Tuesday 18th Jan 2022

 
 

ROMA – La 44ma Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha dedicato il pomeriggio del 14 dicembre alle celebrazioni del Trentennale dall’insediamento del Cgie: passato, presente e futuro della rappresentanza degli italiani all’estero.

Il Segretario Generale Michele Schiavone ha ricordato i tanti nomi di coloro che hanno fatto la storia di questo organismo, persone emigrate in tutti i continenti, fra cui il vicepresidente Vicario Renzo Losi e il segretario generale Elio Carozza. Il primo a prendere la parola è stato l’ex deputato del Pd e consigliere del Cgie Gianni Farina che ha ricordato la nascita del Cgie avvenuta proprio il 14 dicembre del 1991. “Venivamo della vicina Europa e dal mondo della rappresentanza di circa 5milioni di cittadini italiani che erano gli eredi di una lunga ed appassionata storia italiana”. Ha ricordato “Eravamo uomini e donne che hanno innalzato in passato la bandiera del diritto di vivere liberi tra liberi come fu solennemente scritto nel 1948 nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Farina ha ricordato come la prima conferenza degli italiani nel mondo chiuse una fase storica iniziata nel tardo ‘800 dopo la nascita dell’Italia risorgimentale, proseguita nel secondo dopoguerra, contrassegnato da un grande esodo di massa per sfuggire alla miseria, conseguenza della sconfitta e di una tragica avventura della guerra. “Noi tutti in quel dicembre 1991 – citando di nuovo la data di costituzione del Cgie – siamo figli e eredi di quella straordinaria vicenda storica umana”. Farina ha poi ricordato quanti fecero parte di quell’inizio e che ora non ci sono più, come ad esempio Carlo Ciofi, . “Ma anche altri tre che sono stati di aiuto di straordinaria importanza per la costituzione del Cgie come Aldo De Matteo, Luigi Sandirocco, Mirko Tremaglia, decisivi nei processi storici per la riconoscenza degli italiani all’estero”.

A seguire l’intervento di Filomena Narducci, arrivata da Montevideo Uruguay, che ha ricordato i momenti della prima dell’Assemblea del 1991 “siamo arrivati all’assemblea carichi di emozione e della responsabilità per lavorare per continuare a conquistare i diritti ancora mancanti dei nostri connazionali residenti all’estero. Il voto politico e l’elezione dei parlamentari con la creazione della circoscrizione Estero insieme alla maggiorazione sociale, alla 14 mensilità, sono solo alcuni esempi delle conquiste dei quella stagione”. La Narducci si è anche soffermata sulla solidarietà ricevuta durante la crisi economica del 2002 dei paesi del Sud America. Oggi invece – ha aggiunto – sono tempi sempre più difficili “e non si tratta solo dalle difficoltà derivate dalla pandemia, si tratta soprattutto dei continui tagli che vengono effettuati ai nostri diritti di cittadinanza”.

A seguire è intervenuto videoconferenza da Stoccarda Tommaso Conte, Presidente dell’Intercomites Germania, che ha sottolineato  la necessità sia di riformare la legge sui Comites, rendendoli capaci di controllare l’efficienza dei consolati, sia di scorporare il Cgie dal Maeci. Conte ha anche evidenziato con forza la negatività della bassa affluenza dei nostri connazionali alle recenti elezioni dei Comites che in Germania ha toccato solo quota 1,33%. “Bisogna avere il coraggio di riconoscere – ha aggiunto Conte – che il Cgie non ha inciso più sulle politiche migratorie come una volta”.  Per Conte è crollato il sistema piramidale a cui gli emigrati potevano aggrapparsi, che vedeva alla base i Comites., nella fase intermediaria il Cgie e al vertice i parlamentari.

Il segretario Michele Schiavone nel moderare i vari interventi ha inoltre ricordato  quanti hanno segnato le sorti del Cgie, tra gli altri Bruno Zoratti, Enzo Centofanti, Claudio Rizzola, “a tutti loro – ha detto – i nostri ricordi e il ringraziamento a fare avanzare sempre il processo di integrazione nelle comunità in cui ci siamo trasferiti, un grazie immenso a tutti”.

