Monday 22nd Jan 2018

Mostra/evento della giovane artista italiana Valentina Colella, a cura del centro Luigi Di Sarro, presentata dall’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria in collaborazione con Rainbow Media. Sponsor: HIP Hellenic Italian Portuguese Alliance - Italian Section e Associazione Abruzzo Sudafrica.

Giovedì 9 marzo, ore 18:30, Circa/Everard Read Gallery, 6 Jellicoe Ave, Rosebank, Johannesburg.

Un sogno visionario, iperconnesso e contemporaneo. L’Istituto Italiano di Cultura di Pretoria sostiene i giovani artisti italiani in Sud Africa e presenta la mostra/evento dal titolo FOOTPRINTS di VALENTINA COLELLA che si inserisce a latere come una tappa del più ampio ‘Progetto ARP - Art Residency Project 2015-2017’, del Centro Luigi Di Sarro di Roma, che prevede tra febbraio e marzo 2017 la residenza dell’artista a Cape Town.

La mostra si compone di tre parti: la prima incentrata sull’Abbruzzo, terra di origine di Valentina Colella, presenta un video del 2015 girato a Campo Imperatore; la seconda propone un lavoro multimediale in cui il percorso che va dal suo paese, Introdacqua vicino Sulmona, su in montagna fino a un rifugio che domina la Valle Peligna viene traslato sulla mappa dello stesso paese con la rilevazione di alcuni punti topici, che corrispondono a posti fondamentali per gli abitanti del luogo. Ognuno di questi punti viene affiancato da foto con le indicazioni della longitudine e della latitudine per permettere alle persone di localizzare i luoghi con il GPS. La terza ed ultima parte è quella pittorica composta da 9 opere su carta con studi delle forme essenziali della terra, del cielo e del volo tra i due spazi.

Valentina Colella è un’artista concettuale che si esprime utilizzando diversi mezzi espressivi, tra cui pittura, disegno, installazioni, video, fotografie. Dopo gli studi, intraprende un percorso di approfondimento di scenari che rimandano ad un concetto di opposizione esaltati nei vari passaggi dal reale al digitale. Trae ispirazione dalla natura e dal territorio che la circonda. E il territorio è quello d’Abbruzzo, così bello e selvaggio ma così martoriato e devastato ultimamente da movimenti tellurici ed inusuali eventi atmosferici. Colella ha esposto i suoi lavori a Londra, Colonia, Roma, in Argentina, Taiwan. Con il progetto Learning, Valentina viene selezionata per la residenza 2016 / 2017 ARP Art Residency Project, Cape Town, Sud Africa.

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Mario Angeli dal suo balcone italiano - 

Capitava raramente, allora, di poter ammirare riproduzioni di quadri o statue di soggetto sacro o profano raffiguranti personaggi le cui nudità erano strategicamente celate o dal lembo di un drappo o da una foglia di fico ovvero, più raramente, da un ramoscello o dalla mano o dai fluenti capelli del personaggio stesso; le nuove tecnologie non avevano ancora prodotto la splendida rivoluzione dell’immagine, rendendo oggi disponibile per tutti ogni sorta di fotografia, anche in altissima definizione e meglio fruibile rispetto all’originale.

 

Ma il ragazzino di allora doveva accontentarsi di sbirciare tali immagini, magari un po’ furtivamente e maledicendo quella foglia che si era posata proprio su quelle cose, rammaricandosi che non si levasse un refolo di vento a spostare di poco la foglia o quella stoffa o quelle chiome che svolazzavano beffarde nello spazio pur senza muoversi, o sperando che il personaggio spostasse un attimo quella mano; avrei imparato poi che quelle cose non si usava chiamarle con il loro nome, ma con il pietoso gerundivo latino pudenda, il cui significato letterale è cose di cui vergognarsi; denominazione assai ipocrita, a dire il vero, dal momento che quelle cose tutti le hanno e, da sempre, le cercano con maggiore o minor interesse, in ogni tempo e presso ogni cultura.

