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SOMMARIO: I GIORNI DELLE MEMORIE – TROPPE TRAGEDIE ANNUNCIATE – TRUMP – GIUDICI ED ITALICUM – LA RAGGI IN GRATICOLA -
 
I “GIORNI DELLE MEMORIE”

E’ doveroso e sacrosanto celebrare il 27 gennaio il “Giorno della Memoria” e l’atroce, inumana persecuzione nazista al popolo ebraico.

Il mondo e tutti noi dobbiamo ricordare queste cose per non dimenticare, ma vorrei che fossero ricordati anche troppi altri massacri che invece sono purtroppo più o meno sconosciuti o sono stati dimenticati.

Quante decine di milioni di persone ha sterminato il comunismo? Quanti milioni di ebrei, di polacchi, di ucraini sono spariti proprio nei gulag di Stalin?

Non ne parla nessuno, né si ricordano i milioni di vietnamiti, armeni, georgiani, cambogiani, cinesi, tibetani, tutsi, hutu, bosniaci, curdi...  e avanti così per una infinita serie di atrocità con popoli interi che sono stati oppressi e sterminati negli ultimi decenni.

D'altronde quante migliaia di cristiani sono stati ammazzati soprattutto in questi ultimi anni solo per la loro fede in Iraq, in Siria, in Pakistan o in Nigeria da estremisti musulmani fanatici e pieni di odio?  Sono poveri morti dimenticati da noi, dall’ ONU,  dall'Europa, dal mondo.

Per questi popoli e questi martiri non c’è memoria e ci sono ben pochi ricordi “ufficiali” così come purtroppo ancora oggi - e non solo 70 anni fa - milioni di uomini e di donne sono ancora oppressi, sfruttati o discriminati in tutto il pianeta.

Troppo facile cavarsela ricordando solo le atrocità naziste, si abbia finalmente il coraggio di ricordare TUTTE le mute vittime della bestialità umana facendo preziosa ma necessaria memoria del sacrificio di troppi innocenti perché questi delitti finalmente finiscano ammettendo e ricordando anche a livello internazionale queste vicende terribili che invece molti giovani ignorano e che quindi non turbano le loro e le nostre coscienze  
 
LE TRAGEDIE DEL CENTRO ITALIA
 
Nel centro Italia sconvolto dal terremoto e dalle catastrofi sono giorni drammatici e tristi, nessuno ha il diritto di speculare sui morti, ma - pur volutamente evitando un diretto richiamo politico - non si può tacere davanti alle tragedie dell’Abruzzo e dell’Umbria, nella sconsolante disorganizzazione data dai vertici soprattutto rispetto al lavoro insostituibile ed encomiabile di tanti volontari.

Per esempio in un paese serio il dott. Sergio Bertolucci, responsabile della commissione “grandi rischi”, dovrebbe essere invitato a presentare celermente le proprie dimissioni.

Non è possibile ascoltarlo come quando domenica scorsa su RAI 3 ha fatto chiaramente riferimento al disastro del Vajont a proposito dei pericoli per i bacini artificiali nelle zone terremotate in termini terrorizzanti salvo poi subito iniziare in una serie di retromarce, distinguo, patetiche smentite quando si è reso conto della irresponsabilità e anche superficialità di quanto da lui dichiarato.  Mettiamoci nei panni di chi abita a valle di quelle dighe!

L’ineffabile Bertolucci ha in realtà solo paura di essere un domani considerato  responsabile – come i suoi predecessori per il terremoto dell’Aquila – di qualsiasi cosa avvenga e quindi - in una Repubblica dove nessuno si assume mai delle responsabilità - chi pur è (ben) pagato per certi incarichi  pensa solo a sgravarsene dichiarando in anticipo ogni possibile tipo di rischio  pur di non essere poi chiamato a rispondere delle conseguenze.

Cresce così in tutti i campi la moltiplicazione degli “allerta” (ormai quotidiani) solo per dire poi  “noi l’avevamo detto”, eppure  quando l’allerta è perenne perde il suo significato.

Non abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica che “può arrivare un terremoto disastroso” perché lo sappiamo tutti, ma di una capillare organizzazione - come quella giapponese - che quando il disastro arriva ha almeno preorganizzato e spiegato bene alla gente come comportarsi.  Si chiama “prevenzione” ma in Italia praticamente non la si fa mai.

Esempi? Un terremoto è un fenomeno ancora imprevedibile, ma pensate se un domani il Vesuvio si svegliasse. E’ normale che così sarà, lo ha sempre fatto nei millenni ed è anzi strano che taccia da ormai più di 70 anni, quindi sappiamo che l’eruzione ci sarà e sarà potente, ma  non sappiamo “quando” succederà.

Pensate però alle sue conseguenze con milioni di persone ammassate nell’hinterland  napoletano senza un piano di evacuazione minimamente testato, con fabbricati costruiti addirittura “dentro” il cratere (!), nessun percorso di fuga, pervicace volontà a non pensarci, non organizzarsi, non decidere.

Se l’Appennino si sposta geologicamente di alcuni centimetri l’anno verso ovest è purtroppo normale che vi siano terremoti, l’anormalità è allora che i fabbricati siano costruiti senza obblighi tassativi nella speranza che non crollino per le scosse.