Ha poi preso la parola Silvana Mangione che si è soffermata sulle battaglie portate avanti anche in campo femminile.

“Ricordo l’emozione di quando ci ritrovammo per la prima volta il pomeriggio del 13 dicembre, 65 persone che non si conoscevano e venivano dai quattro lati del mondo e che il giorno dopo dovevano eleggere il comitato di presidenza” ha esordito la Mangione che poi si è interrogata sul presente e il futuro della nostra emigrazione “Gli italiani all’estero – ha detto – rappresentano una questione di rilevanza nazionale, siamo oggi 6,5 milioni di persone”. La Mangione ha anche ricordato come a tutt’oggi oltre agli italiani all’estero vada presa in considerazione anche la platea degli italo-discendenti, a fronte di una ripresa complessiva della nostra  emigrazione, dove anche molti pensionati italiani vanno a vivere in Paesi alla ricerca di un tenore di vita meno caro. Per quanto riguarda il futuro la Mangione ha sottolineato la necessità che per l’opinione pubblica gli italiani all’estero non rappresentino più il “diverso”, ma la ventunesima Regione italiana, una parte importante dell’Italia. La Mangione ha anche parlato della necessità di una grande riforma della cultura, importante anche per il futuro del Cgie. “Non bastano le tre F: Fashion, Ferrari and Food, – ha aggiunto Mangione – ma c’è molto di più dell’Italia bellissima meravigliosa che conosciamo e amiamo, che portiamo dentro di noi, che raccontiamo agli altri. Che facciamo vivere agli altri nel mondo. Questo è il futuro”.

In video collegamento Elio Carozza, ex segretario generale del Cgie le fa eco, ricordando le numerose battaglie fatte. Ricorda tre momenti importanti: “la conferenza sulle donne, la conferenza nazionale sui giovani e la conferenza tenuta in Senato sulla presenza, almeno in Europa, di milioni di cittadini europei che vivevano in un paese diverso da quello di origine”. Fa riferimento ai giovani, un tema di grandissima attualità e al fatto di considerare oggi un cittadino italiano che vive in uno dei 27 stati membri come un italiano che vive all’estero, questo aggiunge “significa che noi abbiamo abbandonato totalmente la relazione con le persone che vivono in Europa”. Anche Carozza si è soffermato sulle elezioni dei Comites sottolineando la bassa affluenza dei connazionali, rilevando però come questo risultato negativo non deve scoraggiare, ma incentivare gli italiani all’estero e i loro organi i rappresentanza a reagire e a trovare una soluzione per evitare il rischio che milioni di connazionali nel mondo vengano messi da parte della politica. Per Carozza, anche a fronte di una mancanza di entusiasmo da parte delle comunità all’estero , bisogna ripartire dai risultati che il Cgie è riuscito a produrre per riaccendere la passione.

In sala anche Franco Siddi, giornalista della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha ricordato l’esperienza come consigliere del Cgie dal 2004 al 2016, al cui interno ha presieduto la commissione informazione. Siddi ha riferito che gli italiani all’estero sono molto attaccati all’Italia e si sentono più italiani di chi è rimasto in Italia, e promuovo il tricolore non solo per gli eventi sportivi, ma per tutte quelle cose di cui gli italiani primeggiano nel mondo. Si è soffermato sul discorso di Rai Italia e sulle problematiche legate all’informazione per gli italiani all’estero.

La deputata del Pd Francesca La Marca (Pd),  eletta nella ripartizione America settentrionale e centrale, ha in primo luogo segnalato la disparità di rendimento dei servizi diplomatici consolari nei vari continenti. Anche la deputata  si è soffermata sulla bassa affluenza delle elezioni dei Comites, rilevando le problematiche legate all’opzione inversa per il voto e ricordando l’ipotesi di un rinvio delle elezioni.  La Marca, dopo aver evidenziato la scarsa conoscenza che gli italiani all’estero hanno delle strutture rappresentative e delle stesso Cgie, ha auspicato l’archiviazione del negativo risultato delle elezioni e una mobilitazione dei vari gradi di rappresentanza per promuovere al più presto la riforma dei Comites e del Cgie.

