Monday 26th Oct 2020

PUGLIA: UN VIAGGIO ARTISTICO NELLE TORRI DELLA COSTA

(NoveColonneATG) Lecce - Non è solo mare, il Salento, ma anche storia. Una storia ricchissima di spunti, tutta da scoprire. Il Museo provinciale “Sigismondo Castromediano” di Lecce - il più antico museo pubblico della Puglia, fondato nel 1868 da Sigismondo Castromediano, patriota, archeologo e letterato leccese - ripercorre la storia del Salento dalla preistoria alla civiltà messapica fino ad arrivare all’arte del ‘900. Dal 17 settembre al 17 ottobre il museo si appresta ad ospitare “Sta Come Torre”, mostra a cura di Paolo Mele, dopo che l’inedito progetto espositivo diffuso tra Vieste, Trani, Polignano a Mare, Brindisi, Tricase Porto e Taranto ha registrato oltre 5000 spettatori. La mostra (visitabile al Museo Castromediano dal martedì alla domenica dalle 10 alle 22) è promossa dalla Regione Puglia-Sezione Turismo e realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del progetto “Destinazione Puglia” che attiva sinergie tra politiche culturali e promozione turistica. In linea con la sua missione di spazio aperto alla progettualità, secondo il claim “L’antico è contemporaneo”, il Museo Castromediano, che rientra nel Polo Biblio Museale di Lecce, ospita la mostra “Sta Come Torre” nella sua versione completa, con le opere concepite da sette artisti (Luigi Presicce, Pamela Diamante, Lucia Veronesi, Coclite/De Mattia, Elena Bellantoni e Gabriella Ciancimino) che hanno presieduto le sei “torri contemporanee” della costa pugliese. Un dialogo serrato con la collezione archeologica, quindi, in un incontro meditato tra storie, relazioni, paesaggi e visioni che contrassegnano il percorso permanente del museo. Se “Sta Come Torre” si è caratterizzata come una mostra in grado di evidenziare il ruolo di osservatori del nostro tempo di 7 artisti della stretta contemporaneità, il Castromediano con il suo percorso archeologico mira a palesarsi come spazio di raccordo tra epoche e culture che hanno contrassegnato il Salento – terra tra due mari – nel corso di interi secoli.

COME ARRIVARE: L’aeroporto più vicino a Lecce è Brindisi Casale, che dista circa 50 chilometri dalla città, raggiungibile poi tramite bus. Con il treno Lecce è collegata a diverse città italiane.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Dal Gargano al Salento, la Puglia è ricca di meraviglie architettoniche, artistiche e musei, grazie allo spettacolo offerto dai suoi borghi e dalle sue città d’arte, dal romanico al barocco.

A questo link è possibile scaricare la foto:

https://www.9colonne.it/adon.pl?act=Attachment&id=440cc30da5d891870b104c7c6e401ff2&key=original

 

CALABRIA: LA MADONNA DELLA GROTTA TRA RELIGIOSITA’ E TRADIZIONE

(NoveColonneATG) Reggio Calabria - Un viaggio in Calabria può essere anche un viaggio dello spirito, un “pellegrinaggio” non solo destinato ai credenti ma anche agli amanti delle culture e delle tradizioni popolari. Una delle mete possibili è la Madonna della Grotta, nel borgo di Ardore in provincia di Reggio Calabria. Il paese anticamente subì l’invasione dei Turchi, come testimoniano le cosiddette “Grotte dei Turchi” che sono visibili ancora oggi. Attualmente la maggior parte della popolazione si è trasferita ad Ardore Marina, sorto nella seconda metà del Novecento lungo la Costa dei Gelsomini con la costruzione della ferrovia sul litorale ionico. A Bombile di Ardore, tra rocce bianchissime, ulivi e agrumeti sorge il santuario della Madonna della Grotta, uno dei luoghi di culto e di devozione mariana più caratteristici della Locride. La statua di marmo bianco della Vergine, risalente al XVI secolo, si trovava all’interno di una grotta scavata nell’arenaria di una parete ripida, alla quale si accedeva percorrendo una scalinata di 145 gradini. La leggenda narra che un mercante scampò a una mareggiata promettendo come voto una statua alla Regina del Mare. L’artista incaricato di realizzarla si ammalò e non riuscì a completarla, ma la statua miracolosamente si rivelò finita. Inutili furono i tentativi di imbarcare l’opera verso altri lidi, perché i venti riportarono la statua sulle coste di Ardore. Ogni anno, all’alba del primo maggio, molti fedeli giungono al santuario per dar vita al rito del bacio alla Madonna.

COME ARRIVARE: A 8 chilometri di distanza dal centro abitato di Reggio Calabria si trova l’aeroporto dello Stretto Tito Minniti. La città è raggiungibile anche con treni a percorrenza nazionale.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Dai borghi alle mete marittime, dai parchi naturali alle mete montane la Calabria propone un’offerta turistica ampia e variegata.

 

PIEMONTE: LANGHE E ROERO, UNO SCRIGNO DI TESORI

(NoveColonneATG) Alba – Il paesaggio vitivinicolo del Piemonte, riconosciuto come parte integrante del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO, comprende una serie di località situate nelle aree vitivinicole del Basso Piemonte. Tra questi ci sono i territori di Langhe e Roero, dove è possibile concedersi una pausa dai ritmi frenetici del quotidiano e ritrovare l'armonia con la natura. Con un paesaggio punteggiato da paesi e borgate, vigneti, antichi castelli e le Alpi sullo sfondo, le “dolci colline” vitivinicole di Cesare Pavese, tra le più famose in tutto il mondo, hanno conquistato nel 2014 la nomina dell’UNESCO come paesaggio culturale, ovvero il risultato dell’azione combinata tra uomo e natura. Si tratta del cinquantesimo sito che l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura ha riconosciuto al nostro Paese. La sapiente lavorazione e il continuo perfezionamento delle tecniche di coltivazione dei vitigni Nebbiolo, Moscato Bianco e Barbera hanno portato a risultati straordinari che si manifestano nello splendore di un paesaggio unico al mondo. Destinazione ideale per viaggiatori che necessitano di un soggiorno rilassante, ma con un alto valore aggiunto in termini di sistemazioni di charme, quest'angolo di Piemonte unisce incomparabili livelli enogastronomici, paesaggi mozzafiato ed una ricchissima offerta storico-culturale. Culla del movimento Slow Food, terra di vini di prestigio, Langhe e Roero vantano un vasto patrimonio artistico, Barocco in particolare, e letterario. Oltre a Pavese, che con la vita di langa manterrà sempre un intimo legame, qui è nato anche Beppe Fenoglio, che del paesaggio attorno ad Alba ha fatto l’ambientazione per numerosi suoi racconti. Proprio ad Alba si svolge ogni anno uno dei festival enogastronomici più famosi al mondo, dedicato al celebre Tartufo che ne riporta la denominazione. La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è una delle principali vetrine dell’alta gastronomia e delle eccellenze italiane: cuore della Fiera, ad ottobre e novembre, è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, luogo ideale per apprezzare e acquistare i tartufi del territorio. Il programma della 90° edizione, che avrà luogo dal 5 ottobre al 13 dicembre 2020, comprende anche l’Alba Truffle Show, lo spazio dei Cooking Show con i grandi chef, le Analisi Sensoriali del Tartufo, le Wine Tasting Experience, gemellaggi con territori d’eccellenza enogastronomica e “matrimoni del gusto” insieme ad ospiti, incontri e dibattiti.

COME ARRIVARE: Langhe e Roero sono a circa un'ora di strada da Torino, Milano e Genova, gli aeroporti più vicini sono quelli di Torino Caselle e Cuneo Levaldigi. È possibile usufruire del servizio Alta Velocità con il treno Freccia Argento Roma-Torino.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: fiume Po, Torino, Monferrato.

