Saturday 24th Feb 2018

Grande partecipazione dei giuliani e della comunità italiana quest'anno alla celebrazione del Giorno del Ricordo al Club Italiano di Johannesburg. Oltre 150 i partecipanti e fra loro tanti rappresentanti di associazioni comunitarie. Presenti anche il console generale Marco Petacco e il vice presidente dei Giuliani di Cape Town Fulvio Cernecca. A fare gli onori di casa il presidente dei Giuliani del Sud Africa Nicolò Giuricich, coadiuvato durante la cerimonia da Antonella, Antonietta e Giulio Giuricich. Commovente la lettura del tradizionale messaggio del presidente dei Giuliani nel mondo Dario Locchi, che in questa occasione ha lasciato che a esprimere i sentimenti suoi e di tutti i giuliani fosse un messaggio inviato a lui da Buenos Aires.

Messaggio del presidente Dario Locchi
 
Cari amici, mentre mi accingevo a scrivere il tradizionale messaggio a tutti i Circoli aderenti all’AGM in occasione del “Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata”, ho ricevuto una mail da parte di Annamaria Marincovich, Presidente del Gruppo Esuli ed Emigrati Giuliano - Dalmati di Buenos Aires, dedicata al 10 febbraio. Dopo aver letto quanto scritto da Annamaria, ho pensato di fare mie le sue parole. Ecco cosa ha scritto Annamaria:
 
“La lapide sepolcrale copre questa foiba, dalla quale tutti coloro che sono sotto attendono di essere liberati, restituiti alle loro famiglie.
 
 
Mi sembra di vedere migliaia di braccia che cercano di muovere questa immensa pietra, mentre le mani, oramai solo ossa, graffiano le pareti umide cercando un’uscita. 
 
Tutti sappiamo che è impossibile, che è solo il desiderio del nostro amore per loro e questo ci fa sognare ad occhi aperti.
 
C’inginocchiamo e la fredda pietra ci trasmette il freddo che i nostri sentirono quando furono scaraventati nelle viscere di quegli abissi, quando ancora molti erano vivi, e senza distinzione di genere, né età.
 
Preghiamo, parliamo con i nostri cari, pure ci illudiamo ed attendiamo una risposta.
 
Sentiamo solo il mormorare di coloro che pregano e il sibilare del vento implacabile fra le rocce, che ha il coraggio di spegnere candele e lumini.
 
Potrà pure spazzare, con le sue raffiche prepotenti, i fiori deposti, però né lui, né nessuno, potrà spazzare il ricordo, l’amore che abbiamo per gli esseri che, nelle profondità, attendono che un miracolo li riporti a riposare in un posto degno.
 
La cerimonia è finita, le nostre ultime parole, un bacio alla lapide sperando immaginariamente che lo trasmetta ai nostri cari.
 
Ce ne andiamo a malincuore, ogni tanto ci giriamo, quasi sperando che tutto sia stato un brutto sogno, e che colei o colui che non c’è più stia camminando al nostro fianco. Che dolorosa illusione!
 
Ancora un cenno d’addio, un arrivederci. Riposa In Pace”.
 
Annamaria Marincovich 
 
Non avrei saputo trovare parole migliori.
 
Dario Locchi
Presidente dell’Associazione Giuliani nel Mondo

Al Senato la cerimonia ufficiale del Giorno del Ricordo
 
Nell'intervento del presidente Pietro Grasso la “commossa partecipazione e vicinanza ai sopravvissuti e ai famigliari delle vittime” di “una delle pagine più dolorose della nostra storia” -
 
ROMA – Si è svolta venerdì scorso presso l'Aula del Senato la celebrazione ufficiale del "Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale" istituito con la Legge n. 92 del 2004.

Alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono intervenuti il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Federazione delle associazioni degli esuli istriani fiumani e dalmati, Antonio Ballarin, il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna e per il Governo il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro.

Protagoniste della cerimonia le scuole, rappresentate da quelle che hanno partecipato al concorso nazionale "10 febbraio", data in cui cade il Giorno del Ricordo, sul tema: "La fine della Grande Guerra e il Confine orientale", promosso dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) e dalle associazioni degli esuli.

Nel suo intervento Grasso ha espresso “commossa partecipazione e vicinanza ai sopravvissuti e ai famigliari delle vittime” di “una delle pagine più dolorose della nostra storia”, che “nonostante il passaggio inesorabile del tempo” resta “una ferita aperta per il nostro Paese”.

Il presidente ha sottolineato come conoscere e comprendere le vicende occorse al termine della  Seconda Guerra Mondiale, come “l'eccidio contro persone innocenti” e “l'odissea di migliaia di italiani che, per fuggire dalle persecuzioni e dalla privazione della libertà, furono costretti a un lacerante esodo verso luoghi dove furono trattati con sospetto e diffidenza”, significa “produrre gli anticorpi all'intolleranza, ai pregiudizi razziali, ai regimi dittatoriali, ai nazionalismi. Non possiamo prescindere – ha aggiunto - da un serio, paziente e scrupoloso approfondimento sul dramma che si consumò nelle terre istriane, fiumane e dalmate in quegli anni”.

“La storia – afferma Grasso - ci chiede di coltivare la sua memoria: come atto di giustizia nei confronti delle vittime e ammonimento perenne contro ogni persecuzione e offesa della dignità umana, un impegno che riguarda ciascuno di noi sia nella nostra dimensione di individui sia come parte di una comunità. Una memoria partecipata e consapevole del passato è capace di superare il risentimento e di aprirsi alla speranza, alla riconciliazione. Permette di non tradire quel cammino che dopo le atrocità delle guerre mondiali abbiamo intrapreso in nome della democrazia, della libertà e della pace. In questo lungo percorso le Istituzioni hanno il compito di trasmettere alle giovani generazioni - che hanno avuto la fortuna di non sperimentare sulla propria pelle quegli orrori - la conoscenza degli eventi storici, perché al venir meno dei testimoni diretti possano essi stessi tramandare la memoria”.

“Se saremo capaci di farlo, allora il Giorno del Ricordo assumerà sempre più un significato ulteriore rispetto a quello della mera commemorazione – ha affermato il presidente del Senato, rivolgendosi poi agli studenti presenti per sottolineare l'importanza dell'approfondimento storico. Conoscere “queste dolorose pagine di storia vi consentirà di apprezzare ancora di più i valori di pace e integrazione, posti a fondamento dell'Unione europea, che a voi possono sembrare scontati ma che costituiscono una conquista da salvaguardare”. “Ora sapete – conclude Grasso - quanto sia stato difficile realizzare il sogno dell'Europa unita e quanti ostacoli abbiamo dovuto superare. Basta voltarsi indietro per avere chiara la necessità di difendere il nostro comune destino”. (Inform)