Sunday 25th Jun 2017

Cape Times - Speech by the Mayor of Cape Town - 

LIFTING THE CITY: A large-scale innovative proposal detailing how to improve the Foreshore with extensive housing while alleviating traffic congestion. Flatcopy pictures: BHEKI RADEBE - 

It gives me great pleasure to address you all today as we open this exhibition where we will be making history in finding a solution to the unfinished bridges.

When I became the mayor in 2011, I pledged to do something about the unfinished bridges as a legacy project and not leave the area unchanged for another 50 years.

No mayor has ever attempted to deal with the unfinished bridges and I would like it to be part of my legacy.

The City's Organisational Development and Transformation Plan led to the establishment of a new directorate, the Transport and Urban Development Authority, whose key role is to drive urban development.

The Foreshore Freeway Project is one of the five Transit-oriented Development (TOD) projects we have identified in the city which will see economic and residential development located closer to transport corridors.

The TOD strategic framework will reverse the legacy of apartheid spatial planning and redress the injustices of the past by stopping long travelling distances and urban sprawl by bringing people closer to residential and work opportunities.

So, in June 2016, we made the call to the private sector to submit ideas for the unfinished highways on the western, central and eastern side of the Foreshore Freeway Precinct which have been part of the Cape Town city landscape for nearly five decades now.

In the 1970s, at the time when engineers designed the freeways and embarked on the ambitious roads project, the traffic flowing into and out of the city was not nearly at the level that we are experiencing today.

Apart from being an eyesore, the unfinished freeways are also preventing the development of prime City-owned land – known as the Foreshore Freeway Precinct - that is locked in under and between the existing highways and the harbour.

In July 2016, we issued a document calling on prospective investors and developers, or a consortium, to provide us with a solution which will address the congestion and provide affordable housing.

This document – called the Prospectus for the Development of the Foreshore Freeway Precinct – provided interested parties with all of the necessary information about the City-owned land that we will make available to the private sector in return for the provision of road infrastructure to address congestion and affordable, inclusive housing that will drive sustainable economic growth.

Our Integrated Development Plan (IDP) sets various objectives such as leveraging the City’s assets to drive economic and social development and stimulate job creation.

In leveraging City assets, the City will be the catalyst investor in these projects to create a “crowding in” effect by the private sector.

The excuse by any government that they do not have the resources to deal with apartheid spatial planning is unacceptable.

We have shown that the costs can be carried by the private sector following our contribution to provide the land.

To deal with apartheid spatial planning and urbanisation, we need to be innovative and forward-thinking to make this great city even greater.

This is a testament to our commitment to redressing the imbalances of the past and to providing residents with inclusive housing opportunities.

This is the beginning, where we are starting with the TOD projects in the CBD.

We will follow this approach with four other developments in Paardevlei, Athlone, Bellville and Philippi, where residents will be part of how we redesign Cape Town.

Around us today are the six ideas which made it through the initial assessment phase and I am hoping we can see some bold ideas.

I am very excited about the possibilities of this project and this exhibition will give all residents the opportunity to come and view the ideas we have received.

In closing, to quote academic Professor Nick Binedell, who said: “Our entire economic future will depend on cities. Economic growth is the oxygen of our democracy and cities are the engines of economic growth.”

These five major urban development projects in the city will be our contribution to the economic growth of our country.

Write comment (0 Comments)

JOHANNESBURG  - L’Abruzzo è la sua terra d’origine e cuore pulsante della sua arte. Si chiama “Footprints” la mostra/evento che Valentina Colella, classe 1984, presenterà a Johannesburg nell’ambito dell’ARP - Art Residency Project, progetto di residenza artistica internazionale promosso dal Centro Luigi di Sarro di Roma, in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri.

L’esposizione, organizzata dal Centro Luigi di Sarro e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria, in collaborazione con Rainbow Media e con il sostegno della  HIP Alliance e dell'Associazione Abruzzo, sarà inaugurata giovedì 9 marzo alle 18.30 presso la galleria d’arte Everard Read di Johannesburg.

“Footprints” si compone di tre parti: la prima presenta un video del 2015 girato a Campo Imperatore; la seconda propone un lavoro multimediale in cui il percorso che va da Introdacqua - piccolo comune in provincia dell'Aquila che fa parte del Club dei Borghi più belli d'Italia – fino a un rifugio che domina la Valle Peligna viene traslato sulla mappa con la rilevazione di alcuni punti topici, fondamentali per gli abitanti del luogo. Ognuno di questi punti viene affiancato da foto con le indicazioni della longitudine e della latitudine per permettere di localizzare i luoghi con il GPS.

