Wednesday 24th May 2017

Il 28 maggio al Club Italiano di Città del Capo - Asta di vini per raccogliere fondi -

Scrive il presidente del Comites delle Province del Capo Renato Fioravanti:

Il COM.IT.ES. delle Province del Capo, in collaborazione con l’Associazione Assistenziale Italiana,  sta  programmando  un evento per raccogliere  fondi per i nostri connazionali  più indigenti. A tale scopo  si è deciso di  organizzare un pranzo, domenica 28 maggio alle ore 12.00 per le 12.30, al Ristorante dell’Italian Club. Durante il pranzo i presenti potranno partecipare ad un’asta di vini ed altri  prodotti, generosamente donati.

Si chiede ai connazionali in genere ma soprattutto ai soci delle varie organizzazioni italiane di intervenire numerosi  a questo pranzo benefico..

Costo del pranzo : R.250.00
Prenotazioni per il pranzo entro le ore 12.00 di venerdì 26 maggio 2017 presso:
segreteria COM.IT.ES.  th: 021.465 6351 –e- mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.;
segreteria ItalianClub:  th: 021.511 5757 –e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

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ROMA - Secondo il nuovo rapporto UNICEF "Un bambino è un bambino. Proteggiamo i bambini in fuga da violenze, abusi e sfruttamento", a livello globale i bambini rifugiati e migranti che si sono spostati da soli hanno raggiunto un numero record, quasi quintuplicato dal 2010. Tra il 2015 e il 2016 sono stati registrati almeno 300.000 bambini non accompagnati e separati in circa 80 paesi, rispetto ai 66.000 tra il 2010 e il 2011.

Secondo il rapporto, tra il 2015 e il 2016, in 80 Paesi 200.000 bambini non accompagnati hanno fatto richiesta di asilo, 100.000 bambini non accompagnati sono stati arrestati al confine tra Stati Uniti e Messico e 170.000 bambini non accompagnati hanno fatto richiesta di asilo in Europa.

Il 92% di tutti i bambini arrivati in Italia via mare nel 2016 e nei primi mesi del 2017, riferisce il rapporto UNICEF, erano non accompagnati e separati.

A livello globale – sono ancora dati del rapporto - circa il 28% delle vittime di tratta sono bambini. In Africa Sub Sahariana e in America Centrale e nei Caraibi sono stati riscontrati i tassi più alti di bambini fra le vittime di tratta accertate, rispettivamente il 64 % e il 62%. E circa il 20% dei responsabili di traffico ha legami con organizzazioni per la tratta di esseri umani.

Il Rapporto "Un bambino è un bambino. Proteggiamo i bambini in fuga da violenze, abusi e sfruttamento" presenta un quadro generale della situazione dei bambini rifugiati e migranti, le motivazioni dietro ai loro viaggi e i rischi che affrontano lunga lo strada. Il rapporto mostra che un numero in aumentodi bambini sta percorrendo rotte sempre più pericolose, spesso in balia dei responsabili di traffico e di tratta, per raggiungere le loro destinazioni. Questo è il motivo per cui è necessario un sistema di protezione globale che tenga questi bambini al sicuro da abusi, sfruttamento e morte.

"Anche un bambino che fugge da solo è troppo e, già oggi, il numero di bambini che si mettono in viaggio da soli è sconcertante. Noi adulti non li stiamo proteggendo", ha dichiarato Justin Forsyth, vice direttore generale dell’UNICEF. "Responsabili di traffico e di tratta senza pietà stanno sfruttando le loro vulnerabilità per un guadagno personale, aiutando i bambini a superare i confini solo per venderli e costringerli alla schiavitù e alla prostituzione forzata. È immorale il fatto che non stiamo difendendo adeguatamente i bambini da questi sfruttatori".

Nel rapporto è stata inserita la storia di Mary, ragazza di 17 anni non accompagnata dalla Nigeria, che ha subito il trauma della tratta in prima persona durante il terribile viaggio attraverso la Libia per arrivare in Italia. Nel descrivere il suo trafficante, che le ha offerto aiuto, ha dichiarato: "Ha sempre detto che ci avrebbe trattato bene e che saremmo stati al sicuro. Non era vero. Era una bugia". Mary è stata bloccata in Libia per più di tre mesi ed è stata abusata. "Mi ha detto che se non avessi dormito con lui non mi avrebbe portata in Europa. Mi ha violentata".

Prima del Summit G7 in Italia, l’UNICEF chiede ai Governi di adottare un’agenda di sei punti di azione per proteggere i bambini rifugiati e migranti e assicurare il loro benessere. "Questi bambini hanno bisogno di impegni reali da parte dei Governi di tutto il mondo per assicurare la loro sicurezza durante i viaggi", ha dichiarato Forsyth. "I leader che si incontreranno la prossima settimana al G7 devono orientare i propri sforzi ed essere i primi a impegnarsi ad attuare i 6 punti di azione dell’Agenda di Azione dell’UNICEF".

