Thursday 17th Aug 2017

President Jacob Zuma will unveil today a new historic statue honouring the great “Lion of the Midlands” and the late liberation struggle veteran, Mr Harry Themba Gwala, at the Caluza Sports Field in Pietermaritzburg, KwaZulu-Natal.

Mr Gwala, a former Robben Island prisoner and fiery campaigner in the struggle for freedom and democracy, was born on 19 November 1919 in Swayimane in Pietermaritzburg. He died on the 30th June 1995.

The statue is part of ongoing work aimed at keeping alive the legacy of the fallen heroes and heroines who fought against the unjust apartheid regime and those who paid the ultimate price to ensure the realisation of a non-racial, free and democratic South Africa.
 
Issued by: The Presidency
Pretoria

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An investment banker has created a black-owned private health-care player that aims to put pressure on other private companies by providing more affordable care - 

Michelle Gumede - financialmail - 

Disrupting the status quo is never easy but Quinton Zunga, CEO of SA’s first black-owned-and-managed health-care listing RH Bophelo, plans to do just that.

SA’s private health-care sector is dominated by an "old guard", which holds an intricate monopoly over the sector and sets the standards and possibilities of what private health care should look like.

Mediclinic, Netcare and Life Healthcare tower over the sector, with their combined market cap of R150bn. About 20% of the population (mostly high-income earners) are served by these private companies, while those who can’t afford private care rely on crumbling state services.

Zunga (40) has limited experience in health care, but he says the market is ripe for the taking. "We have nothing to lose," he says.

RH Bophelo will also serve as a home for newly qualified black doctors who, Zunga says, are almost always thrown into the deep end after qualifying and are expected to become entrepreneurs overnight.

RH Bophelo hopes its black economic empowerment status will give it access to concessions, including access to licences, which the big three hospitals — Mediclinic, Netcare and Life Healthcare — have struggled to obtain. He says the company will also be open to collaborating with government to come up with innovative solutions — an approach that, he says, is a marked departure from the attitude of other private players.

Zunga aims to attract what he calls an untapped market. RH Bophelo will target the "missing middle": consumers who cannot afford private care at current rates, but are willing to pay for affordable quality care.

Zunga grew up in a small town in Zimbabwe. He has a business science and computer science degree as well as an MSc in finance from the University of London.

He began his career in investment banking at Barclays, Zimbabwe and was transferred to its Johannesburg office in 2000. He was a director at Bank of America Merrill Lynch SA and the head of its debt capital markets for SA and sub-Saharan Africa, where he was instrumental in developing regional business.

He then founded RH Managers — which has driven the RH Bophelo listing — and co-founded Arkein Group.

Zunga’s interest in health was ignited when he was working with a health-care client in his previous role as a banker. He also counts health-sector entrepreneurs Dr Diliza Mji and Dr Gil Mahlati as his mentors.

"As a banker, I had a dream to pursue the creation of the fourth-largest health-care group and a black-owned champion," says Zunga. "Once I left banking I continued pushing this idea and I think we are beginning to see the building blocks coming into place."

With 16 years of experience in investment banking and private equity, Zunga says he has identified an abundance of opportunities in health care that require imaginative solutions and will work on those with his experienced team.

RH Bophelo listed on the JSE last week as a special purpose acquisition company, and has managed to raise R500m, which will be used to acquire commercially viable assets.

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Milano - “Il reflusso gastro-esofageo, cioè la risalita di liquido irritante dallo stomaco all’esofago, se del tutto occasionale - spiega il professor Maurizio Vecchi, responsabile dell’U.O. di Medicina III-Gastroenterologia all’IRCCS Policlinico San Donato e Professore di Gastroenterologia all’Università di Milano - è quasi fisiologico: chi di noi non lo ha mai avvertito una o più volte nella vita, in particolare dopo una cena abbondante o accompagnata da un eccesso di alcol (anche semplicemente birra o vino)? Se però questo disturbo diventa frequente, particolarmente fastidioso per tutte le manifestazioni che può dare e impattante sulla qualità della vita di chi ne è affetto, va considerato come una vera e propria malattia, appunto la malattia da reflusso gastro-esofageo. Quest’ultima è, dunque, un insieme di lesioni e/o sintomi che sono generalmente localizzati a livello dell’esofago ma possono coinvolgere anche la faringe, la bocca o addirittura i bronchi e i polmoni, ed è appunto causata da un eccesso di rigurgito di contenuto gastrico dallo stomaco all’esofago e oltre. Il materiale che refluisce può non essere solamente acido, perché nello stomaco sono spesso presenti anche bile e succo pancreatico i quali, entrando in contatto con organi non adeguati a proteggersi, possono essere altrettanto dannosi e irritanti”.

