Friday 24th Nov 2017

SOMMARIO: POST SICILIA – MANCA SERIETA’ – DI MAIO, DOVE SEI ? – OSTIA E MAFIA CAPITALE – GUSMEROLI: UN LIBRO AD ARONA -

Il voto in Sicilia pesa e peserà in casa PD, dove è in corso una furibonda resa dei conti, ma anche a destra, dove sono subito proseguite le dispute Berlusconi-Salvini per la leadership. Nubi pure in casa grillina perché obiettivamente i numeri confermano che con questa legge elettorale difficilmente avranno la maggioranza alle “politiche”. Interessante comunque “apertura” di Salvini agli stessi grillini nell’ipotesi che dopo le elezioni ad un potenziale asse Berlusconi–Renzi si possa contrapporre una intesa di opposizione: una alternativa?

Intanto è scoppiata la violentissima polemica CONSOB-BANCA D'ITALIA circa i mancati reciproci controlli che hanno portato VENETO BANCA a poter effettuare (certificata e coperta!) un aumento di capitale-truffa ai danni di decine di migliaia di soci.

IL PUNTO è solo una modestissima voce, ma i lettori potranno darmi atto che DA DUE ANNI quasi ogni settimana ho sostenuto e ripetuto la stessa cosa, ovvero che esattamente lì stava il marcio. In un paese minimamente serio, i responsabili di CONSOB E BANKITALIA che non hanno fatto il loro dovere andrebbero SUBITO RIMOSSI e DENUNCIATI PER DANNI ai cittadini-azionisti, CON BLOCCO IMMEDIATO DEI LORO BENI PERSONALI PER POTER INDENNIZZARE I TRUFFATI.

Invece - vedrete - non succederà assolutamente nulla, come per anni non hanno fatto NULLA quei buffoni al governo che "non vedevano, non sentivano, non parlavano" forse troppo presi a coprire le malefatte famigliari e politiche con Banca Etruria, Monte dei Paschi, banche fiorentine ecc. ecc. ecc.

UN PO’ DI SERIETA'!
Credo che con gli anni mi stia venendo un gran brutto carattere: non ce la faccio più a leggere e ascoltare ogni giorno discorsi spesso così sciocchi, demagogici, basati sui “si dice” e con poco fondamento storico oppure costruiti solo su preconcetti e poco sui fatti. Eppure per strada, al bar, facendo la fila in Posta si ascoltano le cose più assurde. Non so se la gente che sproloquia in questo modo sia figlia di una politica raffazzonata e ignorante oppure il contrario, so che molto spesso la realtà delle cose e delle problematiche è ben diversa – e più complessa - dei “si dice” e dal solito “bisognerebbe fare così” (normalmente solo velleitaria teoria).

Ecco quindi troppe superficialità sulla politica, l’economia, i migranti, lo jus soli, l’Europa, gli sprechi del “palazzo”, le “bombe d’acqua”, oppure le chiacchiere su Papa Francesco, Trump o Putin spesso del tutto campate per aria.

Il problema è che in Italia si governa sempre, da decenni (più o meno), allo stesso modo, ovvero si lanciano proposte per qualche ora (giusto il tempo di un titolo o un passaggio in TV) e poi si lasciano scivolare i problemi nell’oblio.

Siamo alla vigilia delle elezioni: dove si trovano i fondi per certe proposte velleitarie, come ci si impegna realmente per il “dopo”, dove sono programmi approfonditi? Vale per tutti, purtroppo, ma con questa superficialità, arroganza, ignoranza, mancanza di strategia, inseguendo solo i sentimenti più superficiali o isterici dei cittadini senza insistere per una loro effettiva partecipazione (vedi le liste e i candidati bloccati alle elezioni con la nuova legge elettorale) alla fine davvero ci perdiamo tutti.

SICILIA, CENTRO DESTRA: VITTORIA AGRODOLCE
Come mi auguravo, Nello Musumeci in Sicilia si è dimostrato un candidato vincente e il centro-destra vittorioso torna alla guida della regione eleggendo un suo esponente che per la prima volta non è espressione del solito “centro” variamente declinato ma piuttosto, per la sua storia personale e politica, dichiaratamente di destra.

