Sunday 25th Jun 2017

A train has derailed between Machadodorp and Carolina in Mpumalanga after tracks were stolen on Friday night.

According to a post on the Police pics and clips Facebook page‚ the train derailed about 12km before Machadodorp.

“Tracks were stolen last night. Train has derailed. This is due to high levels of ferrous and non ferrous metal thefts‚” the post read.

It said theft of cables and tracks was a huge problem in South Africa.

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SOMMARIO:  IUS SOLI - CENTRO-DESTRA – BENE OMEGNA E BORGO -  SCHIFEZZE RAI – BRUTTO  CLIMA PER TRUMP-
 
Mi piacerebbe sapere quanti italiani ma soprattutto quanti elettori del PD siano d’accordo sulla opportunità di approvare proprio ora la legge Renzi-Alfano dello “IUS SOLI”, ovvero concedere la cittadinanza italiana a molti immigrati.

Innanzitutto non capisco perché su questa materia (visto che si diventa automaticamente anche cittadini europei) non vi sia una legge valida per tutta Europa e insisto che servono regole, condizioni, verifiche, non “automatismi”.

Siamo in uno strano paese dove – per esempio – chi ha maturato i diritti di cittadinanza con la legge attuale (10 anni di residenza, a volte eccessivi) deve aspettarne altri 2 o 3 solo per le mene burocratiche che lo privano di un acquisito diritto, mentre matrimoni “combinati” la concedono a un coniuge in 5 minuti per “diritto acquisito”.

Quante volte da sindaco ho dovuto dichiarare cittadini(e) italiani(e) persone che non erano in grado neppure di leggere la formula del giuramento!
 
Questi sarebbero abusi da normare subito, ma possibile che con tutti i problemi che abbiamo,  il moltiplicarsi degli arrivi clandestini e delle porcherie che si scoprono esserci sotto il “business” dei migranti ci sia la necessità di votare proprio ORA, COSI’ e COMUNQUE questa legge? Ma il buon senso dov’è?
 
Approfondimenti: TOH, SI RIVEDE IL CENTRODESTRA…
Ogni tanto emerge un calamaro gigante dal profondo dei mari e ci si chiede se sia un qualche pesce preistorico o il frutto di una mutazione genetica.

E’ quello che in modo quasi altrettanto  sorprendente è emerso dal voto di domenica scorsa, dove il centro-destra - quando è riuscito nel miracolo di ricompattarsi su un buon candidato a sindaco - ha improvvisamente ritrovato possibilità di  potenziali vittorie.

Mentre Berlusconi e Salvini giocano la loro battaglia di leadership in giro per l’Italia  c’è  maggior consapevolezza della realtà, ovvero che le amministrative si vincono solo con uno schieramento largo e magari frastagliato, ma con un candidato accettato o appoggiato da tutti. A parte i consueti litigi locali  c’è insomma realismo nel vivere questa necessità di  coabitazione.

Trovare in questo quadro un leader unificante a livello nazionale, visto che Berlusconi ripete  il suo assurdo no alle primarie, è compito davvero difficile eppure  con qualsiasi legge elettorale per vincere bisognerà pur inventarsi un leader riconosciuto da tutti o si andrebbe al voto da sicuri perdenti.

Un’ipotesi logica (ma che va contro le personalità del duopolio in campo),  dovrebbe allora prevedere un piano B, alias la attenta ricerca di un altro leader rampante tipo Macron che – con invidia del Cavaliere e come riuscì a lui 25 anni fa – ha saputo emergere in pochi mesi spiazzando ogni avversario.

Certo il sistema presidenziale francese aiuta (ma perché allora non lo sostiene con forza tutto il centro-destra e anzi non ne fa un cavallo di battaglia istituzionale?) all’opposto di un sistema proporzionale che premia le differenze.

Sia Salvini che Berlusconi dovrebbero ammettere di avere un 15% di leali supporters con un altro 10% di potenziali simpatie ma – quindi – un 75% di preconcetti oppositori, con tanti saluti a battersi vincenti per una leadership nazionale.

In questa strategia – ma che oggi va contro la realtà dei fatti – si dovrebbero invece cercare a destra figure capaci di unire le forze e che abbiano sperimentato esperienze comuni.
Il pensiero va per esempio a Luca Zaia o Giovanni Toti, che di fatto stanno volutamente ai margini dei due principali galli del pollaio, ma che hanno maturato intanto un loro grado di autonomia ed autorevolezza dirigendo regioni dove si coniugano e si sperimentano collaborazioni tra alleati e che hanno entrambi personali potenzialità di crescita.

