Monday 18th Dec 2017

Dear Friends of East Rand Italian Club Bocce
 
We should never forget our roots and who have shaped us in our journey.
 
Bocce section at East Rand Italian Club have revamped the bocce area and part of the initiative is to sell "bricks" for the Wall of Remembrance, so that we have a permanent reminder of those that we would like to remember.
 
The cost of a brick is only R200 (see photo). The bricks are 220mm x 110mm.
 
Please support us, as well as come visit us.
 
Contact Franco Simoni (083 325 5703) or email This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
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ROMA - Tra 2014 e 2016 sono sbarcati in Italia dai 153 mila ai 181 mila immigrati: cifra ridimensionata nell’ottobre 2017 a 112 mila unità. Sempre più rilevante invece l’impatto demografico della popolazione immigrata nel nostro Paese: un quinto dei nati in Italia ha la madre straniera. Ma cresce anche l’emigrazione degli italiani: le partenze verso l’estero sono quasi triplicate tra 2008 e 2016. A restituire un quadro dei flussi migratori e dell’integrazione degli stranieri è il volume “Migrazioni e integrazioni nell’Italia di oggi” curato da Corrado Bonifazi, direttore dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Consiglio nazionale delle ricerche (Irpps-Cnr), che sarà presentato oggi a Roma. Il libro affronta con dati e analisi qualitative problematiche quali le dimensioni della popolazione straniera, la condizione dei minori e il loro inserimento nella scuola, le aree di disagio.

La popolazione straniera, quasi quadruplicata dall’inizio del secolo, è diventata parte importante della società italiana, con un processo di integrazione non esente da aspetti critici.
“Gli stranieri registrati in anagrafe superano i 5 milioni. Il 19,4% dei nuovi nati ha la madre straniera, così come è straniero il 13,8% dei bambini con meno di cinque anni e il 12,6% degli under 20: un adeguamento della legge sulla cittadinanza agevolerebbe sicuramente il loro processo di integrazione”, spiega Bonifazi. “Negli ultimi tre anni il numero degli stranieri residenti è però aumentato di sole 125 mila unità, soprattutto per effetto delle acquisizioni di cittadinanza che hanno raggiunto livelli che ci pongono ai primi posti tra i paesi sviluppati. La crisi economica ha chiuso, per l’Italia, un periodo di straordinaria crescita dell’immigrazione, iniziato con la caduta del Muro di Berlino: tra 1990 e 2008, tramite i flussi migratori, abbiamo guadagnato quasi 3,5 milioni di persone, un valore che trova pochi riscontri nella storia delle migrazioni internazionali. Dal 2008 sono diminuiti gli arrivi degli stranieri per lavoro, sono aumentati i ricongiungimenti famigliari e gli sbarchi sulle nostre coste”.

Il contributo economico degli immigrati è importante ma la loro condizione è peggiorata con la crisi.

Quanto guadagna un immigrato? “Nel complesso, anche se si segnala un leggero miglioramento dal 2013, le retribuzioni medie risultano inferiori a quelle degli italiani, gli stranieri sono più frequentemente occupati in mansioni inferiori alla loro qualificazione e i livelli di povertà sono maggiori”, continua il direttore Irpps-Cnr. “Anche sul fronte scuola si evidenziano problematiche che riguardano l’inserimento, gli esiti scolastici, i livelli di apprendimento e gli abbandoni”.

A livello mondiale, secondo l’ACNUR il numero di persone bisognose di protezione ha raggiunto i 65,6 milioni. “Si stima che nell’Africa Sub-sahariana tra il 2015 e il 2050 la popolazione totale aumenterà di circa 1,2 miliardi, da 969 milioni a quasi 2,2 miliardi, e quella in età lavorativa (20-64 anni) crescerà più di 700 milioni, da 419 milioni a 1,1 miliardi”, prosegue Bonifazi. “In Europa invece, nonostante l’apporto migratorio, si avrà un calo di 25,1 milioni della popolazione totale e di 82 milioni di quella in età lavorativa, a cui l’Italia darà un contributo rilevante con perdite, rispettivamente, di 4,4 e 8,9 milioni. Questi dati mostrano come immaginare un futuro dell’Europa e dell’Italia senza immigrazioni sia del tutto irrealistico e come sia necessaria una governance internazionale”.

Anche gli italiani hanno ripreso le vie dell’emigrazione.

