Friday 24th Nov 2017

Viviana Pansa - Inform -

“I nostri connazionali rappresentano una idea nuova di connazionalità non più legata a schemi del passato o stereotipi, ma ad un protagonismo sociale e civile di nuova generazione. Gli oltre 5 milioni e mezzo di italiani sparsi nel mondo hanno prodotto ricchezza in ogni nazione e sono diventati per noi una inestimabile risorsa e una componente essenziale del sistema Italia”. -

ROMA – Ad aprire la seconda giornata dei lavori dell'assemblea plenaria del Consiglio generale degli italiani all'estero è stato, nella Sala delle Conferenze internazionali della Farnesina, l'intervento del ministro degli Affari Esteri, Angelino Alfano, che ha ricordato di “aver avuto il privilegio di incontrare, in questi mesi trascorsi dal mio precedente saluto al Cgie nel marzo scorso, i connazionali che studiano o lavorano all'estero in numerose occasioni”. In ultimo nella sua visita a New York, la scorsa settimana. “Dai brillanti ricercatori fino ai bambini della scuola d'Italia Guglielmo Marconi, i nostri connazionali rappresentano una idea nuova di connazionalità, non più legata a schemi del passato o stereotipi, ma ad un protagonismo sociale e civile di nuova generazione – ha rilevato Alfano, ricordando come “gli oltre 5 milioni e mezzo di italiani sparsi nel mondo hanno prodotto ricchezza in ogni nazione e sono diventati per noi una inestimabile risorsa e una componente essenziale del sistema Italia”. Ha dunque evidenziato come anche i connazionali residenti all'estero siano portatori di un modo di essere italiani cui non si chiede di rinnegare la cittadinanza o il Paese in cui sono stati accolti, ma come essi siano “ambasciatori d'Italia”, specialmente coloro che fanno parte del Cgie, che rappresentano in qualche modo “i togati, e perciò hanno un supplemento di dovere” nei confronti della bandiera italiana.

Alfano ha ricordato poi come nel 2016 le rimesse dei connazionali residenti all'estero siano state 7,2 milardi di euro, quasi un mezzo punto percentuale di Pil italiano, rilevando come si debba “difendere il patrimonio umano, di capitale e culturale rappresentato dagli italiani all'estero”, in particolare nella situazioni più complesse, come quella che si delinea con la Brexit, o nel caso dei più vulnerabili, come i 150 mila connazionali residenti in Venezuela o in altre aree del globo sensibili. A proposito del Venezuela, il Ministro segnala come sia stato deciso un aumento di 300 mila euro al milione già destinato all'emergenza con misure straordinarie di assistenza, che proseguiranno nel 2018, e sia stata decisa la “sospensione dell'adeguamento del tasso di ragguaglio per evitare la lievitazione dei costi dei servizi consolari”. Sul governo venezuelano si stanno invece esercitando pressioni per il rifornimento di beni di prima necessità e medicinali.

Tra le priorità di intervento richiamate da Alfano anche il tema della nuova mobilità e in particolare il rientro di ricercatori o delle persone altamente formate in Italia per porre un argine “alla perdita di capitale umano essenzialmente unidirezionale a cui assistiamo ogni anno, con circa 3000 dottori di ricerca italiani che decidono di espatriare, il 16,2% del totale e a fonte di un 3% che attraiamo – segnala il Ministro, ricordando come i numerosi interventi già adottati in materia non siano sufficienti.