TRENTINO ALTO ADIGE: L’AUTUNNO SI ACCENDE CON I COLORI DEL FOLIAGE

(NoveColonneATG) Trento – In autunno la natura si trasforma, passando dalle tonalità del verde vivido ed intenso, tipiche della stagione estiva, alle sfumature più calde e infuocate, come quelle delle foglie che scivolano al suolo. Si tratta di un fenomeno conosciuto come “foliage” che in Trentino si può ammirare in tutti i suoi colori. In particolare, la zona della Val di Fassa a settembre acquista nuovi colori, vestendosi di giallo, arancio e ocra, uno spettacolo da gustare all’aria aperta, seguendo itinerari adatti a tutta la famiglia. Ritenuta tra le eccellenze turistiche del Trentino, lunga una ventina di chilometri, la Val di Fassa (Val de Fascia in ladino) è una delle principali valli dolomitiche e si sviluppa lungo il corso del fiume Avisio, che nasce dai ghiacciai della Marmolada e raggiunge Moena, entrando in Val di Fiemme. Costituita da 7 comuni, attorniati da alcuni tra i più bei gruppi rocciosi di bianca dolomia (Marmolada, il gruppo della Sella, del Pordoi, il Sassolungo, il Catinaccio), la zona, situata nel Trentino nord-orientale, è ricca di fiabe e leggende in cui è spesso messo in risalto il rapporto tra uomo, natura e divino. I meravigliosi luoghi della Val di Fassa sono abitati da singolari personaggi come lo Stregone Spina de Mul (Scheletro di mulo), il guerriero Ey de Net (Occhi nella notte), la principessa Soreghina, figlia del sole, o Conturina, fanciulla pietrificata dalla malvagia matrigna per via della sua bellezza. Ma la località è famosa anche come meta per il turismo enogastronomico: dal 19 settembre al 4 ottobre 2020, diversi presidi alpini della valle ladina partecipano a “Rifugi del gusto”, una rassegna autunnale che invita a escursioni gastronomiche. Per 15 giorni, si potranno raggiungere le località in quota che aderiscono all’iniziativa, anche grazie all’apertura di diversi impianti di risalita: da Pera, le seggiovie Vajolet 1 e 2 (aperte fino al 20 settembre), da Campitello la funivia del Col Rodella, da Vigo la funivia Catinaccio, da Passo Carezza la seggiovia Paolina (aperta fino all’11 ottobre), da Canazei la cabinovia Canazei-Pecol e la funivia Pecol-Col dei Rossi (fino al 27 settembre), infine da Passo Pordoi la funivia del Sass Pordoi (fino a novembre). Le strutture coinvolte, tra cui i rifugi Castiglioni Marmolada, Pian dei Fiacconi, Friedrich August, Sasso Piatto, Roda di Vael, Stella Alpina, Vajolet, Antermoia, Fuciade e Baita Cuz, proporranno alcuni menù che rispecchiano la personalità dei gestori e del territorio. Tra varietà di paesaggi autunnali e sapori tipici, sarà possibile anche fare trekking tra i principali gruppi montuosi di Catinaccio, Marmolada e Sassolungo.

COME ARRIVARE: la porta principale d'ingresso alla Valle è l’autostrada Modena-Brennero A22. Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Trento, Bolzano e Ora, mentre l’aeroporto di Bolzano dista circa 40 chilometri.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Dolomiti, Cortina d’Ampezzo, Museo Arte Sella, Trento.

A questo link è possibile scaricare la foto:

https://www.9colonne.it/adon.pl?act=Attachment&id=0b56e09e5dfc7c42a9df4fad1929a99a&key=original

LAZIO: VILLA MEDICI, UNA CASA PER GLI ARTISTI NEL CUORE DI ROMA

(NoveColonneATG) Roma - Un luogo ideale di incontri italo-francesi nel segno dell’arte: l’Accademia di Francia a Roma si trova sulla collina del Pincio, nel cuore della Capitale, e apre le sue porte ogni giorno ad artisti e turisti organizzando visite guidate in italiano e in francese. Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia ha come missione fondante e centrale l’accoglienza di artisti e ricercatori. Prima di trovare la sua collocazione definitiva a Villa Medici, ha avuto diverse sedi: dalla modesta abitazione vicino a Sant’Onofrio sul Gianicolo, fu trasferita a Palazzo Caffarelli (1673), poi a Palazzo Capranica (1684) e, infine, a Palazzo Mancini (1725), in via del Corso. In questo periodo l’Accademia di Francia accolse borsisti dai nomi illustri, quali Boucher, Subleyras, Fragonard, David, Robert e Houdon. Oggi l’istituzione partecipa a scambi culturali ed artistici, organizza mostre, concerti, convegni e seminari su temi relativi alle arti, alle lettere e alla loro storia. Il giardino di Villa Medici, che si estende per più di 7 ettari da Nord a Sud, conserva ancora oggi in gran parte l’aspetto del XVI secolo. La Camera turca, situata in una delle torri di Villa Medici, è uno dei luoghi più pittoreschi dell’edificio. Si tratta di un salottino insolito stile neo-moresco con vista su Roma, progettato nel 1833 da Horace Vernet, allora direttore dell’Accademia, a seguito di una visita ad Algeri.

COME ARRIVARE: L’Accademia di Francia a Roma - Villa Medici si trova sulla collina del Pincio, nel cuore di Roma, vicino alla rinomata Piazza di Spagna. È circondata in parte dal parco di Villa Borghese e dal convento di Trinità dei Monti. L'aeroporto "Leonardo da Vinci" è situato a 32 km dalla città, in direzione sud-ovest mentre l'aeroporto Giovan Battista Pastine è situato a 15 km da Roma, in direzione sud-est: entrambi sono collegati con il centro sia tramite bus che linea ferroviaria. La stazione di Roma Termini è il principale crocevia dei trasporti capitolini. Qui transitano i treni ad alta velocità con cui eventualmente proseguire il viaggio nel resto d’Italia.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Lago del Turano, Castrum Antuni.

A questo link è possibile scaricare la foto:

https://www.9colonne.it/adon.pl?act=Attachment&id=0edb60e79ed178a3c8f06b99203f1f69&key=original

TOSCANA: UN PERCORSO PER SCOPRIRE LE SCOGLIERE DELL’ELBA

(NoveColonneATG) Piombino - Immaginate di tuffarvi in un velo di cristallo e di incontrare centinaia di pesci curiosi. Immaginate di passeggiare su soffice sabbia color talco nell’abbraccio di scogliere granitiche levigate dal tempo, o in alta quota tra boschi naturali, fioriture bucoliche e panorami infiniti. Siamo a Capo Sant’Andrea, patrimonio naturalistico dell’Isola d’Elba, in Toscana, tutela del Parco Nazionale Arcipelago Toscano. Scogliere uniche, modellate dal vento e dalle onde, fanno di Sant’Andrea una delle scenografie naturali più suggestive ed amate dell’Elba. A tratti ampie e accoglienti, a tratti intime e appartate, le “Coti”, come amano chiamarle i locali, sono da sempre set fotografico naturale prediletto per servizi di alta moda, documentari o film. Avvicinandosi alla splendida scenografia rocciosa la visione si arricchisce di grossi cristalli bianchi di ortoclasio, che come gemme preziose intarsiano il manto granitoride delle Coti regalando alla vista una generosa lucentezza. Partendo direttamente da Sant’Andrea e andando in direzione del Cotoncello, inizia una bellissima passeggiata lungo la scogliera granitica che dura circa 15 minuti, per conoscere a fondo la bellezza dei grandi ammassi di granito. Il percorso del Calello è parte di un sentiero molto più ampio, tracciato n. 150, che collega Sant’Andrea a Marciana Marina e Sant’Andrea a Patresi.

COME ARRIVARE: Per raggiungere l'Isola d'Elba è necessario prendere il traghetto da Piombino Marittima, località facilmente raggiungibile in auto, treno o autobus, dove in estate quattro compagnie di navigazione dispongono di navi che effettuano numerose corse plurigiornaliere con destinazione Portoferraio, Rio Marina e Cavo. La tratta Piombino-Portoferraio dura poco più di un’ora, solitamente un'ora ed un quarto.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Tante le meraviglie da non perdere in Toscana: da Firenze con i dintorni di colline e castelli alla Versilia, da Livorno alla Maremma, dalle terre di Pisa alle terre di Siena.

