Wednesday 24th May 2017

ROMA - Gli ultimi insegnamenti di Gesù prima dell’Ascensione sono stati al centro del Vangelo di Giovanni proposto domenica dalla Liturgia nella meditazione di Papa Francesco al Regina Coeli recitato insieme ai fedeli in Piazza San Pietro. “Gesù – ha detto il Papa – promette ai suoi amici, in quel momento triste, buio, che, dopo di Lui, riceveranno “un altro Paraclito”. Questa parola significa un altro “Avvocato”, un altro Difensore, un altro Consolatore: “lo Spirito della verità”; e aggiunge: “non vi lascerò orfani: verrò da voi”. Queste parole trasmettono la gioia di una nuova venuta di Cristo: Egli, risorto e glorificato, dimora nel Padre e, al tempo stesso, viene a noi nello Spirito Santo. E in questa sua nuova venuta si rivela la nostra unione con Lui e con il Padre: “Voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi”. Meditando queste parole di Gesù, - ha commentato Papa Francesco – noi oggi percepiamo con senso di fede di essere il popolo di Dio in comunione col Padre e con Gesù mediante lo Spirito Santo. In questo mistero di comunione, la Chiesa trova la fonte inesauribile della propria missione, che si realizza mediante l’amore. Gesù dice nel Vangelo di oggi: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”. È l’amore – ha sottolineato il Santo Padre – che ci introduce nella conoscenza di Gesù, grazie all’azione di questo “Avvocato” che Gesù ha inviato, cioè lo Spirito Santo. L’amore a Dio e al prossimo è il più grande comandamento del Vangelo. Il Signore oggi ci chiama a corrispondere generosamente alla chiamata evangelica all’amore, ponendo Dio al centro della nostra vita e dedicandoci al servizio dei fratelli, specialmente i più bisognosi di sostegno e di consolazione”.

“Se c’è un atteggiamento che non è mai facile, non è mai scontato anche per una comunità cristiana, - ha osservato il Papa – è proprio quello di sapersi amare, di volersi bene sull’esempio del Signore e con la sua grazia. A volte i contrasti, l’orgoglio, le invidie, le divisioni lasciano il segno anche sul volto bello della Chiesa. Una comunità di cristiani dovrebbe vivere nella carità di Cristo, e invece è proprio lì che il maligno “ci mette lo zampino” e noi a volte ci lasciamo ingannare. E chi ne fa le spese sono le persone spiritualmente più deboli. Quante di loro – e voi ne conoscete alcune -, quante di loro si sono allontanate perché non si sono sentite accolte, non si sono sentite capite, non si sono sentite amate. Quante persone si sono allontanate, per esempio da qualche parrocchia o comunità per l’ambiente di chiacchiericcio, di gelosie, di invidie che hanno trovato lì. Anche per un cristiano – ha concesso il Pontefice – saper amare non è mai un dato acquisito una volta per tutte; ogni giorno si deve ricominciare, ci si deve esercitare perché il nostro amore verso i fratelli e le sorelle che incontriamo diventi maturo e purificato da quei limiti o peccati che lo rendono parziale, egoistico, sterile e infedele. Ogni giorno si deve imparare l’arte di amare. Sentite questo: ogni giorno si deve imparare l’arte di amare, ogni giorno si deve seguire con pazienza la scuola di Cristo, ogni giorno si deve perdonare e guardare Gesù, e questo, con l’aiuto di questo ”Avvocato”, di questo Consolatore che Gesù ci ha inviato che è lo Spirito Santo”.

“La Vergine Maria, perfetta discepola del suo Figlio e Signore, ci aiuti ad essere sempre più docili al Paraclito, lo Spirito di verità, per imparare ogni giorno ad amarci come Gesù ci ha amato”.

Dopo il Regina Coeli il Papa ha rivolto un pensiero speciale alla popolazione della Repubblica Centrafricana “che porto nel cuore, specialmente dopo la mia visita del novembre 2015. Scontri armati hanno provocato numerose vittime e sfollati, e minacciano il processo di pace. Sono vicino alla popolazione e ai vescovi e tutti coloro che si prodigano per il bene della gente e per la pacifica convivenza. Prego per i defunti e i feriti e rinnovo il mio appello: tacciano le armi e prevalga la buona volontà di dialogare per dare al Paese pace e sviluppo”.