 

Ricordate quel che successe un anno fa a Roma, dove, al passaggio del presidente iraniano Hassan Rouhani fu stupidamente velata la splendida Venere Capitolina, perché qualche zelante funzionario si preoccupò che l’illustre ospite non avesse ad arrossire, scorgendo le cose di cui vergognarsi di una fanciulla di candido marmo, che comunque da duemila anni se le copre con casta mano?

 

Ci si vergognò di mostrare al presidente iraniano le pudenda di una statua e si coprirono non con piccole foglie di fico ma con gigantesche Victoria amazonica, che raggiunge i tre metri di diametro, le migliaia di esecuzioni capitali che l’uomo politico avalla con zelante premura.

 

Ma, distogliendo lo sguardo dalle pudenda, esibite o celate, la foglia di fico sembra essere uno stratagemma molto utilizzato anche dagli uomini politici per mascherare la loro sconfinata ambizione o la sete di potere o l’ingordigia economica o tutte e tre insieme queste poco onorevoli ed assai diffuse prerogative, spacciandole come spirito di servizio verso la nazione o sincero zelo riformistico, di cui magari non sono del tutto privi, ma neppure ne sono molto dotati.

 

Per settimane non c’è stato quotidiano o telegiornale che non riportasse anche la più insignificante dichiarazione o addirittura il più piccolo sospiro degli innumerevoli capi e capetti, che non nomino per non accrescere la overdose, tutti o in procinto di fondare nuovi soggetti politici o movimenti, come li chiamano, oppure affannati a darsi un’evidenza ben superiore a quella che il loro zero-virgola gli consente.

 

Naturalmente, tutti hanno sventolato la loro foglia di fico, anzi, l’hanno pudicamente sistemata dove era opportuno, per tentare di coprire le pudenda delle loro ambizioni.

 

L’arguta e raffinata penna di Massimo Gramellini, nella rubrica “Il Caffè”, che ci regala ogni giorno sul Corriere della Sera, riferendosi alla smania vitalistica con cui Massimo D’Alema ha deciso di buttare all’aria il suo partito pur di riprendersi un primato che gli manca dal lontano 2000, progetto per il quale ha sommerso Matteo Renzi di critiche in misura non inferiore a quante da lui ne ricevette negli anni, scrive: “Secondo una teoria non priva di fascino, tendiamo a detestare quelle persone che ci restituiscono l'immagine dei nostri difetti come in uno specchio. D'Alema che accusa Renzi di arroganza è un caso di scuola insuperabile.

 

Ci sono volute le convulsioni del principale partito italiano per distogliere l’interesse della stampa sul tormentone che per lunghe settimane ha avuto per scenario un altro colle romano, sul quale una giovane sindaco, ispirata non sempre a tema dal suo capocomico, ha cercato di destreggiarsi tra inchieste, avvisi di garanzia, dimissioni, polemiche, indiscrezioni tra il giallo ed il rosa, fino al duro contrasto con i tifosi della Roma-calcio, imbufaliti per il suo iniziale rifiuto alla costruzione dello stadio, ma poi improvvisamente convertitasi alla sua realizzazione, seppur con varianti e modifiche che, temo, allungheranno tempi, disagi e costi: quasi tutta la stampa ha attribuito l’andamento brancaleonino dell’amministrazione capitolina ad inesperienza se non anche ad incapacità, che i capi del movimento che governa la città hanno pudicamente velato di foglie di fico, sostenendo che le critiche erano infondate e fatte circolare dai soliti “poteri forti”, come se fosse indecente ammettere che, di solito, qualsiasi persona normale è incompetente prima di diventare… “competente”; io preferirei che quella foglia di fico la togliessero, svelando la realtà.

 

Se sbirciamo anche in altre nazioni, sia in Europa che altrove, troviamo una pletora di politici che smaniano, cadono, si rialzano, cambiano casacca, affondano partiti o correnti che li hanno generati, ne fanno sorgere altri per liquidarli quando non gli serviranno più, si autoassolvono, attribuendo ad altri i propri torti e difetti o mascherandoli sapete con che cosa.

