Friday 20th Oct 2017

Franco Stefanoni - corriere.it -

Il governo ha autorizzato il ricorso alla fiducia sulla legge elettorale dopo la richiesta avanzata dal Pd per evitare il rischio di franchi tiratori. Il governo, con la ministra Anna Finocchiaro, ha posto la questione della fiducia sul Rosatellum bis alla Camera. Ma la ministra per i Rapporti con il Parlamento ha fatto fatica a parlare, perché in Aula è scoppiato il caos, con grida, urla e proteste, da parte delle opposizioni.

Critiche dall'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia: «Credo che il Rosatellum bis sia un passo indietro rispetto al testo precedente che, almeno, prevedeva che il cinquanta per cento dei parlamentari fosse scelto dai cittadini e non dalle segreterie dei partiti». E poi: «Non si può dire `andiamo uniti´ mentre si fa una legge elettorale con Berlusconi, Salvini e Alfano. Per noi questo è uno spartiacque». Alcuni deputati si sono anche avvicinati ai banchi della presidenza e del governo. La presidente Boldrini, nel sospendere la seduta, ha comunicato al convocazione della Conferenza dei capigruppo per il timing delle votazioni. La ministra Finocchiaro, nell’annunciare la fiducia, ha specificato in Aula che viene posta sugli articoli 1, 2 e 3 del testo base della legge elettorale. Le prime due fiducie sui primi due articoli del Rosatellum bis si svolgeranno mercoledì 11 ottobre, a partire dalle ore 15.45. La terza ed ultima fiducia si voterà invece giovedì, mattina, poi i voti senza fiducia con l’esame degli emendamenti e di seguito i voti sugli ordini del giorno nel pomeriggio di giovedì e infine, entro la serata di giovedì il voto finale sulla legge elettorale.
Rosatellum, come funziona la legge elettorale e cosa prevede

Dopo l’annuncio della fiducia sulla legge elettorale Alessandro Di Battista (M5S) si è recato dai manifestanti in protesta davanti a Montecitorio. Ma il deputato è stato contestato dalla piazza. «Che c.. ci fai qui? Sei un abusivo», gli hanno gridato i manifestanti del Movimento Liberazione Italia di Antonio Pappalardo, ex generale dei carabinieri e ex deputato. Ma davanti a Montecitorio si assiepano anche leghisti che sostengono i referendum per l’autonomia delle regioni del Nord e i No vax. La protesta M5S contro il Rosatellum bis invece andrà in scena mercoledì alle 13, giorno in cui dovrebbe iniziare ad essere votata la fiducia sulla riforma, e proseguirà anche giovedì pomeriggio.

Il tema della fiducia aveva già caratterizzato l’intera mattinata, con opposte prese di posizione di Pd, Mdp e M5s. Ettore Rosato, capogruppo alla Camera, aveva detto:«Dopo la riunione di maggioranza ho telefonato al premier Paolo Gentiloni riferendo che la valutazione della maggioranza sarebbe che è opportuna la fiducia perché il testo è frutto di un faticoso equilibrio tra maggioranza e opposizione e sottoporlo ai voti segreti metterebbe in difficoltà il complesso del testo».

«Mettere la fiducia sulla legge elettorale a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia. Qui si sta scherzando col fuoco. Una legge che toglie la sovranità ai cittadini di scegliere i propri eletti viene approvata togliendo la sovranità al Parlamento. Non voglio credere che sia vero». Lo ha dichiarato Roberto Speranza, coordinatore di Mdp. «Sulla legge elettorale la fiducia è stata messa nella storia d’Italia durante il fascismo, con la Legge Acerbo, durante la discussione sulla famosa `legge truffa´ e, da ultimo, da Renzi sull’Italicum, che poi fu giudicato incostituzionale, in modo particolare tra Renzi e Berlusconi per avere un Parlamento, ancora una volta, di nominati». Il sunto dei precedenti parlamentari viene offerto da Roberto Speranza che a Rtl 102.5 per Non Stop News ha ribadito che «questo è un punto gravissimo». «Farò una battaglia fortissima - assicura il coordinatore Mdp - contro questa legge elettorale e non voglio neanche pensare all’ipotesi che venga posta la questione di fiducia. Gentiloni aveva detto parole chiarissime in Parlamento, che la legge elettorale è materia del Parlamento e non del governo. Sarebbe molto grave che venisse messa la questione di fiducia sulla legge elettorale».

«Se il governo dovesse porre la fiducia sul Rosatellum sarebbe un atto eversivo, contro la democrazia, la libertà del voto e la sovranità dei cittadini». Così il capogruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle, Simone Valente, durante la mattinata. «Il tutto con la complicità di Lega e Forza Italia che, sulla carta, sono all’opposizione, ma che - accusa - fanno parte di questo grande e vergognoso inciucio contro i cittadini». Luigi Di Maio invece ha detto: «Signori, siamo in piena emergenza democratica. Nelle aule parlamentari si sta consumando l’ennesima aberrazione istituzionale: il Pd ha dato il suo ok alla fiducia sulla legge elettorale quindi il Parlamento non potrà discuterla. Quello che hanno deciso due o tre capi di partito diventerà legge senza che nessuno possa dire la sua. È un momento critico». «L’intento è distruggerci, quello che otterranno sarà rafforzarci. Nei prossimi giorni saremo chiamati tutti a difendere le istituzioni della Repubblica. State pronti».

Il presidente della Repubblica pur non esprimendo, ovviamente, valutazioni nel merito del testo in esame in Parlamento o di scelte diverse in materia e neppure sull’ipotesi di voto di fiducia che attiene al rapporto Parlamento-Governo, continua a considerare positivo l’impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale, auspicando che questo avvenga con ampio consenso. È quanto si apprende al Quirinale in merito al dibattito politico sulla nuova legge elettorale.