Monday 14th Oct 2019

L’audizione dei rappresentanti del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

ROMA – Si è svolta alla Camera dei Deputati, presso il Comitato sugli Italiani nel Mondo e la Promozione del Sistema Paese, l’audizione di una delegazione del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

La seduta è stata aperta dal Presidente del Comitato Simone Billi che ha illustrato alcune tematiche all’ordine del giorno, come ad esempio il rinnovo dei Comites nel 2020, lo stato della rete consolare, la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero nel quadro del sistema paese e il rilascio della carta d’identità digitale fuori dall’Europa.

Ha poi preso la parola il segretario generale del Cgie Michele Schiavone: “In  questi giorni al Cgie stiamo parlando in ogni modo della rappresentanza degli italiani all’estero, che è composta dei Comites del Cgie e degli eletti della circoscrizione Estero, con 12 deputati e 6 senatori. La rappresentanza è il tema cardine delle nostre istituzioni”. Schiavone ha sottolineato come la proposta di riforma costituzionale, attualmente in discussione in parlamento dopo la prima lettura alla Camera e al Senato, preveda una decurtazione degli eletti all’estero decisamente esagerata. “In ragione del fatto – ha spiegato Schiavone - che negli ultimi dieci anni gli italiani nel mondo sono quasi raddoppiati. Il sintomo dell’emigrazione – ha proseguito il Segretario Generale - è la fotografia di un paese in grande difficoltà. Vi è una nuova mobilità verso l’estero con cui il nostro paese dovrà confrontarsi, rafforzando la rappresentanza dei 6 milioni di italiani che vivono nel mondo affinché questi cittadini possano far conoscere al Paese le proprie esigenze”.  In proposito Schiavone ha ribadito come il Cgie, pur essendo favorevole alla riduzione complessiva dei parlamentari, rimanga fermamente contrario alla decurtazione del numero degli eletti della circoscrizione Estero. Schiavone si è poi soffermato sul disegno di legge di riforma delle modalità del voto all’estero presentato dal senatore Petrocelli rilevando come su questa tematica il Cgie abbia elaborato delle linee guida volte a favorire il cambiamento del sistema  elettorale per l’estero. Il Segretario Generale ha inoltre sottolineato, anche alla luce della difficoltà incontrate nelle ultime elezioni europee dove il taglio delle risorse ha portato al dimezzamento dei seggi elettorati presso le ambasciate ed i consolati,  come il diritto del voto degli italiani sia sancito dalla costituzione italiana e non possa  sottostare a problemi di disponibilità finanziaria.   

“Gli italiani all’estero – ha affermato il Vice Segretario Generale del Cgie per i Paesi Anglofoni Extraeuropei Silvana Mangione – sono fondamentali per la bilancia dei pagamenti italiana. La presenza massiccia di italiani italianizza infatti i gusti nei paesi nei quali vivono e quindi promuove l’acquisto dei beni italiani ed un certo tipo di amore nei confronti dell’Italia. Lo dico perché abbiamo la strana sensazione che vi sia poca conoscenza delle nostre realtà e poca conoscenza di quello che gli italiani all’estero sono capaci di fare in favore dell’Italia. Un aspetto che andrebbe tenuto in considerazione in un momento nel quale l’economia nazionale ed internazionale sta subendo dei colpi di arresto”. Silvana Mangione ha poi sottolineato l’importanza della rappresentanza degli italiani all’estero che fa  conoscere in Italia quanto accade presso le comunità. Evidenziata anche la necessità sia di continuare a sostenere l’insegnamento della lingua e dalla nostra cultura all’estero, che italianizza i gusti e traina la promozione del sistema Paese, sia di discutere presso il Cgie le proposte di legge di competenza prima che vengano presentate “in maniera di non dover poi rincorrere la necessità di modificare le parti che secondo noi non attengono o creano problemi per la vita degli italiani all’estero. “In questo senso – ha proseguito Silvana Mangione - la  legge presentata dal senatore Petrocelli sul voto all’estero ci preoccupa perché rovesciando l’opzione del voto si crea, per noi che viviamo in paesi lontani e grandissimi nei quali l’informazione non è capillare,il grande problema di riuscire a raggiungere le persone per far esercitare loro il diritto di voto attraverso questa richiesta di manifestazione di volontà, Siamo italiani – ha concluso il vice Segretario Generale - non dovremmo esprimere una volontà aspecifica per poter votare ed eleggere i nostri rappresentanti”.