Inoltre, il Papa ha ricordato che il prossimo 24 maggio “ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Ai cattolici cinesi dico: alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e ci sostenga nell’accogliere con generosità il suo progetto d’amore. Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Non dimentichiamo di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti all’incontro e al dialogo, sempre”.

“A tutti auguro una buona domenica. Per favore, - ha concluso – non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”. (aise)

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IT WAS critical that an independent judicial commission of inquiry be established to thoroughly investigate all allegations of state capture, Deputy President Cyril Ramaphosa said.

Delivering the keynote address at the Moses Kotane memorial lecture in Rustenburg he said: “This past week, the South African Council of Churches, a moral mainstay throughout the Struggle for democracy, warned that we were on the brink of becoming a ‘mafia state’. It is critical that an independent judicial commission be established to thoroughly investigate all allegations of state capture.

“Our formations, especially the ANC, must implement lifestyle audits of all those in leadership structures.

“We must introduce, as has been proposed by the ANC this week, transparency into party political funding.

“All of these steps must be implemented without fear or favour. They must not be guided by factional interests.” The call was echoed by the SACP.

At a national imbizo convened in Ekhuruleni over the weekend, the tripartite alliance partner adopted a declaration on a “minimum platform of action” anchored on various demands, including the urgent appointment of an independent judicial commission of inquiry into state capture, which was the key remedial action required by the public protector.

“The imbizo was convened in the context of ‘deepening, society-wide concern about challenges of leadership, moral decay and multiple social and economic crises’.” It was attended by participants from 33 organisations.

These included the SACP, ANC, the Congress of SA Trade Unions, SA National Civic Organisation, ANC stalwarts and veterans, the Young Communists League of SA, JHB Against Injustice, Business Leadership South Africa, Save South Africa, various components of the community constituency in Nedlac, and grassroots activists. The Imbizo received a presentation from the SA Council of Churches’ “unburdening panel” and shared concerns on state capture.

“Despite advances we have not effectively responded to the persisting social and economic crises in which the majority of South Africans find themselves. The ability to fundamentally transform society is now being corroded by systemic corruption in both the public and private sectors,” it said.

The declaration demanded an immediate end to the abuse and factionalising of the criminal justice system, notably the Hawks and the National Prosecuting Authority.- ANA

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Udine - L’Ente Friuli nel Mondo di Udine e l’Efasce (Ente Friulano Assistenza Sociale Culturale Emigranti) di Pordenone uniscono le forze per organizzare l’incontro annuale dei rispettivi associati che si terrà il 29-30 luglio prossimi a Valvasone Arzene e San Vito al Tagliamento. Ente Friuli nel Mondo ed Efasce dunque sono già operativi nella collaborazione per l’incontro annuale coi propri soci e simpatizzanti. Intenti congiunti indirizzati e apprezzati soprattutto da chi vive fuori ma si sente friulano, corregionale e italiano allo stesso tempo.

La sinergia è partita nel 2016 con iniziative comuni a Bruxelles, Charleroi e Londra, oltre che in Argentina e Uruguay nel marzo di quest’anno. La presenza di una pluralità di associazioni, se sapientemente gestita, è un valore aggiunto nell'offerta di rappresentanza e un servizio migliore a favore dei friulani che vivono all’estero. Sabato 29 luglio le due associazioni manterranno la propria anima indipendente incontrando i rispettivi soci e simpatizzanti con iniziative di matrice diversa ma con uno scambio di delegazioni che parteciperanno ai lavori di entrambi i convegni.

