Thursday 17th Aug 2017

Gentile Direttore,

ho avuto una offerta di lavoro in Sud Africa (zona Pretoria/Johannesburg). Ho cercato in vari siti le informazioni utili in questi casi (oltre ad aver contattato inutilmente le Ambasciate Italiana e Sudafricana). Ho consultato anche le informazioni presenti sul sito del Suo giornale.

Le informazioni sono utilissime ma talvolta frammentarie. Sarebbe utile avere un link al Suo sito dove le domande più frequenti trovano una risposta (delle frequently asked questions, FAQ, che un "tipico emigrato" - uso questa espressione con molto affetto e simpatia, visto che molti italiani hanno dovuto lasciare il proprio Paese - desideroso di andare in Sud Africa si pone). Provo ad elencarne alcune nella speranza di ricevere qualche risposta (che sono sicuro avranno una valenza per molti lettori):

Procedure e Burocrazia
1) - quali documenti sono necessari per lavorare in Sud Africa
2) - quali tipi di visto bisogna ottenere
3) - quali sono i requisiti per ottenere la residenza e successivamente la cittadinanza in Sud Africa?
4) - esistono delle procedure per accedere alla pensione italiana una volta terminato il periodo lavorativo in Sud Africa?
5) - quali sono i siti di job recruitment più affidabili in Sud Africa?

Scuole e Professioni
6) - esistono scuole italiane (o internazionali) per bambini di madrelingua italiana (che parlano solo italiano)?
7) - qual è il sistema scolastico Sud Africano? La scuola pubblica è da preferire a quella privata? I titoli scolastici italiani sono riconosciuti in Sud Africa? e viceversa?
8) - i titoli accademici italiani sono riconosciuti in Sud Africa? Un medico italiano può praticare la sua professione in Sud Africa? Un Avvocato? Un ingegnere?

Vita in Sud Africa e Costo della Vita
9) - quali sono le zone di Johannesburg, Pretoria (ed altre città Sudafricane) in cui cercare una residenza "sicura"?
10) - quali sono le aree delle stesse città che un Sud Africano di origine italiana non frequenterebbe?
11) - qual è il costo della vita in Sud Africa confrontato all'Italia (quanto costa affittare una casa "media", un pasto "medio", una macchina di media cilindrata, ...) ?
12) - Mi sembra di capire che la diffusione dell'AIDS in Sud Africa sia un problema. Come impatta nella vita di tutti i giorni? Esistono altri tipi di problemi sanitari?
13) - qual è il sistema sanitario in Sud Africa? è frequente rivolgersi alla sanità privata?

Sicurezza
Nelle Lettere al Direttore, Lei ha spesso risposto a domande sulla sicurezza, Le suggerirei di usare il sistema delle FAQ per rispondere una volta sola alle numerose domande in merito. Però una domanda sulla sicurezza la pongo anch'io: Pretoria è più o meno sicura di Johannesburg?
Grazie per la pazienza e per ogni suggerimento che Lei e la Sua redazione vorranno fornire.
Buon Lavoro e saluti dall'Italia

Valerio Odoni (Roma)

Il Direttore Risponde

Caro Valerio, quante domande. Le ho numerate io, così mi è più facile cercare di rispondere a tutte, ma prego lei e tutti gli altri lettori di considerare le mie risposte soltanto frutto di esperienze personali e non verità assolute. E’ difficile comunque dare risposte su certi argomenti, ma molto più difficile quando le risposte stesse potrebbero essere la base di decisioni molto importanti. Vede, io sono un testimone soltanto parzialmente attendibile perché, essendo nato e cresciuto in Africa, ho con questo continente e i suoi problemi un rapporto diverso da quello che si può sviluppare fra esso e un individuo che vi giunga da adulto. Ci sono probabilmente zone dove io andrei senza timore che ad altri potrebbero ispirare timore o repulsione. E ci sono sensibilità diverse anche in fatto di sicurezza e di pericolo. In questo campo contano molto anche le esperienze pregresse, poiché la sensibilità di uno che sia stato già vittima di una rapina sarebbe sicuramente diversa da quella di uno mai rapinato. Questo è fortunatamente il mio caso, ma nella mia famiglia altri hanno subito la traumatizzante esperienza dell’incontro con rapinatori armati e ciascuno di loro ne ha riportato conseguenze diverse, che vanno dal fatalistico a un costante senso di allarme. Il fatto che nella mia sola famiglia vi siano diversi soggetti che hanno subito rapine dovrebbe comunque darle un’idea della frequenza con cui questi incidenti si ripetono da queste parti. Ma cerchiamo di andare per ordine.

