Thursday 27th Jul 2017

Dino Nardi -  

ZURIGO - Sia pure in presenza della forte ripresa dei flussi migratori e non solo dei così detti cervelli in fuga, in Italia sta crescendo, di anno in anno, il distacco del Paese dai circa cinque milioni di cittadini italiani che vivono all'estero, dall'Altra Italia.

I segnali di questo distacco sono molteplici e sotto gli occhi di tutti, soprattutto degli stessi emigrati e della nostra associazione, la UIM, che in parte li rappresenta:

- l'avvenuto smantellamento della rete diplomatico-consolare in aree con forte presenza di comunità italiane e quindi anche dei servizi dello Stato italiano per coloro che vivono fuori dai confini;

- la frequente messa in discussione del voto all'estero e della Circoscrizione Estero con i suoi diciotto parlamentari eletti dagli emigrati italiani;

- la critica emergente alla legge 5 febbraio 1991, nr, 92 - quella che consente il recupero della cittadinanza italiana ai discendenti dei nostri emigrati, grazie allo Jus sanguinis - da parte di alcuni di quelli che di questi tempi sostengono lo Jus soli ed i quali ritengono che siano piú italiani i figli degli immigrati nati in Italia che i figli dei nostri emigrati.

Ma la ciliegina sulla torta di questo distacco, anche istituzionale, dell'Italia nei confronti dei suoi emigrati continua a mettercela il presidente dell'INPS, Tito Boeri. Infatti da quando Boeri è stato nominato ai vertici dell'Istituto previdenziale italiano, nella sua relazione annuale al Parlamento, non manca mai di ricordare i costi delle pensioni erogate agli italiani residenti all'estero, mischiando, peraltro, le pensioni dei lavoratori emigrati italiani maturate in convenzione internazionale con quelle dei lavoratori italiani che, una volta in pensione, hanno poi deciso di trasferirsi all'estero dove trascorrervi la Terza età per godere soprattutto dei vantaggi economici legati al diverso costo della vita.

In questa sua personalissima polemica, il presidente dell'INPS dimentica, tuttavia, che tutto questo avviene secondo ben precisi accordi bilaterali o multilaterali di sicurezza sociale firmati dallo Stato italiano che garantiscono una reciprocità di diritti. Inoltre il professor Boeri dimentica anche, e questo è molto grave, di citare nelle sue relazioni annuali che milioni di pensioni - sempre in virtù di quegli Accordi bilaterali e/o multilaterali - vengono versate mensilmente in Italia dagli Istituti previdenziali esteri ai nostri ex emigrati rimpatriati e quindi denaro di cui beneficia l'economia italiana.

Un distacco nei confronti dei propri emigrati da parte del Paese Italia che è ulteriormente certificato dal fatto che i media italiani, in genere, hanno dato ampio risalto proprio a questa parte della recente relazione tenuta in Parlamento dal presidente Boeri e che l'unica critica è arrivata da alcuni parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero nel silenzio più assoluto degli altri loro colleghi, una cosa inimmaginabile alcuni lustri fa. (dino nardi*\aise) * coordinatore UIM Europa

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ROMA – “Siamo nella fase conclusiva della legislatura, manca un semestre alla scadenza naturale, le elezioni sono ormai vicine: sono un momento fondamentale della vita democratica cui guardare sempre con molta serenità. Quel che va auspicato, e che mi permetto di auspicare, è un impegno per un'ampia partecipazione degli elettori al voto”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo intervento in  Quirinale in occasione della tradizionale cerimonia di consegna del “Ventaglio” da parte dell’Associazione Stampa parlamentare.

“Le istituzioni sono più robuste – ha detto Mattarella - , più capaci di affrontare esigenze, attese, bisogni della collettività se vi è alla base della loro formazione, una partecipazione ampia degli elettori che dimostrano di riconoscersi nelle istituzioni. Anche a questo scopo, ma non soltanto, auspico un confronto elettorale svolto su programmi e proposte seriamente approfondite. Un confronto politico caratterizzato  da rissosità, o che si esprimesse soltanto in slogan facili da elaborare ma illusori, allontanerebbe – ha ammonito il presidente - gli elettori dalla partecipazione e impoverirebbe il confronto politico. Occorre – ha aggiunto - far di tutto perché la politica non si esaurisca nella propaganda”.