La giornata dove le due associazioni, Ente Friuli nel Mondo ed Efasce, si incontreranno sarà quella di domenica che si aprirà con il raduno degli emigranti nel piazzale del Santuario di Madonna di Rosa a San Vito al Tagliamento, con l’accompagnamento musicale della Filarmonica Sanvitese, a cui seguirà la Santa Messa celebrata da S.E. Mons. Giuseppe Pellegrini, Vescovo di Concordia – Pordenone. A seguire, ci sarà un trasferimento nel piazzale del duomo di Valvasone Arzene dove un corteo deporrà una corona d'alloro al Monumento ai Caduti. Interverranno i presidenti dei rispettivi enti, le autorità e i due sindaci di San Vito e Valvasone Arzene. La manifestazione si chiuderà con il pranzo sociale nella struttura polivalente di via Pasolini.

Due giorni dove gli associati dell’Efasce e dell’Ente Friuli nel Mondo potranno stare assieme e confrontarsi sulle rispettive esperienze di vita nella loro amata terra natia. L’anticipazione di questo accordo, pubblicato nell'ultimo numero della rivista “Friuli nel mondo” e nella pagina dei “Pordenonesi nel mondo” del settimanale “Il Popolo”, ha trovato unanimi consensi fra i corregionali e le istituzioni.  Questo evento storico segna un giro di boa nei rapporti presenti e futuri fra le due associazioni. - (NoveColonneATG)

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Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 16 maggio, il decreto sulla scuola italiana all’estero, che il Governo ha emanato in esecuzione della delega ricevuta dalla legge sulla Buona Scuola, ha pienezza di legge. Il sistema della formazione italiana all’estero, dunque, ha il suo nuovo ordinamento.

Il Governo ha recepito in larga misura le richieste di modifica avanzate nel corso di un’ampia consultazione, in particolare quelle di noi eletti all’estero, del CGIE e dei sindacati, e ha ricalibrato il testo sulla base degli articolati pareri delle commissioni parlamentari di Camera e Senato. È il frutto certamente dell’apertura che gli ultimi governi hanno dimostrato verso il nostro mondo, ma anche il risultato del grande lavoro fatto a livello parlamentare per fare una sintesi delle diverse posizioni e migliorare sensibilmente la qualità del provvedimento. Di questo ringraziamo in particolare le colleghe Garavini e Blazina, relatrici nelle rispettive commissioni, e soprattutto sottolineiamo la proficuità di un metodo positivamente sperimentato, quello di fare squadra tra tutti i livelli di rappresentanza degli italiani all’estero. Un’impostazione da ricercare anche in futuro.

Alla luce di questi interventi, la nuova normativa proietta la formazione italiana nel mondo in un quadro pluralistico e interculturale, riconosce la forte articolazione delle situazioni geopolitiche e culturali nelle quali la proposta formativa ricade, valorizza la funzione degli enti gestori dei corsi di lingua e cultura e ne precisa il profilo giuridico e didattico, si fa carico dell’esigenza di un maggiore coordinamento degli interventi istituendo un tavolo di concertazione tra MAECI e MIUR, assume il metodo della programmazione pluriennale e rilancia la metodologia dei Piani Paese, elimina il parere preventivo delle autorità diplomatiche e consolari sulla programmazione scolastica, estendendo la sfera di autonomia delle scuole, conserva il sistema di selezione del personale di ruolo da includere nel contingente, amplia lo stesso contingente di 50 unità a partire dal 2018 dopo quattro anni di drastiche riduzioni, riconsegna alla contrattazione tra amministrazione e sindacati le materie inerenti al rapporto di lavoro.
Non è una riforma organica, come lo stesso parere della Camera riconosce (una riforma che per quello che ci riguarda continuiamo a perseguire), ma un serio passo avanti sulla strada delle razionalizzazione e dell’attualizzazione del sistema. Un provvedimento che include anche alcuni elementi di riforma che abbiamo più volte richiamato.

A questa riorganizzazione del sistema formativo si accompagnano la conferma che per i corsi di lingua e cultura anche per il 2017 la dotazione del capitolo 3153 sarà riportata ai 12 milioni dell’anno precedente e l’impegno, assunto dal Sottosegretario Amendola a nome del Governo, che non si scenderà al di sotto di tale livello fino al 2020, attingendo al Fondo quadriennale per la promozione della lingua e cultura italiana all’estero.