 

Quindi l’Italia è in buona compagnia o addirittura sta meglio: da noi spesso basta un avviso di garanzia per ottenere le dimissioni di un politico, altrove nemmeno le sentenze di alte corti bastano a sloggiarlo dal suo dorato scranno, ma ovunque ci sono in abbondanza foglie di varia specie cui fare ricorso per tentare di coprire ciò di cui ci si vergogna o almeno per sviare l’attenzione altrui.

 

Mario Angeli

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ROMA - “Cari fratelli e sorelle, buongiorno! In questo giorno, Mercoledì delle Ceneri, entriamo nel Tempo liturgico della Quaresima. E poiché stiamo svolgendo il ciclo di catechesi sulla speranza cristiana, oggi vorrei presentarvi la Quaresima come cammino di speranza”. Così Papa Francesco ha introdotto la sua catechesi nell’udienza generale di ieri mattina a Piazza San Pietro.

“In effetti, - ha osservato – questa prospettiva è subito evidente se pensiamo che la Quaresima è stata istituita nella Chiesa come tempo di preparazione alla Pasqua, e dunque tutto il senso di questo periodo di quaranta giorni prende luce dal mistero pasquale verso il quale è orientato. Possiamo immaginare il Signore Risorto che ci chiama ad uscire dalle nostre tenebre, e noi ci mettiamo in cammino verso di Lui, che è la Luce. E la Quaresima è un cammino verso Gesù Risorto, è un periodo di penitenza, anche di mortificazione, ma non fine a sé stesso, bensì finalizzato a farci risorgere con Cristo, a rinnovare la nostra identità battesimale, cioè a rinascere nuovamente “dall’alto”, dall’amore di Dio”. “Ecco perché – ha sottolineato Bergoglio – la Quaresima è, per sua natura, tempo di speranza. Per comprendere meglio che cosa questo significhi, dobbiamo riferirci all’esperienza fondamentale dell’esodo degli Israeliti dall’Egitto, raccontata dalla Bibbia nel libro che porta questo nome: Esodo. Il punto di partenza è la condizione di schiavitù in Egitto, l’oppressione, i lavori forzati. Ma il Signore non ha dimenticato il suo popolo e la sua promessa: chiama Mosè e, con braccio potente, fa uscire gli israeliti dall’Egitto e li guida attraverso il deserto verso la Terra della libertà. Durante questo cammino dalla schiavitù alla libertà, - ha ricordato Papa Francesco – il Signore dà agli Israeliti la legge, per educarli ad amare Lui, unico Signore, e ad amarsi tra loro come fratelli. La Scrittura mostra che l’esodo è lungo e travagliato: simbolicamente dura 40 anni, cioè il tempo di vita di una generazione. Una generazione che, di fronte alle prove del cammino, è sempre tentata di rimpiangere l’Egitto e di tornare indietro”.

“Anche tutti noi conosciamo la tentazione di tornare indietro, tutti”, ha aggiunto. “Ma il Signore rimane fedele e quella povera gente, guidata da Mosè, arriva alla Terra promessa. Tutto questo cammino è compiuto nella speranza: la speranza di raggiungere la Terra, e proprio in questo senso è un “esodo”, un’uscita dalla schiavitù alla libertà. E questi 40 giorni sono anche per tutti noi un’uscita dalla schiavitù, dal peccato, alla libertà, all’incontro con il Cristo Risorto. Ogni passo, ogni fatica, ogni prova, ogni caduta e ogni ripresa, tutto ha senso solo all’interno del disegno di salvezza di Dio, che vuole per il suo popolo la vita e non la morte, la gioia e non il dolore”.

“La Pasqua di Gesù – ha rimarcato il Papa – è il suo esodo, con il quale Egli ci ha aperto la via per giungere alla vita piena, eterna e beata. Per aprire questa via, questo passaggio, Gesù ha dovuto spogliarsi della sua gloria, umiliarsi, farsi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Aprirci la strada alla vita eterna gli è costato tutto il suo sangue, e grazie a Lui noi siamo salvati dalla schiavitù del peccato. Ma questo non vuol dire che Lui ha fatto tutto e noi non dobbiamo fare nulla, che Lui è passato attraverso la croce e noi “andiamo in paradiso in carrozza”. Non è così. La nostra salvezza è certamente dono suo, ma, poiché è una storia d’amore, richiede il nostro “sì” e la nostra partecipazione al suo amore, come ci dimostra la nostra Madre Maria e dopo di lei tutti i santi”.