Ha poi preso la parola l’ex senatore del Pd e consigliere del Cgie Claudio Micheloni che ha sottolineato come l’emigrazione italiana stia vivendo un momento storico di cambiamento in cui anche l’idea di rappresentanza dovrà essere mostrata alle nuove generazioni all’estero attraverso una nuova proposta e con un nuovo linguaggio che ponga in evidenza la cultura. Per Micheloni la riflessione che deve fare questo Consiglio è dunque come costruire una nuova e vera rappresentanza.

Schiavone ha poi rilevato la necessità sia che i Comites non si muovano come associazioni, sia del problema , evidenziato dalle ultime elezioni dei Comites, di uno svuotamento della rappresentanza all’estero. Uno svuotamento, non incidentale, che potrebbe estendersi al  voto all’estero.

Il consigliere del Cgie Vincenzo Arcobelli (Usa) si è invece soffermato sulla possibilità di ripristinare, nello spirito di piena collaborazione, la relazione annuale da parte dei Comites sull’attività del consolato di riferimento. Comites che non svolgono attività tutti allo stesso livello. Arcobelli ha anche auspicato una modifica della legge istitutiva del Cgie per evitare l’accentramento della attività e della gestione dei progetti nel Comitato di Presidenza.  Arcobelli dopo aver criticato la gestione del Comitato di Presidenza, si è detto fiducioso sul futuro che continuerà a vivere con lealtà verso il Paese e lo stesso Cgie.  In sede di replica il Segretario  Generale  Schiavone ha sottolineato come il Comitato di Presidenza abbia sempre lavorato con lealtà ed efficienza per rispondere alle esigenze di tutti i consiglieri.

Dopo l’intervento del Presidente della Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione, Fabrizio Benvignati, che ha criticato l’uso dell’opzione inversa del voto per le elezioni dei Comites e ha evidenziato la necessità di modificare il regolamento interno del Cgie, Silvia Alciati, Vicepresidente della VII commissione, si è soffermata sugli approfondimento e gli incontri con i giovani all’estero che hanno fatto seguito alla Conferenza di Palermo, precisando come un sesto del partecipanti al Seminario si sia candidato per i Comites  o abbia lavorato alle liste come sostenitore o abbia svolto il ruolo di scrutatore. Segnaata inoltre dalla Alciati l’uscita di una pubblicazione sulla storia del Seminario sul tema “Il metodo di Palermo”.  Allo studio della VII Commissione anche una serie di iniziative come  “Generazioni nuove e lingua italiana” e la creazione di una giornata per coinvolgere i Comites neo eletti nella diffusione della lingua italiana alle giovani famiglie italiane nel mondo. Da segnare infine nel Museo dell’Emigrazione Italiana di Genova , che partirà a nel 2022, una sezione per i giovani.

Alessandra Rossi, giornalista Rai ha illustrato le puntate del programma  “Storie in movimento” trasmesse dalla Rai 3 in 10 puntate.  La giornalista ha ricordato come le puntate, state trasmesse sui canali nazionali, abbiano voluto far capire cosa c’è dietro al mondo degli italiani all’estero. “Queste prime dieci puntate – ha aggiunto la giornalista – sono state girate in l’Europa, speriamo – ha detto – che il programma continui e di poter vedere anche gli italiani che vivono fuori dall’Europa”. Le puntate sono state scritte insieme a Tony Ricciardi, un autore che si occupa molto dei temi legati all’emigrazione. Avviandosi alla conclusione, il Segretario Generale Michele Schiavone ha presentato Mauro Nori, neo eletto Segretario Generale del CNEL, e ha anticipato come il Cgie, su alcune materie specifiche, stia portando avanti un protocollo di intesa con il Consiglio Nazionale dell’Industria e del Lavoro. Mori nel salutare e ringraziare per l’invito ha ricordato i precedenti e positivi contatti avuti con la  struttura del Cgie. Al Termine di questa giornata era prevista l’approvazione della “Carta di Roma degli Italiani all’estero”, una carta elaborata su 8 punti sui diritti per gli italiani all’estero. Un’approvazione che però è stata rinviata. (Nicoletta Di Benedetto/Inform)