In merito alla legge elettorale il capo dello Stato ha rimarcato di avere “tante volte esortato in questa direzione, permettendomi di farlo ricordando il dovere del Parlamento rispetto alla centralità e alla grande delicatezza delle regole elettorali” . “Esprimo il rammarico  - ha detto Mattarella - per il dissolversi della prospettiva di un metodo di larghe intese parlamentari sulle regole che devono essere comuni. Rimangono tuttora nelle norme vigenti, frutto solo parziale delle scelte del Parlamento, disomogeneità e lacune. Vi è ancora la possibilità di intervenire. Non aggiungo altro, né potrei aggiungere altro, perché la parola è al Parlamento”. (Inform)

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Inaugurato il monumento all’emigrante -

BELLUNO - “Non dimenticate gli italiani all’estero e ricordatevi che siamo un unico popolo in movimento”. Questo il messaggio di don Elia Ferro, delegato diocesano della Migrantes di Padova, che ha concelebrato, assieme a don Umberto Antoniol e don Alberto Vallotto (parroco di Fonzaso), la Santa Messa in occasione della Festa dei Bellunesi nel Mondo svoltasi domenica scorsa, 23 luglio, proprio a Fonzaso.

Un’omelia, quella di don Elia, con uno sguardo al passato, ma anche al futuro perché “da sempre l’umanità è in movimento e quindi non ha senso creare muri e barriere”.
Doveroso il ricordo di don Alberto a tutti gli emigranti che sono mancati lontano da casa e la gratitudine per quanto hanno fatto per lo sviluppo stesso della provincia di Belluno.
Dopo la Santa Messa il corteo, composto dai gagliardetti di tutte le Famiglie Ex emigranti, da diverse Famiglie giunte dall’estero, dalle Associazioni locali e da numerose autorità - con l’accompagnamento dalla Banda di Arsiè -, si è diretto verso la piazzetta Salvo D’Acquisto per l’inaugurazione del monumento all’emigrante, voluto e realizzato dalla Famiglia locale.
“Due sono stati i momenti topici dell’esodo migratorio fonzasino. Il primo verso l’America e in particolare in Brasile e Canada; il secondo verso gli Stati europei. Oltre un secolo di emigrazione che ci ha portati in tutto il mondo”. Con queste parole è iniziato il discorso, a nome della Famiglia Ex emigranti di Fonzaso, di un commosso Gianluigi Mazzocco davanti al monumento all’emigrante posizionato in piazza Salvo d’Acquisto.

Sempre Mazzocco ha continuato così il suo discorso: “dicevano i primi emigranti al ritorno quando si incontravano con chi era rimasto “Mi quando che vede da lontan San Micel me se verde el cor e sò de esser finalmente a casa”. Era questa la sensazione, l’emozione vissuta alla vista di questo luogo, emblema principe di questa collettività”.

Si sono succeduti gli interventi delle autorità presenti. Dal primo cittadino di Fonzaso Giorgio Slongo: “sono fiero di questo monumento e ringrazio le Amministrazioni che mi hanno preceduto per averlo sostenuto”, al presidente ABM Oscar De Bona: “ringrazio Primo Minella, Giovanni Zucco, tutto il Direttivo della Famiglia di Fonzaso e chi ha contribuito alla realizzazione di questa opera. Voglio inoltre lanciare un messaggio a tutto il consiglio Comunale: restate uniti e realizzate progetti a favore dei vostri gemellaggi. Concludo ricordando due nostri consiglieri recentemente scomparsi, Sergio Reolon e Alberto Brambilla”.

Presente alla Festa dei Bellunesi nel Mondo e all’inaugurazione del monumento anche l’assessore regionale Manuela Lanzarin, con delega ai Flussi Migratori: “l’emigrazione è in primo piano e dobbiamo sostenere le nuove generazioni che fanno le valige, senza dimenticare il sacrificio dei nostri storici emigranti. Un doveroso ringraziamento all’Associazione Bellunesi nel Mondo e alle sue famiglie per quanto fa da oltre mezzo secolo”. Parole di ringraziamento sono giunte anche da parte della Provincia di Belluno, rappresentata dalla vice presidente Amalia Bogana e dai senatori Bellot e Piccoli.

Un emozionato Primo Minella ha quindi scoperto il monumento, ad opera di Geso da Campese.

Questa la descrizione dell’opera da parte dell’autore: “Essa è ambientata in una stazione ferroviaria a inizio del Novecento. La famiglia deve emigrare perché non c’è lavoro e la situazione economica è precaria. Per organizzare la partenza i genitori devono lasciare il figlio da solo accanto alla valigia di cartone tenuta chiusa da uno spago. Il bambino, che già era impaurito dal luogo insolito, sentitosi abbandonato non sa trattenere le lacrime. Il suo sguardo cerca disperatamente i suoi genitori. Sa che deve partire, ma nella serenità del suo sguardo afflitto si legge la speranza di quel ritorno che già desidera e sente suo. Ora quella speranza che era partita con lui trova finalmente soddisfazione nel riammirare la tanto amata nicchia di San Micel. Quelle lacrime che erano amare sono ora di gioia”.

