Monday 14th Oct 2019

È come se, in un paio d’anni, sparisse l’intera città di Bari. Nello stesso periodo i coetanei tedeschi aumentano (dal 2,9 al 3%), quelli britannici restano stabili, quelli francesi e spagnoli si riducono dello 0,1%. Il preoccupante innalzamento dell’età media -

Leonard Berberi - corriere.it - 

È come se, in un paio d’anni, sparisse l’intera città di Bari. La fascia demografica dei 40-44enni residenti in Italia entro il 2020 si ridurrà di 300 mila unità. A stimarlo è Eurostat, l’istituto europeo di statistica, che ha aggiornato le proiezioni degli abitanti presenti nell’Unione europea. Nel nostro Paese, stando ai calcoli, quelli nati tra il 1976 e il 1980 passeranno da 4,56 milioni (del 2018) a 4,24 milioni (il prossimo anno): tra questi 157 mila in meno tra gli uomini e 163 mila in meno tra le donne.

Nel complesso i 40-44enni passeranno dal 3,8 al 3,5% della popolazione italiana. Per fare un confronto: nello stesso periodo i coetanei tedeschi aumentano (dal 2,9 al 3%), quelli britannici restano stabili, quelli francesi e spagnoli si riducono dello 0,1%. Il trend certifica l’innalzamento — a tratti preoccupante — dell’età media della popolazione (italiana ed europea). Una popolazione che, dalle nostre parti, invecchierà e anche velocemente. Perché nello stesso periodo, il 2020, si ridurranno pure i 35-39enni, mentre aumentano in modo evidente due blocchi generazionali: i 55-59enni e i 70-74enni. Cioè quei connazionali che sono nati, rispettivamente tra il 1961 e il 1965 e tra il 1946 e il 1950. Insomma: quelli venuti alla luce negli anni del boom economico e quelli subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale.

Segno più, verso la fine del ciclo vitale, anche per gli 80-84enni e gli over 85enni. E se all’orizzonte qualcuno immagina un miglioramento del trend i dati e le analisi non cambiano il risultato.

Intanto, fa notare Eurostat, perché se l’Irlanda nel 2018 aveva la maggior fascia di «giovani» (da zero a 14 anni), pari al 20,8% della popolazione, l’Italia risultava la nazione con la proporzione più bassa (13,5%). Eppoi perché quelli che nel 2020 saranno nati o avranno non più di nove anni saranno meno di oggi. In generale, se le abitudini demografiche della popolazione europea non cambieranno, nel 2100 il Vecchio continente sarà destinato ad avere 72,2 milioni di ultraottantenni («43,6 milioni più del 2018»). Che oltre ad essere di più, innalzeranno l’età media nella Ue di più di cinque anni, passando da 43,1 a 48,7.

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