumi che la crema sprigiona, per poi smuoverla lentamente con il cucchiaino. Ripetendo questo gesto si avrà il primo contatto con l’aroma più autentico di quella precisa miscela di caffè.

4. Inspirare non basta
Al bando la timidezza: proprio come il vino, anche il caffè dev’essere degustato “risucchiando” energicamente qualche sorso dal cucchiaio, in modo forse un po’ rumoroso ma necessario per esaltarne tutte le caratteristiche. Così facendo, infatti, gli aromi del caffè vengono spinti nella parte posteriore dell’apparato olfattivo, dove vengono percepiti in modo più profondo e completo.

5. Gustare, ma non solo
Dopo vista e olfatto, il gusto diventa a questo punto il grande protagonista della degustazione: continuando a sorseggiare lentamente il caffè, è importante distribuirlo in tutta la bocca in modo uniforme. Prima di ripetere questo passaggio, se necessario, bisogna comunque aspettare qualche minuto per percepire il retrogusto che ogni differente miscela di caffè lascia sulle papille gustative. Gli altri sensi non vanno comunque dimenticati: per spiegarne il motivo Ranitzsch propone una piccola sfida, provare ad assaggiare un sorso di caffè “eliminando” l’olfatto, tappandosi quindi il naso. Una missione impossibile: il mix di aromi è infatti così ricco da essere esaltato solo continuando a combinare i due sensi, gusto e olfatto, che si rafforzano a vicenda.

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