 

Al via la IV Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie

 

ROMA – La IV Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE si è aperta a Roma con la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha parlato di un’occasione troppo a lungo posticipata che deve riaprire un percorso di continuità. “Un percorso teso ad assicurare il costante dialogo tra gli enti locali ed i rappresentanti delle diverse comunità italiane nel mondo. L’interesse per la civiltà italica è sempre più crescente”, ha spiegato Mattarella auspicando il potenziamento della rete diplomatico-consolare e una maggiore attenzione al sistema radio-televisivo rivolto agli italiani nel mondo. “La Conferenza si pone l’obiettivo di studiare le politiche dirette a queste nostre comunità e sicuramente emergeranno elementi di grande utilità”, ha sottolineato Mattarella. Ornella Segnalini (Assessore ai Lavori Pubblici di Roma) ha parlato di un incontro che rappresenta un momento di forte rinascita. “Stiamo uscendo da questa pandemia che ci ha allontanati. Roma sente con grande affetto questo legame con gli italiani all’estero; per Roma è un momento particolare”, ha commentato Segnalini ricordando che c’è una nuova emigrazione e un aumento del fenomeno. “E’ importantissimo stabilire questi contatti ed è questa una giornata di grande orgoglio: l’inizio di un nuovo cammino per tutti noi”, ha aggiunto Segnalini. Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un videomessaggio ha parlato di dinamiche che riguardano la mobilità e di promozione dell’Italia all’estero. Il Ministro ha in primo luogo sottolineato l’importanza del Cgie e del suo ruolo essenziale per mantenere vivo ed essenziale il dialogo e il confronto con gli italiani nel mondo al fine di cogliere la mobilità a agire per la tutela dei loro diritti. “Gli italiani all’estero sono circa 6, 5 milioni e rappresentano la ventunesima regione italiana, essi sono risorse uniche che la Farnesina continuerà  a sostenere con la rete delle sedi delle sedi diplomatiche consolari all’estero. L’emigrazione italiana si compone di due anime: chi è espatriato da molto tempo e dall’altro lato i neo-emigrati: giovani italiani di talento che lasciano l’Italia per mettersi in gioco”, ha affermato Di Maio auspicando una più solida integrazione nel mercato del lavoro estero ma anche una valorizzazione della mobilità circolare. Di Maio ha ricordato gli strumenti messi in campo dalla Farnesina come il Patto per l’Export o il progetto del turismo delle radici, realizzato in collaborazione con gli enti locali, che mira alla promozione dei borghi e dei percorsi turistici meno noti ed è rivolto agli italo-discendenti, un bacino di circa 60 – 80 milioni di persone all’estero. “I nostri cittadini nel mondo non siano esclusi dalle scelte e dalle politiche e riforme nazionali, per questo la Farnesina punta a una nuova prospettiva di crescita dell’associazionismo all’estero e vogliamo esortarli ad assumere ruoli più importanti anche in seno agli organismi rappresentativi”, ha aggiunto Di Maio che ha infine sottolineato come la voce delle collettività all’estero deve avere eco anche in Italia. .