A questo link è possibile scaricare la foto:

https://www.9colonne.it/adon.pl?act=Attachment&id=9b457a0423cad1d47eec8b2ee8fb9cf8&key=original

CAMPANIA, “GEMITO” PROTAGONISTA AL MUSEO DI CAPODIMONTE

(NoveColonneATG) Napoli - Dopo il successo riscosso a Parigi dal 15 ottobre 2019 al 26 gennaio di quest'anno della mostra “Gemito. Le sculpteur de l'âme napolitaine” promossa dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e dal direttore del Petit Palais di Parigi Christophe Leribault, dal 10 settembre sarà in mostra a Napoli “Gemito. Dalla scultura al disegno” al Museo e Real Bosco di Capodimonte. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 15 novembre. Vincenzo Gemito (Napoli, 16 luglio 1852 – Napoli, 1º marzo 1929) è stato scultore, disegnatore e orafo. Si formò attingendo dai vicoli del centro storico di Napoli e dalle sculture del museo archeologico. La sua prolifica attività artistica, che lo portò all’apice del successo ai Salons di Parigi nel 1876-77, fu interrotta a causa di un'intima crisi intellettuale. L’esposizione a Napoli, città natale dell’artista, dal titolo “Gemito. Dalla scultura al disegno”, a cura di Jean-Loup Champion, Maria Tamajo Contarini e Carmine Romano si concentrerà sui due grandi amori della sua vita che sono stati anche le sue muse: la francese Mathilde Duffaud e la napoletana Anna Cutolo.  Il Museo e Real Bosco di Capodimonte rappresenta un unicum sul panorama nazionale ed europeo, con un’area espositiva di oltre 15.000 metri quadri e un patrimonio di circa 47.000 opere che vanno dal Duecento fino ai nostri giorni. Il Museo è immerso nel Real Bosco, che per il suo patrimonio storico, architettonico e botanico è stato definito nel 2014 il parco più bello d’Italia. Arrivati a Napoli è impossibile non visitare il Maschio Angioino che è uno dei simboli della città. Si tratta di un castello medievale oggi sede del Museo Civico in Piazza del Municipio. Era una fortezza angioina e di questa rimangono alcune torri e la famosa Cappella Palatina. Altra meta da non perdere è il Teatro San Carlo, uno dei più prestigiosi teatri della lirica in Italia e nel mondo realizzato nel 1737. Senza dimenticare Spaccanapoli: il cuore pulsante della napoletanità, la strada taglia in due il centro storico di Napoli. E, ancora, da visitare Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale, Castel dell’Ovo e Napoli sotterranea.

COME ARRIVARE: Il Museo e Real Bosco di Capodimonte è a pochi minuti dal centro storico di Napoli in via Miano 2. Napoli ha 3 stazioni principali: la Stazione Centrale (Piazza Garibaldi) è quella più importante: 22 binari su cui arrivano i treni da tutte le destinazioni italiane, compresi quelli alta velocità di Italo e Trenitalia. L’Aeroporto Internazionale di Napoli Capodichino è uno dei più importanti d’Italia. A Napoli partono e arrivano aerei da tutte le destinazioni italiane, europee ed internazionali.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Dalla Costiera Amalfitana al Parco del Cilento, dalla Reggia di Caserta alle Grotte di Pertosa-Auletta: ricca di storia e bagnata dal mare, la regione Campania offre tante bellezze imperdibili. Tra queste Amalfi, Ischia, Capri, Positano, Palinuro, Paestum.

A questo link è possibile scaricare la foto:

https://www.9colonne.it/adon.pl?act=Attachment&id=b1f21984ee2829b5276b23dcc96eb129&key=original

SARDEGNA: PORTO FLAVIA, UN CAPOLAVORO DI INGEGNERIA SUL MARE

(NoveColonneATG) Iglesias - Un tunnel lungo circa 600 metri, scavato nella roccia dai minatori, sbuca a metà di uno strapiombo che offre una vista mozzafiato sul suggestivo faraglione di Pan di Zucchero, monumento naturale di 132 metri modellato dal tempo. La miniera di Porto Flavia, all’interno del promontorio che domina Masua, nel territorio di Iglesias, realizzata tra 1922 e 1924, è un’ardita opera sospesa fra cielo e mare, che permetteva l’imbarco diretto dei minerali, destinati alle fonderie nord-europee, sulle navi, riducendo in maniera drastica tempi e costi di trasporto. Due gallerie sovrapposte sboccano a picco sul mare, intervallate da giganteschi silos capaci di contenere fino a 10 mila tonnellate di materiale. Nella galleria superiore si caricavano i silos, da quella inferiore, dotata di nastro trasportatore, si imbarcavano piombo e zinco sui piroscafi grazie a un braccio mobile. A progettare il capolavoro d’ingegneria senza precedenti fu il direttore Cesare Vecelli. Al ‘porto’ diede il nome della figlia, Flavia, che campeggia sulla torretta in stile medievale all’ingresso del tunnel. Per capirne la portata rivoluzionaria, immagina che fino ad allora i minerali erano caricati a mano sulle galanze (navi a vela) e trasportati al porto di Carloforte, da dove partivano verso il Continente. L’inizio dell’attività estrattiva risale a metà 1800. Sul finire del secolo, con oltre 700 addetti, la miniera di Masua era una grande realtà estrattiva. Dopo un breve appannamento, nel 1922 la società belga de la Vieille Montagne le conferì rinnovato impulso. Poi la crisi negli anni Trenta, sino al lento declino. Il complesso di Masua comprende un villaggio minerario sul ripido pendio di Punta Cortis: scuola, ospedale, chiesa, laboratori e case immerse nel verde dislocate su vari dislivelli rocciosi. Interessante anche la visita al museo delle Macchine da miniera: ce ne sono una settantina, oltre ad attrezzature e utensili minerari. Terminata l’escursione storico-industriale, ci si potrà distendere nella spiaggetta di Porto Flavia, che si affaccia sul mare cristallino al fianco dei resti della struttura mineraria, contornata da una fresca pineta.

COME ARRIVARE: Gli aeroporti principali sono quelli di Cagliari–Elmas che serve la parte sud dell’isola; Alghero–Fertilia e Olbia–Costa Smeralda che servono rispettivamente la parte Nordoccidentale e Nord Orientale dell’isola.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Dal Sud dell’Isola, con le splendide isole di San Pietro e Sant’Antioco, alla costa nord-occidentale dove sorge nell’entroterra il capoluogo Sassari; dalla Costa Smeralda a quella orientale dove si alternano coste basse a inaccessibili falesie.

A questo link è possibile scaricare la foto:

https://www.9colonne.it/adon.pl?act=Attachment&id=cad308fbf5d0c0701b40eec879d4b3d6&key=original

VALLE D’AOSTA: GLI ITINERARI DELLO SPIRITO TRA CHIESE E SANTUARI

(NoveColonneATG) Aosta - Dedicati a una religiosità popolare semplice e commovente, i santuari e le chiese della Valle d’Aosta raccolgono le suggestioni della devozione popolare: il ritrovamento fortuito di statue della Madonna e la raccolta di ex voto sono all'origine di molte istituzioni religiose della Regione. Sulla strada per la Val Veny, sullo sfondo del maestoso ghiacciaio della Brenva, sorge il santuario di Notre-Dame de la Guérison, in un luogo che fin dal Seicento è stato teatro di numerose guarigioni miracolose. La fama taumaturgica della Vergine ha fatto di questo santuario un frequentatissimo luogo di culto; all’interno le pareti sono interamente tappezzate di stampelle, ex voto e doni portati dai fedeli miracolati. Le guide alpine della valle fanno celebrare periodicamente una messa propiziatrice. Il luogo su cui sorge il santuario di Plout, invece, dedicato alla Madonna, è venerato fin dal ‘300: fin da allora un’edicola scavata nella roccia ospitava una statua oggetto di venerazione, Notre Dame des Ermites. C’è poi il santuario della Madonna delle Nevi di Machaby, raggiungibile in pochi minuti di auto da Saint-Marcel. Il santuario si trova a 696 metri di altitudine nel vallone di Machaby, non lontano dall’abitato di Arnad, in una splendida posizione fra boschi di castagno. L’edificio, di origini trecentesche, è stato interamente ricostruito nel 1687. Oltre a numerosi ex-voto, all’interno si trova una statua seicentesca raffigurante la Madonna, definita dallo studioso Bruno Orlandoni “uno dei maggiori capolavori della scultura barocca in Valle d’Aosta”. A Les Combes, grazioso villaggio nel comune di Introd, che ha ospitato più volte per le vacanze prima Papa Giovanni Paolo II e poi Papa Benedetto XVI, un piccolo museo espone oggetti, documenti e fotografie a ricordo della presenza del pontefice polacco in Valle d'Aosta. Nella vicina cappella di S.Lorenzo, visitabile nel periodo di apertura del museo, è conservata una reliquia di San Giovanni Paolo II. Eremi e santuari, edificati in luoghi solitari sulle pendici delle montagne, segnano un ritorno alle forme più tradizionali della cultura della Valle d’Aosta.

COME ARRIVARE: L'aeroporto Corrado Gex di Aosta garantisce un accesso privilegiato alle montagne più alte d'Europa. Presente anche un servizio di aerotaxi garantito da diverse società che organizzano il trasporto aereo su richiesta con un’ampia varietà di velivoli.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE - Castel Savoia, Alpenfaunamuseum Beck-Peccoz, Chiesa di San Giovanni Battista, villaggio Walser di Alpenzu, Valpelline, Gressoney-La-Trinité, Champoluc.