Anche sul fronte delle risorse, Alfano ricorda i progressi compiuti e la lunga strada ancora da compiere, in particolare richiama le risorse stanziate per il fondo straordinario di promozione di lingua e cultura italiana e l'integrazione a 12 milioni di euro dal capitolo di spesa destinato agli enti gestori dei corsi di lingua italiana all'estero. Passa poi a considerare la carenza di risorse umane negli uffici consolari presenti all'estero, segnalando come il blocco del turn over abbia determinato la diminuzione del 30% degli addetti consolari e il suo impegno personale su questo fronte, impegno cui una prima risposta viene data nella legge finanziaria all'esame del Parlamento con la programmazione di fondi per l'assunzione di funzionari consolari nei prossimi 3 anni e 100 contrattisti nelle sedi all'estero, “a favore - chiarisce Alfano - di quelle maggiormente esposte all'aumento di domanda dei servizi consolari, a partire dall'America latina, ma anche Londra, Nord America e Australia”. Tra le risorse previste nella medesima legge, sostenute – segnala Alfano - anche dai parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, vi sono stanziamenti per i Comites, il Cgie, le agenzie di stampa, l'editoria italiana all'estero e l'indennizzo ai cittadini e alle aziende italiane in Venezuela. Il Ministro assicura anche la rapida riassegnazione da parte del Mef dei 3,8 milioni di euro derivanti dal contributo per le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana alla sedi consolari che hanno svolto tali pratiche, cifra che include la percentuale prevista da una recente normativa in merito calcolata sulle entrate del 2016 e dei primi 3 mesi del 2017. Ricorda poi il proseguimento della digitalizzazione dei servizi e della semplificazione burocratica anche se “non trascureremo – assicura – la tradizionale erogazione allo sportello, si tratterà di un affiancamento da parte dei servizi online e non di una virata traumatica verso questi ultimi”. Alfano ribadisce infine l'importanza della collaborazione con il Cgie e del ruolo del Cgie, “organismo che mi ha sempre convinto per la sua qualità di rappresentanza e di intermediazione delle istanze della nostra collettività – dice. “Io vi sostegno e credo che insieme potremmo fare un buon lavoro utile a tutti i nostri connazionali, che continuano ad avere amore e passione per la loro patria – conclude Alfano. All'assemblea vengono segnalati anche due eventi luttuosi che hanno colpito la Farnesina in questi giorni: la morte di Luca Lepore, già console italiano a Mendoza, e di Paolo Castellani, già consigliere del Cgie per il Cile. (Viviana Pansa - Inform)

La relazione di Governo

ROMA – A leggere la relazione di Governo all'assemblea plenaria del Cgie, riunita questa mattina alla Farnesina per la seconda giornata di lavori, il direttore generale per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, vista l'assenza del sottosegretario agli Esteri, Vincenzo Amendola, impegnato a New York al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In premessa Vingali ha dunque ricordato come l'intervento non sia suo ma riferisca e “faccia stato degli impegni del Governo sul fronte delle politiche per gli italiani all'estero”.

Nella relazione, in primis il riconoscimento per il lavoro fatto dal Cgie per la proposta di riforma degli organismi di rappresentanza, discussa ieri dall'assemblea, che Amendola auspica “sappia prendere nella dovuta considerazione anche i profondi mutamenti sociali e tecnologici che stanno rimodellando il mondo dell'emigrazione”.

Viene poi ricordato come a fronte dell'incremento del numero degli iscritti all'Aire siano stati destinati nel corrente esercizio finanziario contributi specifici a 20 Comites per un ammontare complessivo di 132 mila euro per iniziative volte a favorire l'integrazione dei connazionali nei Paesi di destinazione e si ritenga di fondamentale importanza il tavolo di lavoro interistituzionale sulla nuova mobilità cui si intende sensibilizzare ulteriormente il Ministro del Lavoro per discutere interventi mirati a chi decide di partire – informazione e preparazione, anche linguistica – e “politiche attive del lavoro in grado di facilitare il recupero della cosiddetta mobilità circolare per non disperdere il bagaglio di competenze e le identità professionali e umane dell'esperienza all'estero”.

Si passa quindi a considerare la nuova legge elettorale, “le cui modifiche sono state volute dal Parlamento e rispetto alle quali il Governo non ha espresso parere – si precisa – e che non altera l'impianto del voto all'estero, anche se apporta modifiche con riguardo alla presentabilità di candidature nella Circoscrizione Estero e in Italia, nonché di accesso alla rappresentanza dei candidati che siano espressione della minoranza linguistica slovena” e amplia altresì il termine per l'opzione di voto di coloro che risiedono temporaneamente all'estero. Si evidenzia come verrà dato nuovo slancio a iniziative come la campagna informativa sull'Aire o quelle dirette a sensibilizzare la rete sull'importanza di un constante aggiornamento dgli schedari consolari, oppure la possibilità di avvalersi di fondi integrativi per assumere appositi digitatori in vista della preparazione del processo elettorale. Tra le istruzioni che verranno diramate dal Maeci agli uffici consolari in proposito anche “l'invito a individuare e attuare in loco soluzioni tecniche capaci di imprimere un miglioramento all'intera organizzazione pratica delle operazioni di voto per corrispondenza”, ponendo “enfasi sulla correttezza della procedura per prevenire eventuali fenomeni di interferenza nel processo elettorale”.

