Monday 14th Oct 2019

 

Sommario: L' ATTIMO FUGGENTE (litigare e non votare fa bene alla Lega?) – PAGINA ESTERI (il mondo corre, noi no) –  ANZIANI, VERA EMERGENZA ITALIANA (perché fa figo occuparsi solo di migranti)  – MAGISTRATI E SILENZIO (gli scandali che vanno nascosti) – RICORDO DI FRANCESCO PONTONE, un galantuomo. -         

SALVINI E L’ATTIMO FUGGENTE

Dalle parti della Lega festeggiano i sondaggi virtuali che danno - sul problema migranti -  il 60% degli italiani dalla parte di Salvini e il partito in crescendo anche rispetto alle Europee.

Nascosta sotto il tappeto la questione economica con l’Europa, credo che il leader leghista stia sbagliando a non chiudere entro questi giorni la partita con il M5S per andare al voto al più presto.

Tutte le persone di buonsenso si rendono conto che il governo è quotidianamente a pezzi e il rischio per la Lega è di perdere il momento favorevole.  

A livello internazionale non è positivo che la presidenza UE sia finita in mano ad una tedesca e la banca Europea ad una francese, così come è una sconfitta che l’Italia sia stata di fatto emarginata dai giochi importanti e non sia stata capace di mettersi a capo delle nazioni mediterranee e di quelle dell’Est europeo in una politica di contenimento dello strapotere franco-tedesco.

A livello nazionale è vero che il M5S è in caduta libera, ma oggi Salvini avrebbe in mano il pallino per vincere ed imporre a potenziali alleati di centro-destra collegi e programma. Andando a votare subito probabilmente Salvini disporrebbe di una maggioranza certa e soprattutto coesa, dopodomani francamente non so, perché mi pare che i problemi (e non da oggi) si tendono a rimandare piuttosto che a risolvere, come quelle cambiali rinnovate agli usurai ma sempre più cariche di interessi. Non basta parlare di porti chiusi, flat-tax e sicurezza per mantenere a lungo i consensi quando incombe – senza alleati credibili dentro e fuori l’Italia - una manovra economica autunnale decisamente problematica.

ESTERI: CINA, TRUMP, PUTIN, LIBIA, FRANCIA ED EUROPA

A Hong Kong va in scena la rivolta della gente contro Pechino che abbozza, ma intanto interviene durante sul dissenso con azioni di genocidio in altre parti della Cina. Incredibile quanto denunciato in settimana da un reportage di Francesco Radicioni su “La Stampa” a proposito del popolo degli Uiguri, minoranza musulmana dello Xinjiang. Decine di migliaia di persone deportate nei campi di rieducazione, i loro figli strappati ai genitori e costretti in “riformatori di stato” veri lager perché perdano ogni caratteristica del proprio popolo.

Un oceano di dolore di cui non parla nessuno, né sembra suscitare perplessità ai cultori della “via della seta” per i quali l’economia conta infinitamente di più che non i diritti umani calpestati, incuranti del rischio di essere “cinesizzati” da questi violenti padroni.

Intanto Putin è arrivato e ripartito da Roma per una breve visita soprattutto al Papa, ma senza che in Italia si sia aperto un franco ed approfondito dibattito sulla necessità di insistere con un rapporto più aperto e privilegiato con la Russia, unica vera alternativa economica ed energetica al blocco franco-tedesco. Ma che senso ha che l’Europa continui con le sanzioni ufficiali alla Russia che si riducono ad essere solo a nostro danno, mentre i tedeschi hanno fatto e fanno affari con Mosca altamente fregandosene degli accordi internazionali? Sublime esempio di ipocrisia europea.

Se l’Italia riuscisse invece ad essere un vero e credibile interlocutore privilegiato con Putin e contemporaneamente con Trump (che certo non sono stinchi di santo, ma comunque molto più corretti dei cinesi) ecco che il nostro paese potrebbe trovare spalle importanti per una maggiore credibilità con i propri vicini. 

Ma voi pensate che un governo con i 5 Stelle e le uscite di Fico o Di Battista voglia e sia in grado di intraprendere questo percorso?

Infine una riflessione sulla Libia, dove la scorsa settimana bombardamenti alla periferia di Tripoli hanno distrutto un campo profughi uccidendo decine di persone.