LOMBARDIA, MANTOVA: LA CITTÀ SI ACCENDE CON LA “BIENNALE LIGHT ART”

(NoveColonneATG) Mantova – “Una città in forma di Palazzo”: le parole del celebre umanista e letterato Baldassarre Castiglioni sanno rendere l’idea del fascino, delle bellezze e delle suggestioni che Mantova gelosamente custodisce. Piccola e ben disegnata, Mantova è una singolare miscellanea di storia, cultura e arte. E a proposito di arte, la città si prepara ora ad ospitare la Biennale Light Art. Ritorna, infatti, la Biennale: terza tappa di un percorso intrapreso nel 2016 e proseguito nel 2018 con le installazioni di maestri della luce nazionali e internazionali all'interno del prestigioso complesso architettonico di Palazzo Ducale. La città di Mantova si accenderà dunque il 26 settembre alle 18, giorno dell'inaugurazione fino al 31 dicembre 2020 e porterà gli artisti a confrontarsi con il tema "Elogio della luce tra destrutturazione e ricostruzione degli spazi". Con ingresso libero, la Biennale si terrà nella Casa di Andrea Mantegna e nel Tempio di San Sebastiano di Leon Battista Alberti, due fra gli artisti e architetti più importanti e affermati del Quattro-Cinquecento italiano proponendo una vera e propria sfida tra la Light Art italiana e internazionale e gli edifici con cui si dovrà confrontare. Gli spazi interni ed esterni di questi due luoghi, che offrono una visione unitaria della strategia urbanistica e artistica dei Gonzaga, faranno infatti da sfondo alle opere d'arte e dialogheranno con esse ricostruendo una nuova spazialità degli ambienti. L'esposizione sarà divisa in due sezioni: Light Art (opere luminose) e Black Light (opere che si illuminano grazie alla luce di wood), sperimentate già nel 1949 da Lucio Fontana. Nella sezione della Black Light sono presenti opere di Federica Marangoni, Mario Agrifoglio, Leonilde Carabba, Paolo Scirpa, Giulio De Mitri, Carlo Bernardini ai quali la Biennale vuole rendere omaggio quali esponenti storici di questa forma di arte. Inoltre, nella sezione dedicata alla Light Art sono stati coinvolti sia artisti di fama internazionale della prima che della seconda generazione, oltre ad artisti più giovani. Se si fa tappa a Mantova è impossibile non visitare Palazzo Ducale e Palazzo Te. Inevitabile, arrivati in cttà, incrociare più volte Piazza Sordello con il Duomo e Piazza Erbe con la Rotonda di San Lorenzo, la bella Casa del Mercante, la Torre dell’Orologio astronomico e il Palazzo della Ragione. Dopo il terremoto del maggio 2012 la Camera degli Sposi di Mantegna in Castel San Giorgio è tornata visitabile. Un motivo in più per vsitare in questa splendida città.

COME ARRIVARE: In aereo l'aeroporto più vicino è il "Catullo", situato a Villafranca di Verona, a 33 chilometri da Mantova. I principali voli nazionali sono previsti da Roma, Bari, Napoli, Cagliari, Olbia, Salerno, Catania e Palermo.  Altri aeroporti sono: "Gabriele D'Annunzio" di Montichiari, Brescia (Km. 60), "Giuseppe Verdi" di Parma (Km. 60), "Borgo Panigale" di Bologna (Km. 100) ed "Orio al Serio" di Bergamo (Km. 100). In treno Mantova è raggiungibile da Verona (45 minuti) e da Modena (55 minuti), essendo sulla linea Modena - Verona, e da Milano (2 ore). Passano, inoltre, per il capoluogo le linee ferroviarie: Milano - Cremona, Suzzara - Ferrara, Pavia - Monselice - Padova, Vicenza. La stazione dista pochi minuti a piedi dal centro storico.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Milano, lago di Como, lago d Garda, Bormio, la Certosa di Pavia.

EMILIA ROMAGNA: TRA SIMBOLISMO E FUTURISMO, ALLA SCOPERTA DI FERRARA

(NoveColonneATG) Ferrara - Il punto di partenza ideale per un soggiorno tra le bellezze di Ferrara è rappresentato dalla visita ad una mostra di raro fascino. In occasione del centenario della morte, la città emiliana dedica a Gaetano Previati una mostra al Castello Estense (fino al 27 dicembre), che ripercorre in modo originale gli aspetti più affascinanti e innovativi della sua opera, dal titolo “Tra simbolismo e futurismo: Gaetano Previati”.  Gli ingressi al museo e alla mostra sono contingentati e consentiti a un massimo di 15 visitatori ogni 20 minuti. La prenotazione è fortemente consigliata. Incastonata come una pietra preziosa tra Ottocento e Novecento, la figura di Previati ha rivestito un ruolo fondamentale nel rinnovamento dell’arte italiana alle soglie dell’età moderna. Egli è considerato un erede della tradizione romantica, un interprete delle poetiche simboliste e, per la sensibilità della sua pittura, un anticipatore delle istanze futuriste. Un centinaio di dipinti, disegni, cimeli e documenti inediti ripercorrono l’appassionante avventura che ha condotto Previati dalle visionarie interpretazioni storiche e letterarie alla pittura degli stati d’animo, attraverso illustrazioni fantasmagoriche, radiosi paesaggi, toccanti icone e suggestioni musicali. L’occasione sarà propizia anche per perdersi tra le mille bellezze della città degli Estensi. L’attrattiva numero uno è proprio lui, il Castello Estense. Simbolo indiscusso della città, sorge imponente nel centro storico ferrarese: è uno degli ultimi esempi presenti in Italia di castello con fossato provvisto di acqua. L’inizio della sua costruzione risale al 1385 e oggi si presenta color mattone, con quattro grandi torri ai lati.  Una visita può iniziare attraversando i ponti levatoi e, una volta all’interno, si possono visitare le prigioni e le ampie sale affrescate, utilizzate per i giochi e il diletto di corte. Un salto anche nella vicina e bellissima Cattedrale di San Giorgio Martire, che i ferraresi chiamano convenzionalmente “Duomo”, in quanto è il principale luogo di culto della città. Costruita in marmo bianco, dispone di un campanile rinascimentale, opera di Leon Battista Alberti, rimasto incompiuto. L’itinerario potrà proseguire verso il meraviglioso Palazzo dei Diamanti. Il suo nome deriva dalle circa 8.500 bugne in marmo bianco e rosa a forma di diamante che ne ricoprono le facciate. E’ stato costruito su progetto dell’architetto Biagio Rossetti per il fratello di Ercole I d’Este, Sigismondo. La leggenda narra che una delle bugne contenga un autentico diamante nascosto da Ercole I e che faceva parte della sua corona: solo lui ed il capomastro ne conoscevano l’esatta collocazione. Il Duca, quindi, avrebbe fatto accecare e tagliare la lingua al capomastro, in modo da mantenere la posizione del prezioso diamante segreta per sempre. Ecco poi piazza Trento e Trieste. Quest’ultima, in particolare, rimane impressa per i suoi meravigliosi portici, sotto i quali si nascondono vecchie e nuove botteghe. Se siete amanti dei mercatini di Natale, sappiate che quello storico ferrarese si tiene proprio al centro della piazza.

COME ARRIVARE: In treno, la città è raggiungibile mediante la linea ferroviaria Venezia-Firenze-Roma o Milano-Bologna/Bologna-Ferrara. In aereo, l’aeroporto più vicino è quello di Bologna "G. Marconi". Da lì, collegamenti tra l'aeroporto di Bologna e il centro storico di Ferrara con comodi bus navetta.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: L’artistica ed elegante Ravenna, famosa in tutto il mondo per le sculture e i mosaici. Visitare il suo ricco centro storico significa entrare in contatto con autentici capolavori d'arte. Tra questi il Mausoleo di Teodorico, la Basilica di San Vitale, di San Francesco e di Sant'Apollinare in Classe. Da non perdere il Duomo, la Cappella di Sant'Andrea, la Rocca di Brancaleone, i mosaici di Galla Placidia e la Tomba di Dante. Un salto poi fino a Rimini, dove si incontra la bella cittadina di San Leo, ideale per un'incantevole escursione. La sua caratteristica rocca è famosa in tutta la regione. Da visitare, in questo bel borgo medievale, sono piazza Dante e il Palazzo della Rovere, oggi sede del municipio. La Serenissima Repubblica di San Marino è un altro dei gioielli che impreziosiscono queste zone. I suoi 9 castelli ricchi di storia e bellezza, un'affascinante atmosfera medioevale, tanti musei, monumenti, piazze, divertimenti e mercatini, San Marino rappresenta un viaggio che conquisterà i vostri cuori. Incastonata come un luminoso gioiello tra le bellezze del Monte Titano, la piccola Repubblica si può visitare interamente a piedi. Tra le tante meraviglie, sosta imperdibile per ammirare le Tre Torri, simbolo della cittadina.