Si ricorda tra le novità nell'organizzazione del Ministero la riconduzione dei corsi di lingua e cultura italiana alla competenza della Direzione generale per il Sistema Paese, con la promozione di nuove progettualità e lo stanziamento di circa 12 milioni di euro ad essi destinati, di cui sono stati assegnati ad oggi circa 9,5 milioni di euro. Si segnala come “dopo quest'anno di transizione, sia organizzativa che normativa”, l'erogazione dei fondi potrà avvenire nel 2018 con una tempistica più accelerata rispetto a quest'anno. Il Governo inoltre “sostiene con convinzione l'utilità del tavolo tecnico avviato dal Maeci con il Cgie per coordinare la prossima Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome e Cgie” di cui sottolinea “l'approccio fattuale che favorisce l'emergere di nuove idee e i contatti diretti e operativi necessari per attuarle”. L'auspicio è per la convocazione di tale Conferenza tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019, mentre si ribadisce l'importanza per il suo successo del “coinvolgimento dei protagonisti dell'associazionismo italiano nel mondo e a livello nazionale”.

Si torna anche sul numero dei dipendenti negli uffici consolari, pari a 1531 al 31 dicembre del 2016, tra diplomatici/dirigenti, aree funzionali e personale a contratto assunto localmente, cui vanno aggiunti gli adetti all'erogazione dei servizi all'interno delle 127 Ambasciate. “Nell’ultimo decennio, il contingentamento del turn-over del personale di ruolo ha comportato per il Maeci una riduzione di oltre 1.100 unità tra le aree funzionali (-30%), categoria professionale incaricata di sovrintendere all’emissione degli atti consolari. Nonostante le innovazioni gestionali e informatiche introdotte, la carenza di organico sta inevitabilmente penalizzando il funzionamento dei servizi alle collettività italiane all’estero – prosegue la relazione di Governo, rilevando la necessità dell'assunzione di nuovo personale cui la Farnesina intende far fronte attingendo al Fondo per le assunzioni nelle amministrazioni centrali di personale pubblico per programmare l'assunzione di 150 unità di personale, “una parte significativa dei quali andrà a rafforzare gli organici degli uffici consolari”. “Parimenti, l’amministrazione si è fatta promotrice nella legge di Bilancio di un provvedimento per aumentare di 100 unità il contingente degli impiegati a contratto delle sedi all’estero – si rileva, puntualizzando come “l'orientamento del Maeci sia dunque quello di ottenere più assunzioni e stabilizzare le percezioni consolari”, una parte delle quali viene ora riassegnata alla rete – il Maeci è in attesa di 3 milioni ed 800 euro circa derivanti dal contributo per le pratiche relativa al riconoscimento della cittadinanza italiana. Viene poi ricordato come si prosegua “la strada dello snellimento delle procedure e dell'innovazione tecnologica nell'erogazione dei servizi”, con l'obiettivo di “fornire online il maggior numero di servizi, a cominciare dall'iscrizione all'Aire, senza dimenticare la necessità di chi ha ancora bisogno del contatto personale allo sportello”.

La relazione cita poi il successo della campagna di sensibilizzazione all'iscrizione all'Aire – con oltre 150 mila visualizzazioni registrate su Facebook e oltre 44 mila su Twitter – e rileva come sia in corso “una riflessione per individuare servizi da rendere prioritariamente a favore dei connazionali iscritti all'Aire”, nell'ambito dello sforzo di razionalizzazione di tale erogazione. Avviato in proposito un progetto pilota per i servizi notarili. Tra gli impegni messi in campo sul fronte della semplificazione viene richiamata la bestpractice del funzionario itinerante, che prevede la raccolta dei dati biometrici per il rilascio del passaporto per mezzo di una postazione mobile. “Per l'anno 2017 sono stati programmati 350 viaggi del funzionario itinerante – rileva la relazione di Governo – grazie ai quali sono stati raccolte circa 12 mila pratiche”. Sulla scia di questi risultati il Maeci ha esteso tale possibilità anche ai consoli onorari che, con apposite postazioni mobili possono procedere alla raccolta dei dati, estensione che si gioverà anche del progetto, in fase di avvio, di trasmissione telematica dei dati.

