Wednesday 22nd May 2019

Iniziativa organizzata da Asmef - Associazione Mezzogiorno Futuro - nell’ambito della XIV edizione della rassegna “Giornate dell’Emigrazione” - 
 
NAPOLI – È in programma oggi, martedì 14 maggio, presso il Mec Hotel di Paestum, il convegno intitolato “I figli dell’Italia che ritornano: Turisti per caso?” organizzato da Asmef - Associazione Mezzogiorno Futuro nell’ambito della XIV edizione della rassegna “Giornate dell’Emigrazione”, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri.

L’iniziativa è incentrata sul “turismo di ritorno”, di cui Asmef si occupa da tempo d’intesa con l’Enit e la Farnesina, ossia della promozione di quel turismo tipico di chi attratto da valori nostalgici, desidera visitare luoghi oggi lontani, ma che un tempo erano luogo di nascita proprio; o magari di nonni, genitori.

Dopo i saluti del presidente di Asmef Salvo Iavarone e di Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum, è prevista un’ampia relazione di Letizia Sinisi, titolare di Italy Rooting; seguiranno le due tavole rotonde “Il significato dell’italianità rispetto al territorio di appartenenza” e “Marketing territoriale: Regioni o Stato Centrale?”.

Alla prima, moderata da Silvana Virgilio di Asmef, interverranno Luca Bianchi, direttore di Svimez, Giovanni M. De Vita, del Ministero degli Affari Esteri, Marco Giudici, direttore di Rai Italia. Alla seconda, Giovanni Bastianelli, direttore di Enit, Corrado Matera, assessore al Turismo della Regione Campania, Tommaso Pellegrino, presidente del Parco del Cilento.

Saranno presenti anche rappresentanti delle Regioni Puglia, Calabria e Sicilia, ed Università di tutto il Sud. “Siamo soddisfatti dell’ampia partecipazione, che premia il nostro impegno – afferma Salvo Iavarone, - restiamo convinti che il tema sia di grande attualità, e di interesse internazionale”. (Inform)

Fabio Porta (Pd) al seminario “L’Italia globale per un Paese migliore”
L’intervento all’iniziativa Comitato 11 ottobre di iniziativa per gli italiani nel mondo. “Dare risposte puntuali a esigenze specifiche, mantenendo un orizzonte italico a ambizioso”
 
MILANO – “Mantenendo fede ai suoi principi ispiratori il Comitato 11 ottobre di iniziativa per gli italiani nel mondo continua a porre al centro del proprio impegno la soluzione di questioni specifiche attinenti alla condizione degli italiani che vivono all’estero”: così Fabio Porta, già presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera dei Deputati, al seminario “L’Italia globale per un Paese migliore” che si è svolto a Milano nella sede della Regione Lombardia.

“Le nostre grandi e preziose collettività italiane all’estero ci interpellano ogni giorno su piccoli e grandi problemi che meriterebbero un’attenzione maggiore e soprattutto risposte concrete e tempestive da parte della società italiana in generale e delle nostre istituzioni in maniera più specifica – ha affermato Porta, richiamando, tra le altre, la “drammatica situazione che vive il Venezuela”, o “il più semplice problema del riconoscimento dei titoli di studio”, i servizi consolari, la questione del voto europeo per i connazionali che vivono fuori dall’Unione. Per l’esponente democratico, su tutte queste questioni “l’Italia continua a non offrire soluzioni”, fatto che conferma “la mancanza di interesse del nostro Paese rispetto al grande patrimonio costituito dagli italiani nel mondo”.

 “Anche la proposta di riforma costituzionale votata dal Parlamento, che riduce in maniera ‘lineare e matematica’ la rappresentanza degli eletti all’estero rafforza l’impressione di un Paese incapace di cogliere appieno il valore aggiunto di un universo ‘italico’ che va ben a di là dei quasi sei milioni di elettori, un potenziale di almeno un paio di centinaia di migliaia di persone che a vario titolo rappresentano i valori e la cultura italiana all’estero. A riprova di ciò – continua Porta – il successo a la moltiplicazione nel mondo di iniziative come la ‘cattedra italica’ in Argentina, la Camera di commercio ‘italica’ del Venezuela o il recente circolo ‘italico’ nato a San Paolo in Brasile che già raccoglie numerose e autorevoli adesioni da più parti di quell’immenso Paese, dove come è noto vive una della maggiori comunità italiane al mondo”.

Per l’esponente democratico, dunque, “in crisi non è la domanda di italianità, o meglio di valori ‘italici’, ma forse il vecchio modo di rapportarsi dell’Italia con un’altra Italia che vive fuori dai confini nazionali” e a  riprova di ciò vi sono anche “le politiche rivolte ai giovani, e ha fatto bene il Cgie a porre con il recente incontro a Palermo questa grande sfida per il futuro dell’Italia e non solo degli italiani nel mondo – rileva l’esponente democratico.

Infine, sulla situazione in Venezuela, “un vero e proprio dramma umanitario, prima ancora che politico e istituzionale, che coinvolge in forma diretta e massiccia una delle più grandi collettività italiane nel mondo – ricorda Porta, - la sollecitazione rivolta al governo riguarda l’istituzione di una Task Force “in grado di dare risposte immediate a tutte le richieste provenienti dai nostri connazionali: alimenti e medicine, ma anche cittadinanze, passaporti, convalida di titoli di studio e permessi di soggiorno”. (Inform)

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