Monday 26th Oct 2020

Il 2 luglio webinar a cura di Medici con l’Africa Cuamm - 

 

MILANO – Di fronte alla pandemia di Covid-19 che sta colpendo l’intero pianeta, c’è un continente che rimane ai margini e che non fa notizia: l’Africa. Lontano dai radar dell’informazione mainstream, cosa vuol dire nascere in Africa al tempo del Covid-19? Come sta fronteggiando l’epidemia il continente più giovane, ma anche più fragile, del mondo? C’è qualcosa che possiamo imparare dall’Africa? Quali sono stati e sono tutt’ora gli effetti del Coronavirus sulla sua popolazione? Quale l’impatto sulla salute delle donne in gravidanza e dei loro bambini?

Per rispondere a queste e molte altre domande, giovedì 2 luglio, dalle ore 20.30 alle 22, Sigo in collaborazione con Aogoi e Cuamm propone il webinar dal titolo “L’Africa al tempo del Covid-19: nascere durante la pandemia”. Un confronto tra esperti e operatori sul campo per accendere i riflettori sull’Africa e sulla salute della sua gente: l’evento è aperto a medici e specialisti, nonché alla stampa. Per partecipare e per informazioni dettagliate sul programma si invita a seguire le istruzioni del link.

 Medici con l’Africa Cuamm, che da 70 anni lavora nei paesi più poveri dell’Africa sub-Sahariana e che attualmente è impegnata in 23 ospedali di otto paesi con circa un centinaio di operatori italiani che collaborano con 2.800 locali, sta assistendo a una riduzione importante dell’accesso al parto assistito con una conseguente preoccupante aumento delle morti indirette. Sono i “morti di altro” di cui nessuno si occupa. Negli ultimi mesi infatti molte persone hanno scelto di non andare in ospedale per paura del contagio, i malati cronici o sieropositivi non riescono più a seguire le terapie. Molto spesso le donne si trovano a partorire e affrontare le complicazioni del parto in casa. Per questo Medici con l’Africa Cuamm non ha voluto lasciare le aree di progetto nel corso delle prime fasi della pandemia: per preparare la risposta, tenere attivi i servizi salva-vita nonostante il coronavirus e combattere, oltre al virus, la paura che genera nelle persone, come succede per esempio in Sierra Leone dove è ancora vivo il ricordo di Ebola.

 “I dati delle visite effettuate nella clinica prenatale del Princess Christian Maternity Hospital a Freetown, la più grande maternità pubblica del paese, parlano chiaro: ad aprile c’è stata una riduzione del 60% rispetto allo stesso periodo nel 2019. Per quanto riguarda i parti, invece, il calo è stato del 46% e la ragione è che nella comunità si è diffusa la leggenda per cui le strutture sanitarie sarebbero fonti di contagio di Covid-19 e le donne, quindi, non vi si avvicinano per paura di ammalarsi. Per questo è importante essere qui, per portare avanti il lavoro ai diversi livelli, in ospedale ma anche nelle comunità”, afferma Claudia Caracciolo, ginecologa e medical coordinator del Cuamm per il Covid-19 in Sierra Leone che interverrà al webinar. Capire la pandemia Covid in Africa ci porta sulle altre coste del Mediterraneo oltre il Sahara, il mare di sabbia”, sostiene il Prof. Enrico Ferrazzi, professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia dell’Università degli Studi di Milano. (Inform)

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