Sul fronte delle risorse per l'anno 2017 si richiamano lo stanziamento di 1,2 milioni di euro per i Comites e 200 mila euro circa destinati alla realizzazione di progetti specifici promossi da 30 Comites; le risorse destinate al Cgie pari a circa 600 mila euro; quelle per l'assistenza diretta di 6,7 milioni di euro; 420mila euro per l'assistenza indiretta. Per il 2018 “è ancora presto fornire i dati dal momento che il Parlamento sta esaminando la legge di bilancio” ma nella relazione si conferma “la volontà di assicurare che siano resi disponibili fondi adeguati per il finanziamento delle politiche per gli italiani all'estero”. Una breve illustrazione viene fatta anche sui dati relativi al sostegno all'editoria, alla luce del processo di riforma che ha interessato il settore. Si segnala infine l'importante servizio svolto dai patronati italiani all'estero con cui è in atto una riflessione per “un percorso che deve muovere da una nuova cornice di regole, di controlli, di trasparenza, di controlli, per giungere a forme innovative e strutturate di collaborazione con la rete consolare”. Un aggiornamento viene fornito anche su quanto fatto per la tutela dei diritti acquisiti dai connazionali residenti in UK in vista della Brexit, con un rafforzamento dell'organico dell'ufficio consolare di Londra e la disponibilità di aprire un ufficio a Manchester; sul piano straordinario di assistenza messo in campo a favore dei connazionali residenti in Venezuela; sull'attenzione rivolta alla crisi istituzionale in corso in Zimbabwe e al Sudafrica, dove peggiora il quadro sociale e di sicurezza generale. (Viviana Pansa - Inform)

La relazione del segretario generale Michele Schiavone

ROMA – Al termine della relazione di Governo spetta al segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, ricordare gli impegni assunti dal Consiglio generale e le priorità di azione nei prossimi mesi. In primo luogo, “l'elaborazione di una proposta di riforma dei due organismi di rappresentanza degli italiani all’estero, il Comites e il nostro stesso Cgie, alla luce dei profondi cambiamenti nella natura e costituzione del tessuto delle nostre comunità all’estero, arricchite dalla nuova mobilità che presenta tutte le sfaccettature dell’emigrazione”, discusse e approvate ieri dalla plenaria e per il quale Schiavone ringrazia “il Comitato di presidenza, la III Commissione e la relatrice, vice segretario generale Silvana Mangione e tutto il Cgie”.
A proposito delle modifiche introdotte con la nuova legge elettorale, con la possibilità in particolare di candidare nella circoscrizione Estero anche i residenti in Italia, Schiavone rileva come “siamo ancora convinti della validità del principio dell’obbligo di residenza dei candidati nella ripartizione di riferimento, al fine di garantire un rapporto diretto e più proficuo fra i 18 parlamentari e i Comites, le associazioni e il Cgie, che abbiamo sperimentato una volta di più in questo anno di intenso lavoro comune. Vogliamo credere – prosegue - alle promesse dei partiti maggiori che ci hanno assicurato di non voler contraddire questo principio candidando persone, sia pur valide, non residenti nei nostri Paesi. Questa sarà una dimostrazione di maturità politica e reciproco rispetto”.

“Il Cgie, al di sopra delle parti, intende vigilare affinché il prossimo procedimento elettorale si svolga nella massima serenità, trasparenza, legalità e partecipazione, preceduto da un’informazione capillare, martellante e pluralistica, che rispetti i dettami della Costituzione italiana, per evitare qualunque ombra o speculazione negativa sul valore dell’espressione della volontà democratica degli italiani all’estero – afferma il segretario generale, che segnala di apprezzare la campagna di sensibilizzazione all'iscrizione all'Aire avviata dal Maeci e auspica “un'informazione semplice, chiara e approfondita dei diritti e dei doveri degli elettori” e si fa portavoce della richiesta del Cgie di “apportate al più presto, con lo strumento del decreto legge, le modifiche al plico elettorale, con l’inserimento del codice a barre leggibile elettronicamente nelle buste, e la divisione delle operazioni di spoglio in quattro città italiane corrispondenti alle quattro ripartizioni elettorali”.

“Il secondo impegno di questo Cgie è stato stilare l’elenco dei momenti di incontro e dibattito a respiro europeo, nazionale e internazionale per riprendere e proiettare nel futuro le linee di progetto e interazione fra istituzioni iniziato nei precedenti mandati del Consiglio generale – rileva Schiavone, menzionando a questo proposito la terza edizione di “l'Europa in Movimento” che “la Brexit rende irrinviabile” e si auspica si dovrà tenere “al massimo entro novembre 2018, prima della scadenza delle trattative, ospitati dal Parlamento europeo o di nuovo da uno dei rami del Parlamento italiano o dalla Farnesina”; la convocazione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome e Cgie che si auspica possa avvenire entro il 2019; un secondo seminario delle Donne in emigrazione e un “Convegno dei giovani da tenere l’anno prossimo a Palermo per una lettura concreta e realistica della presenza e del ruolo dei giovani di nuova emigrazione e delle nuove generazioni di italodiscendenti”: infine, “l'indizione della II Conferenza degli italiani nel Mondo che proponiamo di realizzare nel 2020”.