Erano aerei di Bengasi, ovvero di un regime militare voluto e tenuto in piedi dalla Francia, paese che ha destabilizzato la Libia per i suoi interessi petroliferi a tutto danno dell’Italia. Una Francia  che ovviamente da mesi si rifiuta poi di accogliere chi scappa dalla Libia ad arriva sulle coste italiane. Una volta di più cosa aspetta l’Italia a denunciare con forza questa ipocrisia francese che è veramente indegna della Carta Europea? Così come pubblicare i video – vedi Report – con gli agenti tedeschi che pestano migranti rispediti in Italia con la forza?

Incredibile che queste semplici concetti restino purtroppo solo voci nel deserto.

  

Approfondimento: LA NOSTRA VERA EMERGENZA UMANITARIA

Mentre la cronaca quotidiana ha base stabile a Lampedusa nel consueto ring giornaliero del “Salvini contro tutti” c’è un’altra, ben più diffusa emergenza umanitaria italiana di cui – soprattutto in estate – non parla praticamente nessuno.

Non se ne parla in TV, nelle omelie, nei dibattiti, sulla stampa perché fa figo occuparsi solo di migranti e delle Karole di turno.

Eppure sono centinaia di migliaia gli anziani che in queste settimane di fatto vengono lasciati soli per i mesi di vacanza (degli altri) e che per loro sono i più tristi di tutti.

Migliaia di pensionati senza reddito di cittadinanza e che non possono permettersi neppure un condizionatore si ritrovano soli nelle loro case vuote non potendosi pagare nemmeno un posto al mare in ultima fila o in una camera senza bagno alla Pensione Mariuccia.

Ma il vero dramma che ti stringe il cuore è camminare per i corridoi delle case di riposo e vedere gli “ospiti” lasciati soli nei letti, più o meno accuditi da inservienti quasi tutti stranieri perché gli italiani questo lavoro di assistenza da tempo non lo sopportano più.

Sono i “letti di sollievo” faticosamente approntati dalle ASL che spendono una fortuna per le emergenze soprattutto estive in strutture che a volte sono in condizioni disastrose e dove i medici non passano quasi mai (e tantomeno i carabinieri dei NAS).

Edifici spesso vecchi e fatiscenti, ma già location principesche rispetto alle miriadi di piccoli pensioni o appartamenti ammobiliati con pochi letti e dove ufficialmente gli anziani sono posteggiati “in vacanza” dai famigliari in ferie e dove l’assistenza è praticamente nulla. Soluzioni tampone ma che spesso diventano croniche, dove chi disturba viene sedato, i pannoloni cambiati “una tantum”, il vitto e la pulizia offerta sono davvero approssimati.

Di queste emergenze non parla praticamente nessuno e solo per qualche caso limite si finisce in cronaca, ma è la realtà quotidiana per decine di migliaia di casi sconosciuti avvolti nell’indifferenza generale per drammi umani nascosti, silenziosi, tragici.

Una realtà ignota soprattutto ai più giovani che (giustamente) pensano innanzitutto alle loro vacanze e che neppure immaginano o conoscono queste situazioni in una società che da tempo ha abolito i “doveri” e che quindi non li spinge neppure a prendere contatto con questo mondo di dolore che pure - alla fine – arriva quasi per tutti.

Sogno una società che torni ad imporre ai neo-maggiorenni un periodo obbligatorio di servizio alla comunità – in armi o meno, non importa – almeno per rendersi conto di queste umanità nascoste, dare un’occhiata, capire meglio  quanto si sia  fortunati avendo almeno la giovinezza e salute, quella che tanti altri non hanno più.

Pensate se i media dessero a queste problematiche UN CENTESIMO dell’attenzione rivolta ai migranti, pensate se anche PAPA FRANCESCO trovasse il tempo per citare questo abbandono in qualche omelia, mentre dalle corsie sono spariti anche i cappellani. Quanto sarebbe importante l’attenzione dei media a questo “non mondo”, come decisiva sarebbe l’azione di più numerosi volontari a servizio di una comunità che dimentica il passato, sgretola il presente e  non si preoccupa di questi aspetti del proprio futuro anche se – impietose -  le statistiche ci dicono che le generazioni sempre più anziane sono e saranno di gran lunga le più numerose.

Qualche decennio fa le famiglie, allora nuclei ben più strutturati e con situazioni abitative più condivise, avevano di fatto creato una rete di assistenza interna, un soccorso reciproco tra parenti e cugini in una struttura sociale che nel paese, nella parrocchia, in una fitta rete di contatti e connessioni permetteva un’assistenza continua basata sugli affetti e una maggiore contiguità  tra generazioni.

