Thursday 17th Aug 2017

Martine Cristofoli dal Festival di Locarno – 

La nuova commedia all’italiana incanta Piazza Grande in una serata stupenda anche climaticamente. Francesca Comencini in una spassosa commedia dalla parte delle donne!

Con “Amori che non sanno stare al mondo” di Francesca Comencini il cinema italiano  è tornato  in Piazza Grande durante il Festival e ha conquistato il pubblico, “Due soldati” di Marco Tullio  Giordana c’è stato ma nel prefestival ed è stato accolto con calore. Per il lungometraggio di Francesca Comencini  le circostanze sono state altre. Gli spettatori del “plein air” erano desiderosi di un lungometraggio allegro, distensivo brillante  e lo hanno avuto. Situazioni esistenziali a riguardo il rapporto lui-lei sono  state portate allo schermo con grande leggerezza, intelligenza e messe “in piazza” in modo pirotecnico e  fine ironia.

Il merito della riuscita di queste schermaglie d’amore è da attribuire ai dialoghi ben  calibrati, alla perfezione della sceneggiatura, ma soprattutto alla bravura attoriale della super nevrotica Claudia, (un’eccellente Lucia Mascino) e il pacato, ma deciso Flavio (un misurato ma efficiente Thomas Trabacchi).  

Negli anni ottanta, il film del fine settimana era quasi sempre un film italiano, in generale una buona commedia, che  riusciva ad attirare pubblico anche dall’Italia e fare lo strapieno per la Piazza. Si sono visti i fratelli Taviani, Tornatore, Bellocchio, Benigni ed altri e lo spettacolo è stato sempre entusiasmante. Con Francesca Comencini, figlia dell’eccelso Luigi Comencini, la Piazza era superaffollata di un pubblico alla ricerca di buon cinema nel nome della commedia, che ha apprezzato e  interagito al massimo alle battute vulcaniche di Claudia e a quelle più filosofiche e posate di Flavio. Sul comportamento degli amanti, tra gli alti e bassi e tra le litigate anche con supporti tecnologici non c è nulla da eccepire.

Sul titolo invece sì. Secondo me non sono gli amori che non sanno stare al mondo, ma i personaggi che li hanno generati, in particolare la simpatica Claudia, che ci mette troppo tempo a capire che il posato e rilassato Flavio l’ha scaricata unicamente perché ha trovato una più giovane di lei, la trentenne Giorgia che non è rompiscatole come lei, ma che accetta la superiorità maschile in tutti i campi.

Claudia e Flavio si sono amati a lungo e con grande passione. Poi tutto è finito e per lei non è stato facile. Dopo tanti anni il loro mondo è alla deriva. Lui sente il bisogno di andare avanti, tornare a terra; lei, invece, non vorrebbe dimenticare mai. Una commedia sentimentale che racconta con ironia e grande lucidità una storia d’amore che non sa stare al mondo e il modo in cui le donne ne affrontano la fine e un nuovo inizio.

Martine Cristofoli

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Anniversario della tragedia di Marcinelle e Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo -
 
ROMA - L'8 agosto si celebra la "Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo",  istituita nella ricorrenza della tragedia mineraria di Marcinelle del 1956, per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro e del sacrificio dei connazionali emigrati. Qui di seguito il messaggio del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano.

Cari Connazionali,
vorrei esprimere la mia più sentita partecipazione all'anniversario della tragedia di Marcinelle dell'8 agosto 1956. Dal 2001 questa ricorrenza è stata proclamata "Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo". Ogni anno, quindi, il nostro commosso pensiero è rivolto a tutti gli Italiani caduti sul lavoro all'estero. Vogliamo onorare la loro memoria.

Il mondo dell'emigrazione, attraverso il coraggio, l'ingegno, il sacrificio, ha reso possibile nei decenni l'incontro tra persone, culture, professionalità, e nazioni, come quelle europee, che oggi condividono il comune progetto dell'integrazione dell'Europa.

Quella tragedia, che tolse la vita a 262 minatori tra cui 136 italiani, contribuì in maniera determinante alla formazione di una coscienza europea. E ciò accadeva soltanto un anno prima della firma dei Trattati istituitivi delle Comunità Europee, di cui quest'anno abbiamo festeggiato il 60mo anniversario.

