Sunday 21st Apr 2019

ROMA - “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! L’odierna pagina evangelica narra l’inizio della predicazione di Gesù in Galilea. Egli lascia Nazaret, un villaggio sui monti, e si stabilisce a Cafarnao, un centro importante sulla riva del lago, abitato in massima parte da pagani, punto di incrocio tra il Mediterraneo e l’entroterra mesopotamico”. Così Papa Francesco prima dell’Angelus recitato insieme ai fedeli a piazza San Pietro ha richiamato la pagina del vangelo su Gesù che “chiama” i primi discepoli, oltre che la lettera di Paolo sull’unità delle comunità cristiane.

“Questa scelta indica che i destinatari della sua predicazione non sono soltanto i suoi connazionali, ma quanti approdano nella cosmopolita “Galilea delle genti”: così si chiamava. Vista dalla capitale Gerusalemme, quella terra è geograficamente periferica e religiosamente impura perché era piena di pagani, per la mescolanza con quanti non appartenevano a Israele. Dalla Galilea non si attendevano certo grandi cose per la storia della salvezza. Invece proprio da lì - proprio da lì - si diffonde quella “luce” sulla quale abbiamo meditato nelle scorse domeniche: la luce di Cristo. Si diffonde proprio dalla periferia”.

“Il messaggio di Gesù – ha spiegato il Papa – ricalca quello del Battista, annunciando il “regno dei cieli”. Questo regno non comporta l’instaurazione di un nuovo potere politico, ma il compimento dell’alleanza tra Dio e il suo popolo che inaugurerà una stagione di pace e di giustizia. Per stringere questo patto di alleanza con Dio, ognuno è chiamato a convertirsi, trasformando il proprio modo di pensare e di vivere. È importante questo: convertirsi – ha sottolineato Francesco – non è soltanto cambiare il modo di vivere, ma anche il modo di pensare. È una trasformazione del pensiero. Non si tratta di cambiare gli abiti, ma le abitudini! Ciò che differenzia Gesù da Giovanni il Battista è lo stile e il metodo. Gesù sceglie di essere un profeta itinerante. Non sta ad aspettare la gente, ma si muove incontro ad essa. Gesù è sempre per la strada! Le sue prime uscite missionarie avvengono lungo il lago di Galilea, a contatto con la folla, in particolare con i pescatori. Lì Gesù non solo proclama la venuta del regno di Dio, ma cerca i compagni da associare alla sua missione di salvezza. In questo stesso luogo incontra due coppie di fratelli: Simone e Andrea, Giacomo e Giovanni; li chiama dicendo: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”. La chiamata – ha osservato – li raggiunge nel pieno della loro attività di ogni giorno: il Signore si rivela a noi non in modo straordinario o eclatante, ma nella quotidianità della nostra vita. Lì dobbiamo trovare il Signore; e lì Lui si rivela, fa sentire il suo amore al nostro cuore; e lì – con questo dialogo con Lui nella quotidianità della vita – cambia il nostro cuore. La risposta dei quattro pescatori è immediata e pronta: “Subito lasciarono le reti e lo seguirono”. Sappiamo infatti che erano stati discepoli del Battista e che, grazie alla sua testimonianza, avevano già iniziato a credere in Gesù come Messia. Noi, cristiani di oggi, abbiamo la gioia di proclamare e testimoniare la nostra fede perché c’è stato quel primo annuncio, perché ci sono stati quegli uomini umili e coraggiosi che hanno risposto generosamente alla chiamata di Gesù”.

“Sulle rive del lago, in una terra impensabile, è nata la prima comunità dei discepoli di Cristo”, ha detto ancora il Papa. “La consapevolezza di questi inizi susciti in noi il desiderio di portare la parola, l’amore e la tenerezza di Gesù in ogni contesto, anche il più impervio e resistente. Portare la Parola a tutte le periferie! Tutti gli spazi del vivere umano sono terreno in cui gettare la semente del Vangelo, affinché porti frutti di salvezza. La Vergine Maria ci aiuti con la sua materna intercessione a rispondere con gioia alla chiamata di Gesù, a metterci al servizio del Regno di Dio”.

Dopo l'Angelus, il Papa ha ricordato che è in corso la “Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani” che si concluderà mercoledì con la celebrazione dei Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, a cui parteciperanno i fratelli e le sorelle delle altre Chiese e Comunità cristiane presenti a Roma. “Vi invito a perseverare nella preghiera, affinché si compia il desiderio di Gesù: “Che tutti siano una sola cosa””.

Quindi, un pensiero alle popolazioni “messe nuovamente a dura prova” nell’Italia centrale, specialmente in Abruzzo, Marche e Lazio. “Sono vicino con la preghiera e con l’affetto alle famiglie che hanno avuto vittime tra i loro cari. Incoraggio quanti sono impegnati con grande generosità nelle opere di soccorso e di assistenza; come pure le Chiese locali, che si prodigano per alleviare le sofferenze e le difficoltà. Grazie tante per questa vicinanza, per il vostro lavoro e l’aiuto concreto che portate. Grazie! E vi invito a pregare insieme la Madonna per le vittime e anche per quelli che con grande generosità si impegnano nelle opere di soccorso”.

“A tutti auguro una buona domenica. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”. (aise)

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