Il voto di domenica ha riacceso speranze che se passeranno il filtro dei ballottaggi potrebbero radicarsi e riproporre un dibattito interno, salvo essere subito azzerate dal rilancio di sistemi elettorali proporzionali puri, da “Meglio un uovo oggi che la gallina domani” con gioia del patron Matteo Renzi che soddisfatto, ridimensionato anche il pericolo Grillo, medita ed organizza di rioccupare completamente  la scena.
 
RAI: COME VOLEVASI DIMOSTRARE
Vi ricordate quando scrivevo che in RAI avrebbero trovato il modo di aggirare il "tetto" dei compensi massimi di 240.000 euro dei dipendenti pubblici?

Prima la deroga per gli "artisti" (un battaglione), ora - dovendo sistemare anche i presentatori - il CDA ha approvato una norma interna che estende il concetto di "prestazione artistica"  a coloro che  "Effettuano prestazioni in grado di offrire intrattenimento generalista oppure di creare o aggiungere valore editoriale in termini di elaborazione del racconto nelle sue diverse declinazioni, in maniera coerente all'obiettivo generale di servizio pubblico".

Tradotto in italiano corrente (che evidentemente non è parlato ai vertici della TV pubblica) può valere per tutti e - anzi - si potrebbe anche intendere (letteralmente!) che un presentatore più balle racconta più fa audience e quindi va pagato di più.

Quanti saranno gli interessati, solo le grandi "superstar" alla Bruno Vespa o Fabio Fazio?

Macchè, già ora sono ben 41 (quarantuno !!) i conduttori superpagati oltre i 240.000 euro/anno tra cui alcuni ben poco conosciuti, mentre i "super big" portano a casa oltre un milione di euro ciascuno, più le somme spesso pagate ad aziende esterne ma di  loro stesso controllo per  "spese tecniche" extra budget.

Si sentono in giro comprensibili critiche per i "costi della politica" ma nessuno si è accorto che solo questi presentatori ricevono ciascuno ogni anno dalla RAI (azienda pubblica)  l'equivalente di ben di più del costo di una mezza dozzina di parlamentari? Nessuno fiata, eppure paghiamo tutti...
 
L’AMBIENTE DI TRUMP
Il “Washington Post”, la CNN e i lobbisti democratici che controllano i media (quanti italiani lo sanno?) hanno deciso di cacciare Trump con altri mezzi vista la sconfitta elettorale e quindi al presidente si imputa tutto, in un logorio quotidiano dove – se ci pensate – ai tanti “si dice” si oppongono molte poche prove concrete.

E’ però la dimostrazione di come quei poteri forti che stavano dietro alla Clinton non vogliono perdere il potere mentre molti amici americani mi confermano che Trump è sì visto come un personaggio eclettico, ma che sta puntualmente rispettando il suo programma e l’economia americana grazie a lui (per  riforma sanitaria, fisco, occupazione, rilancio produttivo) sta obiettivamente migliorando.

Ogni aspetto comunque è buono per moltiplicare le critiche, anche se a volte Trump ci mette del suo come per gli accordi di Parigi sul clima, con il governo americano che vuole potenziare la produzione di energia attraverso un maggior consumo di  petrolio e carbone che - com'è noto - producono una maggior quantità di anidride carbonica rispetto ad altre fonti energetiche alternative e quindi contribuiscono a compromettere il clima e le temperature del pianeta.

Giusta quindi la preoccupazione di tutti per un gesto che va all'apposto di una faticosa intesa raggiunta tra quasi tutti i principali paesi del mondo, ma va anche ricordato che il "colosso" americano produce comunque molta meno anidride carbonica della Cina, dove oltretutto sono molto inferiori i controlli e le preoccupazioni ambientali.

Se quindi il mondo critica Trump dovrebbe allo stesso modo contrastare i metodi spicci del governo cinese in un campo  che crea effetti incredibilmente negativi per la popolazione (tutti abbiamo visto lo smog durante l'inverno a Pechino e nelle altre città cinesi) e in definitiva per tutto il pianeta.

Non sembra però che - sia l’opinione pubblica e la politica europea che l'ecologismo di sinistra - considerino questi due aspetti con la medesima preoccupazione dando quindi spazio a polemiche che sanno più di politico che di ambientale.
 