“Le partenze verso l’estero sono quasi triplicate tra 2008 e 2016, da 40 mila a 115 mila. Un fenomeno, quest’ultimo, composto per un quarto da persone tra i 40 e i 64 anni, per due terzi da cittadini con basso titolo di studio o con il diploma, che ha origine soprattutto nel Centro-Nord. Un quarto degli emigrati dall’Italia è nato all’estero”, conclude il direttore Irpps-Cnr.
Il volume può essere scaricato in formato pdf a questo link: http://www.irpps.cnr.it/wp-content/uploads/2017/11/MIGRAZIONI-E-INTEGRAZIONI.pdf. (aise)
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MAPUTO - Vetrina per il made in Italy alla Mozambique Fashion Week grazie a CNA Federmoda e Consorzio Moda in Italy. Operatori internazionali e media prevalentemente provenienti da Paesi dell'Africa subsahariana – riporta Federmoda – hanno espresso grande apprezzamento per le collezioni italiane che hanno sfilato alla XIII edizione della Mozambique Fashion Week.

"Un mercato che CNA Federmoda sta presidiando da alcuni anni - dichiarano dai vertici dell'Unione del settore moda della CNA - un'area con Paesi in costante crescita e dove i giovani rappresentano la gran parte della popolazione esprimendo grande attenzione verso la moda".

Alla sfilata dell’8 dicembre, è seguito, sabato 9, "WeLoveModainItaly", evento promosso e organizzato da CNA Federmoda con il supporto di Agenzia ICE, del Ministero dello Sviluppo Economico e della locale Ambasciata d'Italia in collaborazione con il Consorzio Moda in Italy e la boutique Loja das Meias di Maputo.

"Un'occasione per presentare ad una clientela selezionata le collezioni made in Italy di Fuzzi, Mori Castello, Pholya (PHO Firenze), Maison Luigi Borbone, Luisa Maria Lugli, Unimar, Gianfranco Pini e Radà - ha spiegato Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda - al fine di continuare in una operazione tesa a far meglio conoscere la qualità delle produzioni moda delle imprese artigiane e PMI italiane". (aise)
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ROMA - “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Domenica scorsa abbiamo iniziato l’Avvento con l’invito a vigilare; oggi, seconda domenica di questo tempo di preparazione al Natale, la liturgia ce ne indica i contenuti propri: è un tempo per riconoscere i vuoti da colmare nella nostra vita, per spianare le asperità dell’orgoglio e fare spazio a Gesù che viene”. Così Papa Francesco ha introdotto ieri la preghiera dell’Angelus recitato insieme ai fedeli a piazza San Pietro.

“Il profeta Isaia – ha proseguito – si rivolge al popolo annunciando la fine dell’esilio in Babilonia e il ritorno a Gerusalemme. Egli profetizza: “Una voce grida: “Nel deserto preparate la via al Signore […]. Ogni valle sia innalzata””. Le valli da innalzare rappresentano tutti i vuoti del nostro comportamento davanti a Dio, tutti i nostri peccati di omissione. Un vuoto nella nostra vita può essere il fatto che non preghiamo o preghiamo poco. L’Avvento – ha sottolineato Francesco – è allora il momento favorevole per pregare con più intensità, per riservare alla vita spirituale il posto importante che le spetta. Un altro vuoto potrebbe essere la mancanza di carità verso il prossimo, soprattutto verso le persone più bisognose di aiuto non solo materiale, ma anche spirituale. Siamo chiamati ad essere più attenti alle necessità degli altri, più vicini. Come Giovanni Battista, in questo modo possiamo aprire strade di speranza nel deserto dei cuori aridi di tante persone”.

““Ogni monte e ogni colle siano abbassati”, esorta ancora Isaia”, ha aggiunto il Papa, spiegando che “i monti e i colli che devono essere abbassati sono l’orgoglio, la superbia, la prepotenza. Dove c’è orgoglio, dove c’è prepotenza, dove c’è superbia non può entrare il Signore perché quel cuore è pieno di orgoglio, di prepotenza, di superbia. Per questo, dobbiamo abbassare questo orgoglio. Dobbiamo assumere atteggiamenti di mitezza e di umiltà, senza sgridare, ascoltare, parlare con mitezza e così preparare la venuta del nostro Salvatore, Lui che è mite e umile di cuore. Poi ci viene chiesto di eliminare tutti gli ostacoli che mettiamo alla nostra unione con il Signore: “Il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata. Allora si rivelerà la gloria del Signore - dice Isaia - e tutti gli uomini insieme la vedranno”. Queste azioni – ha rimarcato Papa Francesco – però vanno compiute con gioia, perché sono finalizzate alla preparazione dell’arrivo di Gesù. Quando attendiamo a casa la visita di una persona cara, predisponiamo tutto con cura e felicità. Allo stesso modo vogliamo predisporci per la venuta del Signore: attenderlo ogni giorno con sollecitudine, per essere colmati della sua grazia quando verrà”.

