Thursday 20th Sep 2018

SOMMARIO:  IMMIGRAZIONE – FESTIVAL E LANCI – SONO TORNATO - GIORNO DEL RICORDO – AUGURI A GUSMEROLI -
 
IMMIGRAZIONE ED ESASPERAZIONE
Prendete ogni possibile aggettivo negativo per condannare  l’episodio di Macerata, aggiungeteci ogni termine di disprezzo per l’autore con l’augurio che venga  condannato al massimo della pena. Basta? No, raddoppiate il tutto… Ma poi fermatevi a ragionare non tanto sull’episodio criminale  in sé, ma su quello che ci si è costruito sopra.

A una settimana dai fatti siamo all’autoflagellazione nazionale, ci sono state migliaia di dichiarazioni, il buonismo trionfa, la sinistra (more solito) si è già spaccata anche solo nel decidere se fare o meno manifestazioni varie di antifascismo, ma senza che si abbia il coraggio di dire che queste (brutte) cose succedono perché per anni si è fatto finta di nulla  e soprattutto senza tener conto che – a parte i pazzi – la gente è esasperata sul serio.

Il ritornello è “minimizzare” non l’aggressione – utile in fondo perché fa tanto “Salvini e Meloni istigatori fascisti” e quindi è merce buona per la campagna elettorale - ma minimizzare il malcontento e depotenziare i rischi del fenomeno immigrazione nella sua globalità. 

D'altronde non è vero che in Italia ci siano solo 500.000 persone senza documenti in regola perché purtroppo sono molte di più, ma non bisogna dirlo.

Quanti di voi hanno visto o letto dell’incendio che due settimane fa ha bruciato un intero campo profughi  in Calabria con almeno 1500 immigrati allo sbando senza più nulla (né controlli), ora finiti chissà dove?

Forse che in quella baraccopoli – così come in tante altre - erano presenti la legge o lo Stato?

Non è vero soprattutto - come sostiene Minniti  - che “Li abbiamo fermati”: solo la scorsa settimana a decine sono morti in mare ed erano tutti pakistani, ovvero “immigrati economici”  a nessuno dei quali -  in teoria – si sarebbe dovuto concedere asilo.  

Leggi assurde che non affrontano i problemi personali: diventa fuorilegge gente che da anni lavora seriamente per integrarsi, ma viene formalmente espulsa (entrando così in clandestinità), mentre migliaia di altri disperati arrivano, si piazzano, delinquono spesso perché non hanno nulla altro da fare per vivere, perché non possono lavorare legalmente e quindi sono oggetto di abusi

Ma alla fine per la legge sono tutti uguali, senza verificare i buoni e i potenziali pericolosi.

Intanto nessuno ammette - per esempio - il progressivo radicamento della mafia nigeriana che dopo la prostituzione sta impadronendosi del mercato degli stupefacenti e della droga, peggio della camorra nostrana.

Mille articoli su Macerata, pensateci, ma quasi nessuno è andato ad  approfondire perché la povera Pamela si drogasse proprio lì, e da dove venivano quegli stupefacenti.

Un fenomeno che dilaga, ma non si può più proseguire senza affrontare i casi personali e le storie umane che ci stanno dietro.

Il primo passo  è che bisognerebbe intanto fermare, filtrare e controllare gli arrivi perché è ridicolo, assurdo, profondamente ingiusto dare spazio a chi arriva senza regole né guerre alle spalle e fermare chi invece vuole arrivare in Italia con i documenti a posto, mentre questure e prefetture sono sommerse dalle pratiche. 

I “decreti flussi” – mezzo legale per arrivare in Italia e che andrebbero incentivati -  non funzionano e sono una totale presa in giro.

Renzi – che ha avuto la faccia di tolla di sostenere che la colpa è di Berlusconi  - se ne lava le mani, ma basta  vedere i grafici dei flussi per vedere il moltiplicarsi degli sbarchi in questo suo ultimo quinquennio.

Se il 95% degli immigrati irregolari sono d'altronde immigrati “economici” (termine arido e terribile) allora servono altre regole per gestire flussi che non siano un caos di falsa accoglienza “politica” (e relativo business) mentre la gente si esaspera perché vede, percepisce, comprende di essere esposta ogni giorno a una deformazione della realtà.

Un problema europeo che non sappiamo gestire e alla fine  il cerino continua a bruciarci in mano anche perché non si sa dove sia finito il minacciato “pugno duro” su Bruxelles. 

Un tema “politico” sul quale è palpabile, evidente, conclamato il fallimento della sinistra.  abbiano almeno il coraggio di ammetterlo.
 
FESTIVAL AL LANCIO
Mentre l’Italia tratteneva il fiato per  la prima serata del festival di Sanremo - oggetto da mesi di una montagna di articoli, anteprime, show, polemiche, commenti e pateracchi – il mondo cambiava.

