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Thursday, 17th August 2017 

Referendum: votate come vi pare, ma votate

Appello del presidente del Cgie e replica di Riccardo Pinna -

Fissata la data del referendum - al 4 dicembre -, si ripresenta per gli italiani nel mondo il solito dilemma di un voto concesso ma mai digerito dagli italiani in patria. A ogni tornata elettorale gli osservatori non mancano di far notare quanto pochi siano gli italiani nel mondo andati alle urne, domandandosi regolarmente se il gioco valga la candela. In fondo, dicono sempre  i maligni, gli emigrati non pagano le tasse in Italia e allora perché hanno il diritto di votare, comodamente dimenticando il fatto che le tasse garantiscono servizi di cui noi all'estero non beneficiamo e dimenticando soprattutto che ci furono anni in cui le rimesse degli emigranti erano essenziali per pagare i debiti del governo italiano e che ancora oggi le esportazioni italiane vanno bene soprattutto perché ci sono cinque milioni di italiani nel mondo e almeno 80 milioni di discendenti che promuovono il made in Italy.

Resta comunque il fatto che sono pochi, troppo pochi, gli italiani emigrati che si prendono la briga di mettere una croce sulla scheda elettorale e di restituirla al consolato competente per territorio. E' una pigrizia difficile da capire, tanto più perché finisce per essere autolesionista e per fornire cartucce a tutti coloro che a Roma o altrove in Italia vorrebbero liberarsi una volta per tutte delle spese che si devono sostenere per garantire il nostro diritto al voto, quasi che fossero quei pochi milioni di euro a mandare in malora le finanze del nostro paese.

Non vi importa nulla delle modifiche che il governo Renzi vuole attuare per modificare l'assetto parlamentare di un'Italia che ha più parlamentari degli Stati Uniti? Affari vostri. Non mettete il segno nè sul SI sè sul NO, ma, porca miseria, riconsegnate la scheda bianca al consolato, così a Roma potranno contarla e questa volta i votanti potrebbero essere alcuni più dei quattro gatti che come noi hanno sempre votato. Fatelo, anche perché se non restituirete la scheda avrete comunque votato, illudendovi di aver fatto esattamente il contrario. Fate come vi pare, ma votate.

Su questo argomento vi proponiamo qui sotto un appello del presidente del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, Michele Schiavone, e la risposta di Riccardo Pinna, che nello stesso CGIE rappresenta il Sud Africa e paesi limitrofi.

L'appello di Schiavone

Gentili Presidenti,

i cittadini italiani residenti nel nostro Paese e all’estero prossimamente saranno chiamati alle urne per partecipare al referendum costituzionale previsto entro la fine di novembre o gli inizi di dicembre di quest’anno. Il Consiglio dei Ministri convocato per il prossimo 26 settembre deciderà la data ufficiale dello svolgimento di tale appuntamento, che per ragioni amministrative nella circoscrizione estero si svolgerà tradizionalmente per corrispondenza e quindi seguirà un iter diverso da quello italiano.

E’ risaputo che la partecipazione elettorale dei cittadini italiani all’estero, negli ultimi anni, è stata oggetto di discussioni e di contrastanti valutazioni politiche tanto da metterla in discussione. All’estero siamo chiamati ad affermare un nuovo corso e a partecipare attivamente alle scelte fondamentali del nostro Paese.

Il prossimo referendum sulla modifica costituzionale, oltre a rappresentare un dovere civico per ogni cittadino, costituisce per gli aventi diritto nella circoscrizione estero, una rinnovata opportunità per avvicinare i nostri connazionali alle istituzioni italiane, a conoscerne ed apprezzarne il ruolo e le funzioni, ed in particolare, a rafforzare il civismo di cui sono portatori.

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero è chiamato a rinnovare le proprie prerogative favorendo la maggiore partecipazione possibile dei nostri connazionali al referendum coinvolgendo in questo processo i Comitati degli italiani all’estero, le numerose associazioni, i media e tutti i soggetti impegnati nella promozione e nell’informazione amministrativa e politica sulla portata del referendum. Perciò il CGIE è a disposizione dei capi missione della rete diplomatico consolare favorendo il rapporto tra i connazionali e le istituzioni italiane.

In questo importante passaggio referendario della vita repubblicana facciamo nostre le parole espresse recentemente dal Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella,  “… Dobbiamo vivere serenamente il referendum, come ogni passaggio democratico. Il mondo si è molto interconnesso: quindi ogni avvenimento che avviene in un paese importante, e l'Italia è un paese importante, è seguito con attenzione anche all'estero. Naturalmente questa considerazione non muta in nulla il fatto che la sovranità sia demandata agli elettori” impegnandoci a favorire una diffusa partecipazione di popolo.

Cari Presidenti, abbiamo di fronte a noi due mesi di tempo per affermare il senso della rappresentanza dei vari livelli delle istituzioni italiane all’estero. In questo periodo non lasciamo nulla di intentato per favorire la conoscenza dei quesiti referendari per permettere un voto consapevole ai nostri connazionali. Grato per il vostro impegno desidero esprimervi i più vivi sentimenti di gratitudine.       
               
Il Segretario Generale CGIE                       
Michele Schiavone

La reazione di Pinna

Carissimi/e Consiglieri

per quanto riguarda i Paesi di mia competenza, Sud Africa e limitrofi, è già da tempo che si lavora per informare le comunit- sull'importanza del referendum a cui saremo chiamati a partecipare. Sappiamo benissimo, nel bene e nel male, quali saranno le consequenze qualora ci fosse una scarsa partecipazione o al contrario una massiccia partecipazione. Però vi prego di non usare l'ipocrisia perchè questo potrebbe dar noia e far scaturire inutili discussioni.

Vorrei ricordare a tutti ciò che sapete benissimo, che anche il non votare è un voto referendario.

Per quanto mi riguarda, da buon anarchico, non ho ancora deciso se appoggiare i comitati del SI o i comitati del NO, per il semplice fatto che, alla luce dei fatti concreti, posso solo constatare una legge di stabilità che ci massacra come cittadini all'estero, attraverso il pagamento di tasse abolite per chi vive in Italia e non per i nostri connazionali che risiedono all'estero, taglio di fondi a tutti gli Enti gestori per la divulgazione di lingua e cultura, tagli all'assistenza diretta e indiretta, chiusura dei Consolati, tagli ai Patronati e chi più ne ha più ne metta.

Abbiamo già dato........

Pertanto vi chiedo di mettere da parte i propri interessi ideologici e partitocratici a cui noi tutti facciamo riferimento e per una volta tanto cercare di essere totalmente ed esclusivamente veri rappresentanti delle nostre Comunità.

Senza nessun pregiudizio e certo di essere stato compreso per il mio intento, colgo l'occasione per augurarvi buon lavoro.

Riccardo Pinna
CdP del CGIE
Paesi Anglofoni Extra-Europei

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