“Il Salvatore che aspettiamo – ha ricordato – è capace di trasformare la nostra vita con la sua grazia, con la forza dello Spirito Santo, con la forza dell’amore. Lo Spirito Santo, infatti, effonde nei nostri cuori l’amore di Dio, fonte inesauribile di purificazione, di vita nuova e di libertà. La Vergine Maria ha vissuto in pienezza questa realtà, lasciandosi “battezzare” dallo Spirito Santo che l’ha inondata della sua potenza. Ella, che ha preparato la venuta del Cristo con la totalità della sua esistenza, ci aiuti a seguire il suo esempio e guidi i nostri passi incontro al Signore che viene”.

Dopo l'Angelus, Bergoglio, in occasione della Giornata delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha voluto sottolineare “il forte legame tra i diritti umani e il disarmo nucleare. Infatti, impegnarsi per la tutela della dignità di tutte le persone, in modo particolare di quelle più deboli e svantaggiate, significa anche lavorare con determinazione per costruire un mondo senza armi nucleari. Dio ci dona la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune: abbiamo la libertà, l’intelligenza e la capacità di guidare la tecnologia, di limitare il nostro potere, al servizio della pace e del vero progresso”. (aise)
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Marvin Charles - Cape Argus - 

Hundreds of people are queued at Bellville taxi rank trying to make their way to Cape Town on Monday. Picture: Henk Kruger/African News Agency (ANA)

Cape Town - Metrorail's decision to suspend services on its central line on Monday received mixed reactions. 

Chaos erupted after the passenger rail operator decided to suspend its services at Chris Hani, Kapteinsklip and Bishop Lavis. No train tickets were sold at some stations. 
Metrorail’s regional manager Richard Walker has confirmed that technical teams are doing repairs along with armed escorts because of fears that criminals could launch an attack on infrastructure.

“Our teams report from the site that they are being observed as they work,” Walker said. He also called on police and law enforcement agencies to support Metrorail's protection services. “We are engaging with SAPS management on how to deal with the increasingly aggressive and destructive attacks on infrastructure,” he said. 

This follows weeks of vandalism, cable theft and the dismantling of infrastructure at Bontheuwel, Netreg and Nyanga where no service is possible. On the northern line, there were delays of more than an hour on Monday morning due to signalling problems. Commuters had to find alternate transport. 

“We regret that our commuters once again have to suffer as a result of selfish criminal agendas and will do our utmost to restore services (by Tuesday),” Walker said. 

The Cape Chamber of Commerce and Industry said criminals had successfully managed to sabotage a vital train service that provided a transport lifeline for communities. 

“The time has come to get tough and ban the export of scrap copper and to treat metal theft as a serious crime,” Chamber president Janine Myburgh said. "Ultimately we are dealing with a major crime and that is the responsibility of the police. We must ask where are the police? What are they doing while the infrastructure of the country is being wrecked and stolen?".

The ANC said it was “concerned” about the abrupt suspension of services on the central line. “The ANC however finds that a complete cancellation of trains is dishonest and unfair to residents who have given Metrorail great leeway and benefit of the doubt with regards to numerous problems that are of Metrorail's making which have negatively affected workers on a daily basis for the last few years,” provincial secretary Faiez Jacobs said. Jacobs said passengers were stuck in broken down trains due to poor maintenance resulting in them being vulnerable to muggings and assault on a daily basis.
 
Trade union federation Cosatu said the decision to suspend services on the central line was unacceptable. 

“This is Metrorail giving up on the professional service they are obligated to do. But it is also a bigger indication that authorities are giving up on the pressures of gangsters and crime. This will lead to the complete collapse of the central and entire Metrorail service,” Western Cape chairperson Motlatsi Tsubane said. Tsubane also called for the restoration of the service and the effective management of trains. 

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