Quell'Europa unita che è riuscita nell'allora inimmaginabile obiettivo di mantenere la pace sul continente per oltre mezzo secolo, che ha promosso lo sviluppo di tutti i Paesi che ne sono membri, e che oggi permette ai nostri figli di viaggiare e di vivere in tutto il territorio del continente in condizioni ben diverse da quelle dei minatori di Marcinelle.

La tragedia di Marcinelle ci dà ancora oggi la forza di lavorare per un'Europa più coesa e solidale, come l'avevano immaginata i padri fondatori. Un'Europa che trae origine e sostanza dal genuino spirito di fratellanza fra i suoi popoli. Un'Europa che sappia fornire una risposta condivisa, unitaria e partecipe alle grandi emergenze dei nostri giorni. Mi riferisco in particolare al flusso continuo di migranti disperati che oggi, come allora, cadono troppo spesso vittime.

La tragedia di Marcinelle ci induce a riflettere sul tema del lavoro sotto il profilo della sua dimensione umana e sociale. Non dobbiamo dimenticare mai che il lavoro senza tutele uccide anche laddove si svolge in luoghi che dovrebbero essere meno pericolosi delle viscere della terra. Va difeso, perché il lavoro è sinonimo di speranza e di futuro. E' precondizione necessaria per la nascita di una famiglia e per la crescita individuale dei singoli nel loro rapporto con la comunità.

Cari connazionali, il nostro pensiero in questa occasione è rivolto sia ai pionieri della nostra emigrazione, sia ai loro discendenti, ma ugualmente ai nuovi emigrati, che espatriano oggi in condizioni diverse anche se, molti di loro, sono spinti dagli stessi desideri e speranze. Come Fabrizia, Marco e Gloria che abbiamo perso a Berlino e a Londra, vittima la prima di un vile attacco di terrorismo, i secondi di una fatalità che forse si poteva evitare.

La nostra vicinanza va allo stesso modo agli Italiani che vivono all'estero in contesti particolarmente difficili, come in Venezuela, che seguiamo con attenzione per agevolare l'adozione di soluzioni per l'esito pacifico delle crisi che stanno vivendo.

Siamo orgogliosi del contributo dato da tutti voi, Italiani nel mondo, al nostro Paese. Chi ha lasciato e ancora oggi lascia l'Italia contribuisce, in tanti modi diversi, al dialogo e al rafforzamento delle relazioni con i Paesi di destinazione, dando lustro ai valori più profondi e positivi dell'italianità. E in tanti modi diversi contribuite alla crescita dell'Italia.

E' con questa consapevolezza che rivolgo a voi il mio più sincero ringraziamento. (Inform)

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President Jacob Zuma has learned with great concern and is disturbed by the allegations of assault on a woman patron at a nightclub in Johannesburg reportedly by The Deputy Minister of Higher Education and Training, Mr Mduduzi Manana.

The Police Minister, Mr Fikile Mbalula has indicated that a case has been opened with the South African Police Service. President Zuma has confidence that the law enforcement agencies will deal with the matter effectively in line with the laws of the land.

"The South African Government has made violence against women a priority crime. Women have a right to safety and security and must not be attacked or abused by anyone, anywhere in the country, regardless of the position of the either the perpetrator or victim. South Africa must be safe for all women,“ said President Zuma.

The President has urged all with information on the matter to cooperate with the authorities.

Issued by: The Presidency
Pretoria

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ROMA- L'estate è tempo di “incontrare Gesù, per essere al servizio dei fratelli”. Questo il messaggio che Papa Francesco ha rivolto ai fedeli giunti in Piazza San Pietro per il consueto appuntamento con l'Angelus domenicale.

“In questa domenica, la liturgia celebra la festa della Trasfigurazione del Signore”, ha esordito il Santo Padre. “L’odierna pagina evangelica racconta che gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni furono testimoni di questo avvenimento straordinario. Gesù li prese con sé “e li condusse in disparte, su un alto monte” (Mt 17,1) e, mentre pregava, il suo volto cambiò d’aspetto, brillando come il sole, e le sue vesti divennero candide come la luce. Comparvero allora Mosè ed Elia, ed entrarono in dialogo con Lui. A questo punto, Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè, una per Elia” (v. 4). Non aveva ancora terminato di parlare, quando una nube luminosa li avvolse”.

“L’evento della Trasfigurazione del Signore ci offre un messaggio di speranza – così saremo noi, con Lui –: ci invita ad incontrare Gesù, per essere al servizio dei fratelli”, ha spiegato Bergoglio.