Oggi non solo non sappiamo nulla del nostro vicino di condominio, ma tutto è delegato all’assistenza pubblica che arriva quando e come può, sempre con costi sociali enormi e quasi sempre senza un minimo di contatto umano, condivisione e soprattutto amicizia.

Sono concetti che non si possono scrivere nei manuali né valutare nei test, eppure sono l’essenza dei valori di una comunità che soprattutto nei mesi estivi è diventata distratta, superficiale, ma soprattutto estremamente egoista.

PS: se qualche lettore ( o lettrice!) della mia zona volesse dare una piccola mano concreta su queste problematiche mi contatti o si informi direttamente sul progetto “LA CURA E’ DI CASA” promosso dalla Fondazione Comunitaria del VCO insieme a tante realtà del territorio

SCANDALO MAGISTRATI:  VACANZE, SILENZI E BASSO PROFILO

Mentre anche il procuratore generale della Cassazione è stato coinvolto nello scandalo dei magistrati romani è calato su questo argomento una preoccupante cortina di silenzio.

Lo avete notato? Spariti i titoli, gli articoli relegati nelle pagine interne, TG distratti... è diventato tutto un generale “tagliare e sopire” di andreottiana memoria tra vacanze incombenti e insabbiamenti progressivi. Insomma è “Cosa loro”: il popolo meno sa, meglio è.

Eppure perfino il procuratore generale della Corte di Cassazione Riccardo Fuzio ha chiesto la propria collocazione a riposo “Dopo il pressing dell’Associazione nazionale magistrati e dalla corrente Unicost (di cui il pg dimissionario fa parte), che nei giorni scorsi hanno chiesto un suo passo indietro – scrive Il Fatto Quotidiano - dopo il coinvolgimento nella vicenda dei magistrati indagati per le cene negli hotel romani con l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti. A questi incontri ha partecipato anche Cosimo Ferri, deputato del Pd ma ancora magistrato in aspettativa. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo ha ricevuto al Quirinale “Ha preso atto della decisione di presentare domanda di collocamento a riposo anticipato, decisione assunta con senso di responsabilità a conclusione di un brillante percorso professionale al servizio delle istituzioni“. Mattarella gli ha “espresso apprezzamento per il rigore istituzionale con cui ha assicurato il tempestivo esercizio dell’azione disciplinare in una contingenza particolarmente delicata per la magistratura”. Apprezzamento? Scusate, a me sembrava che Fuzio avrebbe dovuto scoprire PRIMA cosa stesse succedendo in certi uffici, sperando che non sia vero quello che viene riportato dal sito de L'Espresso, ovvero che “Il nome del procuratore generale compare nei brogliacci che la Guardia di Finanza ha inviato al Consiglio superiore della magistratura su disposizione dei pm umbri: l’alto magistrato (nonché membro di diritto dello stesso Consiglio superiore della magistratura) avrebbe svelato al collega (Palamara, ndr)  indagato per corruzione, le notizie dell'inchiesta su di lui.”

FRANCESCO PONTONE: UN GALANTUOMO

Si è spento a 92 anni il senatore Francesco Pontone, ricco di una lunga esperienza di sette legislature a Palazzo Madama. Lo ricordo perché era un galantuomo al quale, forse inconsapevolmente, la Destra italiana deve molto. Gli si deve un ricordo e un “grazie” perché per oltre vent’anni ha amministrato in modo trasparente prima il MSI-DN e poi Alleanza Nazionale evitando per quanto possibile sprechi, ruberie e spese assurde conservando così un patrimonio che in altri partiti è stato dilapidato, mentre lui è stato capace di accrescerlo e conservarlo per il futuro. Se oggi esiste una “Fondazione Alleanza Nazionale” che ancora conserva parte di questo patrimonio (parzialmente distrutto in successivi e tristi litigi di famiglia) il merito è stato di questo silenzioso senatore di Napoli che ha usato i soldi pubblici come un onesto ragioniere di famiglia pieno di buon senso e capace mille volte di dire di “no”. Mentre i tesorieri dei partiti della prima repubblica finivano sotto processo, Pontone non è mai stato sfiorato da una polemica o da una inchiesta, esempio di trasparenza e signorilità.

Buon proseguimento  a tutti!                                            

 

Marco  Zacchera

Comments powered by CComment