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Tuesday, 27th June 2017 

Papa Francesco attacca la teoria del gender

Il Pontefice nella chiesa dell’Assunta a Tbilisi (Georgia) parla del matrimonio ed elogia il ruolo femminile -

Gian Guido Vecchi, inviato a Tbilisi - corriere.it - 

TBILISI «Tu, Irina, hai menzionato un grande nemico oggi del matrimonio, la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee. Ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono». Nella chiesa dell’Assunta, che i sovietici trasformarono in palestra, Francesco risponde a braccio alle domande di fedeli e clero cattolico, il «piccolo gregge» che nella capitale georgiana sfiora l’uno per cento di una popolazione al novanta per cento ortodossa. Per le strade del centro si prende il sole ai tavolini dei caffè lungo il fiume ma non ci sono persone che aspettano il passaggio del Papa né tracce della visita, salvo qualche bandiera vaticana appesa ai lampioni. La mattina Francesco ha celebrato la messa in uno stadio semivuoto, qualche migliaio di fedeli e neanche un rappresentate ufficiale della Chiesa ortodossa georgiana. «Il loro canone non lo consente», commentano in Vaticano. In realtà la delegazione era attesa, solo venerdì sera si è capito non sarebbe andata. Problemi interni di una Chiesa «autocefala» che teme il «proselitismo» romano. I rapporti ecumenici non sono facili, un gruppetto conservatore ha contestato il Papa «arci-eretico». Eppure qualcosa si muove, rispetto al gelo che accolse Wojtyla nel ’99. «Allora fu detto che era “peccato mortale” partecipare alla messa. Questa volta erano comunque presenti fedeli ortodossi e anche il coro era composto in parte da ortodossi», considera padre Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica.

Resta l’immagine di Francesco che sorregge il Patriarca Ilia II curvo sul bastone, il bacio della pace e la benedizione reciproca delle Chiese, Ilia II che dice: «Pregheremo l’uno per l’altro». Il Papa si è chinato a baciare l’icona che il Patriarca gli ha donato. Per questo, ai cattolici, Francesco dice: «Mai litigare! Lasciamo che i teologi studino le cose astratte della teologia. Essere aperti, amici». E poi manda un messaggio importante al mondo ortodosso: «C’è un grosso peccato contro l’ecumenismo: il proselitismo. Mai si deve fare proselitismo con gli ortodossi! Sono fratelli e sorelle nostri, discepoli di Gesù».

Nel dialogo Francesco dice le cose più interessanti. Più volte ha contestato la «teoria gender» e invocato l’importanza della famiglia, ma non aveva mai usato parole così dure. La «guerra mondiale», la necessità di «difendersi dalle colonizzazioni ideologiche». E il divorzio che «sporca l’immagine di Dio», perché «Dio ha creato uomo e donna a sua immagine e quindi l’uomo e la donna che si fanno una sola carne sono l’immagine di Dio». Il Papa, che ha invitato più volte a non giudicare e accogliere le famiglie «ferite», dice anche che «si deve fare di tutto per salvare il matrimonio, la cosa più bella che Dio ha creato»: mai lasciar passare un litigio senza «chiedere scusa la sera», perché «la guerra fredda del giorno dopo è pericolosissima» e chi paga le spese del divorzio? «Pagano i due, paga Dio e pagano i figli, non sapete quanto i bambini soffrono…». C’è anche spazio per l’elogio del ruolo femminile nella trasmissione della fede, «pensate a Maria, alle mamme, le nonne, la Chiesa: la Chiesa è donna». Francesco poi conclude la visita nel Caucaso volando nell’Azerbaigian musulmano, dove i cattolici sono lo 0,01 per cento, 570 persone. Il senso della visita: «Favorire l’incontro e il dialogo tra culture e religioni diverse».

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