Se oggi Berlusconi gongola per il successo di Forza Italia dovrebbe lealmente ammettere che lui Musumeci come “governatore” proprio non ce lo voleva, tanto che ha ceduto solo dietro i sondaggi e le forti insistenze di Miccichè che aveva “fiutato” l’affare e ha portato FI, nonostante le polemiche per gli “impresentabili” , oltre 3 punti sopra il PD.

Anche Matteo Salvini può sostenere di aver contato sul serio e se pur la sua lista era unita a quella “ufficiale” di Giorgia Meloni la percezione del suo successo resta e conterà parecchio nei prossimi mesi come per la stessa Meloni che esulta soprattutto per aver per prima puntato con forza su Musumeci ed ha avuto ragione.

I grillini festeggiano per i seggi conquistati ma sono isolati politicamente, rischiano di perdere l’autobus per Palazzo Chigi e oltretutto segnalano un “flop” della lista rispetto al loro candidato presidente Cancelleri, mentre a Ostia – dove pur si è votato – cadono alla metà dei voti rispetto a due anni fa, così come il PD che crolla incredibilmente ai livelli di Casa Pound e di Fratelli d’Italia, sottolineando la crisi di Renzi e imminenti altre polemiche interne.

Musumeci ha vinto ma ha solo due consiglieri di maggioranza (uno solo, dopo il primo arresto!) e quindi sarà esposto a pressioni durissime. Resisterà? Come scriveva Tomasi di Lampedusa in Sicilia “Tutto ha da cambiare perché nulla cambi” e vedremo se in proposito il Gattopardo sarà stato ancora una volta facile profeta

DI MAIO, DOVE SEI?
Credo che Di Maio - che aveva sfidato Renzi in un dibattito TV e che poi, una volta stabilito, non ha più voluto farlo – abbia “sportivamente” sbagliato. Peccato, perché forse avremmo ascoltato uno scontro vero, non solo il solito menu quotidiano che prevede come Berlusconi ripeta il suo mantra del “Vogliamo un governo del fare e una vera rivoluzione liberale unendo i moderati ”, ripetendolo da anni come un disco rotto, seguito da un Matteo Renzi che nonostante la botta siciliana continua a spararle una più grossa dell’altra come sostenere che il PD “Con me può arrivare al 40%” oppure che “Serve un fondo per i risparmiatori” “Vanno detratti i costi per le badanti” oltre al consueto “Abbiamo traghettato l’Italia fuori dalla crisi” proprio nei giorni in cui l’UE ripete impietosamente che il nostro paese ha la più bassa crescita d’Europa.

Da Luigi Di Maio avremmo voluto insomma ascoltare proposte chiare, alternative, valide anche per capirlo meglio e vedere se abbia la stoffa da potenziale leader. Abbandonando il campo ha perso un’occasione, perché se il M5S vuole davvero essere il primo partito (ipotesi sempre meno probabile) ha il dovere di rintuzzare le accuse di demagogia e di replicare con proposte credibili e soprattutto con i fatti.

OSTIA E MAFIA CAPITALE
Non ci possono essere né attenuanti né giustificazioni per l’atto di violenza gratuita di un esponente del clan Spada ai danni di una troupe della RAI. Non trovo giusto, però, la similitudine che l’episodio sia di fatto “colpa” di casa Pound (e quindi favorito anche della candidata di destra al ballottaggio di domenica prossima, come ha sostenuto il M5S) per una loro presunta collusione con la mafia quando a Ostia si è votato proprio per lo scioglimento del municipio (a guida PD) per infiltrazioni mafiose e dopo che proprio il delinquente che ha dato la testata si era detto disponibile a candidarsi con Grillo. Senza commenti il successivo e doveroso arresto del feritore, ma forse Minniti poteva risparmiarsi di sostenere che “l’autorità dello Stato non ha zone d’ombra” quando proprio Ostia è la dimostrazione palpabile di una troppo lunga e colpevole assenza dello Stato.

Un salutone a tutti.
Marco Zacchera