Tuesday 21st Sep 2021

 

 

Al Ministero dell’Economia si chiede di emettere una circolare rivolta alle amministrazioni comunali per chiarire definitivamente la disciplina che regola l’esenzione per i pensionati iscritti all’Aire

 

ROMA – La senatrice eletta nella ripartizione Europa Laura Garavini (Italia Viva) ha rivolto in Commissione Finanze un’interrogazione al ministro dell’Economia, Daniele Franco sulla disciplina che regola il pagamento dell’Imu per la casa posseduta in Italia dai connazionali che risiedono all’estero.

In premessa, Garavini ricorda che a partire dal 2021 è prevista l’esenzione fiscale al 50 % sull’Imu sulla prima casa di proprietà in Italia dei pensionati iscritti all’Aire, esenzione che si applica per una sola unità immobiliare di uso abitativo, non locata o data in comodato d’uso, per i coloro che sono titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia. La medesima norma stabilisce la riduzione di due terzi della tassa rifiuti per i medesimi soggetti.

“In base a tale norma – ribadisce Garavini, – possono beneficiare dell’esenzione i percettori di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti all’estero, a prescindere dalla nazionalità, che siano proprietari di immobile in Italia” “e a prescindere dal Paese di residenza” – il testo di legge recita: “residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia”.

“Per pensione in regime di convenzione internazionale si intende una pensione maturata tramite la totalizzazione di contributi versati in Italia con quelli versati all’estero in un Paese convenzionato, comunitario ed extracomunitario – prosegue la senatrice, che richiama inoltre la conferma dell’esenzione e le indicazioni circa il suo ambito applicativo fornite nello scorso mese di giugno dal Ministero a seguito di una sua interrogazione formulata perché “in fase applicativa, erano sorte discrepanze e criticità interpretative che ostacolavano il corretto godimento del diritto all’esenzione”.

Nello specifico, con particolare riferimento alla categoria di “pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia”, l’allora sottosegretario Claudio Durigon “aveva espressamente chiarito – ricorda Garavini – che vi rientrano sia le pensioni in regime europeo sia quelle in regime di convenzione bilaterale e che tali considerazioni valgono non solo per usufruire della riduzione alla metà dell’Imu ma anche per il versamento della Tari dovuta in misura ridotta di due terzi”.

“Tuttavia, da numerose segnalazioni giunte agli interroganti si apprende che, essendo tale risposta pervenuta dopo la scadenza per il versamento della prima rata Imu, molti cittadini, in attesa del suddetto chiarimento da parte dei competenti uffici del Ministero, hanno provveduto al pagamento complessivo della prima rata dell’Imu, senza usufruire, pur avendone diritto, come successivamente confermato dal Ministero, dell’esonero del 50 per cento del versamento – prosegue l’interrogazione, segnalando che “non risulterebbe quindi chiaro, giunti a questo punto, quali obblighi fiscali permangano per quanto attiene al pagamento della seconda rata dell’Imu, sia nei confronti di coloro che hanno provveduto al versamento della cifra complessiva, sia nei confronti coloro che hanno invece usufruito dell’esenzione”.

Per questi motivi, “si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga opportuno emettere una circolare rivolta alle amministrazioni comunali e finalizzata a chiarire la portata normativa e applicativa della disciplina in vista del pagamento della seconda rata dell’Imu, per quanto attiene sia ai pensionati Aire che hanno usufruito dell’esenzione del 50 per cento nel versamento della prima rata, sia a coloro che non ne hanno usufruito”. (Inform)

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