Giuseppe Maggio, Vice Segretario Generale del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord, ha dal canto suo rivendicato l’ottimo lavoro svolto dal Cgie per quanto riguarda la proposta di riforma dei Comites e del Cgie. Un’iniziativa partecipata, partita dal basso con il coinvolgimento delle associazioni e dei Comites nel mondo. Un lavoro, che secondo Maggio, gli organi competenti dovrebbero prendere in considerazione.

E stata poi la volta del Vice Segretario Generale del Cgie per l’America Latina Mariano Gazzola che ha parlato della necessità di affrontare in America Latina , oltre alla questione dei servizi consolari che presenta comunque alcuni miglioramenti, il tema dell’identità e della nostra cittadinanza. “Occorre che la nostra comunità e gli organismi di rappresentanza – ha spiegato Gazzola - affrontino il problema dell’adeguamento dell’istituto della  cittadinanza italiana alla realtà. Noi non siamo contrari all’introduzione di alcuni elementi nuovi per definire la cittadinanza, il famoso ius cultura, ma certamente occorre accompagnarlo con una politica ben definita e sostenuta di formazione civica. Tanti di noi sono nati in America Latina e non abbiamo avuto la possibilità di formarci nei valori della nostra repubblica se si chiede un ulteriore elemento bisogna dare le risorse per portarlo avanti”.

A seguire è intervenuto il componente del Comitato di Presidenza  del Cgie Gianluca Lodetti, in rappresentanza della Commissione di nomina governativa, rilevando come a tutt’oggi siano circa sei milioni i cittadini italiani all’estero con partenze continue di almeno 150.000  connazionali all’anno, senza contare i tanti che lasciano il nostro paese  che non si registrano all’Aire. “Il discorso sulla rappresentanza diventa ancora più importante – ha affermato Lodetti - nel momento in cui si prende consapevolezza di questo stato di cose dell’emigrazione italiana , oltretutto è da notare che i sei milioni di cittadini italiani all’estero, ma soprattutto la nuova emigrazione nei numeri che ho segnalato, significa spopolamento di intere aree del paese,  e cioè che una parte della nazione viene esportata. Tutto questo – ha aggiunto Lodetti - ha una valenza positiva per certi aspetti, perché la globalizzazione è positiva nel momento in cui c’è la circolazione delle conoscenze, ma vi è anche una valenza molto negativa a cui noi chiediamo di porre rimedio attraverso una strategia complessiva che deve caratterizzare le politiche del Paese”.

E’ stata poi la volta del presidente della Commissione Informazione del Cgie Giangi Cretti che ha in primo luogo sottolineato la necessità di utilizzare nel modo migliore e programmato gli strumenti di informazione italiani all’estero per far si che in occasione delle scadenze elettorali vi sia un’informazione diffusa e puntuale. Cretti si è poi detto soddisfatto per il riconoscimento, da parte del sottosegretario all’Editoria Crimi, di uno momento specifico per la stampa italiana all’estero nel percorso degli Stati generali dell’editoria, in cui vi sarà uno spazio dedicato a questo settore fra settembre ed ottobre. “E’ importante – ha aggiunto Cretti - che in questa fase la politica ci accompagni e ci sostenga”. Cretti ha inoltre chiesto alla politica parlamentare di sostenere la richiesta di ripristino della Commissione consultiva per i contributi alla stampa italiana all’estero,  un organo non previsto dalla nuova legge sull’editoria,  che,  secondo Cretti , svolgeva invece un  ruolo fondamentale in termini di conoscenza, in quanto rappresentativa degli operatori del mondo delle associazioni presenti sui territori. 

