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Tuesday, 27th June 2017 

Dio ci ama come siamo

Ester Palma -corriere.it -

«Non bisogna irrigidirsi su qualche obbligo religioso o morale. Dio si annuncia amando il prossimo e vivendo nell’oggi il Vangelo della carità, senza paura di testimoniarlo anche con forme nuove di annuncio». Papa Francesco «catechizza» i 30 mila catechisti arrivati da tutto il mondo per incontrarlo in piazza San Pietro per la giornata del Giubileo dedicata a chi insegna e diffonde il Vangelo. E fra le «indicazioni» di Francesco nell’omelia della Messa celebrata per loro, c’è anche la gioia e la speranza, sempre: «Come servitori della parola di Gesù siamo chiamati a non ostentare apparenza e a non ricercare gloria; nemmeno possiamo essere tristi e lamentosi. Non siamo profeti di sventura che si compiacciono di scovare pericoli o deviazioni; non gente che si trincera nei propri ambienti, emettendo giudizi amari sulla società, sulla Chiesa, su tutto e tutti, inquinando il mondo di negatività. Lo scetticismo lamentevole non appartiene a chi è familiare con la Parola di Dio». «Chi annuncia la speranza di Gesù - ha quindi concluso Francesco - è portatore di gioia e vede lontano, ha degli orizzonti, perché sa guardare al di là del male e dei problemi».

Il Papa raccomanda anche ai catechisti di fuggire la mondanità: «Ne siamo tutti ammalati, ma è come un “buco nero” che ingoia il bene, che spegne l’amore, perché fagocita tutto nel proprio io. Allora si vedono solo le apparenze e non ci si accorge degli altri, perché si diventa indifferenti a tutto. E si assumono comportamenti “strabici”: si guardano con riverenza le persone famose, di alto rango, ammirate dal mondo, e si distoglie lo sguardo dai tanti Lazzaro di oggi, dai poveri e dai sofferenti che sono i prediletti del Signore. Ma il Signore guarda a chi è trascurato e scartato dal mondo». Ovvero i poveri, gli ultimi del mondo, che Francesco non si stanca di raccomandare, sempre e a tutti: «I poveri non sono un’appendice del Vangelo, ma una pagina centrale, sempre aperta davanti a noi».

Citando San Paolo, Francesco ha ricordato «l’annuncio principale della fede: il Signore è risorto». «Non ci sono contenuti più importanti, nulla è più solido e attuale. Ogni contenuto della fede diventa bello se resta collegato a questo centro, se è attraversato dall’annuncio pasquale. Se si isola, perde senso e forza. Siamo chiamati sempre a vivere e annunciare la novità dell’amore del Signore: Gesù ti ama veramente, ma esattamente come sei. Fagli posto: nonostante le delusioni e le ferite della vita, lasciagli la possibilità di amarti. Non ti deluderà».

 

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