“Il nostro terzo e fondamentale impegno è quello diretto alla diffusione dell’insegnamento della lingua e della cultura italiana nel mondo, anche a seguito dell’approvazione del decreto 64 relativo all’applicazione dell’insegnamento all’estero della legge cosiddetta della Buona scuola – afferma il segretario generale, segnalando come il Cgie abbia accompagnato il passaggio di competenze dei corsi di lingua e cultura italiana alla Direzione generale per il Sistema Paese del Maeci e apprezzato il lavoro sulla diffusione di lingua e cultura italiana svolto dal Comitato per le questioni degli italiani all'estero del Senato.

Passando alle questioni collegate alla legge di Bilancio, il segretario generale rileva come “le risorse destinate alla politica estera e alla cooperazione internazionale sono troppo poche per un Paese che per la sua natura e la sua condizione deve fare della proiezione globale la sua dimensione essenziale”. Tuttavia, “per quanto ci riguarda, dobbiamo prendere atto con qualche soddisfazione che quest’anno le cose non hanno seguito la piega consueta dei tagli sulle nostre voci di investimento, poi temperati dall’attività emendativa dei nostri parlamentari – sottolinea Schiavone richiamando le novità positive: “soprattutto nel campo della promozione culturale, con la ripartizione del Fondo per la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, dotato complessivamente di 150 milioni in quattro anni”; i 12 milioni di euro per i corsi di lingua e cultura, prevista in partenza e per l’intero triennio; gli assegni agli Istituti di cultura aumentati di 3,5 milioni per il prossimo anno e di 8,5 milioni in quelli successivi; il contributo alla Dante Alighieri che cresce di 2,6 milioni; l’incentivazione per le cattedre di italianistica di 1,9 milioni nel 2018 e di 2,3 in seguito; apprezzamento viene espresso anche per l'aumento di 50 unità di ruolo oltre a 50 contrattisti per la rete diplomatico-consolare per ovviare, almeno in parte, alla ormai annosa mancanza di messa a regime del personale all’estero.

Tra le note positive anche la promozione del tavolo di lavoro sulle nuove mobilità con il Ministero del Lavoro e l'avvio del tavolo di trattative per la definizione di una convenzione tra il Maeci e i Patronati, mentre si chiede un'accelerazione del tavolo interministeriale per lo “Statuto del lavoratore frontaliero”.

“In definitiva, i risultati di questo primo anno di lavoro vero e intenso da parte di tutti ci danno il senso dell’inizio di una nuova stagione e una nuova vita di collaborazione serena e fruttuosa con il Ministero degli Esteri, con tutte le istituzioni dello Stato con cui il Cgie deve dialogare e costruire. D’altro canto, la gestazione delle due proposte di legge che abbiamo approvato ieri ci dà la certezza che le rappresentanze di base e le associazioni hanno ritrovato la fiducia del rapporto comune, attraverso i suggerimenti, gli spunti e le richieste che da loro ci pervengono costantemente e che ci aiutano a mettere a fuoco il percorso futuro che ha come suoi interlocutori finali il Parlamento per le indagini e le leggi di cui abbiamo bisogno e il Governo per la definizione di politiche al servizio, al contempo, sia delle comunità italiane all’estero in tutte le loro scansioni generazionali sia del nostro Paese attraverso l’apporto e il sostegno al sistema Italia nel mondo. Questa è la nostra ambizione – conclude il segretario generale: - lavorare tutti insieme, nel pieno rispetto delle facoltà, delle competenze e dei compiti di ognuno per raggiungere obiettivi comuni. (Viviana Pansa - Inform)