Dal canto suo il componente del Comitato di Presidenza Riccardo Pinna (Sud Africa) ha ricordato come gli italiani all’estero abbiano già avuto negli scorsi anni una decurtazione della rappresentanza con la riduzione dei consiglieri del Cgie. Pinna si è detto decisamente contrario alla riduzione dei parlamentari della circoscrizione Estero anche perché l’alto numero dei nostri connazionali nel mondo che continuano ad aumentare, richiederebbe non una riduzione, ma bensì un aumento di questa rappresentanza parlamentare.    

 “Due mesi fa a Palermo – ha informato Maria Chiara Prodi, Presidente della Commissione Nuove Migrazioni e Generazioni Nuove - abbiamo creato una rete dei giovani italiani nel mondo. I nostri rappresentanti di base dei Comites e delle associazioni sono riuscite a individuare dei ragazzi motivati e preparati che hanno dimostrato di essere un solo corpo di rappresentanza insieme al Cgie e di essere radicati nelle realtà, con capacità di pensare al futuro in maniera costruttiva e positiva”. “Questi giovani – ha proseguito Chiara Prodi - sono già rientrati nello loro case restituendo in molti luoghi quanto acquisito fra di noi, stanno costruendo delle reti nazionali in diversi paesi del mondo. Ci pare che questa rete sia un esempio di quanto è essenziale la rappresentanza degli italiani all’estero che è viva e capace di pensare a se stessa in maniera innovativa e guardare al futuro”.  

E’ stata poi la volta del Presidente della Commissione Cultura del Cgie Fernando Marzo che ha sottolineato come la lingua e la cultura italiana rappresentino un pilastro del nostro sistema paese. “Se si vuole usare tutto quanto attiene al marchio Italia – ha aggiunto Marzo - bisogna sostenerlo con il dovuto impegno finanziario”. Il consigliere ha anche rilevato l’esigenza di rinnovare il fondo in scadenza a sostegno alla lingua e cultura italiana, “perché il diritto alla cultura appartiene a tutti”.

Mirko Dolzadelli, vice presidente della Commissione del Cgie “Promozione Sistema Paese” ha evidenziato come la nostra emigrazione possa essere tradotta in una opportunità se gestita attraverso la capacità di fare sistema “ Su questo – ha spiegato Dolzadelli  - abbiamo lavorato in questi anni e riteniamo che ci sia l’opportunità di trasformare questa nuova migrazione in una mobilità circolare che porti una forte attrattività verso il nostro paese in termini di business, ma anche in termini di ricerca di nuove competenze che difficilmente il nostro mercato del lavoro riscese a reperire… Noi crediamo – ha proseguito il consigliere - che la costruzione di una rete globale che veda un nuovo protagonismo dell’italianità nel mondo ci dia la possibilità di generare nuove opportunità per il mondo dell’impresa e soprattutto per la crescita delle competenze dei nostri giovani al fine di farli tornare nel nostro paese e quindi dare all’Italia un impulso di nuova crescita economica”.

Dal canto suo la presidente della Commissione Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria, Anna Maria  Ginanneschi ha rilevato la necessità di seguire i nuovi e vecchi flussi migratori italiani e gli eventuali rientri in Italia attraverso una consulenza basata sulla normativa straniera e italiana. Espressa da Ginanneschi anche preoccupazione per la riduzione della rappresenta degli italiani nel mondo.  

E’ stata poi la volta del deputato del Pd Massimo Ungaro, eletto nella ripartizione Europa, che ha espresso la sua contrarietà a quella parte del disegno di legge Pretrocelli sul voto all’estero che prevede l’inversione dell’opzione di voto . Una scelta che, per Ungaro,  porterà ad un drammatico crollo della partecipazione come già avvenuto nelle ultime elezioni dei Comites.