Senza avere infatti avuto spazio nei TG e con notizia passata solo a pagina 155 di “Televideo”,  con un testo in nove righe (e un errore di ortografia) si dava in tono dimesso un piccolo annuncio:  era felicemente partito dalla Florida Falcon Heavy il più grande razzo mai lanciato verso lo spazio nella storia del mondo.

Un gigantesco “bus” con 27 motori che potrà fare da navetta verso Marte perché non solo può trasportare 64 tonnellate di attrezzature, ma in gran parte gli elementi del mezzo spaziale sono puntualmente già ritornati – intatti -  sulla terra e verranno così riutilizzati per le prossime spedizioni spaziali tagliandone i costi.

Pochissimi italiani lo avranno quindi saputo, su ben altro era concentrata l’attenzione nazionale – dai fatti di Macerata a Sanremo - eppure martedì è stata una tappa fondamentale per il nostro pianeta e il suo futuro.

Un episodio che  conferma la distanza davvero  “spaziale” tra le priorità italiane e la realtà del pianeta, dove “Terra” da noi è per molti solo il titolo di una fiction.
 
“SONO TORNATO”
E’ uscito nelle sale  un film decisamente anomalo: “Sono Tornato”, in cui si immagina l’inaspettato ritorno di Benito Mussolini resuscitato nell’Italia di oggi.

A parte l’ovvio “politically correct”, è un film da vedere per alcuni  aspetti che fanno profondamente riflettere.

Innanzitutto i lunghi filmati (assolutamente autentici) di come la gente reagisca alla inaspettata presenza del Duce per le strade, ma soprattutto su come gli italiani “non abbiano memoria” ovvero sappiano così poco o nulla del periodo fascista - nonostante settant’anni di demonizzazione - che nel film prima trasformano Mussolini  in un (molto credibile)  show-man televisivo, poi passano dalla ilarità alla condivisione facendo riflettere a lungo - appunto – su dove  finisca la fantasia per dar forza alla realtà.
 
Sembra che più un certo ceto politico si ostini a dar voce ai fantasmi e al preconcetto (tipo le dichiarazioni di Mattarella quando sostiene che il fascismo non  fece nulla di positivo)  più la gente la pensi esattamente al contrario minimizzandone però così anche gli aspetti negativi. 

Il film vale quindi il biglietto, soprattutto perché mette drammaticamente in evidenza la grande superficialità e la banalità predominante nell’Italia di oggi.
 
10 FEBBRAIO: GIORNO DEL RICORDO
Nel silenzio quasi generale di una Nazione dove il ricordo si spegne, il 10 febbraio è “Il giorno del Ricordo” degli italiani trucidati in Istria, in Dalmazia, sul confine orientale vittime dei partigiani comunisti di Tito e gettati ancora vivi, a migliaia, nelle foibe carsiche intorno a Trieste.

Il presidente Mattarella non avrà il tempo per andare a Basovizza, l’ANPI ripeterà che è una “strumentalizzazione fascista”, insomma il solito copione con quattro dichiarazioni ufficiali.

Ricordiamo allora quegli italiani almeno nel silenzio e nel profondo del nostro cuore, testimoni muti e scomodi di una storia terribile e “scomoda” e che quindi troppe volte non si ha il coraggio neppure di ricordare.

ELEZIONI: AUGURI AD ALBERTO GUSMEROLI
Mi spiace di non poter personalmente votare per ALBERGO GUSMEROLI, il sindaco leghista di Arona che per le alchimie elettorali è finito candidato alla Camera nel collegio di Novara anziché in quello del proprio (e nostro) territorio.

Certo si può ovunque votare per la Lega e il centro-destra  e quindi comunque aiutarlo in modo indiretto,  ma lo vedevo bene come rappresentante “ufficiale” della nostra zona, così come lo sarà GAETANO NASTRI (espressione di Fratelli d’Italia) che è candidato al Senato nelle due province di Novara e VCO.

Invidio quindi un po’ gli elettori novaresi che avranno la diretta possibilità di votarlo perché conosco Alberto da anni, lo apprezzo e sono convinto che sarà un buon parlamentare, sperando che non cambi il suo DNA di uomo cresciuto tra la gente e non espressione dell’apparato.

Presentando un suo libro nel novembre scorso avevo già potuto sottolineare pubblicamente questa sua concreta “voglia di fare” che ad Arona si è espressa in mille modi, come ben sanno i suoi concittadini e possono verificarlo tutti quelli che passano per la sua città che ha un’immagine molto più bella del passato.

Sono però certo che, se sarà eletto, potrà dare comunque una mano anche a tutto il territorio del Lago Maggiore, del VCO e soprattutto dell’aronese, come ha già peraltro dichiarato.

In una campagna elettorale dove il valore delle persone sembra non contare nulla e le candidature sono state imposte a tavolino c’è una disperata necessità di “qualità” e credo che Alberto ne abbia tutte le caratteristiche.
 
Buona settimana e un saluto a tutti.
                                                                                            
Marco Zacchera
 

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