VENETO: AL PARCO DEGLI ALBERI PARLANTI, UN VIAGGIO A TREVISO PER TUTTA LA FAMIGLIA

(NoveColonneATG) Treviso - Un itinerario per tutta la famiglia, alla scoperta delle mille attrattive di un Veneto magico. Situato a pochi chilometri dal centro della città murata di Treviso, nel verde dello splendido giardino di Villa Margherita, il Parco degli Alberi Parlanti dedica un ampio spazio multimediale e interattivo ai bambini e ai ragazzi. Un'esperienza coinvolgente ed educativa, alla scoperta del cinema, dei cartoni, delle invenzioni, della scienza e della natura. I bambini potranno vivere un emozionante viaggio tra scienza e cartoni attraverso delle immagini in movimento all'interno del percorso "In viaggio coi Cuccioli". Si improvviseranno scienziati alla scoperta delle meraviglie della terra, dell'acqua, del fuoco e dell'aria, potendo fare esperimenti e osservazioni nell'avventurosa area "Alla scoperta dei quattro elementi". Nel magico mondo di "Draghi, dinosauri e animali estinti", i giovani esploratori saranno accompagnati a scoprire le specie più curiose di animali estinti, mettendosi alla prova con divertenti giochi di abilità e intuizione. Nell'avventura "Casa sull'Albero e le Macchine di Leonardo", i piccoli geni partiranno alla scoperta della storia delle invenzioni di Leonardo da Vinci cimentandosi in sfide di logica, giochi di osservazione e prove di ingegno. Le visite guidate ai percorsi per le famiglie si svolgono il sabato, la domenica e nei giorni festivi. Il Parco è aperto tutto l'anno (tranne il 24, 25 e 31 dicembre, 1°gennaio e Pasqua) e offre a tutta la famiglia laboratori creativi e didattici all'interno di quattro aree tematiche. La visita al Parco degli Alberi Parlanti sarà anche l’occasione per visitare la provincia e i dintorni di Treviso, uno scrigno di tesori medievali e rinascimentali, da scoprire ammirando i castelli, le rovine di torrioni e i siti fortificati che caratterizzano il territorio. Il percorso parte da Asolo, con la maestosa Rocca che domina i colli e la pianura circostanti. Eletta a rifugio dell'anima da artisti, pittori e letterati, la “città dai cento orizzonti” vi stupirà con il suo Castello della Regina Cornaro, il Palazzo della Ragione, sede del Museo Civico, e la Cattedrale.  Da lì si può proseguire verso Castelfranco Veneto, che rende omaggio orgogliosa al suo cittadino forse più illustre, il Giorgione, grazie al Museo che porta il suo nome e il Duomo con la famosissima “Madonna con il Bambino in trono”. All’interno delle bellissime mura del XII secolo si trova anche il Teatro Accademico e, appena fuori, ecco il Parco Revedin-Bolasco. Il tour prosegue nelle Terre del Prosecco. Conegliano è la città natale del pittore Giambattista Cima: da visitare il Duomo, con l'annessa Sala dei Battuti, dove viene conservata la pala d'altare "Madonna col Bambino e angeli". Da ammirare c'è anche il Castello con la Torre della Campana, sede oggi del piccolo Museo Civico. Non può mancare una puntata a Vittorio Veneto, che si apre sull’antico quartiere di Serravalle, con il Palazzo della Comunità, il Duomo di S. Maria Nuova con una pala d'altare del Tiziano e il Santuario di Santa Augusta. A Ceneda, patria di Lorenzo Da Ponte, si trovano il Museo della Battaglia e il Castello di San Martino. Anche questa, è una tappa è davvero d’obbligo.

COME ARRIVARE: Situata nella regione Veneto, a nord-est dell'Italia, a pochi chilometri da Venezia, la Provincia di Treviso può essere raggiunta tramite le Autostrade A27 Venezia-Belluno, uscite di Vittorio Veneto Nord e Sud, Conegliano, Treviso Nord e Sud, Mogliano Veneto e A4 Torino-Trieste, uscita di Cessalto. Se si preferisce l’aereo, atterraggio all’Aeroporto A. Canova (Treviso) o Aeroporto Marco Polo (Venezia). Le linee ferroviarie che servono la città sono la Venezia-Udine, Venezia-Belluno, Vicenza-Portogruaro, Padova-Calalzo di Cadore, Venezia-Bassano del Grappa-Trento, Conegliano-Ponte delle Alpi.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: A Vicenza ecco Piazza dei Signori, ovvero il fulcro della città, mirabile esempio di architettura italiana. Si apre con due colonne, la prima con il leone di San Marco, fu costruita nel 1473, mentre la seconda, quella del Cristo Redentore, fu costruita nel 1647. Sulla piazza si affaccia il Palazzo del Capitaniato, costruito dal Palladio nel 1565. Un salto anche a Marostica, in Piazza Castello, dove si gioca la partita a scacchi con personaggi viventi più famosa al mondo. Ma non è la sola attrazione della città: il Castello Superiore, abbracciato da verdi colline, è una costruzione di grande fascino. La Cappella degli Scrovegni di Giotto basterebbe già da sola a giustificare una visita nella vicina Padova. Sempre in tema di arte, i Musei Civici raccolgono una ricca collezione di pittori, soprattutto veneti (Tiepolo, Tintoretto, Veronese) e nel Battistero del Duomo viene mirabilmente conservato un altro straordinario ciclo di affreschi, quello di Giusto de’ Menabuoi.

BASILICATA: VENOSA, LA CITTA’ DI ORAZIO, TRA STORIA E MISTERO

(NoveColonneATG) Venosa - Un itinerario tra cultura e mistero, tra luoghi da vedere e storie da ascoltare, sempre con la curiosità a farla da padrona: l’antico borgo di Venosa, sembra fatto apposta per un viaggio all’insegna delle mille emozioni. La nascita di Venosa risale al III secolo A.C. ad opera di popolazioni sannite, ai quali successero i Romani. Il nome di Venosa è legato a quello di Orazio Flacco, uno dei più grandi poeti della letteratura romana. Visitare Venosa è davvero confortevole, in quanto la maggior parte delle sue attrattive si snodano lungo Corso Vittorio Emanuele II, la via più importante della cittadina. Una classica full immersion tra le bellezze di Venosa può partire dalla visita del Castello in Piazza Umberto I, detta anche Piazza Castello. Il castello, la cui costruzione fu voluta da Pirro del Balzo tra il 1460-1470, ospita, all’interno dei suoi eleganti saloni, il Museo Archeologico Nazionale. Di particolare pregio sono le ceramiche esposte, una collezione numismatica e numerose pitture parietali. Terminata la visita al Castello, imboccate via dei Fornaci e, dopo pochi minuti a piedi, vi si mostrerà in tutto il suo splendore la Fontana Romanesca. Il fascino di questa fontana è impreziosito da un’antica leggenda, la quale narra che chi si disseta con l’acqua di questa fontana, non può più abbandonare la città di Venosa, rimanendone, quindi, quasi rapito. non va più via da Venosa. Ritornati a Piazza Umberto, percorrete Corso Vittorio Emanuele, l’arteria che giunge diritta di fronte al Parco Archeologico: un museo a cielo aperto, dove, le costruzioni di epoca romana e dell’età medioevale, lo rendono unico nel suo genere sul territorio italiano. Il parco, che si sviluppa intorno all’Abbazia della Trinità, comprende le Terme, la Chiesa dell’Incompiuta, l’Anfiteatro e l’Abbazia della Trinità. Questo affascinate itinerario attraverso le bellezze della Basilicata proseguirà, una volta lasciata Venosa, imboccando la SS 168 fino ad Acerenza, dove avrete la possibilità di godere dei suggestivi colori della campagna lucana. Adagiata lungo un ampio altopiano a quasi 900 metri di altezza sul livello del mare, stretta dai fiumi Bradano e l’affluente Fiumarella, Acerenza è considerata uno dei borghi più belli d’Italia.  I suoi vicoli sono belli e suggestivi, l’immagine della sua importante Cattedrale, uno dei monumenti più caratteristici della Basilicata, si erge maestosa sul panorama circostante. La sua costruzione risale all'XI secolo, ad opera del vescovo Godano e del vescovo Arnoldo, abate del monastero benedettino di Cluny. Si ispira alla tipologia dell’abbazia francese nel realizzare la cattedrale acheruntina, prima in Italia nel suo genere.