I sei punti di azione dell’agenda dell’UNICEF sono: proteggere i bambini rifugiati e migranti, in particolar modo quelli non accompagnati, da sfruttamento e violenza; porre fine alla detenzione dei bambini richiedenti lo status di rifugiato o migranti, introducendo una serie di alternative pratiche; tenere unite le famiglie, come migliore mezzo per proteggere i bambini e dare loro il riconoscimento di uno status legale; consentire ai bambini rifugiati e migranti di studiare e dare loro accesso a servizi sanitari e di altro tipo, di qualità; chiedere di intraprendere azioni sulle cause che spingono a movimenti di massa di migranti e rifugiati; e promuovere misure che combattano xenofobia, discriminazioni e marginalizzazione nei Paesi di transito e di destinazione.

L’UNICEF chiede all’opinione pubblica di mostrarsi solidale nei confronti dei bambini sradicati da guerre, violenze e povertà, sostenendo i sei punti della sua Agenda.

In occasione del lancio del rapporto, l’UNICEF Italia, come ha annunciato il presidente Giacomo Guerrera, promuove la petizione "Per ogni bambino sperduto", rivolta all’Unione Europea, per chiedere la protezione dei diritti e l’accesso ai servizi di base per i minorenni rifugiati e migranti. La petizione può essere sottoscritta online su firma.unicef.it. (aise)

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Pisa - Le persone più suscettibili all’ipnosi possono ridurre della metà l’intensità del dolore percepito. E’ questa una delle conclusioni di un complesso studio realizzato da una equipe di ricercatori delle Università di Pisa e di Siena, del Cnr e del GIFT Institute of Integrative Medicine di Pisa che è stato appena pubblicato sulla rivista scientifica Physiology and Behavior.

L’esperimento, che conferma e arricchisce quanto si conosce sul controllo del dolore è il primo che confronta l’effetto di tecniche fisiche (analgesia condizionata) e cognitive (suggestioni esplicite di analgesia) in soggetti con diverso grado di ipnotizzabilità.

“Lo studio ha prodotto risultati che aprono interessanti prospettiva sul possibile utilizzo generalizzato di tecniche cognitive, per ridurre ad esempio, senza impiego di farmaci, il dolore ‘da procedura’ che i pazienti sperimentano durante la fisioterapia che segue immobilizzazioni e interventi ortopedici, varie procedure strumentali”, spiega la professoressa Enrica Santarcangelo dell’Ateneo pisano responsabile della ricerca. “All’estero - ha aggiunto - contrariamente a quanto avviene nel nostro Paese, l’uso di tecniche cognitive per il controllo del dolore acuto, cronico e ‘da procedura’ (compreso alcuni interventi chirurgici) è ampiamente diffuso”.

Lo studio dei ricercatori toscani ha coinvolto sessanta soggetti sani di entrambi i sessi con una suscettibilità all’ipnosi alta, media e bassa. Senza che fosse alterato il loro stato ordinario di coscienza, cioè in assenza di induzione ipnotica, le persone venivano sottoposte a scariche elettriche ad una mano alle quali in alcuni casi si associava una suggestione verbale di analgesia o in altri tecniche fisiche note come analgesia condizionata. I ricercatori hanno quindi rilevato che, indipendentemente dall’aver ricevuto suggestioni di analgesia o induzione di analgesia condizionata, i soggetti con alti punteggi di ipnotizzabilità (alti) riferivano una riduzione media del dolore di circa il 50%, quelli con punteggi bassi (bassi) di circa il 20% e quelli con punteggi intermedi (medi) di circa il 30%.

“In base a considerazioni cliniche, si considera rilevante una riduzione del dolore quando questa è almeno del 25-30% – ha concluso Enrica Santarcangelo – quindi gli ‘alti’ riducono benissimo il dolore, alcuni ‘medi’ possono farlo, i ‘bassi’ non ci riescono quasi per niente. Comunque, considerato che, secondo le stime più accreditate, il 15% della popolazione ha una suscettibilità all’ipnosi bassa, il 70% media e il 15% alta, questo significa che gran parte della popolazione (gli alti e parte dei medi) riesce a controllare abbastanza bene il dolore attraverso strategie cognitive senza l’uso di farmaci”.

Lo studio conferma quindi l’interesse che la valutazione della suscettibilità all’ipnosi può avere nella pratica clinica perché conoscere il grado di ipnotizzabilità può incoraggiare l’uso di metodi di controllo cognitivo del dolore alternativi ai farmaci, economici e privi di effetti collaterali. Inoltre, la consapevolezza della propria capacità di controllare autonomamente il dolore può migliorare significativamente la qualità della vita di molti pazienti. - (NoveColonneATG)

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Como - Ci saranno il violino di seta, il piano gigante, la ribattina per strumenti a corda e addirittura la batteria invisibile. Sono le ultime novità nel settore degli strumenti musicali, che saranno presentate in occasione di FIM 2017, la Fiera Internazionale della Musica che si svolgerà a LarioFiere di Erba (Como) dal 26 al 28 maggio prossimi.