“L’ascesa dei discepoli verso il monte Tabor ci induce a riflettere sull’importanza di staccarci dalle cose mondane, per compiere un cammino verso l’alto e contemplare Gesù”, ha continuato il Pontefice. “Si tratta di disporci all’ascolto attento e orante del Cristo, il Figlio amato del Padre, ricercando momenti di preghiera che permettono l’accoglienza docile e gioiosa della Parola di Dio. In questa ascesa spirituale, in questo distacco dalle cose mondane, siamo chiamati a riscoprire il silenzio pacificante e rigenerante della meditazione del Vangelo, della lettura della Bibbia, che conduce verso una meta ricca di bellezza, di splendore e di gioia. E quando noi ci mettiamo così, con la Bibbia in mano, in silenzio, cominciamo a sentire questa bellezza interiore, questa gioia che genera la Parola di Dio in noi. In questa prospettiva, il tempo estivo è momento provvidenziale per accrescere il nostro impegno di ricerca e di incontro con il Signore. In questo periodo, gli studenti sono liberi dagli impegni scolastici e tante famiglie fanno le loro vacanze; è importante che nel periodo del riposo e del distacco dalle occupazioni quotidiane, si possano ritemprare le forze del corpo e dello spirito, approfondendo il cammino spirituale”.

“Al termine dell’esperienza mirabile della Trasfigurazione”, ha spiegato ancora Papa Francesco, “i discepoli scesero dal monte (cfr v. 9) con occhi e cuore trasfigurati dall’incontro con il Signore. È il percorso che possiamo compiere anche noi. La riscoperta sempre più viva di Gesù non è fine a se stessa, ma ci induce a “scendere dal monte”, ricaricati della forza dello Spirto divino, per decidere nuovi passi di conversione e per testimoniare costantemente la carità, come legge di vita quotidiana. Trasformati dalla presenza di Cristo e dall’ardore della sua parola, saremo segno concreto dell’amore vivificante di Dio per tutti i nostri fratelli, specialmente per chi soffre, per quanti si trovano nella solitudine e nell’abbandono, per gli ammalati e per la moltitudine di uomini e di donne che, in diverse parti del mondo, sono umiliati dall’ingiustizia, dalla prepotenza e dalla violenza”.

“Nella Trasfigurazione si ode la voce del Padre celeste che dice: “Questi è il Figlio mio amato. Ascoltatelo!” (v.5). Guardiamo a Maria”, ha invitato il Papa, “la Vergine dell’ascolto, sempre pronta ad accogliere e custodire nel cuore ogni parola del Figlio divino (cfr Lc 1, 51). Voglia la nostra Madre e Madre di Dio aiutarci ad entrare in sintonia con la Parola di Dio, così che Cristo diventi luce e guida di tutta la nostra vita. A Lei”, ha concluso, “affidiamo le vacanze di tutti, perché siano serene e proficue, ma soprattutto l’estate di quanti non possono fare le vacanze perché impediti dall’età, da motivi di salute o di lavoro, da ristrettezze economiche o da altri problemi, affinché sia comunque un tempo di distensione, allietato da presenze amiche e da momenti lieti”. (aise)

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Fedi E Porta (Pd): Considerazioni sul tandem Boeri-Micheloni e sull’esportabilità delle prestazioni non contributive - 

È di questi giorni la notizia, riportata dai maggiori quotidiani italiani, che sono allo studio (non si capisce bene da parte di chi) misure per ridurre la parte “assistenziale” del trattamento pensionistico riconosciuto ai nostri connazionali residenti all’estero.

Ad annunciare “lo studio”, secondo alcuni mass media italiani, sarebbe stato il Presidente del Comitato per gli italiani all’estero del Senato, Claudio Micheloni, durante ed in seguito all’Audizione del Presidente dell’Inps Tito Boeri recentemente tenutasi presso il Comitato. Praticamente si tratta di un inaspettato “assist” da parte del Senatore PD all’intenzione del Presidente dell’Inps – più volte annunciata e perorata – di rivedere (razionalizzare, ridurre, eliminare?) il sistema di pagamento all’estero delle prestazioni italiane cosiddette “non contributive”, definite anche “assistenziali”, come il Trattamento minimo, le maggiorazioni sociali e la somma aggiuntiva (14ma).