Buona settimana  a tutti.                                   

Marco Zacchera

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Roma - L’Italia si riscopre creativa e punta sul design per promuovere nuovi talenti. A raccontare la capacità tutta italiana di innovare e produrre cultura è “Italianism”, progetto ideato da Renato Fontana con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per la comunità creativa nazionale. La quarta edizione si focalizza sul tema "Il design della parola. La parola ai designer” e mira a valorizzare il rapporto tra la nostra lingua, la creatività italiana e il mondo dei designer.

“Siamo un grande Paese senza materie prime rilevanti – ha sottolineato il ministro degli Esteri Angelino Alfano alla presentazione del progetto alla Farnesina -. Non abbiamo grandi possibilità di approvvigionamento di petrolio od oro eppure siamo diventati un grande paese, perché il nostro oro è il nostro talento, il nostro petrolio è la nostra creatività”. “Non siamo una superpotenza militare ed economica, ma siamo una superpotenza della bellezza, del gusto, della cultura, del design e tutto questo è l'italian style e il brand Italia”, ha detto ancora il capo della diplomazia italiana sottolineando che “tutto quello che si lega al design è un pezzo fondamentale della nostra reputazione nel mondo”.

Il progetto, spiega Alfano, ha l'obiettivo di esplorare “con creatività il rapporto tra la nostra lingua e il mondo dei progettisti e designer. Una sfida affrontata nelle 30 opere selezionate dalla giuria e che interpretano dieci parole della lingua italiana legate al mondo della cultura e del design”. Nell’ambito del progetto, infatti, è stato lanciato il contest “Dieci parole”, attraverso il quale sono stati premiati 30 designer e creativi italiani emergenti, chiamati a illustrare, con loro opere, dieci parole della lingua italiana legate al mondo della cultura e del progetto: etica, forma, futuro, idea, innovazione, interazione, intuizione, progetto, ricerca, visione.  

“Oggi abbiamo premiato 30 designer su oltre 600 partecipanti, un’iniziativa di grande successo che si inserisce nel nostro programma ‘Vivere all’italiana’ che esprime la cultura della bellezza e il design come segno distintivo del made in Italy – ha affermato Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina -. Questa è la nostra impostazione per promuovere al meglio l’Italia all’estero riunendo tutti gli attori di sistema”. L’intuizione del progetto “Italianism” è di Renato Fontana, che nel 2015 sentiva la necessità “di avere dei momenti “in cui si poteva parlare di creatività italiana, ma non solo rispetto a quello che si stava muovendo nel Paese ma anche cercando di raccontare ciò che succedeva all’estero”. E’ varcando i confini nazionali che si percepisce ancora di più un “DNA italiano molto forte che va preservato, analizzato e ricercato” continua Fontana. Un percorso che permette oggi di celebrare la quarta edizione all’insegna del lavoro di squadra: “Se io sono il cuore e il motore dell’iniziativa per un’intuizione avuta, questo rimane un progetto collettivo – ha sottolineato Fontana -. Per questa edizione abbiamo lavorato con più di 150 persone”.

Alfano ha ricordato che a marzo, quando fu “lanciata la prima giornata del design italiano nel mondo, presentata in cento città all’estero” era stato già sottolineato che il design ci insegna ad aprirci all’innovazione senza paura o pregiudizi”. Oggi, continua il ministro degli Esteri, “abbiamo un altro esempio concreto di innovazione, di idea del design che punta sull’innovazione e si fonda sulla capacità e sulla libertà di rischiare”. Qui si inserisce anche il compito del governo che, spiega Alfano, “è quello di fare in modo che l’investimento sull’innovazione garantisca spazio sufficiente per rischiare. Daremo slancio al percorso di crescita che abbiamo intrapreso e che ha già una sua traslazione nei dati del Pil”.

Il capo della diplomazia italiana torna poi sul programma “Vivere all'Italiana”, la strategia di promozione dell'Italia all'estero che la Farnesina porta avanti, puntando anche sul design: “Abbiamo accompagnato l’internazionalizzazione del Salone del Mobile di Milano con la sua prima edizione di Shanghai, abbiamo arricchito la collezione d’arte contemporanea della Farnesina con un percorso espositivo Compasso d’Oro che raccoglie 40 icone del design italiano, e l’ultima edizione della Settimana della lingua italiana è stata dedicata all’industria culturale e creativa, con grande attenzione al design”.  E oggi (15 giugno ndr) sono state aggiunte “30 nuove opere di artisti emergenti accanto alle opere della Collezione Farnesina in modo da mostrare passato, presente e futuro della nostra creatività”, ha concluso Alfano.

