Monday 18th Dec 2017

Roma – Il 2017 è stato l’anno meno piovoso dell’intera serie storica della banca dati di climatologia storica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr), cioè dal 1800 a oggi. L’anno appena trascorso è stato inoltre il quarto per temperature, con 1,3°C di anomalia positiva rispetto alla media.
 
Lo rende noto lo stesso Isac-Cnr che ricorda come con novembre si concluda l’anno meteorologico 2017 (dicembre 2016-novembre 2017). Dal punto di vista termometrico – fa sapere l’Istituto – il 2017 ha fatto registrare, per l’Italia, un’anomalia di +1.3°C al di sopra della media del periodo di riferimento convenzionale 1971-2000, chiudendo come il quarto più caldo dal 1800 ad oggi, pari merito agli anni 2001, 2007 e 2016. Più caldi del 2017 sono stati solo il 2003 (con un’anomalia di +1.36°C), il 2014 (+1.38°C rispetto alla media) e il 2015, che resta l’anno più caldo di sempre con i suoi +1.43°C al di sopra della media del periodo di riferimento.
 
Più significativa è risultata l’anomalia pluviometrica del 2017, che verrà sicuramente ricordato per la pesante siccità che lo ha caratterizzato. A partire dal mese di dicembre del 2016 (primo mese dell’anno meteorologico 2017) si sono susseguiti mesi quasi sempre in perdita: fatta eccezione per i mesi di gennaio, settembre e novembre, tutti gli altri hanno fatto registrare un segno negativo, quasi sempre con deficit di oltre il 30% e, in ben sei mesi, di oltre il 50%. A conti fatti, gli accumuli annuali a fine 2017 sono risultati essere di oltre il 30% inferiori alla media del periodo di riferimento 1971-2000, etichettando quest’anno come il più secco dal 1800 ad oggi. Per trovare un anno simile bisogna andare indietro al 1945, anche in quell’anno ci furono 9 mesi su 12 pesantemente sotto media (il deficit fu -29%, quindi leggermente inferiore).
 
Sam MAZ - (askanews)