Il dibattito sulla relazione di Governo

ROMA – Al termine della lettura della relazione di Governo e dell'intervento del segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, la seconda mattinata di lavori dell'assemblea plenaria del Cgie è proseguita con il dibattito sulle questioni principali toccate nella relazione governativa e riassunte dal direttore generale per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie del Maeci, Luigi Maria Vignali, in 10 punti. Di seguito quelli menzionati: il sostegno al percorso di riforma di Comites e Cgie; l'intenzione di procedere con il tavolo interistituzionale sulle nuove mobilità; l'enfasi sulla correttezza e la trasparenza delle procedure elettorali; l'impegno a sostenere l'organizzazione della Conferenza Stato-Regioni-Province autonome e Cgie; l'impegno a sostenere le misure previste nella legge di bilancio di concerto con i parlamentari eletti all'estero; il successo della campagna informativa sull'iscrizione all'Aire; i dati sui funzionari itineranti; l'impegno ad approfondire la collaborazione con i patronati; l'attenzione alle situazioni di difficoltà e vulnerabilità (Venezuela, Brexit, etc.)

Apprezzamento per il rinnovato clima di collaborazione emerso con il Maeci è stato espresso da Gianluca Lodetti (Inas-Cisl), che evidenzia come esso potrà essere fruttuoso per le collettività. Lodetti ribadisce anche l'importanza degli impegni tracciati dal segretario generale e ritiene che, specie quello con le Regioni, potranno essere decisivi per tracciare le linee guida delle strategie future, che non potranno non tener conto dell'importante fenomeno delle nuova mobilità.

Ringrazia per l'attenzione mostrata alle problematiche dei frontalieri Mirko Dolzadelli (Frontalieri Cgil, Cisl e Uil) che ricorda come siano aumentati i numeri connessi a questa forma di mobilità e sollecita concretezza sullo Statuto richiamato nella relazione del segretario generale del Cgie. Non più rinviabile secondo Dolzadelli anche una commissione di lavoro sulla viabilità delle zone di frontiera. Richiama il valore di ciò che hanno costruito con il loro impegno i connazionali all'estero Paolo Brullo (Germania), che chiede inoltre se non sia possibile adottare un documento di identità unico a livello europeo, che consenta il movimento senza obbligo di altri visti, mentre Isabella Parisi (Germania) segnala come la crescita della nuova mobilità sia concisa con una razionalizzazione e chiusura di consolati che non ha giovato alla collettività. Da parte sua anche l'invito ad una riorganizzazione del lavoro delle sedi consolari e ad una sburocratizzazione e un più incisivo impegno per la promozione di lingua e cultura italiana all'estero.

“La crisi del Venezuela ha dimostrato chiaramente a cosa servono i consolati e gli organismi rappresentativi della collettività – afferma Mariano Gazzola (Argentina), che ritiene l'aumento annunciato del persona non sufficienze a colmare la carenze oggi sedimentate. A suo avviso inoltre servirebbe un piano di incentivi per allocare il personale nelle sedi più oberate di lavoro. Infine, da Gazzola un richiamo alla responsabilità della politica e ai parlamentari, specie gli eletti all'estero, che hanno accettato, attraverso il voto alla legge elettorale, la candidabilità dei residenti in Italia nella circoscrizione Estero. Dichiara apprezzamento per la disponibilità e l'apertura dimostrata da Vignali, Luca Tagliaretti (Italia, Ncd), che sottolinea però un “deficit comunicativo” su come vengono percepiti in Italia gli italiani all'estero, che occorre colmare anche con il supporto del Maeci. Torna invece sulle procedure del voto all'estero Vittorio Pessina (Italia, Forza Italia) che rileva come sia indispensabile in vista del voto l'aggiornamento dell'Aire, la modifica del plico elettorale con l'inserimento del codice a barre, la par condicio nell'informazione e la suddivisione delle operazioni di spoglio delle schede della circoscrizione estero in 4 città italiane, una per ogni ripartizione. Ribadisce l'importanza del rapporto con le Regioni Carlo Ciofi (Italia, Ctim), che suggerisce anche l'inclusione di un loro rappresentante nella segreteria del Cgie per poter seguire gli sviluppi della Conferenza. Tony Mazzaro (Germania) rileva l'assenza di accompagnamento e supporto delle nuove mobilità, che spesso coinvolgono interi gruppi familiari, e ribadisce di condividere l'importanza del rapporto con le Regioni, mentre Aniello Gargiulo (Cile) chiede come viene svolta la formazione del personale consolare, operazione decisiva in tempi di razionalizzazione, e sollecita la semplificazione e l'aggiornamento delle pratiche contabili. Nello Collevecchio (Venezuela) ringrazia il Governo, il Maeci e il Cgie per quello che è stato fatto per il Venezuela, “pur nella tragedia quotidiana del nostro Paese”. Egli rileva come alle parole siano seguiti fatti concreti che dimostrano la vicinanza dell'Italia ai connazionali residenti in loco ed esprime apprezzamento per le qualità professionali e umane del personale consolare.