A spiegare come sono state scelte le dieci parole al centro del contest è Giovanna Talocci, dell’Adi – Associazione per il Disegno industriale: “Abbiamo censito le parole che ci sembravano più vicine al design, abbiamo voluto sposare questo progetto e tirar fuori le parole più significative. Alcune sembrano quasi scontate, come forma o progetto, alcune raccontano passaggi non sempre conosciuti ma che sono insiti nel processo creativo, come intuizione, interazione o ricerca. Altre le abbiamo volute segnalare perché testimoniano una responsabilità sociale che bisogna tener presente in ogni azione, come la visione, l’etica e il futuro. Nella seconda edizione del contest c’è stato “un netto risveglio della fascia d’età 18-24 – ha spiegato Fontana – e questo ci dice che i collegamenti con scuole, istituti e accademie hanno portato i loro frutti. Si arriva al limite di 29 anni, momento professionale di maturità con circa il 75% delle presenze e arriviamo ai 67 anni, abbracciando una fascia che ha ancora voglia di mettersi in gioco”.

Analizzando il quadro geografico, si nota che a differenza di quello che accade in molti luoghi dell’Europa creativa, “in Italia c’è una copertura a macchia di leopardo che ci permette di dire che tutto il Paese è creativo. Su oltre 100 province di Italia, sono poche quelle che non hanno partecipato - ha concluso Fontana -. Altro dato importante è che non ci sono sempre e solo le grandi città urbane. La creatività ce l’abbiamo dappertutto”. - (NoveColonneATG)

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Address by President Jacob Zuma at the National Youth Day Commemoration of the 41th Anniversary of June 16 1976, Tshing Sports Ground, Ventersdorp, North West Province - 

Theme: “The Year of Oliver Reginald Tambo: Advancing Youth Economic Empowerment”

The Premier of the North West
Ministers, Deputy Ministers, MECs, Executive Mayors and councillors,
Members of Parliament and Legislature,
Members of the Provincial House of Traditional Leaders also here present,
Leadership of the National Youth Development Agency and other youth organisations,
All the young people of South Africa,
Fellow South Africans,

Bagaetso Dumelang! Molweni! Sanibonani!

Today South Africa marks 41 years since the heroic uprising by the youth of our country on 16 June 1976.

This year’s national commemoration is held in the home of our struggle stalwart, JB Marks, whose remains we fetched from Russia and reburied here two years ago, and whose tombstone was unveiled in February this year.

We pay tribute to him yet again as we recall this great but tragic moment in our history.

National Youth Day is significant in our country, as it acknowledges the heroism of the youth of 1976 who took on the apartheid state to register their total rejection of the diabolical Bantu Education system at the time. They also took to the streets in order to advance the goals of the broader struggle for liberation and democracy in their country.

They changed the course of history and the face of politics in our country.

The uprising moved from Soweto to other parts of the country, as our people said enough is enough, they wanted to be free from the yoke of apartheid oppression.

We pay tribute to all who lost their lives on this tragic day, such as Hector Petersen, Hastings Ndlovu and many others in Soweto and other parts of the country, on June 16 and throughout that year.

We remember the pain of the families of those who went missing such as Mbuyisa Makhubu who is depicted carrying Hector Petersen in the famous and historic June 16 picture taken by photographer Sam Nzima.

We also acknowledge the leadership of the June 1976 mass student revolt who contributed to moving our struggle forward such as Tsietsi Mashinini, Khotso Seatlholo, Seth Mazibuko, Super Moloi, Daniel Montsintsi, Billy Masetlha, Murphy Morobe and many others.

We also acknowledge women who played a prominent role but who are left out of the mainstream June 16, 1976 historical narrative, such as Sibongile Mkhabela, Margaret Masabalala, Eunice Sithole, Patience Banda and many others. We urge historians to ensure the inclusion of women in our June historical records and every other key episode in the history of our struggle, as there is a tendency to focus on males when history is recorded.

Today we also honour the successive generations of youth for having always been part of every radical or momentous phase in our movement’s history, led by various leaders including the late courageous Peter Mokaba.

