Saturday 23rd Jun 2018

Roma - “Una buona preparazione tecnica o professionale può non bastare per superare un colloquio di lavoro, se non è sostenuta dalla motivazione e dalle abilità personali fondamentali per il successo dell’azienda”, spiega Paolo Ferrario, Amministratore delegato dell’agenzia per il lavoro e-work. Saper lavorare in gruppo, risolvere le problematiche e gestire bene il proprio tempo, ma anche essere flessibili, creativi e super motivati: nel gergo dei direttori del personale si chiamano “soft skill” e sono quelle abilità sociali, comunicative e gestionali che permettono alle persone di attivare le energie all’interno di un gruppo di lavoro e di facilitare il raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Ecco di seguito le sei soft skill più importanti che vengono valutate nel corso dei colloqui di lavoro:

lavoro di gruppo: capacità di collaborazione, di ascolto, ma anche di manifestare la leadership;

flessibilità: capacità di lavorare su ambiti diversi, con un atteggiamento disponibile e aperto;

motivazione: approccio propositivo nei confronti dell’attività lavorativa quotidiana;

creatività: capacità di andare oltre gli schemi, di offrire competenze che vanno al di là di quelle standard;

gestione del tempo: rispettare le scadenze e saper mantenere il controllo dei tempi di lavoro in situazioni di stress e di urgenza;

problem solving: capacità di individuare risposte e soluzioni, anche nei momenti di difficoltà o di stress.

“Chi affronta un colloquio di lavoro è portato a enfatizzare il proprio percorso formativo e le proprie esperienze, sottovalutando l’importanza delle soft skill”, aggiunge Ferrario, “ma il vero obiettivo di un selezionatore è quello di individuare lo stile personale del candidato, le sue competenze trasversali e intangibili, secondo il concetto di diamante che brilla, singolo e unico per le sue doti personali oltre che professionali”. In un colloquio di lavoro viene infatti sempre più analizzata l’attitudine al lavoro di squadra, la capacità  di  comunicazione interpersonale,  lo spirito d’iniziativa,  la creatività,  lo  spirito  imprenditoriale,  la  leadership,  la  capacità  di  presentazione,  la  capacità  di  imparare.  L’obiettivo è quello di individuare lo stile personale del candidato, le sue competenze trasversali a quelle accademiche, necessarie in un’era fatta di uffici virtuali, di tecnologia, oltre che di “affollamento di professioni”. - (NoveColonneATG)
 

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