Mariastella Gelmini (Ministro per gli Affari Regionali) ha parlato dei cambiamenti dettati in questi ultimi anni, dapprima dalla Brexit e poi dalla pandemia. Gelmini si è soffermata  sui cambiamenti della mobilità italiana nel mondo: se nel 2006 gli italiani AIRE erano circa 3 milioni, nel 2020 hanno raggiunto i 6 milioni e quindi la mobilità ha avuto un incremento pari a quello del dopoguerra. “I nostri lavori evidenzieranno che la portata umana e professionale della presenza italiana all’estero è di spiccata rilevanza. Gli italiani all’estero si distinguono ovunque come un’importante forza motrice per gli Stati che li ospitano. Essi sono anche portatori di cultura italiana nel mondo, con l’eccellenza dei prodotti italiani ed il fascino di una civiltà millenaria”, ha spiegato Gelmini evidenziando come i connazionali all’estero siano essenziali per la rinascita dell’Italia. “Piena integrazione e tutela dell’identità italiana sono elementi dei quali dovrà occuparsi la Conferenza, così come il settore dell’internazionalizzazione, oltre alla garanzia dei diritti civili e politici per la partecipazione democratica degli italiani all’estero alla politica del Paese”, ha precisato Gelmini. Michele Schiavone (Segretario Generale Cgie) ha definito come chiare le ragioni che determinano la mobilità di persone in cerca di nuove opportunità altrove. Schiavone ha ricordato le ragioni istitutive della Conferenza che ha come obiettivo quello di tracciare le linee programmatiche e l’indirizzo politico per gli italiani all’estero nel corso dei successivi tre anni. Schiavone ha precisato che la mobilità italiana non è mutata solo nei numeri ma anche nella qualità. “La presenza italiana all’estero manifesta un incessante movimento tanto da essere paragonabile ad una ventunesima regione italiana. Sono numeri significativi che raffigurano l’entità della mobilità di questo Paese che ormai si presenta al mondo con delle risorse umane di altissimo livello. Il fenomeno migratorio interessa l’intero Paese e vasti strati della popolazione”, ha aggiunto Schiavone. Il Segretario Generale ha anche chiamato in causa gli aggiornamenti dei servizi rivolti all’assistenza di questo nuovo complesso socio-economico. In preparazione di questa Conferenza il Cgie ha costituito la segreteria organizzativa per dare continuità ai lavori di questo organismo concertati con tutti i soggetti che la compongono. “Abbiamo scelto di ricercare e analizzare tre macro-temi fin dal 2019: nuova emigrazione, internazionalizzazione, diritti e cittadinanza. Ogni gruppo ha redatto un documento tecnico di indirizzo”, ha spiegato Schiavone evidenziando anche il tema del mantenimento della lingua, quello dei diritti all’assistenza patronale, infine il diritto al rientro fornendo formazione e orientamento al lavoro. Oltre che  dell’internazionalizzazione e della proiezione delle Regioni all’estero, Schiavone ha parlato del progetto del turismo di ritorno includendovi un’offerta volta alla riscoperta degli aspetti affascinanti del territorio nazionale. In questo ambito va inserito anche il sistema integrato per la promozione di lingua e cultura italiana all’estero con migliaia di fruitori non solo a livello di scuole dell’obbligo ma anche nelle università di altri Paesi. “L’insegnamento dell’italiano all’estero è uno dei capisaldi della promozione per costruire interessi nuovi”, ha aggiunto Schiavone auspicando che anche i diritti civili e politici trovino centralità in questo iter che porterà alla redazione di un documento conclusivo nella sessione finale della Conferenza Stato Regioni. Il Segretario Generale ha ricordato anche l’impegno in prima fila del mondo delle comunità italiane e della rappresentanza nel fronteggiare il periodo più difficile della pandemia, quindi nell’aiuto dato ai connazionali. “Serve individuare strumenti nuovi nel medio e lungo termine per dare ai connazionali all’estero un valore aggiunto e una completa integrazione nelle diverse sfere che compongono l’Italia”, ha concluso Schiavone. Enzo Bianco (Presidente del Consiglio Nazionale ANCI) ha ricordato di essere stato responsabile dell’emigrazione del Partito Repubblicano provando per questa ragione particolare emozione nel trattare queste tematiche. “L’ANCI ha fattivamente collaborato per la ripresa di questo percorso – ha aggiunto Bianco riferendosi alla Conferenza – e vogliamo proseguire questo impegno in ogni ambito nel quale lavorare: dal turismo di ritorno alla promozione del territorio delle aree interne. Si richiederà per esempio ai Comuni di stipulare gemellaggi con città di Paesi terzi che abbiano una presenza di connazionali”, ha spiegato Bianco sottolineando come dopo tanti anni l’emigrazione venga finalmente considerata come opportunità a fronte di scelte giuste. “Si valorizzi nei parametri per la ripartizione per i fondi per la cooperazione anche la presenza italiana”, ha auspicato Bianco sottolineando che “i Comuni ci saranno”. Alberto Cirio (Presidente della Regione Piemonte) ha auspicato un saper fare sistema con continuità perché ci siano buone pratiche replicabili rendendo quindi davvero permanente questa Conferenza, cambiando approccio. “Sono spesso i giovani ad essere protagonisti della mobilità: mobilità sempre più diversificata che necessita di un monitoraggio per mettere in campo misure specifiche e scambio di competenze nei settori strategici”, ha spiegato Cirio evidenziando problematiche relative ai cosiddetti transfrontalieri che necessitano finalmente di uno statuto. “La lingua è il simbolo della propria terra e bisogna mantenerne viva la conoscenza: l’identità sia però lo stimolo per costruire il futuro”, ha aggiunto Cirio. Roberto Ciambetti (Coordinatore Conferenza Assemblee Regionali) ha parlato della presenza italiana all’estero ma anche di problemi delle reti istituzionali con situazione di disagio. Ciambetti ha ricordato che i fondi investiti sono inversamente proporzionali a questa presenza in continuo aumento e non sempre quindi si riesce a compensare la rarefazione dei servizi: tutto questo a fronte di situazioni critiche che si stanno vivendo in Paesi come Venezuela e Argentina. Ciambetti ha evidenziato come ci sono Comuni italiani che presentano un numero altissimo di iscritti AIRE tanto che soltanto sette Regioni riescono a rappresentare oltre il 60% del totale dei residenti all’estero. Piero Marrese (Rappresentante del Consiglio UPI) ha ricordato come sempre di più le comunità italiane nel mondo siano caratterizzate da giovani comunità che cercano altrove opportunità che l’Italia non ha saputo offrire. “E’ necessario ragionare in un’ottica di prospettiva nei prossimi dieci o venti anni, soprattutto quando ci troviamo ad affrontare una pandemia che ha visto anche gli italiani temporaneamente all’estero spesso costretti a rientrare”, ha spiegato Marrese auspicando strumenti di welfare specifici per gli italiani che decidano di rientrare dall’estero, intercettando così quei cambiamenti esistenti ormai nella nostra società. Paolo Masini (Presidente del Museo dell’Emigrazione di Genova) ha anticipato che il Museo dovrebbe essere aperto nella prossima primavera: un Museo che sarà molto interattivo e che parlerà di storie di tanti italiani. “E’ un lavoro di concertazione che è stato svolto con il Ministero dei Beni Culturali (l’attuale Ministero della Cultura, ndr) e con il Ministero degli Affari Esteri”, ha precisato Masini. Luigi Maria Vignali (Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci) ha parlato di una grande opportunità offerta da questo incontro perché anche se si parla di italiani all’estero, poi le occasioni di confronto non sono molte. “In questo caso gli italiani all’estero hanno l’occasione di confrontarsi e di farsi ascoltare e per essere proiettati in una dimensione maggiormente mediatica. Questa Conferenza si è focalizzata anche sullo sviluppo demografico: le ultime stime dell’Istat parlano di calo di natalità anche per il 2021, quindi assistiamo ad una diminuzione degli italiani in Italia mentre abbiamo un aumento degli italiani all’estero. Se