Il motivo addotto dal tandem Boeri-Micheloni è che la soppressione dell’esportabilità di tali prestazioni comporterebbe risparmi per lo Stato italiano di varie decine di milioni di euro, ed in alcuni casi (ma quali? si cita solitamente i pensionati italiani residenti in Germania) non penalizzerebbe i nostri pensionati ai quali sarebbe presumibilmente (ma ne abbiamo la certezza?) sostituita la prestazione “assistenziale” italiana da quella analoga (sempre che prevista) del Paese di residenza.

Non si tratta di una cosa semplice da realizzare sia dal punto di vista tecnico-giuridico che dal punto di vista “politico”.  È comunque singolare che mentre si dibatte l’abolizione di quelli che gli italiani considerano veri privilegi previdenziali di cui sono detentrici varie categorie di pensionati,  si possa pensare di sottrarre poche decine di euro  a decine di migliaia di pensionati italiani, spesso indigenti, residenti all’estero. È pur vero, come affermato dal tandem Boeri-Micheloni, che la riduzione delle prestazioni assistenziali potrebbe essere limitata a quei Paesi dotati di un sistema di tutele sociali che comunque potrebbero teoricamente garantire l’assistenza sociale ai nostri pensionati. Ma l’individuazione di tali Paesi non sarebbe così semplice, non ci sarebbe l’assoluta garanzia di una compensazione, non avremmo la certezza  che il sistema di “geometria variabile” non si scontri con i diritti garantiti dai Regolamenti comunitari di sicurezza sociale e dalle Convenzioni bilaterali in tema di parità di trattamento, assimilazione dei territori ed esportabilità di determinate prestazioni, ed infine non potremmo escludere che l’introduzione per alcuni Paesi (come la Germania) di eventuali criteri di inesportabilità sia poi inesorabilmente estesa a tutti i Paesi  di emigrazione, compresa l’America Latina.

Giova comunque ricordare che l’intenzione annunciata dal tandem Boeri-Micheloni, per l’Europa si limiterebbe alla somma aggiuntiva (detta anche 14ma), perché Trattamento minimo e maggiorazioni sociali sono già stati resi inesportabili dai Regolamenti comunitari di sicurezza sociale poiché inseriti in uno specifico Allegato dei Regolamenti che prevede l’inesportabilità delle prestazioni speciali in denaro a carattere non contributivo, tra le quali – per l’Italia -  le pensioni sociali;  le pensioni, gli assegni e le indennità ai mutilati ed invalidi civili;  le pensioni e le indennità ai sordomuti;  le pensioni e le indennità ai ciechi civili;  l’integrazione della pensione minima;  l’integrazione dell’assegno di invalidità;   l’assegno sociale;   la maggiorazione sociale.

Per rendere inesportabile la 14ma, quindi, non basterebbe probabilmente (materia per tecnici) una norma inserita nella legge di bilancio per il 2018, come ipotizzato dal tandem Boeri-Micheloni, ma bisognerebbe modificare i Regolamenti comunitari di sicurezza sociale. Cosa non semplicissima perché sarebbe necessario, tra l’altro, dimostrare che la 14ma è una prestazione non contributiva finanziata attraverso le entrate fiscali destinate alla spesa pubblica generale e non è direttamente correlata ad un contributo dei beneficiari (vedere Circolare Inps n. 10 del 31 gennaio 2006).

Non dimentichiamo che è proprio la legge istitutiva della 14ma, intitolata “Interventi in materia pensionistica”  - e non in materia assistenziale -  (Decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2007, n.127 articolo 5), che stabilisce che la somma aggiuntiva è corrisposta in funzione dell’anzianità contributiva complessiva, e potrebbe essere questo il collegamento alla contribuzione che escluderebbe la possibilità di inserire la 14ma nell’Allegato II bis dei Regolamenti comunitari tra le prestazioni non contributive non esportabili.

Insomma, verrebbe la voglia di chiedere a Boeri il perché di questo inutile accanimento – anche mediatico e perciò allarmante (visto che solo il 39% delle 14me viene erogato nella UE e quindi, se si limitasse l’inesportabilità all’Europa, si risparmierebbe poco più di 10 milioni di euro) – a meno che Boeri in realtà non voglia anche cancellare definitivamente  l’esportabilità di TM e maggiorazioni sociali nei Paesi extraeuropei, e a Micheloni, “ma non sarebbe meglio approfondire la questione prima di allarmare tanti nostri pensionati emigrati, compresi quelli che non vivono in Europa i quali senza le prestazioni assistenziali, in questa congiuntura storica, economica e politica, verrebbero privati di un reddito fondamentale di sostentamento?”.

I deputati Marco Fedi e Fabio Porta

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