La terza e ultima parte è quella pittorica, composta da nove opere su carta. (Inform)

Write comment (0 Comments)

Mario Angeli dal suo balcone italiano - 

Capitava raramente, allora, di poter ammirare riproduzioni di quadri o statue di soggetto sacro o profano raffiguranti personaggi le cui nudità erano strategicamente celate o dal lembo di un drappo o da una foglia di fico ovvero, più raramente, da un ramoscello o dalla mano o dai fluenti capelli del personaggio stesso; le nuove tecnologie non avevano ancora prodotto la splendida rivoluzione dell’immagine, rendendo oggi disponibile per tutti ogni sorta di fotografia, anche in altissima definizione e meglio fruibile rispetto all’originale.

 

Ma il ragazzino di allora doveva accontentarsi di sbirciare tali immagini, magari un po’ furtivamente e maledicendo quella foglia che si era posata proprio su quelle cose, rammaricandosi che non si levasse un refolo di vento a spostare di poco la foglia o quella stoffa o quelle chiome che svolazzavano beffarde nello spazio pur senza muoversi, o sperando che il personaggio spostasse un attimo quella mano; avrei imparato poi che quelle cose non si usava chiamarle con il loro nome, ma con il pietoso gerundivo latino pudenda, il cui significato letterale è cose di cui vergognarsi; denominazione assai ipocrita, a dire il vero, dal momento che quelle cose tutti le hanno e, da sempre, le cercano con maggiore o minor interesse, in ogni tempo e presso ogni cultura.

 

Ricordate quel che successe un anno fa a Roma, dove, al passaggio del presidente iraniano Hassan Rouhani fu stupidamente velata la splendida Venere Capitolina, perché qualche zelante funzionario si preoccupò che l’illustre ospite non avesse ad arrossire, scorgendo le cose di cui vergognarsi di una fanciulla di candido marmo, che comunque da duemila anni se le copre con casta mano?

 

Ci si vergognò di mostrare al presidente iraniano le pudenda di una statua e si coprirono non con piccole foglie di fico ma con gigantesche Victoria amazonica, che raggiunge i tre metri di diametro, le migliaia di esecuzioni capitali che l’uomo politico avalla con zelante premura.

 

Ma, distogliendo lo sguardo dalle pudenda, esibite o celate, la foglia di fico sembra essere uno stratagemma molto utilizzato anche dagli uomini politici per mascherare la loro sconfinata ambizione o la sete di potere o l’ingordigia economica o tutte e tre insieme queste poco onorevoli ed assai diffuse prerogative, spacciandole come spirito di servizio verso la nazione o sincero zelo riformistico, di cui magari non sono del tutto privi, ma neppure ne sono molto dotati.

 

Per settimane non c’è stato quotidiano o telegiornale che non riportasse anche la più insignificante dichiarazione o addirittura il più piccolo sospiro degli innumerevoli capi e capetti, che non nomino per non accrescere la overdose, tutti o in procinto di fondare nuovi soggetti politici o movimenti, come li chiamano, oppure affannati a darsi un’evidenza ben superiore a quella che il loro zero-virgola gli consente.

 

Naturalmente, tutti hanno sventolato la loro foglia di fico, anzi, l’hanno pudicamente sistemata dove era opportuno, per tentare di coprire le pudenda delle loro ambizioni.

 

L’arguta e raffinata penna di Massimo Gramellini, nella rubrica “Il Caffè”, che ci regala ogni giorno sul Corriere della Sera, riferendosi alla smania vitalistica con cui Massimo D’Alema ha deciso di buttare all’aria il suo partito pur di riprendersi un primato che gli manca dal lontano 2000, progetto per il quale ha sommerso Matteo Renzi di critiche in misura non inferiore a quante da lui ne ricevette negli anni, scrive: “Secondo una teoria non priva di fascino, tendiamo a detestare quelle persone che ci restituiscono l'immagine dei nostri difetti come in uno specchio. D'Alema che accusa Renzi di arroganza è un caso di scuola insuperabile.