Anche il disastro dell’hotel del Gran Sasso deve pur avere dei responsabili: se da una settimana i meteorologi prevedevano neve in abbondanza e l’UNICA turbina in dotazione alla provincia di Pescara era fuori uso come mai NESSUNO si è posto PRIMA il problema?

E se è stato lanciato l’allarme subito dopo la catastrofe perché è stato ridicolizzato ritardando i soccorsi che hanno cominciato a muoversi ore dopo?

Come può una comunità nazionale essere serena quando si rende conto che ai vertici non c’è (più) una organizzazione e un coordinamento efficiente?

Non si specula sui morti e soprattutto bisogna ringraziare chi per giorni si è impegnato allo spasimo, ma se non ci si prepara per tempo la prossima emergenza sarà anche peggio e purtroppo arriverà presto. Non si è cattivi profeti ad immaginarlo: è solo probabilità statistica.
 
L’AVVIO DI TRUMP, L’OTTUSITA’ DELL’EUROPA
 
“Ma perché queste donne che protestano per la mia elezione non sono andate a votare?”. Il twitter di Trump a replica delle scontate manifestazioni che hanno contestato la sua elezione è stato semplice, chiaro, ineccepibile.

Come ineccepibili sono alcune linee-guida che Trump sembra voler portare avanti per la politica estera che scuotono il mondo, ma forse anche lo sveglieranno dal torpore del “politicamente corretto” dove i buoni e i cattivi sono definiti con il metodo della simpatia politica, non della realtà.

Vale per l’Europa che ha paraocchi paurosi e dove se perfino Prodi “scopre” che è follia voler delegittimare e sanzionare la Russia significa che solo degli idioti a Bruxelles possono continuare a farlo, a tutto danno dell’Unione che dovrebbero dirigere.

Anche perché allora è assurdo (e demagogico) stipulare contemporaneamente trattati commerciali con regimi totalitari o che non rispettano non solo i diritti umani e dei lavoratori ma neppure i vincoli ambientali uccidendo  il mare, l’atmosfera e l’ambiente.

Certo che poi quegli stati vincono la concorrenza delle imprese europee e producono a basso costo, ma rendiamoci conto - per esempio - delle responsabilità mondiali della Cina in campo ambientale (eppure in TV sentite solo critiche alla “irresponsabilità” di Trump!) o del consumo spropositato cinese di materie prime non rinnovabili. Su questi temi c’è una incredibile demagogia e soprattutto preconcetto.

Quanti italiani – altro  esempio – sanno che il sistema sanitario “Obamacare” negli USA è stato un fallimento a tutto danno dei contribuenti americani e della classe media?

Eppure per la nostra TV Trump è “cattivo” perché vuole cambiarla (come peraltro da lui sostenuto PRIMA delle elezioni)  e come è chiesto da decine di milioni di americani che pur hanno votato democratico.

ITALICUM: IL BICCHIERE A META'
 
Gli illustrissimi giudici della illustrissima Corte Costituzionale si sono finalmente riuniti il 23 gennaio (ma non potevano farlo già l'anno scorso?) e dopo un giorno di gestazione hanno partorito la consueta sentenza a metà, bocciando "l'italicum" in alcune sue parti fondamentali, ma lasciandolo assurdamente in piedi per altre.  

Soprattutto i serenissimi giudici hanno glissato sull'odioso aspetto che con questa legge i leader di partito potranno decidere e imporre i propri candidati, di fatto nominandoli senza il voto della  gente.

Rischiamo ora di avere così almeno due terzi dei nuovi deputati "amici del Kapo" senza che i cittadini li possano scegliere: non vi sembra una autentica porcheria che umilierebbe la democrazia?

Forse per i supremi ed illustrissimi giudici la questione è secondaria per il fatto che sono dei "nominati" anche loro, in nome e per conto dalle rispettive correnti della Magistratura che è spaccata più della politica.

Altro che autonomia decisionale dei giudici!
 
IL CORRIERE CONTRO LA RAGGI

Il "Corriere della Sera" vorrebbe essere il più illustre quotidiano italiano. Mercoledì le principali notizie sarebbero state forse le sei vittime dell'elicottero precipitato in Abruzzo, oppure il dipanarsi delle inchieste per i morti sotto la valanga del Gran Sasso o il contestato avvio di Trump. Eppure il "Corrierone" in prima pagina sparava tutt' altra notizia: il sindaco di Roma (scrivere "la sindaca" continua a farmi sorridere) Vincenza Raggi sarebbe stata raggiunga dalla annunciata comunicazione giudiziaria (non ancora da una incriminazione o da un rinvio a giudizio, tanto meno da una condanna) perchè il fratello di un suo collaboratore sarebbe stato assunto grazie ad una raccomandazione.

Grave? Gravissimo!

Non so se la Raggi sia colpevole e - se tale - andrà doverosamente condannata, ma credo sia evidente il preconcetto nell'ottica che il M5S va fermato e ogni mezzo è buono.

Alzi la mano un politico, un monsignore, un dirigente che non abbia raccomandato qualcuno e un cittadino che una raccomandazione nella sua vita non l'abbia cercata.

Cattiva abitudine? Certamente, ma credo che ben altri siano i problemi dell'Italia, almeno quelli che meriterebbero la prima pagina del Corriere.
 
Un saluto a tutti, buona settimana.                                  

Marco Zacchera