Il deputato del Pd si è inoltre detto contrario al divieto di candidarsi previsto dalla proposta di legge per i consiglieri del Cgie e dei Comites. Una decisione che, secondo Ungaro, ci priverebbe dell’esperienza di persone che conoscono le comunità. Il deputato della circoscrizione Estero ha comunque espresso la speranza di poter aprire un dialogo su questa tematica con le forze di Governo.

Ungaro ha anche ribadito la sua contrarietà alla riduzione del numero dei parlamentari della circoscrizione Estero previsto dalla riforma costituzionale in discussione al Parlamento. “Dopo la riforma – ha spiegato il deputato –  ciascuno  di noi rappresenterà 700.000 connazionali all’estero con collegi planetari, il legame fra eletti ed elettori sarà inesistente… E’ necessario – ha concluso  Ungaro - avere una pattuglia di eletti della circoscrizione Etero in grado di operare per capire le cause dell’attuale grande esodo dall’Italia ed è sarebbe opportuno che gli eletti venissero dall’estero per aiutare il paese intero a risolvere questi problemi”.

A questo punto del dibattito è intervenuto il Presidente del Comitato Sìmone Billi rilevando in primo luogo le difficoltà ancora connesse all’applicazione della tecnologia del voto elettronico per le elezioni politiche. “Sull’inversione della opzione del voto -  ha proseguito Billi  - anche io non d’accordo e non sono d’accordo nemmeno sul divieto ad eleggere i membri dei Comites e del Cgie , perché questi possono portare competenze specifiche non solo dei paesi di provenienza ma anche sociali e politiche”. Billi ha poi ricordato come l’attuale Governo, nell’ambito delle politiche per gli italiani all’estero, abbia prorogato gli incentivi per il ritorno dei cervelli in Italia e varato gli incentivi per i pensionati. “Queste – ha aggiunto il Presidente del Comitato - sono piccole cose, un granello in un deserto di sabbia, perché la prima cosa che ci deve essere se vogliamo aiutare gli italiani a tornare in Italia è il lavoro,  senza il lavoro non vale nessun incentivo. Per quanto riguarda la riduzione dei parlamentari della circoscrizione Estero – ha continuato Billi - io sono d’accordo che se si riduce questa rappresentanza si indebolisce la forza e la voce degli italiani nel mondo,  è vero però che la riforma taglia tutti i parlamentari”. In proposito Billi ha anche ricordato come nella passata legislatura le forze di opposizione, che ora protestano per la riduzione dei parlamentari, abbiano approvato una riforma costituzionale che di fatto eliminava i 6 senatori della circoscrizione Estero.

Da parte sua di Ilaria Del Bianco (Unaie) ha chiesto di non guardare agli italiani all’estero come cittadini “che vengono qui a chiedere qualche cosa”, ma come una risorsa con un potenziale enorme per il nostro Sistema Paese . Per la Del Bianco bisogna sostenere ogni azione che vada nel senso di rendere strategico questa risorsa : “ Quindi il turismo di ritorno, l’investimento sulla lingua e il coinvolgimento dei giovani chiedono anche nuovi linguaggi da parte nostra e da parte dello Stato italiano”.

E’ stata poi la volta del consigliere  Aniello Gargiulo (Cile)  che ha rilevato come gli italiani all’estero siano legati al concetto di patria rispetto al loro paese d’origine e che quindi l’arrivo del plico elettorale rappresenti per loro anche un momento di italianità. Gargiulo ha inoltre auspicato la creazione presso i consolati di registri elettorali per gli italiani all’estero aperti in maniera permanente.  Paolo Brullo (Germania) si è invece soffermato sul contributo che tanti pensionati italiani che rientrano in Italia dalla Germania danno all’economia del nostro paese grazie alle pensioni erogate dall’ente previdenziale tedesco.