COME ARRIVARE: In aereo, Aeroporto Internazionale di Bari "Karol Wojtyla" (distanza da Venosa circa 120 Km) o Aeroporto Internazionale di Napoli "Capodichino" (distanza da Venosa circa 180 Km).

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Lo spettacolo dei Sassi di Matera è un'emozione senza eguali: migliaia di casupole sovrapposte l'una all'altra rapiscono l'occhio e lasciano immaginare il lento trascorrere del tempo. In una babele di viuzze e scalinate, appaiono all'improvviso monasteri incastonati nella roccia, chiese rupestri, affreschi bizantini e edifici barocchi. Di fronte, le Grotte dell'Altopiano della Murgia, a strapiombo sul torrente Gravina. E poi, direzione mare, ecco Maratea, la perla del Tirreno, con le sue calette da sogno e la rigogliosa vegetazione mediterranea.

LIGURIA: GENOVA AD OTTOBRE, SULLE ONDE DELLA SCIENZA

(NoveColonneATG) Genova - Dal 22 ottobre al 1° novembre 2020, Genova ospita “Il Festival della Scienza”. L’evento quest’anno è dedicato alle “Onde”. Causa Covid, il Festival della Scienza si svolgerà in una doppia, accattivante veste: laboratori on-line, webinar e visite virtuali ai centri di ricerca, mentre sono confermati gli eventi “in presenza” per famiglie e appassionati di scienza. L’appuntamento internazionale è divenuto ormai una tradizione nell’autunno genovese.  Sono già confermate le sedi storiche del Festival: non solo Palazzo Ducale e il Porto Antico, ma anche i principali musei cittadini, biblioteche e teatri. La visita al Festival genovese sarà anche un’occasione per organizzare un’escursione nella vicina Boccadasse. Questa pittoresca località ligure deve il suo nome alla forma particolare che richiama la bocca di un asino. È un antico borgo a pochi chilometri dal centro di Genova, all'estremo lato orientale della passeggiata di Corso Italia. Borgo pittoresco racchiuso tra gli scogli e circondato da case color pastello, un luogo di grande suggestione. Il paesaggio che si apre agli occhi del turista rende questa località molto romantica, ideale per passeggiare, gustare un gelato o per osservare con ammirazione i pescatori intenti a lavorare le proprie le reti prima della partenza notturna per il mare. Qui sembra di essere immersi in un luogo d'altri tempi: non esiste confusione, non c'è il rumore del traffico, ma si ascolta con piacere solamente l’incessante moto delle onde, davvero una colonna sonora perfetta per trascorrere una giornata in tutto relax. Boccadasse è anche una località che trasuda arte e melodia, in quanto ha ispirato anche diversi cantautori, da Ornella Vanoni a Gino Paoli, rimasti anche loro rapiti dalla romantica bellezza di questi luoghi ricchi d’incanto.

COME ARRIVARE: In aereo, si giunge in città all’aeroporto di Genova-Cristoforo Colombo, che collega il capoluogo di regione a diverse città in Italia e nel resto d’Europa anche con diverse compagnie low cost.

ALTRE COSE DA VISITARE: Una volta ripartiti da Genova, percorrete in auto la Strada Provinciale Aurelia o la A12 e fate tappa a Recco. Incastonato come un prezioso diamante nel Golfo Paradiso, lungo la riviera di Levante, questo storico borgo di gente di mare è famoso per il suo centro storico, di elevato livello artistico. Da non perdere una visita a Portofino, lungo una parte di costa ligure che vi farà innamorare. Le sue casette colorate direttamente a picco sul Golfo del Tigullio, le eleganti barche ormeggiate nel porto e l’atmosfera calorosa che si respira nella Piazzetta centrale (e nella quale è facile incontrare vip e personaggi famosi), rimarranno per sempre scolpite nel vostro cuore.

A questo link è possibile scaricare la foto:

https://www.9colonne.it/adon.pl?act=Attachment&id=b6ee4f60cc88b87b796b41aad3090249&key=original

MOLISE: VENAFRO, TRA GLI ULIVI SECOLARI DEL CASTELLO DI PANDONE

(NoveColonneATG) Venafro - Edificato intorno al X secolo in epoca longobarda, il Castello Pandone di Venafro fu ristrutturato dalla famiglia Durazzo e dai Pandone che lo trasformarono in residenza signorile. All'originaria rocca fortificata furono aggiunti dagli Angioini tre torrioni circolari e, più tardi, un elegante loggiato che domina la valle. Munito di fossato, il castello era protetto da due ponti levatoi. La particolarità del castello sta nella raffigurazione a grandezza naturale di alcuni esemplari di cavalli che il conte Enrico Pandone allevava a Venafro. Ogni cavallo, riprodotto sui muri con la tecnica del bassorilievo, era accompagnato da una targa di riconoscimento che ne riportava il nome, l'età, la razza e la persona a cui era donato. Il Museo Nazionale del Molise ospitato nel Castello Pandone è nato ad opera delle strutture territoriali del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con l’obiettivo di mettere in risalto le qualità delle testimonianze artistiche molisane. Non solo opere del territorio regionale, tutelate all’interno di Castello Pandone, ma anche altre di proprietà statale, provenienti dai depositi dei Musei di Capodimonte e San Martino di Napoli, della Galleria Nazionale d’Arte Antica di Roma e del Palazzo Reale di Caserta si confrontano allo sguardo del visitatore. Il percorso si suddivide in due sezioni: il castello propriamente detto, con le sue valenze urbanistiche, architettoniche e decorative e l’esposizione al secondo piano di affreschi, sculture, tele, disegni e stampe, in un itinerario che documenta la cronologia – dal Medioevo al Barocco – e i diversi orientamenti culturali di committenti e artisti in Molise. A pochi chilometri da Venafro, inoltre, sulla strada che porta alla Cattedrale, è possibile percorrere un itinerario alquanto suggestivo, attraverso una stradina che si snoda tra ulivi secolari e terrazzamenti. E' un itinerario di rara suggestione, dove tra l'altro è possibile ammirare il perfetto sistema di drenaggio delle acque, realizzato per arginare la corrente durante le precipitazioni più intense.

COME ARRIVARE: In treno, Stazione ferroviaria di Venafro, attraverso la Linea Napoli - Caserta - Venafro - Isernia – Campobasso o la Linea Roma - Cassino - Venafro - Isernia – Campobasso. In aereo, Aeroporto di Napoli (80 km circa), Aeroporto di Roma Ciampino (145 km circa), oppure Aeroporto di Roma Fiumicino (174 km circa).

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Adagiato in una valle degli Appennini meridionali, il capoluogo Isernia offre tanto ai turisti che vi giungono. La Fontana Fraterna è il simbolo della città, insieme alla vicina cattedrale di San Pietro Apostolo. Da non perdere assolutamente anche Venafro, borgo medievale di rara suggestione. Passando di qui, vanno visitate le rovine romane sparse per il centro e l'Oasi Le Mortine, un'area naturale dove flora e fauna si espandono in libertà. Passaggio obbligato anche a Bojano. In questo comune in provincia di Campobasso, si scorgono ancora oggi i resti delle civiltà sannite e romane che abitarono qui nei secoli scorsi. Un salto al museo archeologico cittadino è utile per capire il passato della zona, mentre il duomo di San Bartolomeo è la chiesa da visitare.

