Tuesday 27th Jun 2017

La regola: il cibo usato come una medicina. L’importanza del bilanciamento degli alimenti: 40 grammi di verdure, 30 di proteine e 30 di grassi - 

Maria Teresa Veneziani - corriere.it - 

«Dieta in greco significa stile di vita». E per far capire subito che lui predica bene ma poi sa essere coerente assicura che anche quando viene in Italia mangia sempre nello stesso modo: «Un piatto di verdure grigliate, pesce ai ferri con altre verdure e una ciotola di frutta». Barry Sears, biochimico statunitense, classe 1947, è l’inventore della dieta zona e forse il dietologo più famoso al mondo: ha venduto 5 milioni di libri, tradotti in 22 lingue. È in Italia per presentare l’ultimo, Positive Nutrition(Sperling & Kupfer). Dice di aver ricevuto «una chiamata». «Mio padre e i miei fratelli sono morti cinquantenni per cardiopatie. Potevo restare lì ad aspettare il mio turno o darmi da fare. Ho smesso di considerare la scienza come carriera e ho cominciato a studiare il cibo come medicina del futuro. E ho deciso di non valutare più gli aspetti molecolari dei lipidi per indirizzarmi alla capacità di controllare lo stato infiammatorio responsabile non solo dell’obesità, ma anche delle patologie croniche e dell’invecchiamento precoce».

Ora Sears lancia un approccio positivo alla dieta. Per la prima volta non si abolisce quello che fa male, ma ci si concentra su ciò che fa bene, basandosi sullo studio delle popolazioni più longeve delle cosiddette «Zone Blu»: Sardegna, Ikaria in Grecia, Loma Linda in California, Okinawa in Giappone. Come si fa ad essere positivi se si hanno 20-30 chili da perdere? «Non è facile, perché ci sono strutture biologiche che rendono difficile la riduzione della massa grassa. Un obiettivo realistico è quello di scendere del 5% in 6 mesi-un anno. La vera difficoltà è non re-ingrassare e per questo si dovrà continuare a seguire un corretto regime alimentare per tutta la vita». Nessuna discriminazione tra le persone in sovrappeso e quelle in linea, «perché i principi della zona servono a tutti per mantenersi in salute e invecchiare bene».

Sears riassume la sua filosofia con la regola del tris (40-30-30); 40% di carboidrati, che sono dati quasi interamente da verdura e frutta: 30% di grassi e 30 di proteine. Ogni giorno si può mangiare fino a un chilo di verdura (80%) condita con un cucchiaio di olio extravergine; poi frutta (20%). Si comincia con un piatto di verdure, si prosegue con un pezzo di pesce o pollo «grande quanto il vostro palmo» e si chiude con una ciotola di frutta. È bene che non passino più di cinque ore tra i pasti. Sono concessi tre spuntini, incluso un bicchiere di latte prima di coricarsi. Una dieta antinfiammatoria prevede una riduzione di acidi grassi idrogenati (pasticceria, fast food, zucchero «causa squilibri ormonali», insaccati, fritture). «Consiglio due integratori Omega-3 e polifenoli derivati dalla frutta.

Ho scritto un libro 20 anni fa dove ponevo i fondamenti della zona. Sono state fatte 30 sperimentazioni, molte ad Harvard. E le raccomandazioni per il trattamento del diabete sono simili». Che cosa c’è di nuovo? «La scoperta che le parti dell’organismo causa dell’infiammazione silente non sono solo sangue e cervello, ma anche l’intestino, che deve essere protetto con fibre fermentate (carciofi, asparagi, cipolle e aglio, avena, orzo, frutti di bosco e mele)». Che cosa risponde a chi dice che la dieta Mediterranea resta la migliore? «L’unica differenza sono pane e pasta, nella zona sostituiti con le verdure, ma se mangi un piatto di pasta dopo due ore hai fame, perché a ridurre la fame sono le proteine». La zona concede 1.200 calorie per la donna e 1.500 per l’uomo. Sembra affamante... «No, è stata sperimentata per ridurre la sensazione di fame e stanchezza. Alzarsi non sazi è la prima regola di lunga di vita».

Sears riassume i quattro pilastri della Positive Nutrition: «Oltre a una strategia nutrizionale anti infiammatoria, e agli integratori derivati dai superfood quali il pesce, le alghe, le verdure, le spezie, a sostenere la dieta zona nel loro fondamentale compito c’è l’attività fisica che deve essere fatta almeno tre volte la settimana ma che se è troppa diventa dannosa perché aumenta lo stress e quindi l’infiammazione. L’ultimo pilastro è rappresentato dalle tecniche antistress, appunto, quali yoga e meditazione». Finita l’intervista scappa a fare ginnastica. Per i suoi 70 anni è perfettamente in forma.