Compatriots,

The youth of 1976 fought for political freedom which dawned in 1994 after a long protracted struggle by our people. The youth is now fighting for social and economic freedom.

The youth of 2017 is fighting for freedom from poverty, inequality and unemployment.

The Government in 1976 responded with guns to the call of young people for freedom and a better life.

The democratic government calls upon young people to work with us in all spheres of government, as we proceed to ensure that young people live in decent homes in communities with roads, electricity, water, recreational facilities.

We want youth to access university and college education, to be free from drug and substance abuse, to be free from HIV and AIDS due to prevention and treatment. We want our youth to contribute to the advancement of the country in science and technology, sports, medicine and other fields. Most importantly, they must achieve economic freedom.

It is for this reason that this year’s National Youth Day is celebrated under the theme: “The Year of Oliver Reginald Tambo: Advancing Youth Economic Empowerment.”

Mr Oliver Tambo, the centenary of his birth we celebrate this year, believed in economic freedom and equality of our people.  In his address to the first Congress of MPLA on 12 December 1977 he said:

“We visualise a South Africa in which the people shall govern, in which the wealth of the country shall be restored to the people and where the land shall be shared among those who work it.”

Inspired by these words, we have therefore dedicated ourselves to radical socio-economic transformation, with an emphasis on the need to achieve economic emancipation.

Education is the most powerful weapon towards economic freedom. Government has taken reasonable and practical measures in ensuring that young people are enrolled in schools and study in decent schools and not mud schools and other inappropriate structures.

Through the Education Infrastructure Grant and the Accelerated Schools Infrastructure Delivery Initiative, more new schools have been built, refurbishments made and new school furniture delivered.

For the current financial year, government has allocated 12 billion rand in total to improve our schools infrastructure needs.

Many learners come from poor homes where they go to school without having had something to eat. It is for this reason that we started the National School Nutrition Programme, which benefits nine million learners from twenty one thousand schools per day to improve their performance in class. For the current financial year, government will spend some 6.8 billion rand on the nutrition scheme.

We appreciate the gradual improvements in our matric pass rate each year, and invest in mathematics, science and technology teaching in order to improve the country’s performance in these critical fields.

As part of building our new nation, we also want our youth, black and white, to be conversant and proficient in African languages, which define their identity as South Africans and Africans.

In this regard, government is introducing the incremental use of African languages in schools on a compulsory basis.

Beyond matric, Government wants our youth to access higher education, regardless of the economic status of their families.

Since its inception, the National Student Financial Aid Scheme has disbursed more than seventy two billion rand in loans and bursaries to students from poor households.

More than two million students currently continue to receive NSFAS funding at our tertiary institutions including those at the Technical, Vocational Education and Training colleges.

This contribution by government is an important foothold onto which a more expanded and inclusive funding model can be found.
 
We await the findings of the Heher Commission of Inquiry with great interest in advising us on the funding of higher education, which is an apex priority for the democratic government.

Fellow South Africans,

Our National Development Plan outlines the vision we have of a growing economy which must create jobs for our people.

Ultimately, a growing economy is our most potent solution against youth unemployment. We are going through a difficult period in the economy currently which sluggish growth and also the recent downgrades of our investment grade as a country.

Government will be meeting with business before the end of June so that together we can discuss ways of further igniting confidence in our economy and growth.  

Whilst we may have differences on some issues currently, we need to put the country first and through working together, solutions can be found.

Government is also playing its part to empower young people and cushion them from the harsh impact of the economic situation, through creating job opportunities, training opportunities and also providing funding support for those who want to open businesses.

There are various programmes already within government’s Economic Sectors, Employment and Infrastructure Development Cluster towards youth empowerment, at the national level, while provinces and municipalities have various programmes in place as well.

Since the launch of the Expanded Public Works Programme EPWP Phase 3 in April 2014, over 1.2 million work opportunities have been taken up by the youth out of the 2.6 million work opportunities created by the programme.

In the current 2017/18 financial year, the Expanded Public Works Programme  aims to create more than seven hundred thousand work opportunities for youth  through the four sectors of the programme namely infrastructure, social sector, non-state, environmental and culture sectors.

To mention a few examples of interventions, the Department of Environmental Affairs will prioritise the placement of young women in the environmental sector and will also invest one point five billion rand to  reach thirty five thousand young people in various projects.

The Department of Agriculture, Forestry and Fisheries will support youth owned enterprises through the Comprehensive Agriculture Support Programme and the Ilima Letsema programmes.

