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Tuesday, 27th June 2017 

Addio monti

Una sfida: scrivere in italiano. Due studenti della Reddam House di Bedfordview l’hanno raccolta – Matthew Cavazzana e Valeria Pippo -. Ed ecco come è stata vinta da Valeria: -

 Addio monti

Addio, monti sorgenti dall’acque ed elevati al cielo…

Secondo il mio parere personale, la vita è un lungo viaggio, composto da varie tappe. I momenti importanti della vita di un individuo sono dei riti di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Il distacco dalla terra d’origine è la parte più difficile per coloro che emigrano. Tuttavia, l’emigrazione può essere affrontata con curiosità e coraggio.

Quando una persona cambia, l’unica arma disponibile è lo spirito di adattamento, che può diminuire il senso di disagio causato dalla nostalgia. La prima tendenza dell’emigrante sarebbe quella di cercare qualcosa che gli faccia ricordare la propria identità: un luogo, un oggetto, una persona o una lingua familiare, che possa allentare il trauma del distacco. Il richiamo alla memoria di ambienti e persone familiari aiuta a calmare quel sentimento di sconforto che attanaglia il viaggiatore, soprattutto se costui è obbligato ad abbandonare il proprio paese per una ragione al di là della sua volontà. La decisione di emigrare può essere attribuita a diverse ragioni, una persona potrebbe essere costretta ad emigrare per cause finanziarie, lavorative, razziste, persecutorie oppure potrebbe volersi separare volontariamente dal proprio paese, per scelta: amore, spirito d’avventura o nuove opportunità.

Un esempio negativo d’emigrazione forzata ci viene presentato da Alessandro Manzoni nella sua famosa opera letteraria, I Promessi Sposi, tramite le emozioni della sua protagonista, Lucia.

Nel mio caso invece non ho mai veramente sperimentato un distacco da considerarsi genuinamente doloroso, poiché ho avuto la grazia, o disgrazia (dipende dal punto di vista) di viaggiare fin dalla più tenera età.

Ho viaggiato per la prima volta all’età di due mesi circa. Sono nata a Dolo, in provincia di Venezia in Italia, ma ho trascorso la maggior parte della mia infanzia, per non dire tutta, all’estero, prima in Arabia Saudita, poi in Bangladesh, Italia ed infine Sudafrica. Credo di essere una di quelle rare persone che non hanno propriamente radici in alcun posto. Posso però confermare che un luogo mi ha sicuramente lasciato il segno: Ladispoli, un piccolo paesino marittimo d’Italia. I migliori anni della mia vita sono stati quelli trascorsi in questo semplice luogo in riva al mare, sotto la provincia di Roma con i suoi abitanti solari e spontanei, dall’accento pronunciato, le sue viste sul mare, la sabbia particolarmente ricca di ferro e dunque di una tonalità di colore scuro e i suoi tramonti mozzafiato.

A Ladispoli, oltre alle amicizie, ho lasciato anche mia madre, perciò quando ho deciso di trasferirmi da quel paesino per una educazione ed un futuro migliore, ho senz’altro lasciato anche un pezzo del mio cuore.

Nonostante la sofferenza del distacco e le difficoltà nel cambiare paese, scuola e casa, sono dell’idea che ho fatto bene ad emigrare, perché ciò mi ha permesso di allargare i miei orizzonti, di migliorare la mia personalità, di aprire la mente a nuove culture e, infine, mi ha dato l’opportunità di maturare.

Non posso certo negare di non aver provato gli stessi sentimenti di Lucia, mentre lasciavo l’Italia, ma, a differenza sua, sono stata io a decidere del mio destino, e non provo nessun rimpianto, quando penso alla mia scelta.

Valeria Pippo

Reddam House Bedfordview

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  • Bravissima Valeria, scelta giusta per un giovane quella di emigrare dall'Italia , paese di vecchi di eta e di mentalità
    L'Italia non è un paese che ama i giovani e non fa nulla per aiutarli e oltre tutto il ns Paese non si rende conto che
    mai come in questi anni abbiamo una generazione di giovani fantastici,studiosi, pieni di iniziative e con mentalità
    molto flessibile. Ma il nostro Paese è completamente cieco, preferisce rimanere nel vecchiume e ascoltare le
    lamentele dei pensionati o delle persone anziane (hanno ragione anche loro) piuttosto che fare una politica per i
    giovani, piuttosto che premiare questa generazione dando loro il lavoro e le opportunità che essi meritano. Valeria è
    l'esempio perfetto di questa generazione e non si puo che applaudire alle Sue scelte. Emigrate giovani, questa Italia
    non Vi merita.
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