“La Quaresima – ha osservato – vive di questa dinamica: Cristo ci precede con il suo esodo, e noi attraversiamo il deserto grazie a Lui e dietro di Lui. Lui è tentato per noi, e ha vinto il Tentatore per noi, ma anche noi dobbiamo con Lui affrontare le tentazioni e superarle. Lui ci dona l’acqua viva del suo Spirito, e a noi spetta attingere alla sua fonte e bere, nei Sacramenti, nella preghiera, nell’adorazione; Lui è la luce che vince le tenebre, e a noi è chiesto di alimentare la piccola fiamma che ci è stata affidata nel giorno del nostro Battesimo”.
In questo senso, ha ribadito, “la Quaresima è “segno sacramentale della nostra conversione”; chi fa la strada della Quaresima è sempre sulla strada della conversione. La Quaresima è segno sacramentale del nostro cammino dalla schiavitù alla libertà, sempre da rinnovare. Un cammino certo impegnativo, come è giusto che sia, perché l’amore è impegnativo, ma un cammino pieno di speranza. Anzi, direi di più: l’esodo quaresimale è il cammino in cui la speranza stessa si forma. La fatica di attraversare il deserto – tutte le prove, le tentazioni, le illusioni, i miraggi… –, tutto questo vale a forgiare una speranza forte, salda, sul modello di quella della Vergine Maria, che in mezzo alle tenebre della passione e della morte del suo Figlio continuò a credere e a sperare nella sua risurrezione, nella vittoria dell’amore di Dio”.

“Col cuore aperto a questo orizzonte, - ha concluso Papa Francesco – entriamo oggi nella Quaresima. Sentendoci parte del popolo santo di Dio, iniziamo con gioia questo cammino di speranza”. (aise)

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SOMMARIO: RAGIONARE SUL CENTRO-DESTRA – PATERNITA’ GAY – BUONE NOTIZIE IN RAI – QUARESIMA  - INFO NEWS -
 
MA IL CENTRO DESTRA RIESCE A RAGIONARE?
I giorni corrono veloci, comunque vadano le cose tra tre mesi si vota in  molte città e al più tardi tra un anno saremo in piena campagna elettorale.

Mentre il PD litiga e (comunque andranno le beghe interne) non sembra più sollevare grandi consensi anche per le vicende giudiziarie che cominciano a lambire Renzi & C., se non vogliamo abbandonare l’Italia al M5S di Grillo occorrerebbe che il centro-destra abbia la forza e il coraggio di finalmente proporre qualcosa.

Passano invece le settimane e i mesi ma una seria piattaforma programmatica – oltre che un leader – non appaiono ancora all’orizzonte.

Stando ai sondaggi, Lega e Forza Italia sarebbero oggi intorno al 13% ciascuno, con Fratelli d’Italia al 5 è un potenziale 31% complessivo, maggiore del 29% attribuito singolarmente a  PD  e  M5S, più o meno appaiati.

Dati assolutamente indicativi e da rivedere quando si saranno  cristallizzate le scissioni in atto, ma resta il fatto che i tre partiti che oggi stanno (o dovrebbero stare) a destra sono complessivamente immobili in % rispetto ad un anno fa e alle stesse elezioni europee del 2014.

Dopo tutto questo disastro, insomma, a destra non si riesce a coagulare nuovi voti, anzi, molti elettori si indirizzano piuttosto verso l’area del non-voto.

Da notare che circa 2/3 del “bacino” elettorale secondo quegli stessi sondaggi vorrebbe comunque un centro-destra più “a destra” e 1/3 più “al centro” mentre come  leader dello schieramento il 42% vorrebbe Salvini, il 29 Berlusconi, il 22% la Meloni e il 7% Fitto.

Almeno per deciderlo sarebbe ora di avviare delle “primarie” serie e - visto che nessuno sembra raccogliere la maggioranza assoluta - non sarebbe male “testare”  anche qualche altro nome: il governatore del Veneto Zaia, per esempio, risulta il più gradito a livello del leader regionale di tutti i partiti ma è evidente che se viene proposto “dall’alto” (vedi Berlusconi) e non scelto dai potenziali elettori o indicato dal suo partito non si esce dal giro vizioso.