 

Ci sono volute le convulsioni del principale partito italiano per distogliere l’interesse della stampa sul tormentone che per lunghe settimane ha avuto per scenario un altro colle romano, sul quale una giovane sindaco, ispirata non sempre a tema dal suo capocomico, ha cercato di destreggiarsi tra inchieste, avvisi di garanzia, dimissioni, polemiche, indiscrezioni tra il giallo ed il rosa, fino al duro contrasto con i tifosi della Roma-calcio, imbufaliti per il suo iniziale rifiuto alla costruzione dello stadio, ma poi improvvisamente convertitasi alla sua realizzazione, seppur con varianti e modifiche che, temo, allungheranno tempi, disagi e costi: quasi tutta la stampa ha attribuito l’andamento brancaleonino dell’amministrazione capitolina ad inesperienza se non anche ad incapacità, che i capi del movimento che governa la città hanno pudicamente velato di foglie di fico, sostenendo che le critiche erano infondate e fatte circolare dai soliti “poteri forti”, come se fosse indecente ammettere che, di solito, qualsiasi persona normale è incompetente prima di diventare… “competente”; io preferirei che quella foglia di fico la togliessero, svelando la realtà.

 

Se sbirciamo anche in altre nazioni, sia in Europa che altrove, troviamo una pletora di politici che smaniano, cadono, si rialzano, cambiano casacca, affondano partiti o correnti che li hanno generati, ne fanno sorgere altri per liquidarli quando non gli serviranno più, si autoassolvono, attribuendo ad altri i propri torti e difetti o mascherandoli sapete con che cosa.

 

Quindi l’Italia è in buona compagnia o addirittura sta meglio: da noi spesso basta un avviso di garanzia per ottenere le dimissioni di un politico, altrove nemmeno le sentenze di alte corti bastano a sloggiarlo dal suo dorato scranno, ma ovunque ci sono in abbondanza foglie di varia specie cui fare ricorso per tentare di coprire ciò di cui ci si vergogna o almeno per sviare l’attenzione altrui.

 

Mario Angeli

Write comment (0 Comments)

Mostra/evento della giovane artista italiana Valentina Colella, a cura del centro Luigi Di Sarro, presentata dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria in collaborazione con Rainbow Media. Sponsor: HIP Hellenic Italian Portuguese Alliance - Italian Section e Associazione Abruzzo Sudafrica.

Giovedì 9 marzo, ore 18:30, Circa/Everard Read Gallery, 6 Jellicoe Ave, Rosebank, Johannesburg.

Un sogno visionario, iperconnesso e contemporaneo. L’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria sostiene i giovani artisti italiani in Sud Africa e presenta la mostra/evento dal titolo FOOTPRINTS di VALENTINA COLELLA che si inserisce a latere come una tappa del più ampio ‘Progetto ARP - Art Residency Project 2015-2017’, del Centro Luigi Di Sarro di Roma, che prevede tra febbraio e marzo 2017 la residenza dell’artista a Cape Town.

La mostra si compone di tre parti: la prima incentrata sull’Abbruzzo, terra di origine di Valentina Colella, presenta un video del 2015 girato a Campo Imperatore; la seconda propone un lavoro multimediale in cui il percorso che va dal suo paese, Introdacqua vicino Sulmona, su in montagna fino a un rifugio che domina la Valle Peligna viene traslato sulla mappa dello stesso paese con la rilevazione di alcuni punti topici, che corrispondono a posti fondamentali per gli abitanti del luogo. Ognuno di questi punti viene affiancato da foto con le indicazioni della longitudine e della latitudine per permettere alle persone di localizzare i luoghi con il GPS. La terza ed ultima parte è quella pittorica composta da 9 opere su carta con studi delle forme essenziali della terra, del cielo e del volo tra i due spazi.

Valentina Colella è un’artista concettuale che si esprime utilizzando diversi mezzi espressivi, tra cui pittura, disegno, installazioni, video, fotografie. Dopo gli studi, intraprende un percorso di approfondimento di scenari che rimandano ad un concetto di opposizione esaltati nei vari passaggi dal reale al digitale. Trae ispirazione dalla natura e dal territorio che la circonda. E il territorio è quello d’Abbruzzo, così bello e selvaggio ma così martoriato e devastato ultimamente da movimenti tellurici ed inusuali eventi atmosferici. Colella ha esposto i suoi lavori a Londra, Colonia, Roma, in Argentina, Taiwan. Con il progetto Learning, Valentina viene selezionata per la residenza 2016 / 2017 ARP Art Residency Project, Cape Town, Sud Africa.

