Sunday 21st Apr 2019

Roma – “Il patrimonio di idealità e valori cui si ispira” la Polizia di Stato “trae alimento dal lavoro quotidiano di uomini e donne impegnati ad accudire un senso di comunità talvolta minacciato o lacerato dalla paura, dai fenomeni di violenza e dalle fragilità sociali. Essi tutelano il bene della sicurezza inteso non solo come prevenzione e repressione di reati, ma anche come intensità e qualità delle relazioni fra le persone”. Così il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, nel messaggio inviato il 10 aprile in occasione del 167esimo anniversario della Polizia di Stato.

Il messaggio di Mattarella è stato letto sulla Terrazza del Pincio, location delle celebrazioni: “A sessant’anni dall’istituzione dell’allora Corpo di Polizia femminile – ha aggiunto il capo dello Stato - un particolare pensiero desidero indirizzare alle donne che, a pieno titolo e a tutti i livelli, operano nella Polizia di Stato svolgendovi un ruolo fondamentale”.

Il ruolo femminile è stato anche sottolineato dal capo della Polizia Francesco Gabrielli: “Si tratta di una presenza che negli anni si è fatta via via più qualificata, tanto che oggi a fronte di una presenza femminile del 15% le donne che ricoprono ruoli dirigenziali sono oltre il 35%” afferma Gabrielli, che poi mette in luce come la Polizia di Stato sia “prima tra le Forze di Polizia nella fiducia degli italiani. Ma questa fiducia delle nostre comunità non si conquista una volta e per sempre, la fiducia si rinnova ogni giorno con la condotta di ciascuno di noi".

Due i temi forti toccati invece dal ministro dell’Interno Matteo Salvini nel suo intervento: assunzioni e scorte. “Abbiamo ereditato nel comparto sicurezza una situazione difficile – afferma - nei prossimi anni andranno in pensione più di 6 mila donne e uomini per ciascun anno, stiamo investendo su un piano di assunzioni straordinario che non può e non deve essere solo per il 2019 ma per i prossimi anni”.

“I due miliardi e mezzo di euro che abbiamo stanziato per le assunzioni devono essere solo un primo passo” ha aggiunto Salvini ricordando i nuovi strumenti operativi come la sperimentazione del Taser, le nuove uniformi e i nuovi mezzi, “perché il dovere di un ministro è non solo intervenire alle celebrazioni ma lasciare un segno concreto per i prossimi anni di poter operare meglio”.

Rivedere il sistema delle scorte è inoltre l’obiettivo indicato dal responsabile del Viminale: “Con valutazioni oggettive difendere chi ha diritto di essere difeso, però onorare chi indossa una divisa affinché faccia il tutore della pubblica sicurezza e non in qualche caso l’autista o l’accompagnatore personale”.

Salvini, infine, ha evidenziato come le nostre forze dell’ordine siano “un modello, un esempio per i sistemi di sicurezza di altri Paesi e uno dei casi in cui essere orgogliosi del made in Italy”. - (NoveColonneATG)
 

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