Di un nuovo clima parla anche Luigi Papais (Italia, Ucemi) che sottolinea come esso sia dato anche dalla rinnovata interlocuzione di tutte le realtà che si occupano di emigrazione, parlamentari, Comites, Cgie, associazioni. Lancia anche un appello per il sostegno ai giornali italiani all'estero.

Di seguito anche l'intervento di Marco Fedi, deputato eletto per il Pd nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, che sollecita il Cgie ad uno sforzo di fantasia e innovazione. “Non ho potuto fare a meno di constatare che le relazioni che ho ascoltato stamattina si somigliano molto. Questo – afferma Fedi – è positivo se pensiamo ad una risposta del governo alle richieste dei connazionali, ma il Cgie dovrebbe essere sempre un passo avanti a noi, che quotidianamente invece siamo assorbiti dal lavoro sull'esistente”. Sulla legge elettorale Fedi condivide la riflessione di Gazzola e si assume la responsabilità dell'accaduto. “Non devono esistere appelli ai politici, ma un'analisi di ciò che è stato fatto – rileva Fedi, che auspica anche una riflessione più approfondita insieme alle collettività sulle modifiche apportate sulla candidabilità nella circoscrizione Estero e che a suo avviso richiederebbe la residenza all'estero. Al Maeci anche un invito ad impegnarsi per assicurare la correttezza e la trasparenza del voto, affrontando ed approfondendo i diversi aspetti della gestione della consultazione anche con il Cgie.

Anna Maria Ginanneschi (Italia, Uil) apprezza l'impegno per una rinnovata collaborazione con i patronati e per quanto è stato messo in campo per i più vulnerabili, mentre Luigi Scaglione, coordinatore delle Consulte regionali dell'emigrazione, ritiene che il rinnovato rapporto con queste ultime possa aiutare anche a costruire progetti e percorsi per le nuove mobilità.
Infine, Claudio Micheloni, senatore del Pd eletto nella ripartizione Europa e presidente del Comitato per le questioni degli italiani all'estero di Palazzo Madama, informa la plenaria degli emendamenti alla legge di bilancio che per il momento hanno retto alla scure della riduzione (da oltre 4000 sono ora 700 circa): essi riguardano l'aumento dell'acconto ai patronati, uno stanziamento di risorse ai corsi di lingua e cultura italiana, alle agenzie di stampa specializzate, a Comites e Cgie per garantirne il funzionamento, ai contrattisti (per un adeguamento del trattamento economico), alle Camere di commercio italiane all'estero e l'autorizzazione al Maeci del concorso per l'assunzione di 140 funzionari. L'iter parlamentare è ancora in corso e quindi – avverte Micheloni – la situazione ancora in divenire. Il senatore esprime poi tutta la sua amarezza per le difficoltà riscontrate nella presentazione di un emendamento alla legge sulla cittadinanza italiana che limiterebbe la sua trasmissione automatica alla terza generazione di italiani all'estero, richiedendo un minimo di conoscenza linguistica e suggerendo un aumento del contributo per il suo riconoscimento che passerebbe da 300 a 400 euro. Un emendamento che ha richiesto molto lavoro e che incontrerebbe un'opposizione dettata a suo dire esclusivamente da ragioni elettoralistiche. Sui diritti dei cittadini europei residenti in Uk, Micheloni annuncia anche un documento elaborato al termine di un'analisi sul tema da parte del Comitato da lui presieduto e che dovrebbe essere sottoposto al voto dell'Aula al termine dei lavori sulla legge di bilancio. In esso, si solleciterebbe l'Unione Europea a cambiare approccio nelle trattative con la Gran Bretagna, invitandola a risolvere in separata sede e prima la questione della tutela dei diritti acquisiti dei cittadini europei in Uk e inglesi in Ue, entro la data decisa per la Brexit e indipendentemente dall'esito o dal prolungarsi dei negoziati. Richiamata anche l'indagine sui patronati svolta dal Comitato e cui il Maeci e il Ministero del Lavoro dovrebbero dare risposta, a detta del senatore, prima di procedere alla convenzione più volte richiamata. Sulla riforma del Cgie, Micheloni ricorda come la strada dell'articolato sia forse la più difficile e sottolinea come al di là delle leggi istitutive, in particolare per gli organismi consultivi, l'importante sia ciò che viene prodotto e si dice dispiaciuto dal fatto di aver sentito “risuonare temi e parole di 30 anni fa” sulla questione. Infine, la legge elettorale, che Micheloni non ritiene essere una buona legge, mentre “con la candidabilità di residenti in Italia si distrugge il concetto e il valore del collegio estero”.

