Friday 17th Aug 2018

Fabio Albanese - La Stampa -

Il primo ministro socialista Pedro Sanchez ha annunciato che la Spagna permetterà alla nave Aquarius con oltre 600 migranti a bordo di attraccare a Valencia. La nave è a 35 miglia a sud del’Italia, 27 a nord di Malta, con l’equipaggio di Sos Mediterranee e Medici senza Frontiere, e i 629 migranti recuperati sabato nel Mediterraneo centrale: ora ha finalmente un porto sicuro da raggiungere.

«Ringrazio le autorità spagnole», dice il nostro presidente del Consiglio, Conte, al suo arrivo ad Accumoli per visitare i luoghi colpiti dal terremoto del 2016. «Avevamo chiesto un gesto di solidarietà all’Europa - aggiunge - e questo gesto è arrivato».

«Evidentemente alzare la voce, cosa che Italia non faceva da anni, paga», è il commento del ministro Salvini. Che sottolinea però: «E’ chiaro che l’Unione europea non può andare avanti con il buon cuore. Abbiamo aperto un fronte di discussione per una nuova politica dell’immigrazione a livello continentale, ma sicuramente non si chiude oggi la partita». 
 
Sul ponte della nave si era pregato per lo scampato pericolo di un naufragio e per essere riusciti a sfuggire ai trafficanti libici e agli orrori delle case di detenzione. Tra i 629 recuperati in sei operazioni, alcune delle quali della nostra Guardia costiera, ci sono un’ottantina di donne, sette sono incinta, 123 minori non accompagnati, 11 bambini.
 
Lo stallo fino a questo momento non ha inciso sulla situazione a bordo perchè, come ha confermato alla Stampa il capo missione di Msf a bordo della Aquarius, Aloys Vinard, c’è cibo e acqua a sufficienza per un paio di giorni e non ci sono particolari situazioni critiche dal punto di vista sanitario. 
 
 
Il ministro dell’Interno Salvini ha detto che Aquarius non deve entrare in un porto italiano e deve sbarcare i migranti a Malta. La piccola isola dei Cavalieri dice «non è affar nostro» e il primo ministro Muscat, dopo un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio italiano Conte, ha rilasciato una dichiarazione nella quale ribadisce che «Malta agisce in piena conformità con gli obblighi internazionali» e che «non prenderà alcuna nave nei suoi porti», pur dando la propria disponibilità ad assistere singoli casi sanitari di emergenza.

«È nostro dovere contribuire ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone», ha annunciato invece il premier spagnolo Sanchez. 
 
L’Aquarius potrebbe non essere l’unica nave di soccorso a dover sperare in mare in attesa di un «porto sicuro» che l’Italia, che pure ne aveva coordinato le operazioni di soccorso, non vuole dare. Perchè, come informa l’Oim, altre 790 persone sono state recuperate nello stesso tratto di mare e sono adesso a bordo di navi mercantili e delle navi militari di Eunavformed e Frontex che dovranno portarli da qualche parte. 
 
Salvini, però, ha twittato che non darà un porto nemmeno alla Sea Watch 3, nave di soccorso della omonima Ong tedesca («L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire»), non dicendo nulla invece della sorte dei migranti sulle altre navi.

«Nel corso del prolungato periodo di bel tempo - spiega il presidente di Sea Watch, Johannes Bayer - non è improbabile che oggi salveremo persone e quindi entreremo in una situazione simile a quella all’Aquarius. Tutti i nostri salvataggi sono coordinati dal Centro di soccorso ufficiale a Roma. Lavoriamo con la Marina, la Guardia costiera e le navi mercantili quando sono sul posto. Non abbiamo mai scelto autonomamente un porto in Italia. Questa è sempre stata una decisione del Ministero degli Interni».
 
Gli eletti all'estero del PD intervengono sulla faccenda dell'Acquarius

ROMA – In una nota i parlamentari eletti all’estero del Pd Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro criticano la scelta del Governo Conte di intraprendere una contrapposizione a distanza con Malta per l’attracco della nave Aquarius  e l’accoglienza delle 629 persone a bordo. I parlamentari ricordano inoltre come l’Italia abbia, con il con il suo 2,4 per mille, la percentuale più bassa di richiedenti asilo su mille abitanti tra tutti i paesi europei.

“Non ci interessano – spiegano Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò, Ungaro - i cavilli avvocateschi che consentirebbero in alcuni casi di derogare agli obblighi internazionali di accoglienza sanciti da trattati ai quali l’Italia ha aderito da decenni. Ci interessa che le persone siano messe al sicuro e che ad esse si applichino con umanità ed equità i criteri di selezione in vigore per i richiedenti asilo”.

In proposito i parlamentari della circoscrizione Estero del Pd ricordano i trenta milioni di emigranti italiani  che hanno riempito con il loro nomi le tragedie del mare e del lavoro in tutto il mondo.

Per la gestione del problema dei migranti Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro auspicano infine il perseguimento “della linea di freno e controllo nei luoghi di partenza, già adottata dal governo Gentiloni e dal ministro Minniti, con risultati obiettivamente significativi”. (Inform)
 
Il caso senza precedenti della nave Aquarius

A poco più di una settimana dalla sua formazione, il nuovo governo sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega ha messo in pratica la nuova politica nei confronti dei migranti, aprendo un caso senza precedenti per l’Italia.

Il ministro degli Interni Matteo Salvini, in accordo con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del Movimento 5 Stelle Danilo Toninelli, ha annunciato la chiusura dei porti italiani alle ong che trasportano migranti, impedendo a una nave con oltre 600 persone a bordo di attraccare in Italia. L’Aquarius della ong SOS Méditerranée ospita 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte e diverse persone che hanno bisogno di assistenza medica, secondo Medici senza frontiere.

La chiusura dei porti ha provocato la dura reazione di Malta, dove secondo il governo italiano si sarebbe dovuta dirigere Aquarius. In un’intervista rilasciata in esclusiva a TPI dall’ambasciatore di Malta in Italia Vanessa Frazier ha dichiarato che il suo paese non avrebbe accolto l’imbarcazione, rivendicando la decisione come “una questione di principio”.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, anche lui nominato negli scorsi giorni, si è detto disponibile a far attraccare la nave a Valencia, dopo che anche i sindaci di diverse città italiane avevano offerto pubblicamente la propria disponibilità ad accogliere la nave in risposta all’ondata d’indignazione esplosa nell’opinione pubblica e sui social.
In un caso che ha fatto discutere, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin del Movimento 5 Stelle ha annunciato la volontà di accogliere l’imbarcazione in un post che è poi stato rimosso.  (TPI)
 

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