 Dal canto suo Andrea Mantione (Paesi Bassi) ha rilevato il rischio che le nuove assunzioni del personale per la rete consolare, anche  causa di quota cento e dei tempi necessari per la formazione, possano avere un impatto limitato. Mantione ha anche ribadito la necessità di eliminare il pagamento dell’Imu per la casa in Italia degli italiani all’estero.  

Dopo l’intervento della deputata Pd Angela Schirò, eletta nella ripartizione Europa, che rispondendo al presidente Billi ha sottolineato come sia dovere dell’opposizione segnalare le preoccupazioni che emergono, ha ripreso la parola il Segretario Generale Michele Schiavone che ha ribadito come la questione della rappresentanza “sia uno dei nodi cruciali su cui il Cgie chiede al Governo di intervenire in quanto la rappresentanza è lo strumento per poter dare cittadinanza compiuta ai sei milioni di cittadini all’estero e agli italo discendenti”. “In questa occasione – ha aggiunto Schiavone - abbiamo dato informazione rispetto a quella che è la composita realtà degli italiani nel mondo e speriamo che nei programmi del Governo attuale possano essere prese in considerazione le istanze del Cgie… E’ opportuno – ha concluso il Segretario Generale – che la Conferenza Stato, Regione, Provincie autonome e Cgie si tenga  entro al più presto , perché sono passati undici anni dall’ultima volta che è stata convocata e la legge prevede che la sua convocazione avvenga ogni tre anni”. (G.M./Inform) 

Il Direttore Generale Renato Varriale (DGRI)  sulla situazione del personale della rete diplomatica e consolare

ROMA – Nell’ultima giornata di lavori della 43^ Assemblea Plenaria del Cgie è intervenuto il Direttore Generale per le risorse e l’innovazione della Farnesina Renato Varriale, che si è detto “onorato di presenziare per la prima volta ai lavori del Cgie”.

Da Varriale è stata illustrata la situazione della rete diplomatico-consolare caratterizzata in questi ultimi dieci anni da sacrifici economici. “Abbiamo pubblicizzato nei giorni scorsi 362 posti disponibili per le sedi estere ma solo un 15% è stato effettivamente assegnato: già in passato, con una copertura oscillante tra il 43% e il 33%, abbiamo lanciato un campanello d’allarme, per capire come mai i nostri dipendenti non volessero andare all’estero. Non sono solamente ragioni legate all’età media, che vede molti over 50, ed è comprensibile che chi ha già girato in diverse sedi non voglia tornare all’estero anche per ragioni di sicurezza o per evitare le aree a rischio. Ci sono anche i tagli economici ad aver prodotto un effetto dissuasivo”, ha spiegato Varriale che ha proseguito “Rispetto ai dati del 2009 – ha illustrato Varriale - la riduzione dell’organico ha riguardato non tanto i diplomatici quanto invece il personale amministrativo. Qui la riduzione ha superato il 30% su un totale a disposizione che ammontava a circa 3000 dipendenti nelle aree funzionali. Anche per la mancanza di turn over e di nuove assunzioni ci siamo ritrovati con circa 1100 unità in meno”.

Varriale è poi passato ad illustrare il lavoro che si sta portando avanti per migliorare la situazione: “ I concorsi porteranno nei prossimi due anni 500-600 nuove unità amministrative di seconda e terza area funzionale:  44 assunzioni sono previste specificamente per l’area dedicata alla promozione culturale. Con il Decreto Concretezza del Ministro Bongiorno potremo avvalerci del concorso senza dover attendere la fase di pensionamento dei dipendenti in uscita: questo permetterà di ridurre i tempi delle assunzioni, le quali richiedono già da sé dei tempi burocratici piuttosto lunghi.”, ha aggiunto Varriale che si è detto ottimista per gli sviluppi futuri.