Write comment (0 Comments)

SOMMARIO: RAGIONARE SUL CENTRO-DESTRA – PATERNITA’ GAY – BUONE NOTIZIE IN RAI – QUARESIMA  - INFO NEWS -
 
MA IL CENTRO DESTRA RIESCE A RAGIONARE?
I giorni corrono veloci, comunque vadano le cose tra tre mesi si vota in  molte città e al più tardi tra un anno saremo in piena campagna elettorale.

Mentre il PD litiga e (comunque andranno le beghe interne) non sembra più sollevare grandi consensi anche per le vicende giudiziarie che cominciano a lambire Renzi & C., se non vogliamo abbandonare l’Italia al M5S di Grillo occorrerebbe che il centro-destra abbia la forza e il coraggio di finalmente proporre qualcosa.

Passano invece le settimane e i mesi ma una seria piattaforma programmatica – oltre che un leader – non appaiono ancora all’orizzonte.

Stando ai sondaggi, Lega e Forza Italia sarebbero oggi intorno al 13% ciascuno, con Fratelli d’Italia al 5 è un potenziale 31% complessivo, maggiore del 29% attribuito singolarmente a  PD  e  M5S, più o meno appaiati.

Dati assolutamente indicativi e da rivedere quando si saranno  cristallizzate le scissioni in atto, ma resta il fatto che i tre partiti che oggi stanno (o dovrebbero stare) a destra sono complessivamente immobili in % rispetto ad un anno fa e alle stesse elezioni europee del 2014.

Dopo tutto questo disastro, insomma, a destra non si riesce a coagulare nuovi voti, anzi, molti elettori si indirizzano piuttosto verso l’area del non-voto.

Da notare che circa 2/3 del “bacino” elettorale secondo quegli stessi sondaggi vorrebbe comunque un centro-destra più “a destra” e 1/3 più “al centro” mentre come  leader dello schieramento il 42% vorrebbe Salvini, il 29 Berlusconi, il 22% la Meloni e il 7% Fitto.

Almeno per deciderlo sarebbe ora di avviare delle “primarie” serie e - visto che nessuno sembra raccogliere la maggioranza assoluta - non sarebbe male “testare”  anche qualche altro nome: il governatore del Veneto Zaia, per esempio, risulta il più gradito a livello del leader regionale di tutti i partiti ma è evidente che se viene proposto “dall’alto” (vedi Berlusconi) e non scelto dai potenziali elettori o indicato dal suo partito non si esce dal giro vizioso.

L’ex Cavaliere e alcuni altri leader che difendono il proprio ruolo non hanno ancora capito che gli elettori sono molto diversi da quelli di 20 anni fa e che sono scontenti, arrabbiati, scettici sul centro-destra (esattamente come avviene nel PD) e soprattutto non credono più alle frasi fatte ma vogliono conoscere i programmi, vedere l’onestà delle persone, credere in loro e soprattutto valutare i risultati.

D'altronde se l’81% degli elettori di centro-destra (vedi sondaggi) gradisce le primarie che – per esempio – sono già programmate per il 23 aprile per trovare un candidato unico a presidente della Sicilia, è assurdo andare avanti contro la logica e la storia.

Quello che NON si deve fare è però stare fermi, ma questa è purtroppo la realtà  mentre la gente – che ha capito benissimo che stanno arrivando tempi cupi soprattutto a livello economico – ha il diritto di capire, per esempio, come e cosa si potrebbe concretamente proporre a destra per uscire  dalla crisi.

Non ho notizie di un qualche “forum” serio in argomento, sembra rendere di più in termini mediatici la battuta polemica o la critica rispetto al ragionamento, ma senza argomenti seri non si va da nessuna parte.

Per esempio si deve decidere seriamente un atteggiamento comune nei confronti dell’Europa e dell' Euro, non tenere posizioni antitetiche.

Ultimo aspetto – ma estremamente rilevante – è quello della nuova legge elettorale che sarà determinante per stabilire liste ed alleanze. Anche su questo, purtroppo, un’idea unitaria e vincente da destra non arriva.

Come si può pensare di vincere in queste condizioni?
 
PATERNITA’ GAY
Mi piace essere chiaro e se perderò considerazione in qualcuno, pazienza.

La recente sentenza di riconoscimento della genitorialità per la coppia gay di Trento che ha commissionato un figlio a pagamento in Canada, lo ha ottenuto tramite utero in affitto, poi ha importato i due gemellini che ora hanno due padri (o due madri) a cui la Corte ha dichiarato il “diritto” di avere un “genitore 1 e genitore 2 “mi sembra una autentica sciocchezza, insostenibile e soprattutto che giunge al termine di una vicenda che ritengo egoista ed  ingiusta.

