Saturday 21st Apr 2018

Augusto Orsi da Locarno -

Chiaroscuri, tinte smorzate, scene di folle, cortei, disordini e atmosfere intimistiche caratterizzano sul piano visivo e pittorico Maria Maddalena, film  che vorrebbe dare una nuova dimensione ad una delle donne che seguì il Cristo nella breve, tragica avventura terrestre. Per il regista australiano Garth Davis, Maria Maddalena  non è la persona che fin ora ci è stata trasmessa dai vangeli apocrifi e dalle credenze cristiane, ma una donna  forte e determinata, in un certo senso una femminista ante litteram.

All’inizio del lungometraggio, attualmente in programmazione, la giovane donna si rifiuta di accettare un matrimonio imposto dalla sua famiglia e sfidando la collera e le minacce di suo padre e dei suoi fratelli , che pensano che sia posseduta, si unisce ai discepoli del Messia, diventando un personaggio chiave di coloro che credono in Cristo e nel suo messaggio di un mondo nuovo.

Malauguratamente il personaggio evangelico portato allo schermo da Rooney Mara non ha la forza drammatica necessaria per il ruolo di leader degli apostoli  in modo convincente come vorrebbe il regista. La sua Maria Maddalena, pur diversificandosi dalle altre maddalene, create per il cinema, non si distingue come chi avrebbe potuto essere l’“apostola” del Nazareno,  per la fermezza del carattere, la predilezione di Cristo nei suoi riguardi  e per essere stata la prima testimone oculare e annunciatrice del miracolo  della resurrezione di Gesù.

Nei circa duecento film girati sulla vita di Cristo e sui suoi discepoli, Maria Maddalena è stata sempre rappresentata come una “peccatrice redenta” secondo l’erronea interpretazione del personaggio data da Papa Gregorio Magno nel 591. Da “La passione di Cristo” di Mel Gibson, nel quale ha le forme provocanti di Monica Bellucci, a “Gesù di Nazaret”, famoso sceneggiato tv di Zeffirelli, dove la Maddalena è Anne Bancroft e a “L’ultima tentazione di  Cristo” di Martin Scorsese  con una molto espressiva Barbara Hershey.

Oggi però Maria Maddalena, grazie a Papa Francesco che l’ha riabilitata dichiarandola santa e “apostola degli apostoli” dovrebbe presentarsi anche al cinema con una nuova immagine.

Per ora non è il caso! Garth Davis ci ha provato, ma non è riuscito a farlo completamente. Maria Maddalena, un film da “parte delle donne”, incuriosisce, fa riflettere, ma non convince anche per la struttura scenica.

Che dire del Cristo interpretato con convinzione da Joachim Phoenix (The Irrational Man e Two Lovers). È più vecchio dell’immagine iconica, ma posato e carismatico. Gli altri discepoli  passano quasi inosservati in questo lungometraggio corale, eccetto, Giuda, il traditore, un Tahar Rahim  pieno di fervore per la causa del Redentore, che  sprizza simpatia da tutti i pori, ma che fa una fine tragica.

Pur se non girato in Terra Santa, Maria Maddalena ha un certo richiamo d’esotico della Palestina.

 

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