 “I contrattisti nel 2010 – ha proseguito Varriale - erano 2400 e sono aumentati del 17% diventando circa 2900: è il segno di come, negli ultimi anni, abbia dato i suoi frutti l’ascolto della politica alle richieste pervenute da organismi come appunto il Cgie. In accordo con il Direttore Generale Vignali stiamo inoltre cercando di snellire le procedure per le assunzioni e abbiamo deciso di rompere un tabù per individuare ulteriori mansioni da far svolgere ai contrattisti: ossia il contrattista sarà più autonomo nello svolgere le mansioni; vedremo anche di poter dare delle deleghe ai dipendenti di seconda area”, ha sottolineato Varriale precisando infine il numero delle sedi all’estero, esclusi gli Istituti Italiani di Cultura. “Nel 2009 avevamo una rete estera con 238 sedi; ora siamo scesi a 212. Abbiamo soppresso alcune sedi ma ne abbiamo contestualmente aperte altre in aree strategiche: 31 sono stati gli uffici consolari soppressi a dimostrazione che, purtroppo, è stata la rete consolare a dover pagare maggiormente i tagli e i sacrifici economici che erano inevitabili. Ogni nuova apertura comporta un aumento delle spese: questo vuol dire che non si può aprire una nuova sede senza dover recuperare necessariamente qualcosa altrove”, ha precisato il Direttore Generale Renato Varriale che ha concluso il suo intervento evidenziando come la rete all’estero, dopo anni di affaticamento a causa dei tagli economici, ora stia funzionando in una situazione di ragionevole efficienza.  (Simone Sperduto/Inform)

Il dibattito sulla rete diplomatica consolare

ROMA – La giornata conclusiva della 43^ Assemblea Plenaria Cgie, introdotta dall’intervento del Direttore Generale Renato Varriale (DGRI, è proseguita con le considerazioni di alcuni consiglieri sullo stato dell’arte della rete diplomatica e consolare. E’ quindi intervenuto il Direttore Generale del Maeci per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie, Luigi Maria Vignali, che ha risposto ai consiglieri. Si è cominciato dall’Uruguay, dove le domande hanno riguardato la costruzione della nuova sede consolare. Rispondendo al quesito dei consiglieri Renato Palermo (Uruguay) e Gianluca Lodetti (Inas), Vignali ha assicurato che il progetto c’è: “apriremo la nuova sede nel compound dell’Ambasciata, quindi in autonomia; nel frattempo apriremo una sede provvisoria, complementare alla cancelleria consolare, dando non solo informazioni ma anche servizi”, ha affermato Vignali ricordando di avere un appuntamento il 26 luglio con il Sottosegretario Merlo e gli Ambasciatori Piccato e Varriale proprio per definire i dettagli di questa nuova sede provvisoria. Il consigliere Lodetti, lamentando i tagli economici di questi ultimi dieci anni dei quali ha parlato lo stesso Varriale, ha suggerito la necessità di “sbloccare la convenzione tra Patronati e Maeci per alleggerire, soprattutto i consolati, di una parte delle mansioni”.

Andrea Mantione (Paesi Bassi) ha toccato il tema dei servizi marittimi soprattutto in città come Amsterdam e Rotterdam: questi servizi – secondo il consigliere - toglierebbero tempo e risorse ai consolati che, per tale ragione, non potrebbero dedicarsi alle piene esigenze della comunità. “E’ un tema importante ma devo ricordare che c’è una legge dello Stato che obbliga il consolato a offrire servizi ai naviganti – ha replicato Vignali – e pertanto non possiamo decidere in questa sede di abolire quel tipo di sevizio”. Tony Mazzaro (Germania) ha posto l’attenzione sul sistema di prenotazione per appuntamento al consolato di Monaco; Vignali ha rassicurato precisando che “una volta prenotato l’appuntamento, in caso di successiva disdetta, non si perderà il diritto a fissarne un altro avendo magari diritto a una priorità". Mazzaro ha altresì sollevato, avendone avuto delega, delle problematiche riguardanti Austria e Romania. “In Austria c’è il consolato di Vienna, poi però le aree di Salisburgo e Insbruck non sono coperte se non attraverso i consoli onorari; situazione analoga in Romania dove il consolato è a Bucarest, mentre non c’è nulla a Timisoara e Costanza”, ha aggiunto Mazzaro. E’ stato quindi affrontato il problema delle prenotazioni online: “Stiamo lavorando su una nuova versione che eviti il fenomeno degli intermediari, come accade per esempio in Sudamerica, e che sappia al contempo gestire in modo intelligente le code. Occorre inoltre avviare un dialogo costante con l’utente, attivando ulteriori novità entro la fine dell’anno", ha affermato Vignali. Rispondendo al quesito di Cesare Villone (Brasile) sulle macchinette per la rilevazione dei dati biometrici, il Direttore Generale ha evidenziato come “ne siano state ordinate molte all’Istituto Poligrafico: appena pronte, saranno diffuse anche nella rete onoraria che va considerata un vero valore aggiunto specialmente nelle circoscrizioni molto estese". Anche sulla carta d’identità elettronica ci sono vari sviluppi. “A settembre la testeremo in tre Paesi, poi contiamo di diffonderla dapprima in tutta Europa e quindi nel resto del mondo”, ha precisato Vignali.

Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale, ha chiesto rassicurazioni su alcune segnalazioni provenienti dalle comunità locali. Esse riguardano le tempistiche delle pratiche di rilascio del passaporto ma anche il riconoscimento della cittadinanza, connesso all’interpretazione del codice civile : come  spiegato dalla deputata, infatti, ci sarebbe chi teme di perdere la cittadinanza acquisita attraverso gli avi nati prima del 1912. Vignali ha precisato che “non ci sono pratiche in stand by, perché in realtà sono proprio i tempi tecnici a richiedere circa due anni prima del rilascio del documento”, ha chiarito il Direttore Generale  aggiungendo che “nessuno, una volta ottenuta, rischia di perdere la cittadinanza”. Per quanto riguarda il Venezuela, sul quale il consigliere Nello Collevecchio ha ulteriormente sottolineato la gravità della situazione socio-assistenziale rivolgendo un accorato appello alle istituzioni, Vignali ha voluto rassicurare sulla bontà dell’assistenza fornita dall’Italia ai nostri connazionali in questi ultimi mesi, anche attraverso la distribuzione di farmaci; in particolare il Direttore Generale ha segnalato la soluzione del caso della novantenne Tommasa Bongiorno segnalato dallo stesso Collevecchio, per quanto riguarda l’erogazione del sussidio, durante la prima giornata di lavori del Cgie

Restando nel continente americano, Silvana Mangione (Usa), Vicesegretario Generale del Cgie per i Paesi Angolofoni Extraeuropei, ha infine invitato il Maeci a una riflessione sulla questione del Working Holiday Visa per Canada e Australia, “Paesi in cui va maggiormente protetta la condizione dei nostri connazionali”, ha precisato Mangione parlando anche del regime di accettazione e reciprocità delle patenti italiane nei Paesi al di fuori dell’Unione europea. Silvana Mangione ha poi rimarcato la necessità di rimettere al centro dell’attenzione l’importanza economica dei consolati di Edmonton, Durban, e del New Jersey: “suggeriamo Trenton, la capitale del New Jersey, come luogo più idoneo per avere un contatto diretto con le istituzioni locali, considerando che in questo Stato la comunità e le imprese italiane stanno crescendo molto, apportando vantaggi significativi anche per la promozione del Made in Italy”. Vignali ha parlato di negoziati in corso per la questione del Working Holiday Visa; per le patenti invece occorre un coinvolgimento diretto del Ministero dei Trasporti e rivedere i rapporti bilaterali con gli altri Stati. (Simone Sperduto/Inform)