Sulle difficoltà dei servizi consolari di Bahia Blanca si sofferma Juan Carlos Paglialunga (Argentina), mentre Marcelo Carrara (Argentina) ribadisce l'importanza del rapporto con le Regioni e si dice assolutamente contrario ad un aumento del contributo per il riconoscimento della cittadinanza.

Risponde alle sollecitazioni il direttore generale Vignali, che condivide molti degli spunti emersi nel dibattito e puntualizza il sostegno e l'impegno in particolare sul fronte della promozione di lingua e cultura italiana. Assicura infine il suo impegno sul fronte del miglioramento dei servizi consolari, segnalando come sia in corso un monitoraggio sulle sedi che registrano più carico di lavoro – e 5 delle prima 10, segnala, sono in Argentina. Oltre alla carenza del numero delle risorse umane, vi è anche la difficoltà oggettiva dell'invecchiamento del personale – rileva Vignali, assicurando poi la massima attenzione sul percorso che porterà all'organizzazione del voto all'estero. (V. P. - Inform)

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Il Castello di Felino, a Parma, ospiterà dal 3 dicembre l'esposizione HOEM, una nuova iniziativa di produzione di articoli di alto design unendo l'artigianalità italiana con quella sudafricana. L'annuncio viene dal consolato generale del Sud Africa a Milano. Ecco il testo della lettera d'invito che abbiamo ricevuto:

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President Jacob Zuma will on Saturday, 25 November 2017, launch the 16 Days of Activism for No Violence against Women and Children campaign at the Nelson Mandela University, Missionvale Campus, in Port Elizabeth, Eastern Cape Province.

The Theme for 2017 is, “COUNT ME IN: TOGETHER MOVING A NON-VIOLENT SOUTH AFRICA FORWARD”. 2017 being the Year of OR Tambo, the Sub-theme is: “OR Tambo and the emancipation of women.”

This year marks the 19th anniversary of the 16 Days of Activism for No Violence against Women and Children campaign in South Africa. The 16 Days of Activism Campaign focuses on raising awareness of the negative impact of violence on women and children, as well as on society as a whole. It is also focused on seeking prevention interventions to the on-going violence perpetrated on women and children.

Issued by: The Presidency
Pretoria

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La serie dei venerdì al bar del 2017 della scuola di italiano Lingo di Federica Marchesini si chiuderà con quello del 3 dicembre in programma all'Hard Rock Cafè di Camps Bay. Nella locandina tutte le informazioni.

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The Minister of Telecommunications and Postal Services, Dr Siyabonga Cwele will represent President Jacob Zuma at the inauguration of the President-elect of the Republic of Zimbabwe, His Excellency Mr Emmerson Dambudzo Mnangagwa today, 24 November 2017 in Harare, Zimbabwe.

President Zuma will be hosting President João Manuel Lourenço of the Republic of Angola for his first State Visit to South Africa, tomorrow on the day of the inauguration.
The President has congratulated His Excellency Mr Mnangagwa and wished him well during their meeting in Pretoria on Wednesday 22 November 2017, ahead of his return to Harare.

President Zuma has also extended his good wishes to former President Robert Mugabe and emphasised that his contribution to the liberation of the Southern African region and the decolonisation of the continent in general will always be acknowledged and celebrated.

Issued by: The Presidency
Pretoria

Mugabe wants to die in Zimbabwe

Harare – Former Zimbabwean president Robert Mugabe, 93, has reportedly been granted immunity from prosecution after his resignation as the leader of Zimbabwe.

According to a Reuters report, the nonagenarian was also assured of his safety in his home country, as part of a deal that led to his resignation on Tuesday.

The report quoted a government source as saying that Mugabe told negotiators that he wanted to die in Zimbabwe and that he had no intentions to live in exile.

"It was very emotional for him (Mugabe) and he was forceful about it…For him it was very important that he be guaranteed security to stay in the country… although that will not stop him from travelling abroad when he wants to do so," the source was quoted as saying.

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