ABRUZZO: TRA I LUOGHI SACRI DELLA VALLE PELIGNA

(NoveColonneATG) Pescara - La Valle Peligna, o Conca Peligna o Conca di Sulmona, è un altopiano dell'Abruzzo interno centro-meridionale, in provincia dell'Aquila e Pescara, posto ad una quota di circa 400–500 m s.l.m., una delle macroaree di bassa quota della provincia dell'Aquila assieme alla Conca Aquilana, al Fucino e all'Alto Sangro. Da Sulmona si raggiunge la frazione Badia e poi il belvedere alle pendici del Morrone, dove sorgono un punto ristoro e un’area picnic. Dal belvedere affacciato sulla valle Peligna, si può scegliere di salire all’eremo di S. Onofrio, oppure di scendere al sito archeologico del Santuario di Ercole Curino (Itinerario 14 del Parco). In circa 20 minuti si sale all’eremo, inerpicandosi sugli scalini scavati nella roccia. Assai simile ad un nido d’aquila che domina su tutta la valle, l’eremo celestiniano sembra davvero rappresentare l’ideale congiungimento con questi fieri e maestosi volatili, che volteggiano rapaci e senza sosta sul Morrone. La chiesa dispone di un perimetro rettangolare ad aula con soffitto ligneo quattrocentesco. Gli interni sono impreziositi da due affreschi risalenti al XV secolo e che raffigurano il Cristo Re e San Giovanni Battista. Da visitare anche il piccolo oratorio con affreschi del ‘200 e le cellette usate da Papa Celestino V. Alle pendici della chiesa si apre in tutta la sua eccezionale suggestione la Grotta di Pietro, la quale ci mostra l’impronta nella roccia nella quale Pietro era solito coricarsi. Dal piazzale, avendo anche la possibilità di farsi guidare da una chiara segnaletica, si scende per circa 500 metri lungo un sentiero bellissimo, all’ombra di pini e dei cipressi, fino a giungere alle rovine monumentali del Santuario di Ercole Curino, divinità italica protettrice delle greggi, che sorgeva sul tratturo per Foggia. Ricco di stucchi policromi e pavimenti a mosaico di tipo ellenistico, dispone di reperti di pregio tra i quali due statue di Ercole, una in bronzo e una marmorea. Un itinerario davvero eccezionale per tutti gli amanti dell’arte.

COME ARRIVARE: In treno con la Linea ferroviaria Roma – Pescara, scendendo alla stazione di Pratola Peligna. Oppure con la Linea ferroviaria L'Aquila – Sulmona, scendendo alla stazione di Pratola Peligna Superiore. In treno, l’aeroporto più vicino è quello di Pescara, 57 km circa. Quello di Roma Fiumicino si trova a 180 km e quello di Roma Ciampino a 153 km.

ALTRE COSE DA VISITARE: La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, situata nel capoluogo di regione L’Aquila, fu voluta alla fine del Duecento da Celestino V. Questa favolosa basilica vi conquisterà in ogni suo particolare: dal rosone, uno dei simboli della città, alla facciata, passando per i dettagli dei diversi portali. Riposante relax da affidare al lago di Scanno, “la perla d’Abruzzo”, incastonato nell’Alta Valle del Sagittario, con una natura selvaggia e incontaminata. Fuga poi verso la Costa Adriatica, in particolare nel tratto della provincia di Chieti, che offre scorci suggestivi, calette frastagliate e spiagge sassose ed è conosciuta come Costa dei Trabocchi, per le scenografiche palafitte da pesca che la caratterizzano.

UMBRIA: A PERUGIA, SULLE ORME DI RAFFAELLO

(NoveColonneATG) Perugia - L’Umbria conserva, indelebili, le tracce della straordinaria vicenda artistica di Raffaello. Con certezza è possibile affermare che non esista zona dell’Umbria che possa dirsi esente dall’influsso del grande maestro. L’occasione, dunque, sembra davvero quella giusta per spingersi fino a Perugia: presso l’elegante Palazzo Baldeschi al Corso, dal 18 settembre fino al 6 gennaio 2021, spazio alla mostra “Raffaello in Umbria e la sua eredità”.  Raffaello nasce ad Urbino nel 1483, in un periodo in cui la città vive il suo massimo splendore grazie alla vivace attività culturale promossa dalla corte di Federico da Montefeltro. Trascorre l’infanzia nella bottega del padre, il pittore Giovanni Santi, e le biografie più accreditate segnalano che fu lui a decidere di inviare il figlio, che aveva appena sedici anni, ad apprendere l’arte della pittura presso Pietro Vannucci, detto il Perugino, allora molto apprezzato sia a Firenze che a Perugia. È per questo che, a cinquecento anni dalla sua morte, l’Umbria intende dedicare a Raffaello un omaggio appassionato, un percorso attraverso le tracce lasciate nel territorio regionale, le opere personali e quelle degli artisti che più furono attratti dalla sua influenza. Nello specifico, il progetto è organizzato in due distinte sezioni: una è dedicata al periodo umbro di Raffaello, grazie ad una importante sezione multimediale con straordinarie videoproiezioni immersive e all’esposizione di alcune opere dei maestri di Raffaello (Perugino, Pinturicchio e Signorelli); l’altra, prettamente espositiva, è dedicata all’eredità lasciata dall’artista soprattutto in ambito accademico e verrà realizzata da un’altra importantissima istituzione culturale del capoluogo umbro, l’Accademia di Belle Arti di Perugia. Per quanto riguarda la parte documentaria, un importante contributo verrà dato anche dalla Soprintendenza Archivistica dell’Umbria e delle Marche.

COME ARRIVARE: E’ possibile raggiungere Perugia dal Nord Italia con le linee ferroviarie "Milano-Bologna-Firenze-Roma" via Terontola o "Firenze-Terni". Da Sud, con la "Roma-Ancona" via Foligno o con la "Roma-Firenze-Bologna-Milano" via Terontola. In aereo, si arriva direttamente nei pressi della città grazie all’Aeroporto Internazionale dell'Umbria San Francesco d'Assisi, sito in località S.Egidio.

ALTRE COSE DA VISITARE: Da non perdere anche Assisi, il più importante centro religioso della regione, mèta prediletta da molti pellegrini. La Basilica di San Francesco, la Chiesa di Santa Chiara, il Tempio di Minerva, il palazzo “Capitano del popolo” e l’imponente Rocca Maggiore, le principali attrattive della cittadina. Infine, ecco Gubbio, il centro più antico dell’Umbria che ha conservato, sia negli edifici che nelle strade, il suo aspetto tipicamente medievale.

SICILIA: PIAZZA ARMERINA, LA CITTA’ DEI MOSAICI

(NoveColonneATG) Enna - Conosciuta nel mondo come la "Città dei Mosaici", Piazza Armerina, comune di poco più di ventimila abitanti, posto alla sommità di un'altura a 700 metri slm al centro della Sicilia, sui Monti Erei Meridionali, è una tappa obbligata per chi desidera perdersi nella Sicilia più vera. Tanto che si può tranquillamente affermare che, in questi luoghi, convivano in modo armonico arte (con la Villa Romana del Casale, Patrimonio Unesco, dove si trovano i celebri mosaici), storia (con ritrovamenti che partono dall'era paleolitica e arrivano sino alle architetture barocche e normanne del centro storico) e natura, con i boschi che circondano da ogni lato Piazza Armerina, aree verdi protette dal Parco Ronza e dalla Riserva Naturale Rossomano-Grottascura-Bellia, dove si dipartono numerosi sentieri, davvero un paradiso per tutti gli amanti del trekking. Una visita alla cittadina non può che prendere il via dalla Cattedrale di Piazza Armerina. Un edificio che stupisce per la sua solennità e che sorge sul punto più alto della città, al centro dello storico quartiere Monte. Per edificarla ci è voluto più di un secolo (dal 1604 al 1719). Dedicata a Maria Santissima delle Vittorie, la Cattedrale è stata costruita secondo un'architettura che rappresenta un’armonica osmosi di stili differenti, come il gotico e il barocco, oltre ad un campanile alto ben 40 metri in stile gotico-catalano.  A pochi passi dalla Cattedrale, ecco Palazzo Trigona della Floresta, altro simbolo storico di Piazza Armerina. La volontà di costruire questo palazzo fu espressa da Matteo ed Ottavio Trigona nel 1690 sotto il regno di re Martino I. Non si hanno notizie certe su chi sia stato a redigere il progetto originale, ma sicuramente l'architetto Orazio Torriani, che si occupò anche della cattedrale vicina, prese parte in modo attivo alla scelta di alcuni elementi architettonici della costruzione. Il Palazzo dispone di tre piani, con una vasta corte interna. Da ammirare anche, posto sul balcone centrale, lo stemma della famiglia Trigona. Dopo anni di lavori, il palazzo Trigona è pronto per ospitare il Museo Archeologico della città. Un altro fattivo tributo a questa costruzione senza epoca e che, negli anni, ha mantenuto inalterato tutto il suo fascino.

COME ARRIVARE: Arrivo alle stazioni di Catania o Palermo (preferibile Catania perché più vicina) e volendo proseguire in treno si deve viaggiare in direzione Caltanissetta-Palermo e scendere alla stazione di Dittaino (provenendo da Catania, si trova subito prima di arrivare all'altezza di Enna). Da lì è in funzione un servizio sostitutivo in corriera che passa da Valguarnera e arriva a Piazza Armerina in circa 40 minuti. Se si preferisce giungere in aereo, vi sono voli di linea da vari aeroporti italiani ed esteri, con arrivo agli aeroporti Punta Raisi di Palermo o Fontanarossa di Catania e prosecuzione in corriera, treno o macchina.