1) - Per lavorare in Sud Africa occorre un permesso di lavoro. Per ottenere un permesso occorre avere una professione o una qualifica che servano al paese e che altri candidati preferenziali non abbiano. Nel nostro caso potrebbe essere decisiva la necessità di potersi esprimere fluentemente in italiano. Occorre quindi avere un’offerta di lavoro che cittadini sudafricani delle categorie un tempo svantaggiate e oggi favorite non siano in grado di soddisfare. Nella classifica ufficiale da osservare nel favorire un candidato nei confronti degli altri l’uomo bianco figura all’ultimo posto, la donna bianca se la cava un po’ meglio.

2) – Il visto da ottenere è quello legato al contratto e al permesso di lavoro. Ci sono anche tipi avventurosi che hanno soltanto un visa turistico e riescono comunque a lavorare, alcuni ottenendo un’offerta di lavoro regolamentare, altri grazie alla complicità di datori di lavoro disposti a ignorare le disposizioni di legge. Può capitare di essere scoperti ed espulsi.

3) – La residenza e ancora più la cittadinanza prevedono procedure lunghe e complicate, dettate da leggi che cambiano di frequente, per cui non tenterò di rispondere. Nella nostra prima pagina, fra i “banner” girevoli a metà pagina, c’è quello di “migrate2sa”: è un’agenzia che si occupa appunto di queste pratiche.

4) – Quanto alla pensione italiana, ci sono due patronati (Acli e Ital-Uil) che sbrigano le pratiche gratuitamente e non dovrebbe essere difficile proseguire i versamenti in Italia su base volontaria. Il sistema pensionistico sudafricano si basa quasi esclusivamente sulla stipula di polizze di assicurazione che portano al pensionamento. Le ditte maggiori offrono la polizza quale parte del contratto di lavoro, ma la pensione italiana è sicuramente da preferire.

5) – So che un’agenzia di “recruitment” già parecchio attiva in Italia è la Kelly, che probabilmente è anche fra le più qualificate. E’ comunque consigliabile informarsi a fondo prima di firmare qualsiasi contratto.

6) – Non esistono scuole italiane, ma soltanto corsi integrativi nel fine settimana e corsi serali della Dante Alighieri. Alcune scuole hanno introdotto l’italiano fra le materie offerte e si può portare la materia fino alla maturità e all’università, ma ancora nessuna scuola ha adottato l’italiano come lingua d’insegnamento. Ci sono trattative in corso, ma ancora nulla di definitivo. Il compito di mantenere la conoscenza della lingua nelle nuove generazioni è ancora quasi esclusivamente appannaggio dei genitori. Esistono scuole come quella greca e quella tedesca nelle quali l’insegnamento è in lingue diverse da quelle ufficiali sudafricane,  che sono undici, ma la lingua oggi più usata è l’inglese.

7) – Il sistema scolastico sudafricano è simile a quello anglo-sassone. Ci sono scuole pubbliche eccellenti e altre meno buone che sono alla portata di tutti, mentre le scuole private, generalmente buone, sono molto costose.

8) - I titoli scolastici non sono riconosciuti perché manca un accordo fra governi che istituisca l’equipollenza dei titoli. Questo è uno dei temi presenti nelle campagne elettorali di tutte le forze politiche in questi giorni di elezioni. Conosco comunque architetti italiani che esercitano la professione anche qui. Cosa che sarebbe impossibile per avvocati e medici, per esempio.

9) – Il concetto di “residenza sicura” è ormai una cosa del passato. La delinquenza frequenta indifferentemente tutte le zone delle maggiori città, tanto è vero che fra le vittime delle rapine ci sono anche ministri e ambasciatori. E’ comunque vero che vi sono zone dove si è maggiormente esposti alla micro-criminalità, ma non basterebbe un grosso volume per elencarle tutte. Il criterio più facile per scegliere è basato sul costo dell’affitto: più è basso più la zona è periferica o a rischio. Nelle aree urbane è improbabile che una zona sia buona al di sotto dei 4.000-5.000 rand al mese, pari oggi a 350-450 euro.