Dopo la benedizione da parte di don Alrberto Vallotto la giornata si è conclusa sotto il tendone presente presso la “Casa del volontariato”. Oltre duecentocinquanta persone hanno partecipato al pranzo organizzato dalla Famiglia Ex emigranti di Fonzaso con la collaborazione della Proloco. (aise)

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Progetto per i giovani della comunità italo-sudafricana realizzato dalla Società Dante Alighieri in collaborazione con il Comites - 

In collaborazione con il Com.It.Es di Johannesburg, presieduto dal cav. Salvatore Cristaudi, la Società Dante Alighieri di Johannesburg ha realizzato, da febbraio a giugno 2017, un progetto rivolto ai giovani della "Comunità Italo-Sudafricana", per avvicinarli alla cultura italiana. L’obiettivo generale era far emergere nei giovani di terza e quarta generazione sentimenti di affetto verso la cultura e la lingua italiana attraverso proposte differenti rispetto alla classica lezione in aula. Il progetto è stato diviso in due rami principali: quello gastronomico-culinario e quello storico-identitario.

Il ramo gastronomico-culinario ha portato gli alunni del Comitato ad avvicinarsi alla produzione artigianale del gelato, della mozzarella e della pizza con produttori operanti sul territorio.

Il ramo storico-identitario, invece, ha permesso agli alunni di visitare il "Museo di Storia Militare Ditsong", dove, accompagnati dalle guide locali, hanno scoperto tantissimi reperti militari provenienti dalle guerre sudafricane e dalle guerre mondiali.

Un’attenzione particolare è stata data alla scoperta della partecipazione dei soldati sudafricani alla Seconda Guerra Mondiale, con rappresentazione grafica dei percorsi da essi compiuti duranti i combattimenti, di foto del loro arrivo in diverse città italiane, di cimeli come divise, armi e oggetti. Molto coinvolgente, inoltre, è stata la visita alla sezione del Museo dove sono presenti armamenti e cimeli dei soldati italiani catturati e imprigionati dall’Esercito britannico durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per ultimo, gli alunni sono stati condotti al Cimitero Militare di Zonderwater, dove durante la Seconda Guerra Mondiale era stato allestito un Campo di prigionia per soldati italiani che è arrivato ad ospitare oltre 80.000 sottoufficiali. Come ben espresso dal Sig. Emilio Coccia, curatore volontario e Presidente dell’Associazione "POWs – Zonderwater Block", è da qui che è partita la storia della Comunità Italiana in Sudafrica.

Il progetto è stato accolto positivamente dagli alunni e dai loro genitori e ha avvicinato le nuove generazioni alle proprie origini, rinforzando in loro un sentimento di orgoglio italiano. (ladante.it/Inform)

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MALINDI - “Dopo il chiacchierato appalto della "Silicon Savannah", in Kenya da parte di un'azienda italiana, la Maltauro, una società di progettazione integrata a capitale italiano, Politecnica, è stata incaricata di realizzare l'East African Kidney Institute Centre of Excellence a Nairobi, modernissimo polo ospedaliero che dovrebbe diventare il punto di riferimento per l'urologia e la nefrologia di tutta l'Africa subsahariana. La nuova struttura ospedaliera, di cui nei giorni scorsi sono stati presentati i rendering, nel suo impiego completo non si rivolgerà solo alla popolazione keniota, ma anche agli abitanti delle nazioni limitrofe, tra cui Etiopia, Somalia e Tanzania, cui saranno riservati spazi ed aree ospedaliere progettate secondo standard sanitari internazionalmente approvati e riconosciuti”. A rilanciare la notizia è “malindikenya.net”, portale diretto da Freddie del Curatolo.

“Una nuova ed importante sfida, carica di innovazione e di valori tecnici e sociali che rientra in uno dei molti programmi istituzionali di investimento a cui Politecnica partecipa in ambito internazionale, nello specifico nel programma di finanziamento attuato dall’African Development Bank nei confronti del Governo Keniota, con l’obiettivo di affrontare e superare le difficoltà del mercato del lavoro per i professionisti qualificati nelle specialità biomediche di nefrologia e urologia all'interno dell'East Africa’s Centre of Excellence (EAC).

Con una superficie complessiva di 15.000 m2, per un investimento totale stimato da parte del Ministero della Sanità del Kenya di circa 16 milioni di euro, il progetto si colloca in posizione baricentrica all’interno dell’area metropolitana, in un ampio spazio verde, a ridosso dell’importante nodo stradale di Ngong Road e nelle immediate vicinanze del Kenyatta National Hospital e del Polo Universitario nazionale.

L’edificio al suo interno ospiterà, oltre ad aree didattiche, a destinazione universitaria e congressuale, dipartimenti ospedalieri ad altissima tecnologia medica. Saranno presenti un dipartimento di dialisi con 45 posti letto, un’area critica da 20 posti letto, un blocco operatorio e un’area di diagnostica per immagini di ultima generazione, oltre a servizi ambulatoriali, di laboratorio e di supporto. A questi spazi si aggiungono due livelli dedicati alla degenza e atti ad ospitare, in camere organizzate con tagli differenti, un totale di 160 pazienti interni”. (aise)

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