L’ex Cavaliere e alcuni altri leader che difendono il proprio ruolo non hanno ancora capito che gli elettori sono molto diversi da quelli di 20 anni fa e che sono scontenti, arrabbiati, scettici sul centro-destra (esattamente come avviene nel PD) e soprattutto non credono più alle frasi fatte ma vogliono conoscere i programmi, vedere l’onestà delle persone, credere in loro e soprattutto valutare i risultati.

D'altronde se l’81% degli elettori di centro-destra (vedi sondaggi) gradisce le primarie che – per esempio – sono già programmate per il 23 aprile per trovare un candidato unico a presidente della Sicilia, è assurdo andare avanti contro la logica e la storia.

Quello che NON si deve fare è però stare fermi, ma questa è purtroppo la realtà  mentre la gente – che ha capito benissimo che stanno arrivando tempi cupi soprattutto a livello economico – ha il diritto di capire, per esempio, come e cosa si potrebbe concretamente proporre a destra per uscire  dalla crisi.

Non ho notizie di un qualche “forum” serio in argomento, sembra rendere di più in termini mediatici la battuta polemica o la critica rispetto al ragionamento, ma senza argomenti seri non si va da nessuna parte.

Per esempio si deve decidere seriamente un atteggiamento comune nei confronti dell’Europa e dell' Euro, non tenere posizioni antitetiche.

Ultimo aspetto – ma estremamente rilevante – è quello della nuova legge elettorale che sarà determinante per stabilire liste ed alleanze. Anche su questo, purtroppo, un’idea unitaria e vincente da destra non arriva.

Come si può pensare di vincere in queste condizioni?
 
PATERNITA’ GAY
Mi piace essere chiaro e se perderò considerazione in qualcuno, pazienza.

La recente sentenza di riconoscimento della genitorialità per la coppia gay di Trento che ha commissionato un figlio a pagamento in Canada, lo ha ottenuto tramite utero in affitto, poi ha importato i due gemellini che ora hanno due padri (o due madri) a cui la Corte ha dichiarato il “diritto” di avere un “genitore 1 e genitore 2 “mi sembra una autentica sciocchezza, insostenibile e soprattutto che giunge al termine di una vicenda che ritengo egoista ed  ingiusta.

Chi è gay è liberissimo di esserlo, ma non ha per questo automaticamente il “diritto” di essere quello che evidentemente per motivi naturali non è. Non criminalizzo nessuno, ma basta con queste forzature, sono contro natura e per me inaccettabili.

Se è “bello” il sentimento paterno o materno di un gay di avere figli è secondo me comunque squallido il modo con cui così lo diviene.

Se poi vi fosse il “diritto” legale di un gay essere padre/madre in questo modo, allora prima ancora ci sarebbe comunque  anche il “diritto” di un figlio ad avere un padre o una madre naturali, riconosciuti o riconoscibili. Chi tutela questo diritto naturale del nascituro se gli vengono “imposti” giuridicamente genitori di un certo tipo?

Se anziché accanirsi su forzature come queste ci occupassimo di più delle decine di migliaia di bambini/e abbandonati e dispersi scopriremmo che sono piuttosto quotidianamente violati i diritti delle coppie “normali” che vorrebbero adottarli e che invece devono scontare procedure e ritardi spesso assurdi e che devono pure tacere - davanti a tutte le angherie che subiscono dalla cosiddetta “Giustizia” e dal sistema delle adozioni -  rischiando altrimenti di perdere la “patente” di genitori adottivi.

Perché queste vicende non vengono pubblicate? Perché ci si scandalizza davanti ad un presunto torto a un gay e non per i tanti torti che subiscono le coppie in attesa di adozione? Ecco un buon motivo di dibattito.
 
BUONA NOTIZIA IN RAI
Dopo dubbi e contorcimenti di budella l’annuncio che anche conduttori, dirigenti, cantanti e VIP vari  della Rai dovranno rimanere sotto il “tetto” dei 240.000 euro l’anno di compensi è davvero una buona notizia.