10) – Vedi risposta precedente, ma con larghezza di vedute perché ci sono italiani che frequentano qualsiasi zona e ci sono italiani che si muovono soltanto nei quartieri “nobili”. In questo penso che la situazione non sia molto diversa in Italia.

11) – Diciamo che il costo “medio” in Sud Africa è un po’ più basso che in Italia, ma che per le famiglie italiane finisce per essere molto vicino, data l’esigenza, tutta italiana, si acquistare certi prodotti d’importazione. Una vettura utilitaria costa intorno agli 80.000 rand (oggi 12 rand per un euro). Al ristorante ci vogliono da 40 a 60 rand per una pizza o un piatto di pasta, dai 60 rand in su per un piatto di pesce o di carne, una ventina di rand per un litro di minerale e dai 50 rand in su per una bottiglia di vino. Un antipasto può costare dai 30 rand in su e così via. Qui un pasto al ristorante raramente va dall’antipasto alla frutta, come il Italia. In genere la gente si accontenta di due o anche una sola portata. Potrà vedere dal nostro sito che il pranzo degli anziani al Club Italiano costa 80 rand, vino escluso.

12) – L’Aids è un dramma nazionale, ma difficilmente incide sulla vita privata di coloro che ne sono esenti. La diffusione è altissima, come in tutta l’Africa australe, e quindi occorre essere informati e cercare di evitare le situazioni a rischio. Altre malattie drammaticamente diffuse sono la tubercolosi, in certe aree il colera, nelle zone tropicali la malaria, ma nelle città questi problemi sembrano lontanissimi. Dal punto di vista della salute e della qualità dell’ambiente Johannesburg è stata appena inclusa fra le migliori città del mondo, subito dopo Melbourne.

13) – La sanità pubblica sudafricana ha punte di eccellenza, ma in genere lascia alquanto a desiderare, perché occorre recuperare certi ritardi del passato nei confronti della maggioranza della popolazione. Ragion per cui si fa spesso ricorso alla sanità privata, generalmente buona e generalmente costosa. Anche in questo caso l’accesso alla sanità pubblica è facile e poco costoso, mentre per usufruire della sanità privata occorre avere mezzi o una buona assicurazione, che può costare anche alcune centinaia di euro al mese. La richiesta al governo italiano di un’assicurazione a vantaggio dei connazionali meno abbienti è un altro argomento di di questa campagna elettorale.

All’ultima domanda, non numerata, penso di aver già risposto in alcune delle risposte precedenti. Johannesburg e Pretoria sono molto vicine e le condizioni che rendono pericolosa l’una sono presenti anche nell’altra. Mi dispiace, ma chiunque voglia venire a lavorare e a vivere in Sud Africa deve essere preparato ad accettare il fatto che non esistono zone completamente sicure. Qui generalmente si ritiene che la città meno a rischio sia Cape Town, ma qualcuno che sia stato rapinato in questa città potrebbe avere un’opinione completamente diversa. Venerdì 28 marzo un funzionario governativo ha reso noto che le province del Gauteng e del KwaZulu-Natal registrano ogni anno il 75% degli episodi di criminalità, che quindi interessano il 40% della popolazione sudafricana. Nella stessa dichiarazione il funzionario ha tenuto a far notare che nella provincia del Northern Cape la criminalità è bassissima, perfino inferiore a quella spagnola, che è la più bassa nell’Unione Europea. Il Northern Cape è grande come l’Italia e ha appena un milione di abitanti. Ci sono più pecore che esseri umani. Il presidente della provincia ha approfittato di questa pubblicità per esortare gli abitanti di Johannesburg a trasferirsi dalle sue parti e contribuire al suo sviluppo economico.

Ho cercato di rispondere onestamente e spero di essere stato esauriente, ma probabilmente su dieci persone ce ne sarebbero almeno otto che darebbero risposte diverse dalle mie, quindi le consideri soltanto un aiuto a conoscere un po’ più a fondo la realtà di questo paese e soprattutto non prenda le sue decisioni basandosi su quello che ho cercato di dirle. La responsabilità finale delle sue decisioni non può che essere sua

Inviato: Giovedì 03 aprile 2008