The Department of Communications in collaboration with the Department of Public Works will train more than two thousand youth to help install Set Top Boxes to enable Digital Migration.

The Department of Trade and Industry through the Monyetla Work Readiness programme aims to provide training to six thousand young people to position South Africa as a preferred off-shore location for call centres or Business Process operations.

Through the Department of Human Settlements, over five hundred host employers in the Real Estate Sector will absorb over eight thousand unemployed youth and graduates to take up opportunities in real estate.

The Department of Energy will train young people as installers for the Solar Water Heater programme.

The Department of Rural Development and Land Reform will continue implementing the National Rural Youth Service Corp and Youth Brigade programme focusing on agriculture, construction and engineering sectors through the training of 400 youth.

The Department of Water and Sanitation continues to train young people as plumbers and artisans to participate in the programme of preventing water leaks in municipalities.

As part of driving economic emancipation, the National Youth Development Agency has been directed to focus on promoting youth entrepreneurship and the improved coordination of the National Youth Service across all sectors of government.

In the current financial year, the Agency will invest seventy two million rand in the economic participation programmes.

Eighteen thousand young and aspiring entrepreneurs will receive business support services such as vouchers, the registration of new companies, mentorship, and training at different levels, to encourage advancement of the entrepreneurship agenda.

To enable a wider reach, the NYDA will open four new branches over the next two years in Ekurhuleni, Richards Bay, OR Tambo region in the Eastern Cape and Newcastle in KwaZulu-Natal, which shall extend its services to more young people.

Furthermore, the NYDA has positively responded to the call of young people and all branches shall be equipped with free Wi-Fi services to provide young people with access to technology.  

The NYDA will continue to prioritise education as well, and the Solomon Mahlangu Scholarship Fund supports five hundred students annually.

Government will continue to monitor the implementation of all programmes aimed at supporting young people, through a Committee of Deputy Ministers led by the Deputy Minister in the Presidency Mr Buti Manamela. The committee reports directly to the President.

The Deputy Ministers work with youth representatives who are members of the Presidential Youth Working Group. We will soon issue a public call for youth organisations to nominate members to serve on the Presidential Youth Working Group so that we can add more youth formations to this important body.

Compatriots,

Let me today emphasise the need for young people to seize the opportunities provided by government to help them establish their own businesses.

I am happy today to host a few young trailblazers and achievers who prove that it is possible to succeed in South Africa for young people. Some are job creators in their own right, employing other young people.

They prove that there is a lot of talent and excellence among the youth in South Africa. I would like to introduce these role models who represent many others in many communities.

We have a young man who invented the dry bath at the age of 17 and is the founder and managing director a company that manufactures the dry bath technology, Ludwick Marishane from Cape Town.

We have a young entrepreneur from Tembisa in the East Rand, Gauteng, who owns a company that manufactures branding materials, Bulelani Balabala.

We have the founder of a company that manufactures assistive devices for cancer and burn victims, Ms Nneile Nkholise from Thaba Nchu in the Free State.

More young people are becoming doctors and specialists at a young age in our country. We are proud to host an Obstetrician and Gynaecologist who is also a lecturer and director of the Wits University Obstetrics and Gynaecology Clinical Research Division at the age 34, Dr Salome Maswime from Midrand in Gauteng.

We have a young person who runs an organisation that creates hand crafted fun products made out of natural fabrics and African prints, Ms Ashle Skaftouros from Durban, KwaZulu-Natal.

I am also hosting a young person who invented a 15-in-1 microwave oven, an electronic Vuvuzela and an auto shoe polisher, Sir Stuart Ntlathi from Klerksdorp in the North West.

We are happy to introduce the founder and owner of a shoe repair and manufacturing business in Bloemfontein, Free State, Ms Angela Mkhabela.

We have a young entrepreneur whose business offers a variety of services such as IT support, network design and cyber security, and currently employs 27 people, Shadrack Sithole from Randburg in Gauteng.

We have two young people who own a catering and canteen services business which employs twenty young people, Bulelani Tembe and Lungile Mthethwa from Tembisa in the East Rand.

Also in the catering business, is a young man who runs a mobile kitchen that employs two people in Stanger, KwaZulu-Natal, Thamsanqa Gcaba.

We have a young woman who runs a cooking, retail and culinary school start-up business which also provides kitchen accessories, Mogau Seshoene from Tshwane, Gauteng.