Un teorico risparmio di decine di milioni di euro per il carrozzone di stato anche se già fioriscono scorciatoie per potenzialmente dribblare la sforbiciata.

Piangono i conduttori “La Rai sarà più povera” sostiene Bruno Vespa (secondo me sarà più povero lui...), “Così Si rinforzeranno i concorrenti” si lamentano altri, ma credo che invece sarà il mercato a fare selezione: se i big RAI sono davvero così bravi e richiesti guadagneranno di più in altre aziende, se resteranno a casa (o dovranno accontentarsi di rimanere in RAI con minori introiti) vuol dire semplicemente che non sono così insuperabili.

Speriamo però che si controllino poi le tante, nuove srl che in realtà sono solo di facciata per magari appaltare “servizi di presentazione” anziché pagare i presentatori, un trucco già usato da Santoro che “produce” programmi tramite una sua società e che ora rischia di diffondersi.

Forse sarà comunque la volta buona per vedere facce nuove e non sarà un dramma se qualcuno lascerà, visto che Bruno Vespa – per esempio - ha (forse) fatto il suo tempo dopo 30 anni di quotidiano teleschermo.
 
QUARESIMA
In Burundi una famiglia vive con un dollaro al giorno, ovvero della paga per zappare fagioli o raccogliere caffè dall’alba al tramonto.  In 9 paesi dell’Africa oltre il 60% della popolazione vive con meno di due dollari al giorno e oltre un miliardo e mezzo di persone nel mondo sopravvive sotto il livello di povertà.

Trump ha annunciato un aumento delle spese militari americane per 54 miliardi di dollari,  mentre a Giacarta tappeto rosso per re  Salman dell’Arabia Saudita, sbarcato in visita di Stato. Il sovrano ha con sé un bagaglio da 459 tonnellate, comprese due Mercedes S600s. Notevole anche il seguito: 620 tra cortigiani e scorta, più 800 delegati compresi 10 ministri e 25 principi. Per il viaggio sono stati necessari 27 voli diretti nella capitale indonesiana. Altri 9 aerei sono andati direttamente a Bali, dove re Salman trascorrerà qualche giorno di riposo prima di proseguire nella sua missione in Asia che lo porterà anche in Brunei, Giappone, Cina e Maldive (anche qui è possibile una tappa rilassante al mare).

Può funzionare un mondo simile? Chiediamocelo all’inizio della Quaresima.
 
Un saluto a tutti, buona settimana .
                             
Marco Zacchera

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Jackie Cameron www.biznews.com - 

South Africa looks like a scary place for equity investors as political behaviour at the top of the ANC goes from bad to worse. But, in the long run, South Africa has consistently produced the best annual returns for investors.

This is according to research that takes in not far off 120 years of equity market history. Rapid industrial change over the past century has fueled insatiable demand for commodities. As South Africa is commodities-rich, it has benefited hugely from the radical transformation of the world’s economy.

Also registering consistently higher returns have been Australia, the US and Canada.

The study, by a global financial services firm in conjunction with London-based scholars, takes in 23 markets and more than 90% of the investment universe. Although investment advisers are quick to point out that past performance should not be an indicator of future performance, it is hard not to feel tempted to stick to what has been an obvious winner: a commodities-flavoured investment portfolio.

These figures, meanwhile, also highlight that it is important for investors to pay close attention to the major events or technologies set to change the world as these developments are a major force in driving money around world markets. As much as President Jacob Zuma and his captured clique might get up your nose, these figures are a feel-good reminder that there can be much bigger influences at play in the outcomes of our portfolios than domestic politics.-

Jackie Cameron

From Bloomberg

Between 1900 and 2016, the world economy moved from telegraphy to smartphones, horse-drawn carriages to supercars and from letter press to Internet. But throughout this period, a few countries produced the highest average returns for investors in stocks and bonds. According to a study by Credit Suisse Group AG and the London Business School, the best equity markets over the past 117 years were commodity-rich nations such as South Africa, Australia, the U.S. and Canada, while Denmark and Sweden yielded the highest bond returns.

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