Monday 12th Nov 2018

Ilario Lombardo - La Stampa - 

Giuseppe Conte ha deciso di annullare il viaggio per Parigi. Le accuse del governo francese all’Italia sulla gestione dell’imbarcazione Aquarius, che trasporta 629 migranti, hanno convinto il presidente del Consiglio, d’accordo con i ministro Matteo Salvini, a cancellare l’appuntamento a Parigi. 
 
 
L’escalation dello scontro era cominciata con la durissima presa di posizione di Gabriel Attal, portavoce del partito del presidente Emmanuel Macron che aveva definito «vomitevole» la decisione del governo italiano di chiudere i porti alla nave della Ong piena di donne e bambini. Ma è stato quando lo stesso Macron ha etichettato come «irresponsabile» e «cinica» la posizione dell’Italia, che da Palazzo Chigi è partita la controffensiva. Prima il comunicato contro Parigi, «Non accettiamo lezioni ipocrite», poi la scelta, solo da ufficializzare, ma che è clamorosa, di non incontrare il presidente francese. Critiche all’Italia sono arrivate anche da Madrid. Il ministro della Giustizia, Dolores Delgado, ha detto che Roma «rischia responsabilità penali». Salvini ha risposto a Francia e Spagna con un tweet: «La #Spagna ci vuole denunciare, la #Francia dice che sono “vomitevole” - ha scritto -. Io voglio lavorare serenamente con tutti, ma con un principio: #primagliitaliani». 
 
Parlando dell’ipotesi di far saltare l’incontro, il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli spiega: «È una decisione del presidente del Consiglio. Io personalmente non lo annullerei. Ma non voglio neanche rispondere a degli attacchi che sono totalmente infondati». 
 
Dalla parte di Salvini si sono schierate l’Ungheria di Viktor Orban e la Slovacchia di Pellegrini: «Quando ho letto la notizia mi è uscito solo un sospiro e lo detto: “Finalmente”», ha detto alla stampa il premier di Budapest, dopo una riunione con il socialdemocratico slovacco. Per quest’ultimo la decisione italiana «è solo un inizio che obbligherà altri Paesi a creare un sistema efficace di difesa delle frontiere». 
 
Sull’argomento interviene anche il commissario Ue Avramopoulos che si dichiara «impaziente di collaborare con Salvini». Nessuna accusa «né all’Italia né a Malta, il problema è europeo che richiede una risposta europea». Poi il richiamo al senso di responsabilità: «Occorre ora più che mai un accordo tra gli Stati membri la cui responsabilità deve essere condivisa». 

Comments powered by CComment