We also have in our midst, a young person whose company stops water leaks from toilets, Paseka Lesolang.

We have the co-founder and chairwoman of Raise the Children International, a non-profit organisation that identifies self-motivated orphans from impoverished and rural communities for support, Lesego Serolong.

There are many many more outstanding young people who are engineers, plumbers, farmers, builders, electricians, teachers, nurses, police officers and a host of other careers. We urge all our youth to go out and find their own opportunities and urge government and the private sector in every province, to support these young go-getters.

We also urge the private sector to open more opportunities and employ young people as interns so that they can gain much needed experience and skills. Many young are sitting at home with qualifications. All who are in management positions in various companies and the public sector must make it their responsibility to appoint young people as interns each year and give our youth a head start in life.

Compatriots,

A successful youth is a healthy youth. We are concerned about the high HIV infection rate in the youth age cohort of ages between 16 and 25 mainly. We therefore urge young people to support various initiatives of the Department of Health, such as the DREAMS and Phila Campaigns to fight HIV and AIDS and Tuberculosis.

Let me also take this opportunity to appeal to the youth to join the fight against the abuse of women and children. Our country reels from one shock after another with regard to callous criminality against women and children. We urge the youth to help us fight against this scourge, working together with Government and community structures.

We also urge the youth to join the war against the abuse of alcohol and drugs which are tearing families apart and destroying the lives of our young people. We must defeat nyaope, whoonga, dagga and all substances that seek to derail the march of our youth to a better future.

Importantly, the youth, black and white, should join the battle against racism in the country and to build a truly united, nonracial society.

The town of Coligny here in North West lost a young person, Matlhomola Moshoeu, who was brutally murdered. The circumstances of this murder will be determined by the courts and we should allow the law to take its course.

His death must unite the people of Coligny in the determination to defeat racism, working together.

We hold the June 16 commemoration in Ventersdop, which has had its own sad history of negative race relations given the influence of some former resident of this town.

At the same time, Ventersdorp has a positive history because Uncle JB Marks is now buried here.

Let us build a nonracial town where South Africans respect one another and build a better future together, in the memory of Oliver Tambo and JB Marks.

Fellow South Africans, especially the youth,

Let me reiterate that education is the key to a brighter future. Our message to the youth is study, read and be knowledgeable so that you can lead the country into the future.

Study and gain the skills you need to become successful industrialists, farmers and professionals in various fields, and achieve the economic freedom that your forebears were unable to achieve.

In this way you will pay fitting tribute to the 1976 generation.

I wish you all a meaningful and successful National Youth Day.

Issued by: The Presidency
Pretoria

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Gianni Bonvicini - 

Sta davvero affievolendosi il vento dell’antieuropeismo? A guardare i risultati di questi ultimi mesi e giorni, la risposta è senza dubbio positiva. Gli elettori messi di fronte ad una scelta secca fra candidati filoeuropei ed euroscettici hanno alla fine optato per i primi con maggiore o minore entusiasmo.

Una galleria di risultati elettorali
In Austria è prevalso per due volte consecutive il verde e filoeuropeo Alexander Van Der Vellen; in Olanda il premier uscente Mark Rutte contro l’estremista Geert Wilders; per non parlare poi dello straordinario risultato ottenuto in Francia da Emmanuel Macron contro la ‘pasionaria’ eurofobica Marine Le Pen; risultato riconfermato nel primo turno delle legislative francesi non solo con l’incredibile crescita del ‘non partito’ di Macron, ma soprattutto con la quasi scomparsa del Front National.

Perfino nelle elezioni parlamentari britanniche la grande ondata euroscettica, che si era palesata nel referendum di un anno fa, ha evidenziato un chiaro indebolimento: i conservatori di Theresa May sono diminuiti di 12 seggi; per contro, i laburisti hanno avuto un buon exploit(+31), non proprio portando in alto la bandiera europea (Corbyn non è un euroentusiasta), ma almeno dimostrando che il vecchio referendum era stato un grave errore - altri erano e sono i problemi della Gran Bretagna.

Ancora più significativo poi l’azzeramento dello Ukip che nelle precedenti elezioni europee e soprattutto nella feroce campagna referendaria pro Brexit aveva ottenuto grandi risultati.