Un duplice passaggio positivo, dunque. Per quanto ci riguarda, siamo comunque già impegnati a fare in modo che i tempi di erogazione delle risorse tengano conto delle necessità concrete degli enti e che la riorganizzazione strutturale di queste funzioni all’interno del MAECI conosca finalmente il suo compimento dopo mesi di attesa in modo che il ritardo non metta in discussione l’efficienza e la credibilità del sistema.

I Deputati del PD eletti all’estero: Farina, Fedi, Garavini, La Marca, Porta, Tacconi

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By Katharine Child - SowetanLive - 

The University of Stellenbosch has performed its second penis transplant operation after doing the world’s first at Tygerberg Hospital in December 2014.

This is the third ever penis transplant conducted with the second one conducted in Boston at the Massachusetts General Hospital.

 The recipient‚ a 40 year old man‚ has been without a penis for 17 years after a botched traditional circumcision.

His name is being kept anonymous for ethical reasons.

 “He is certainly one of the happiest patients we have seen in our ward. He is doing remarkably well. There are no signs of rejection and all the reconnected structures seem to be healing well‚” said Professor Andre Van der Merwe‚ Head of the Division of Urology at Stellenbosch University s Faculty of Medicine and Health Sciences.

 The patient is expected to regain full use of his penis within six months of the transplant‚ said the release.

Medical tattooing will be used to correct the colour discrepancy between the recipient and the donor organ in six to eight months after the operation.

 “Patients describe a penis transplant as ‘receiving a new life’. For these men the penis defines manhood and the loss of this organ causes tremendous emotional and psychological distress‚” said Dr Amir Zarrabi of the FMHS’s Division of Urology‚ who was a member of the transplant team. “I usually see cases of partial or total amputations in July and December – the period when traditional circumcisions are performed.”

The team consisted of Van der Merwe‚ Dr Alexander Zühlke‚ who heads the FMHS’ Division of Plastic and Reconstructive Surgery‚ Prof Rafique Moosa‚ head of the FMHS’ Department of Medicine‚ Zarrabi and Dr Zamira Keyser of Tygerberg Hospital. They were assisted by transplant coordinators‚ anaesthetists‚ theatre nurses‚ a psychologist‚ an ethicist and other support staff.

The first ever penis transplant patient from December 2014 is using his penis as normal.

 “The patient is doing extremely well‚ both physically and mentally”‚ says Van der Merwe. “He is living a normal life. His urinary and sexual functions have returned to normal‚ and he has virtually forgotten that he had a transplant.”

The transplant procedure is very complicated as nerves‚ blood‚ vessels and muscle from the donor organ have to be connected to the recipient.

  “The diverse presentation of the blood vessels and nerves makes the operation very challenging and means each case is unique. All these structures need to be treated with the utmost delicacy and respect in order to be connected perfectly to ensure good circulation and function in the long term‚” said Zühlke.

Micro-surgery was used to connect small blood vessels and nerves.

 It is thought that up 250 partial or complete penile amputations take place a year in South Africa due to botched traditional circumcisions.

“At Stellenbosch University and Tygerberg Hospital we are committed to finding cost-effective solutions to help these men‚” says Van der Merwe. The procedure was part of a proof of concept study to develop a cost-effective penile transplant procedure that could be performed in a typical theatre setting in a South African public sector hospital‚ he said.

 The costs of the second procedure was much less than the first.

 The biggest challenge to rolling out this procedure is the shortage of organs. “I think the lack of penis transplants across the world since we performed the first one in 2014‚ is mostly due to a lack of donors. It might be easier to donate organs that you cannot see‚ like a kidney‚ than something like a hand or a penis‚” said Van der Merwe.

 “We are extremely grateful to the donor’s family who so generously donated not only the penis‚ but also the kidneys‚ skin and corneas of their beloved son. Through this donation they are changing the lives of many patients.

The patient had counselling over two years to explain and ensure he understood the operation is not a tried and tested treatment‚ but is still an experimental procedure with many risks.

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