Tuesday 24th Nov 2020

Indigenous women protesting in Brazil
La copertina del Calendario 2021 ritrae alcune matriarche appartenenti a diversi popoli riunite in un tipi per un incontro al campo di resistenza contro l'oleodotto Dakota Access Pipeline, North Dakota, USA. © Tomás Karmelo Amaya / Survival International 

Survival International, il movimento mondiale per i popoli indigeni, è lieta di annunciare i vincitori del concorso fotografico per il Calendario 2021 ‘We, the people’.

Aperto a fotografi professionisti e amatoriali, il concorso valorizza la fotografia come un efficace mezzo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica in materia di popoli indigeni.

Da tempo Survival incoraggia la partecipazione degli artisti indigeni stessi al concorso, e quest’anno la metà delle immagini selezionate sono state scattate proprio da fotografi indigeni di varie parti del mondo (contrassegnati nell’elenco con un asterisco).

Il tema dell’anno era “Orgoglio e resilienza”, e ad aggiudicarsi la copertina è stata un’immagine di Tomás Karmelo, fotografo indigeno Yoeme-A:shiwi-Rarámuri. La fotografia ritrae alcune matriarche appartenenti a diversi popoli, riunite in un tipi per un incontro di donne al campo di resistenza contro l’oleodotto Dakota Access Pipeline, nel Nord Dakota, patria ancestrale degli Očeti Šakówiŋ. Il giorno seguente lo scatto, le forze dell’ordine della contea di Morton attaccarono i manifestanti, custodi di acqua e terra, con cannoni ad acqua, nonostante le temperature polari.

Anche un’altra delle belle immagini vincitrici racconta le proteste contro il Dakota Access Pipeline ed è stata scattata da Josué Rivas (indigeno Mexica-Otomi).

Ecco l’elenco dei vincitori del concorso:

Tomás Karmelo Amaya*
Josué Rivas *
Kiliii Yuyan *
Jonatan Oregon
Pablo Albarenga
Guillaume Beaudoin
Ashish Birulee *
Tiago Lage
Vanessa Pataxó *
Diana María Navas
Ubiratan Surui *
Jose O. Neto
Hannah Reyes Morales
Calendario di Survival 2021, immagine di marzo. Un'ostetrica achuar nel suo orto, Ecuador, 2020. © Pablo Albarenga
Tra le altre splendide fotografie c'è uno scatto di Pablo Albarenga, scattata per Rainforest Defenders - un progetto di DemocraciaAbierta con il sostegno del Rainforest Journalism Fund, in collaborazione con il Pulitzer Center. Ritrae un’ostetrica indigena Achuar nel suo orto, dove coltiva piante medicinali per curare le pazienti. Insieme al suo popolo, sta resistendo e combattendo contro lo sfruttamento e la distruzione della foresta amazzonica compiuti nel nome del “progresso” e dello “sviluppo”.

I popoli indigeni sono nostri contemporanei e parte vitale della diversità umana, e a dimostrarlo è anche Zamanbol, una ragazza Altai Kazakh di 14 anni, ritratta dalla fotografa Hannah Reyes Morales in Mongolia insieme alla sua aquila da caccia. Durante la settimana Zamanbol vive in città, per andare a scuola, ma nel weekend torna alla ger, o yurta, di famiglia.

Survival International è stata fondata nel 1969 a seguito della pubblicazione di un articolo sul genocidio degli Indiani amazzonici scritto da Norman Lewis per il Sunday Times britannico, e corredato dalle immagini potenti del leggendario fotografo Don McCullin.

L’organizzazione esiste per prevenire lo sterminio dei popoli indigeni e fornire loro un palcoscenico da cui parlare al mondo, per permettere loro di denunciare la violenza genocida e il razzismo che subiscono quotidianamente.
Calendario di Survival 2021, immagine di novembre. Una ragazza altai kazakh insieme alla sua aquila da caccia, Mongolia, 2018. © Hannah Reyes Morales
“Quest’anno abbiamo ricevuto molte immagini potenti, e ringraziamo di cuore tutti i fotografi che hanno partecipato” ha dichiarato Francesca Casella, direttrice della sede italiana di Survival International e membro della giuria di selezione. “La fotografia è uno strumento fondamentale per sostenere i diritti dei popoli indigeni, mostrano la loro resilienza e le loro lotte, ma anche il valore delle loro culture e la cura che hanno per la Terra. Sono convinta che le immagini incoraggeranno nuove persone a sostenere il movimento mondiale per i loro diritti, da cui dipende non solo il futuro dei popoli indigeni, ma anche quello del mondo intero.”

 

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