ALTRE COSE DA VISITARE: In una valle incantata, a contatto con profumati mandorli fioriti, da non perdere una visita al più imponente complesso monumentale di tutta la Magna Grecia. La Valle dei Templi di Agrigento è sicuramente la più significativa testimonianza dell'antica cultura classica. Comprende i templi degli dèi e delle dee, oltre alla meravigliosa necropoli e ai santuari. Un salto anche a Catania, per ammirare da vicino il più alto vulcano attivo d'Europa, posto sul lato orientale della Sicilia, tra i corsi dei fiumi Alcantara e Simeto e che si staglia maestoso con la sua mole. Le spettacolari eruzioni dell’Etna, le tumultuose colate di lava, suscitano da sempre la curiosità di visitatori provenienti da ogni parte del mondo. Meta imperdibile anche per gli escursionisti in visita ai crateri, l'Etna offre in inverno la possibilità di praticare, a pochi chilometri dal mare, gli sport sulla neve. Le escursioni a piedi si effettuano lungo i sentieri del Parco, attraverso boschi e frutteti dipinti da un verde incontaminato.

MARCHE: ASCOLI PICENO, UNA PEDALATA VERSO LA TERRA DEI BRIGANTI

(NoveColonneATG) Ascoli - Ascoli Piceno è una città tra le più caratteristiche d’Italia, nella quale dominano torri, chiese, piazze e palazzi. La pietra, non a caso, sembra la vera protagonista del paesaggio: l’intero centro storico cittadino è stato costruito scolpendo con armonia i blocchi di travertino, prelevati delle vicine cave del Piceno. La parte storica della città è, per questo motivo, incredibilmente armoniosa e affascinante, tanto da stupire il turista anche per la sua eleganza. Il salotto buono di questa città marchigiana è rappresentato da Piazza del Popolo, sulla quale si mostrano, in tutta la loro bellezza, la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Capitani del Popoli, oltre a pittoresche case medievali e a storici portici. Considerata una delle piazze più belle d’Italia, Piazza del Popolo è il simbolo della città, assieme alla vicina Piazza Arringo, dove sorgono gli altri monumenti più importanti di Ascoli: il Palazzo dell’Arringo sede della Pinacoteca Civica, il Duomo di Sant’Emidio, il Battistero di San Giovanni e il Palazzo Episcopale con il Museo Diocesano. Da Ascoli è possibile realizzare anche un itinerario che di certo verrà particolarmente apprezzato da tutti gli aficionados delle due ruote. Da qui ci si potrà infatti spostare in bici a Castel Trosino, altro luogo magico della Marche. La storia narra che Castel Trosino, un suggestivo paesino arroccato su una rupe in travertino, durante la guerra per la conquista del Regno di Napoli, divenne rifugio per i briganti che erano soliti fare scorrerie nei paesi della valle. L’aspetto più caratteristico di questo borgo di case tutte costruite con la pietra, è che vi si può accedere da un solo ingresso, rappresentato da una porta in legno. Castel Trosino rappresenta un ottimo itinerario per tutti gli amanti della bici e della mountain bike. Un buon itinerario da seguire, in sella alla propria bicicletta, è quello che parte dalla stazione di Ascoli Piceno, in direzione Valle Castellana. Dopo essersi lasciati alle spalle gli ultimi edifici della città, si supera il bivio di Palombare, si passa sotto il cavalcavia della nuova Salaria e da qui ci si inoltra verso la Valle Castellana. Iniziano allora i primi tratti suggestivi da godersi in bici, come il passaggio sotto il ponte dell'acquedotto e i successivi due tornanti panoramici. Giunti in località Lago, già da lontano, si può ammirare Castel Trosino, con il suo caratteristico arrocco. Proseguendo ancora, hanno inizio le rampe e a sinistra si scorge la cima della Montagna dei Fiori. A circa un chilometro dall’arrivo, si incontrano le indicazioni per una Necropoli. Arrivati dunque a Castel Trosino, si potrà scendere dalla bici ed addentrarsi nelle atmosfere uniche di questo borgo, nel quale il tempo sembra essersi fermato come per magia.

COME ARRIVARE: La principale stazione ferroviaria più vicina è quella di San Benedetto del Tronto (Linea Bologna - Lecce). I collegamenti tra San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno sono garantiti da una linea ferroviaria locale e da un servizio autobus (con numerose corse giornaliere). Gli aeroporti più vicini sono quelli di Pescara (85 km circa) e quello di Ancona (127 km circa).

ALTRE COSE DA VISITARE: Da non lasciarsi sfuggire una visita ad Urbino, città UNESCO e patria di Raffaello, ed emblema del Rinascimento italiano. Da ammirare il Palazzo Ducale, la reggia dove dimorò Federico da Montefeltro, definito “Palazzo in forma di città” da Baldassarre Castiglione, con i suoi torricini che si innalzano verso il cielo. Poi, un salto a Gradara. Il Castello di Gradara ed il suo borgo fortificato rappresentano una delle strutture medioevali meglio conservate d’Italia. La Rocca, posta su una collina a 142 metri sul livello del mare, è conosciuta per la storia d’amore di Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, resa immortale dai versi del Canto V dell’Inferno di Dante. Spazio poi alle bellezze della costa marchigiana, con gli splendidi paesaggi disegnati dalla Riviera del Conero e il suo mare cristallino e le spiagge sovrastate dal monte omonimo.

FRIULI VENEZIA GIULIA: NEL BORGO INCANTATO DI CIVIDALE DEL FRIULI

(NoveColonneATG) Udine - Cividale del Friuli è uno splendido borgo del Friuli il cui centro storico è racchiuso tra le insenature del fiume Nasone. Proprio in virtù della presenza di questo corso d’acqua, si è resa necessaria la costruzione di uno dei monumenti più famosi di tutta la città: il Ponte del Diavolo, autentico simbolo di questa cittadina ordinata, pulita ed operosa. Da apprezzare in modo particolare i suoi iconici archi, la cui costruzione è avvolta nella leggenda. Si potrà godere appieno della bellezza di Cividale del Friuli soprattutto se la si visita a piedi. In questo modo, sarà possibile apprezzare i suoi vicoli e i bei palazzi storici che non mancheranno di sorprendere il turista, in virtù delle loro forme o per gli affreschi che ne decorano le facciate. Da non perdere, nella visita a Cividale del Friuli, la chiesa di San Pietro e San Biagio, con i loro affreschi che ne decorano le facciate esterne. Spazio poi alla Casa Medioevale, incastonata tra i vicoli del centro storico. Il Palazzo Comunale della città merita una visita per la sua bella loggia, mentre il Duomo cittadino, ovvero la chiesa di Santa Maria Assunta, è davvero una costruzione di notevole pregio. Uno sguardo poi al Castello Canussio, sede di eventi internazionali e dall’importante valenza storica. Una menzione speciale merita anche il Tempietto Longobardo, che è stato fondamentale nell’attribuzione della protezione da parte dell’UNESCO di questo borgo. Le vie del centro storico di Cividale del Friuli sono così graziose e il centro così intimo e raccolto, che non potrete fare a meno di percorrerlo più volte. In questo modo sarete certi di non perdervi nemmeno uno scorcio di questo centro del Friuli così caratteristico.

COME ARRIVARE: In treno si può arrivare attraverso la linea ferroviaria Udine-Cividale. In aereo, dall' Aeroporto di Trieste Ronchi dei Legionari.

ALTRE COSE DA VISITARE: Una visita la merita senza dubbio Trieste, meravigliosa ed elegante città di confine, mix di culture, stili e sapori. Da ammirare la famosa Piazza dell’Unità d’Italia. Su tre lati è possibile ammirare degli eleganti e candidi palazzi (tra i quali troviamo il Municipio di Trieste, il Palazzo della Giunta Regionale del Friuli-Venezia Giulia e la Prefettura). E poi c’è Gorizia: dall’identità metà slava e metà italiana che, oltre al castello, presenta tra le sue vie palazzi e templi di stili eterogenei. Da non perdere la Chiesa di Sant’Ignazio, il Duomo e il Parco del Castello. Infine, si va a Pordenone, una città a misura d’uomo, con il suo centro storico che raccoglie degli esempi architettonici di grande pregio, come Palazzo Comunale e Palazzo Ricchieri, fino al Duomo, con il suo campanile di 79 metri e il Castello di Torre.

Comments powered by CComment