Thursday 20th Sep 2018

Augusto Orsi da Locarno –

“L’ora più buia”(Darkest Hour) di Joe Wright è un lungometraggio che con “Dunkirk” e “Il discorso del re” forma un trittico di riusciti film storici che scrutano e narrano in modo non propagandistico ma veritiero e realistico momenti essenziali della Seconda Guerra Mondiale. Film bellici, ma anche sociali poichè  si focalizzano non solo su personaggi pubblici e politici, ma anche su gente comune che subì la guerra e combatté per la libertà.

Dunkirk è l’epopea della ritirata marittima di migliaia di soldati britannici verso la patria. Una sconfitta che segnò la fine dell’egemonia nazista sull’Europa in quanto indirettamente fece prendere agli Stati Uniti la decisione di scendere in guerra a fianco dei cugini britannici.

Il discorso del re si focalizza su Giorgio VI d’Inghilterra, re controvoglia, e la sua balbuzie in un periodo altamente drammatico per la sua patria che stava per essere sconfitta e invasa dall’esercito tedesco.

Mentre “Dunkirk” e “Il discorso del re” sono lungometraggi di masse, “L’ora più buia” è il film di un personaggio: Winston Churchill e dei miti della sua biografia. Churchill fu un grande come statista in un periodo estremamente difficile e drammatico.

Il riuscito e ben congegnato lungometraggio porta allo schermo il libro di Anthony McCarten dall’ omonimo titolo, nell’ora più buia del suo governo, il 1940, quando fu eletto Primo Ministro. È una stagione cupa quella che si annuncia sull'Europa, piegata dall'avanzata nazista e dalle mire espansionistiche e folli di Adolf Hitler. Il Belgio è caduto, la Francia è stremata e l'esercito inglese è intrappolato sulla spiaggia di Dunkirk. Dopo l'invasione della Norvegia e l'evidente spregio della Germania per i patti sottoscritti con le nazioni europee, la camera chiede le dimissioni a gran voce di Neville Chamberlain, Primo Ministro incapace di gestire l'emergenza e di guidare un governo di larghe intese. A succedergli è Winston Churchill, con buona pace di re Giorgio VI e del Partito Conservatore che lo designa per soddisfare i Laburisti.

Sprezzante degli stolti vicini e deciso a resistere al nemico lontano, Churchill prende il comando del Paese e lo guida a suon di parole fuori dall'ora più buia e verso la vittoria a venire. Winston Churchill è interpretato in modo incomparabile dal camaleontico attore Gary Oldman, che ha saputo creare un personaggio vivo, brillante, battagliero e accattivante nella sua vita privata e soprattutto in quella pubblica, alla camera dei lord e tra la gente. Un politico sanguigno che da ex giornalista usa il verbo e la parola scritta per esprimere con forza le proprie idee e confutare  quelle dei suoi avversari. Un capo carismatico che dà fiducia e infonde coraggio al suo popolo nello scegliere la strada più difficile, quella dell’opposizione e della lotta al nazismo a costo di sofferenze e sangue. Nell’ambito familiare gli stanno intorno con bravura Kristin Scott Thomas nei panni di Clemmie Churchill, la comprensiva consorte, Lily James, la dolce e pazienta segretaria Signorina Layton. Nell’arena politica Giorgio VI, il regnante con il quale Churchill riesce a stabilire un dialogo e gli avversari amici-nemici, a secondo le situazioni, Lord Halifax l’oppositore politico, e il mellifluo Chamberlain ex capo del governo.

Dopo aver riscosso grande successo negli Stati Uniti e in Europa “L’ora più buia” è ora candidato agli Oscar 2018 per miglior film, miglior attore protagonista e miglior fotografia.

Augusto Orsi

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