“Nella stragrande maggioranza dei casi - continua - il reflusso gastro-esofageo esordisce perché funziona male quella piccola valvola, detta sfintere esofageo inferiore, che si trova tra l’esofago e lo stomaco; tra tutti i meccanismi che si pensa causino questo disturbo, questo è di gran lunga uno dei più frequenti. Lo sfintere esofageo inferiore, essendo debole, non riesce più a bloccare il reflusso del contenuto gastrico, favorendo così la comparsa della malattia. Nel nostro organismo, vi sono anche altri meccanismi che tendono a proteggere dalle lesioni causate dal rigurgito, e tra questi sono importanti una buona secrezione di saliva, la motilità dell’esofago che tende a far riscendere in tempi brevi in stomaco quanto è risalito e una buona cooperazione tra sfintere esofageo inferiore e diaframma. Quest’ultima viene a mancare nei casi di ernia iatale, che altro non è che la risalita di una porzione più o meno grande di stomaco nel torace ed è un fattore favorente ma non determinante il reflusso. Un altro importante elemento protettivo è la forza di gravità: quando siamo seduti e deglutiamo il cibo, il boccone per gravità tende ad andare verso il basso mentre quando siamo sdraiati vi è una maggiore facilità al rigurgito. È per questo che la maggior parte degli episodi di reflusso gastro-esofageo avviene quando il paziente dorme, molti anche senza che lui se ne accorga. Questi sono i meccanismi principali e questa è, come dicevo, una condizione estremamente frequente. Colpisce entrambi i sessi in maniera uguale e tende a presentarsi in età relativamente avanzata ma la si può riscontrare anche nel giovane”.

“Vari fattori di rischio acquisiti - conclude il prof. Vecchi - possono favorire l’insorgenza e la persistenza di questa malattia; è dimostrato come il sovrappeso abbia un effetto particolarmente negativo sulla patologia: infatti, un aumento del BMI (indice di massa corporea) è significativamente associato a una comparsa o a un peggioramento dei sintomi da reflusso. La pressione addominale, già normalmente più alta rispetto a quella toracica, con l’incremento del grasso all’interno dell’addome, aumenta ulteriormente e quindi facilita il reflusso. Altri fattori di rischio per sviluppare reflusso patologico sono alcune abitudini di vita (fumo) o determinati cibi (alcool, caffè, cioccolato, menta e cibi acidi, quali agrumi, aceto, pomodori) che riducono il tono dello sfintere esofageo inferiore o accentuano l’irritazione dell’esofago”. - (NoveColonneATG)

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Peppe Caridi  - MeteoWeb - 

In questi giorni parliamo spesso e volentieri di “temperatura percepita”: emblematici i dati di giovedì 3 agosto, riportati dall’Aeronautica Militare: +54°C a Grazzanise, +50°C a Ferrara, +49°C a Marina di Ginosa, +48°C a Guidonia, +47°C a Forlì, Rimini, Latina e Capo Carbonara, ma soprattutto +63°C a Capo San Lorenzo, in Sardegna, dove addirittura venerdì mattina la temperatura percepita è stata di +72°C, a causa di una temperatura reale di +41°C e ad un contemporaneo tasso di umidità relativa dell’86%.

La sensazione di sofferenza da caldo per il corpo umano, infatti, non dipende solo dalla temperatura dell’aria ma anche dall’umidità. Un esempio: +32°C con il 25% di umidità sono molto più sopportabili rispetto a +28°C con il 60% di umidità.

Esistono numerosi indici utilizzati per stimare il disagio associato alle condizioni atmosferiche calde e umide, tra i quali quelli proposti da Thom. (1959) e da Steadman (1979, 1984).

La “temperatura percepita” è il dato reale che il corpo umano percepisce, calcolato in base al rapporto tra temperatura e umidità. E’ un dato molto importante che per la prima volta è stato utilizzato in Canada a partire dal 1965 e successivamente definito nel lavoro di Masterson e Richardson nel 1979, con il nome di “umidex index“, per poi diffondersi in tutto il mondo ed essere adottato dai principali istituti meteorologici nazionali, come in Italia dall’Aeronautica Militare che lo fornisce ad ogni metar di ogni stazione meteo. Si tratta di un dato bioclimatico, che descrive il disagio fisiologico causato dalla combinazione del caldo e dell’umidità dell’aria.

A prescindere dal mero valore numerico della temperatura, la “temperatura percepita” è persino più importante (e veritiera) per evidenziare che tipo di caldo stanno vivendo le persone. Sembra una roba da addetti ai lavori, in realtà è l’esatto contrario. E’ quanto di più popolare ci possa essere. E’ la “temperatura percepita” (e non la temperatura reale), quella che veramente la gente avverte ogni giorno.

Nella sua formulazione matematica, il calcolo della temperatura percepita considera proprio il rapporto tra umidità e temperatura, ecco perchè si parla anche di “indice di calore“.
In maniera semplice può essere invece ottenuto dal grafico sottostante. Il valore numerico rappresenta una temperatura apparente che fornisce indicazioni sulla severità di una condizione climatica. Dovrebbe essere utilizzato solo per range di temperature fra 20°C e 55°C.

Fino a 29 C°       Nessun disagio
Da 30 a 34 C°    Sensazione di disagio
Da 35 a 39 C°    Intenso disagio. Prudenza: limitare le attività fisiche più pesanti
Da 40 a 45 C°    Forte sensazione di malessere. Pericolo: evitare gli sforzi
Da 46 a 53 C°    Pericolo grave: interrompere tutte le attività fisiche
Oltre 54 C°        Pericolo di morte: colpo di calore imminente

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di Annalisa Contrafatto - Rainbow Media -

Città del Capo, 3 agosto 2017 -

Il telefono ha cominciato a squillare presto questa mattina, quando a Cape Town il cielo non era ancora chiaro. Erano Mzi e Sbosh che prendevano gli ultimi accordi su dove trovarsi per poi andare all’aeroporto.

Solo che all’ora stabilita sul luogo dell’appuntamento non c’erano.

Dopo lunghissimi minuti di attesa e qualche messaggino, Mzi e la sua bella valigia (presa in prestito per l’occasione) sono arrivati. Ma di Sbosh nemmeno l’ombra.

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