Promozione della lingua e cultura italiana

ROMA- Nel pomeriggio del 4 luglio sono proseguiti presso la Sede del Cnel di Villa Lubin i lavori dell’assemblea plenaria del CGIE. Ad introdurre gli interventi è stato il segretario generale, Michele Schiavone: “sulla promozione della lingua e della cultura italiana ogni volta si aggiungono elementi innovativi per contestualizzare le realtà che viviamo e delle proposte nuove. Per quanto riguarda il lavoro che ha iniziato la quarta commissione (Lingua e Cultura) occorre ancora definire alcuni elementi. In definitiva noi dobbiamo esprimere un parere. Abbiamo sentito tramite le parole del direttore generale per la Promozione del Sistema Paese del Maeci, Vincenzo De Luca che esiste una corresponsabilità che deve dare un respiro lungo alla nuova circolare in modo che questo intervento dello Stato negli enti promotori e nelle scuole diventi un impegno tale sul quale si possa lavorare. Quello di oggi è uno spazio ideale per discuterne”.

Ha preso per primo la parola Roberto Nocella (Dgsp/Maeci): “il dialogo è fruttuoso e il lavoro presentato dalla Commissione è stato preso in considerazione. Vorrei soffermarmi sul tema della cabina di regia. Il nostro sottosegretario aveva dato la disponibilità a co-presiedere questo tipo di incontro. Verosimilmente la riunione, di cui vi faremo sapere la data precisa, avverrà a livello di Direzione generale. La priorità sarà l’avvio dell’anno scolastico. Il discorso sarà focalizzato sull’esercizio delle competenze. Il Ministero sta organizzando la selezione del personale scolastico da destinare all’estero. Poi vorremmo sottoporre altre due questioni: la formazione del personale da mandare all’estero e la costituzione di un sistema di valutazione dell’insegnamento dell’italiano nel mondo. Inoltre abbiamo intenzione di creare un gruppo di lavoro che si incontri per parlare di scuola europea più frequentemente. Vorremmo anche modificare alcune parti della normativa e vedere quali potrebbero essere le competenze esercitate dal Ministero dell’Istruzione. Il compito condiviso è la valorizzazione delle componenti dell’istruzione italiana nel mondo. Tante novità sono già state introdotte anche dal punto di vista tecnologico e per la trasparenza. Per quanto riguarda l’erogazione dei fondi l’intenzione sarebbe quella di seguire gli anni scolastici e non quelli finanziari, individuando nuove scadenze”. Nocella richiama inoltre la necessità di una riflessione sugli enti gestori e sull’erogazione dei contributi tenendo conto del progetto che essi svolgono e promuovendo la loro autonomia. Ribadisce poi la volontà di condividere le iniziative con il Cgie. “Sappiamo che il cambiamento può spaventare ma il segretario generale è stato bravo a mostrare quali opportunità si possano cogliere. Sui Piani Paese si è data l’indicazione di avviare di riunioni periodiche con un processo di natura partecipativa per coinvolgere chi già opera in questo ambito – ha aggiunto Nocella, sottolineando la necessità di articolare un sistema attraverso linee di intervento correlate, risorse adeguate e strumenti che includono anche il materiale didattico. 

Sulla qualità dell’insegnamento interviene Nello Gargiulo (Cile) che ritiene vi debbano essere “delle linea guida e degli indicatori di qualità che permetterebbero agli enti gestori di valutare i risultati perché oggi il sistema si presenta farraginoso”. “Il prossimo passo – aggiunge - potrebbe essere quello della definizione di linee guida per il progetto e per la rendicontazione: questo è il mio suggerimento”.

“Il nostro obiettivo – precisa Nocella -  è capire chi può fare meglio e la qualità dei diversi enti. Bisogna procedere verso una maggiore semplicità, ribadisce Nocella sottolineando la complessità dell’elaborazione delle procedure di valutazione.

Di seguito anche l’intervento di Anna Maria Ginanneschi (Uil) che segnala come il Cgie si sia confrontato in merito alla legge di bilancio 2019 e ai riflessi che essa avrà sui connazionali residenti all’estero; richiama il confronto avuto con il dirigente Inps Salvatore Ponticelli su Quota 100 e la necessità di dare seguito alla convenzione Maeci-Patronati. (Maria Stella Rombolà – Inform)

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