Sunday 16th Jun 2019

Bologna – Tutto pronto per la 102esima edizione del Giro d’Italia che sarà praticamente tutta italiana, con l’unico sconfinamento nella Repubblica di San Marino.  Partenza da Bologna l’11 maggio e arrivo a Verona il 2 giugno con passerella finale all’interno dell’Arena: entrambe tappe a cronometro individuale. Sarà l’Emilia-Romagna a lanciare la corsa rosa edizione 2019, con una prima tappa contro il tempo breve ma intensa: i primi 6 km piatti e i successivi 2 in fortissima ascesa, quando le strade ampie del centro di Bologna lasceranno i corridori ai piedi della salita di San Luca: 2,1 km al 9,7% di media e con lunghi tratti oltre il 10%, fino al picco del 16% in corrispondenza dell’ultimo chilometro. Conquistare la prima maglia rosa, insomma, non sarà affatto semplice.  Questa la programmazione del Giro d’Italia su Rai Italia: 1° Tappa Bologna-Bologna San Luca Rai Italia 1 (Americhe) New York/Toronto Sabato 11 Maggio h10.45, Buenos Aires Sabato 11 Maggio h11.45, San Paolo Sabato 11 Maggio h11.45, Rai Italia 2 (Australia - Asia), Pechino/Perth Sabato 11 Maggio h22.45, Sydney Domenica 12 Maggio h00.45 Rai Italia 3 (Africa) Johannesbug Sabato 11 Maggio h16.45. - (NoveColonneATG)

SCHEDA / LA CORSA PIU’ DURA DEL MONDO NEL PAESE PIU’ BELLO DEL MONDO
Bologna – Si riparte da qui. Da quel bacio, dolce e sincero, che Chris Froome stampa sul Trofeo senza Fine, il riconoscimento tangibile che ogni anno va ad impreziosire la bacheca del vincitore del Giro. Quest’anno il britannico non ci sarà, ma non mancheranno, per questo, né i grandi protagonisti, come i vincitori del 2016 e del 2017, Vincenzo Nibali e Tom Doumoulin, o il campione del mondo, lo spagnolo Alejandro Valverde, né, soprattutto, le emozioni, i colpi di scena, lo spettacolo. Quello spettacolo che solo il Giro d’Italia sa offrire, in quella magica unione di sport e paesaggio, naturale e culturale. “E’ la corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo”, disse Chris Froome l’anno scorso, ancora stravolto dalla fatica. Nulla di più sincero, nulla di più vero. Non c’è un altro paese che possa coniugare lo sport più popolare per eccellenza, durissimo ma bellissimo, anche nella sua brutalità, con il fascino dei suoi monumenti, delle sue città d’arte, delle sue montagne e dei suoi panorami. Anche quest’anno, lungo i 3.518,5 km del tracciato, il Giro racconterà la fatica e il sudore, la vittoria e la sconfitta, il dolore e la gioia. Ma anche la rinascita, con l’arrivo a L’Aquila, dieci anni dopo il terremoto che la colpì al cuore alle 3:32 del 6 aprile 2009, e il genio: quello di Leonardo da Vinci, a cinquecento anni dalla morte e quello di Indro Montanelli, a centodieci anni dalla nascita, a Fucecchio. Perché il Giro è tutto questo, senza limiti, di tempo e di spazio. - (NoveColonneATG)

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