Chi è gay è liberissimo di esserlo, ma non ha per questo automaticamente il “diritto” di essere quello che evidentemente per motivi naturali non è. Non criminalizzo nessuno, ma basta con queste forzature, sono contro natura e per me inaccettabili.

Se è “bello” il sentimento paterno o materno di un gay di avere figli è secondo me comunque squallido il modo con cui così lo diviene.

Se poi vi fosse il “diritto” legale di un gay essere padre/madre in questo modo, allora prima ancora ci sarebbe comunque  anche il “diritto” di un figlio ad avere un padre o una madre naturali, riconosciuti o riconoscibili. Chi tutela questo diritto naturale del nascituro se gli vengono “imposti” giuridicamente genitori di un certo tipo?

Se anziché accanirsi su forzature come queste ci occupassimo di più delle decine di migliaia di bambini/e abbandonati e dispersi scopriremmo che sono piuttosto quotidianamente violati i diritti delle coppie “normali” che vorrebbero adottarli e che invece devono scontare procedure e ritardi spesso assurdi e che devono pure tacere - davanti a tutte le angherie che subiscono dalla cosiddetta “Giustizia” e dal sistema delle adozioni -  rischiando altrimenti di perdere la “patente” di genitori adottivi.

Perché queste vicende non vengono pubblicate? Perché ci si scandalizza davanti ad un presunto torto a un gay e non per i tanti torti che subiscono le coppie in attesa di adozione? Ecco un buon motivo di dibattito.
 
BUONA NOTIZIA IN RAI
Dopo dubbi e contorcimenti di budella l’annuncio che anche conduttori, dirigenti, cantanti e VIP vari  della Rai dovranno rimanere sotto il “tetto” dei 240.000 euro l’anno di compensi è davvero una buona notizia.

Un teorico risparmio di decine di milioni di euro per il carrozzone di stato anche se già fioriscono scorciatoie per potenzialmente dribblare la sforbiciata.

Piangono i conduttori “La Rai sarà più povera” sostiene Bruno Vespa (secondo me sarà più povero lui...), “Così Si rinforzeranno i concorrenti” si lamentano altri, ma credo che invece sarà il mercato a fare selezione: se i big RAI sono davvero così bravi e richiesti guadagneranno di più in altre aziende, se resteranno a casa (o dovranno accontentarsi di rimanere in RAI con minori introiti) vuol dire semplicemente che non sono così insuperabili.

Speriamo però che si controllino poi le tante, nuove srl che in realtà sono solo di facciata per magari appaltare “servizi di presentazione” anziché pagare i presentatori, un trucco già usato da Santoro che “produce” programmi tramite una sua società e che ora rischia di diffondersi.

Forse sarà comunque la volta buona per vedere facce nuove e non sarà un dramma se qualcuno lascerà, visto che Bruno Vespa – per esempio - ha (forse) fatto il suo tempo dopo 30 anni di quotidiano teleschermo.
 
QUARESIMA
In Burundi una famiglia vive con un dollaro al giorno, ovvero della paga per zappare fagioli o raccogliere caffè dall’alba al tramonto.  In 9 paesi dell’Africa oltre il 60% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno e oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo sopravvive sotto il livello di povertà.

Trump ha annunciato un aumento delle spese militari americane per 54 miliardi di dollari,  mentre a Giacarta tappeto rosso per re  Salman dell’Arabia Saudita, sbarcato in visita di Stato. Il sovrano ha con sé un bagaglio da 459 tonnellate, comprese due Mercedes S600s. Notevole anche il seguito: 620 tra cortigiani e scorta, più 800 delegati compresi 10 ministri e 25 principi. Per il viaggio sono stati necessari 27 voli diretti nella capitale indonesiana. Altri 9 aerei sono andati direttamente a Bali, dove re Salman trascorrerà qualche giorno di riposo prima di proseguire nella sua missione in Asia che lo porterà anche in Brunei, Giappone, Cina e Maldive (anche qui è possibile una tappa rilassante al mare).

Può funzionare un mondo simile? Chiediamocelo all’inizio della Quaresima.
 
Un saluto a tutti, buona settimana .
                             
Marco Zacchera

Write comment (0 Comments)