Umori confermati dall’ultime Eurobarometro
Questo diverso umore delle opinioni pubbliche nazionali era stato già parzialmente confermato dall’ultimo Eurobarometro di aprile (Designing European Future, Commissione, aprile 2017). In esso si segnala che circa la metà degli intervistati, il 47%, ancora crede nell’Europa, contro un 46% che continua a rifiutare l’idea di una maggiore integrazione. Ma il dato interessante è che i favorevoli sono cresciuti di 11 punti rispetto all’ottobre del 2016, poco più di sei mesi prima.

È evidente che questo mutamento nell’opinione pubblica si deve in parte al miglioramento della situazione e delle prospettive economiche, che si stanno manifestando in tutta Europa. Bisogna anche aggiungere, che, al di là dei dati economici oggettivi, è il ruolo dei leader a fare la differenza.

Il ruolo dei leader nell’Ue sotto assedio
Un Macron che rovescia il discorso degli euroscettici e punta decisamente al miglioramento del processo di integrazione europea ne è l’esempio più convincente. Atteggiamento che sta manifestandosi chiaramente anche in Germania in vista delle elezioni del 24 settembre. In effetti sia Angela Merkel, che il suo contendente socialista Martin Schultz, hanno messo al centro il tema del rafforzamento dell’Unione.

La ragione è abbastanza evidente. Oggi la Germania, ma con essa l’Europa, sono sotto assedio. A Nord, il difficile negoziato sulla Brexit; ad Est, le tentazioni semi-imperiali di Putin; a Sud la grande sfida dell’immigrazione e dell’instabilità in Medio Oriente e Nord Africa; e, grande novità, il problematico rapporto ad Ovest con Donald Trump.

Già Angela Merkel ha dichiarato che “l’Europa deve prendere il destino nelle proprie mani” e questo sarà il tono della sua campagna elettorale. Da qui, e dalla spinta di Macron, potrà nascere l’impulso di un rilancio di alcune politiche europee sia nel campo economico che in quello della difesa. Insomma, assisteremo con grande probabilità alla rinascita del vecchio ‘motore’ franco-tedesco.

L’Italia e l’euroscetticismo dei partiti e dei leader
E l’Italia? Rischia di essere ancora una volta il ventre molle dell’Unione. Lasciamo da parte, per una sorta di pudore nazionale, l’incomprensibile spettacolo sulla nuova legge elettorale. Torniamo per un momento alle statistiche della Commissione: in Italia solo il 39% sostiene l’Ue, addirittura un punto sotto l’euroscettica Gran Bretagna. I contrari si collocano al 48%.

Ma pur guardando con prudenza ai sondaggi di opinione, basta leggere le dichiarazioni dei partiti sull’Ue per rendersi conto che una larga maggioranza è quanto meno euroscettica: M5S, Lega Nord, Fratelli d’Italia, gran parte di Forza Italia non perdono occasione per criticare Bruxelles. E perfino il Pd, o meglio il suo attuale leader Matteo Renzi, non si dimostra particolarmente in linea con l’Ue.

Sembra di assistere ad una gara fra chi critica di più, senza mai porsi il problema di una realistica alternativa all’Unione. In questa confusione politica interna e di mancanza di strategia nei confronti dell’Ue non è neppure stupefacente che la gente non creda, come nel passato, nel valore dell’integrazione.

Il ventre molle e il rischio dell’esclusione
Ma attenzione, perché se l’Europa riparte sulla base di una rinnovata alleanza fra Parigi e Berlino, il rischio per noi è di rimanerne esclusi. O almeno essere relegati nel secondo cerchio di un’Unione che ormai si muove nella prospettiva di più velocità. Per un Paese fondatore come l’Italia, e cui Macron chiede insistentemente di esserci, perdere quest’occasione sarebbe deleterio.

Sarebbe opportuno, quindi, che le forze politiche nazionali o alcune di esse, in un soprassalto di ragionevolezza, riprendessero un impegno di sostanza e non solo di facciata sul futuro dell’Ue. Vediamo se gli accenni di ripresa dell’economia (il sondaggio della Commissione segnala un aumento di 4 punti, al 58%, in favore dell’euro) e un qualche chiarimento del quadro politico a seguito delle elezioni comunali di questi giorni non ci aiutino alla fine a riagganciare il treno dei nostri partner, ormai “en marche” verso un’Unione più forte.

Anche da noi, forse, il vento potrebbe allora cambiare direzione.

Gianni Bonvicini è consigliere scientifico dello IAI.

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