Questa fiera, giunta alla quinta edizione, sarà un grande “villaggio musicale” aperto a tutti, musicisti e appassionati, ed offrirà tante occasioni di informazione e approfondimento, oltre che di divertimento. “FIM è innanzitutto un appuntamento imperdibile per chi fa musica, la ascolta e la studia, a livello professionale o amatoriale”, spiega Verdiano Vera, direttore artistico del FIM. “Per questo motivo, i creatori di questi nuovi strumenti musicali hanno deciso di presentarli proprio durante la nostra fiera. Sarà un modo per scoprire nuove sonorità, destinate magari ad entrare presto in produzioni discografiche e spettacoli live in Italia e all’estero”.

Diversi sono gli strumenti nuovi, curiosi e anche hi-tech che sarà possibile vedere e ascoltare al FIM. Il “violino di seta” nasce da un’idea originale di un giovane designer, Luca Alessandrini: in pratica, lo strumento è stato realizzato unendo alla resina la seta del ragno australiano, un aracnide che produce per le sue ragnatele un materiale cinque volte più resistente dell'acciaio ma più elastico. Ben più ingombrante è invece il Big Piano, il più grande pianoforte “a pavimento” d’Europa, inventato da Remo Saraceni e promosso dal maestro Dario Lavesero: lungo oltre 6 metri e pesante 400 chili, si suona saltellando sui tasti in una sorta di danza, tra musica e gioco.

Al FIM 2017, sarà anche possibile vedere all’opera l’Aerodrums, la batteria invisibile: è una speciale batteria elettronica, che utilizza una telecamera ad alta velocità capace di catturare il movimento delle bacchette e, grazie ad un software sofisticato, trasformarlo in suono.

Un’altra novità è la ribattina per strumenti a corda: ideata dal musicista Enzo Cianci, è una rastrelliera a martelletti ribattenti che funzionano come la tastiera di un pianoforte.

A Erba saranno anche esposti la slideguitar Weissenborn, una particolare chitarra acustica ideata da Danilo Aceto, e le coloratissime aste microfoniche magnetiche prodotte da Mektor.

Il FIM è organizzato da Maia, in collaborazione con BigBox, LarioFiere e il sostegno della Regione Lombardia. Nei tre giorni della manifestazione, sui 5 palchi sono previste 350 interviste e 250 showcase, con la presentazione dal vivo di musicisti, cantautori e band emergenti. Sugli schermi della fiera, saranno proiettati 200 videoclip a rotazione, mentre negli stand saranno presenti 120 espositori e 50 marchi italiani ed esteri. In programma anche 36 seminari. Il collegamento tra i musicisti che partecipano al FIM e la comunità web degli ascoltatori di musica avverrà tramite il FIM Social, un palco che effettuerà 38 ore di diretta streaming video online a disposizione dei musicisti. Tra le novità l'area FIM Educational, dedicata alla formazione e all’orientamento dei bambini dai 6 ai 13 anni. Non mancherà il consueto spazio per la musica prog e rock di qualità, gestito in collaborazione con Black Widow Records. Altre novità riguardano la App del FIM, in cui sono già disponibili i programmi aggiornati e molte altre informazioni, e la web-radio in diretta Radio FIM, che trasmetterà le storie più interessanti tra quelle "raccontate" dai musicisti presenti all'evento.

Tutte le news sono disponibili su www.fimfiera.it. - (NoveColonneATG)

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Lameez Omarjee, Fin24 -
 
Johannesburg – White businesses must champion economic transformation, said Finance Minister Malusi Gigaba.

Gigaba was speaking on radical economic transformation at an engagement hosted by the Black Business Council (BBC).

“The economy of today still reflects our colonial and apartheid past,” said Gigaba. “We need white businesses to champion transformation and view it within the commercial interest of business,” he explained.

This should be in the form of collaborations to support black-, women-, and youth-owned business.

“The most difficult challenge of our time is to transform the South African economy and to grow it inclusively,” said Gigaba. He highlighted that the economy was highly unequal and monopolised, with low competition and high barriers to entry. He said that there are high concentrations of wealth, exclusive on the basis of race, gender and class.

The inability to transform the economy leaves the poor vulnerable to its shocks. “It is only because black dispossession is normalised in society, that some are offended and shocked by the call for radical economic transformation,” said Gigaba.

He said that if the realities of living in townships and rural areas was understood, then there would be no shock at the call for transformation.

Gigaba reiterated the importance of changing the economy fundamentally and not just superficially. He pointed out that policies and programmes that respond to economic needs are necessary.

Part of the solution lies in beneficiation of raw materials, he explained. Further, South Africa should be integrated globally as an exporter of “high value added goods”. The country should take lessons from emerging markets like China and South Korea with thriving manufacturing industries.

In South Africa the manufacturing sector only accounts for 12% of GDP, this is low compared to China (32%) and South Korea (31%). Policy intervention is needed to support industrialisation, said Gigaba.

The minister also mentioned the importance of revising state procurement to help develop black business. Transformation extends beyond share ownership and should make provision for support for black entrepreneurs to thrive. “Growing black business is good for South Africa.”

Gigaba also pointed out that the creation of decent work would help deal with the challenge of poverty and inequality. “Stable and secure employment and fair labour practice will help uplift people from poverty.”

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