negli ultimi dieci anni sono aumentati fino a 6 milioni e mezzo il paese deve rendersi conto di questa realtà dando risposte concrete: non basta dire che essi sono una risorsa senza una concretezza negli investimenti”, ha spiegato Vignali evidenziando come un altro tema importante sia quello dei giovani. “E’ un tema fondamentale perché quando i giovani vanno all’estero devono però avere anche la possibilità di ritornare arricchiti da un patrimonio professionale, linguistico e affettivo. Costruire politiche di emigrazione circolare impegna anche i territori perché è dai territori che essi partono. Non bastano gli incentivi fiscali, seppure importanti, ma occorrono incentivi per la qualità del lavoro e della vita una volta rientrati in Italia. Sappiamo anche quanto possa fare per la qualificazione dei territori il turismo di ritorno. Il PNRR prevede importanti stanziamenti per favorire il turismo delle radici e come Farnesina accompagneremo questo percorso insieme a CGIE ed enti locali: il tavolo tecnico già costituito ne è una prova”, ha sottolineato Vignali. Mariano Gazzola (Vicesegretario Generale CGIE per l’America Latina) ha ricordato come “di permanente negli ultimi anni questa Conferenza abbia avuto poco e il tanto nominato sistema Italia nel mondo abbia avuto poco di sistemico”, ha rilevato Gazzola auspicando che “il sistema sulla presenza italiana nel mondo possa approdare alla  concretezza”. Carmine Cicala (Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata) ha parlato del numero delle cancellazioni Aire degli ultimi anni: 120mila unità solo nel 2018 con una crescente perdita per l’Italia. Ma in cosa si differenzia questa nuova emigrazione rispetto ad altri periodi storici? Cicala ha ricordato come ad esempio sia adesso il Centro-Nord del Paese ad avere numeri che capovolgono la storica narrazione che vedeva l’emigrazione come prerogativa per lo più del Mezzogiorno. Un altro aspetto è nella cosiddetta ‘fuga di cervelli’: secondo l’Istat si è passati da un 25% nel 2008 ad un 31% nel 2017 di espatri da parte di persone con un alto titolo di studio mentre si sarebbe assistito ad un calo per quella di chi ha un’istruzione più bassa. Cicala ha auspicato una rinascita delle consulte per contribuire all’attività di valorizzazione del sistema Paese su temi di interesse comune come lingua italiana e turismo di ritorno, intercettando anche i finanziamenti del Maeci. Silvana Mangione (Vicesegretario Generale CGIE per i Paesi anglofoni extraeuropei) ha parlato della importante presenza italiana in quattro Paesi,  Canada, Australia, Usa e Sud Africa, dove tanti connazionali hanno saputo lavorare per la comprensione della ricchezza e della varietà dell’Italia nel mondo. Nonostante questo negli anni, a causa della la spending review, sono venuti meno importanti presidi istituzionali per gli italiani all’estero, come i consolati di Edmonton, di Newark e Durban, posti in zone strategiche e importanti non soltanto per la presenza fisica di connazionali, ma anche dal punto di vista economico e commerciale.

Fabio Ghia (consigliere CGIE per l’Africa) ha parlato di quanto possa essere fatto a livello regionale per implementare delle attività rivolte agli italiani all’estero in particolare su precisi argomenti: ad esempio le possibilità di sviluppo di corsi di lingua e cultura non solo italiana ma addirittura regionale. “Si dovrebbe pensare di trovare soluzioni, anche a livello regionale, per creare queste cattedre di insegnamento di lingua e cultura che siano sponsorizzate dalle Regioni”, ha spiegato Ghia. Gianfranco Coda (consigliere consulta regionale Emilia-Romagna) ha parlato del lavoro svolto come Consulta nel portare avanti i documenti realizzati in preparazione della Conferenza. “Abbiamo ragionato sulle esigenze riportateci dai corregionali residenti all’estero: esse sono state ben rappresentate in questa sede. Voglio evidenziare però che non tutte le Regioni hanno ancora attivato le consulte e questo, come è stato già evidenziato, è un vulnus”, ha spiegato Coda auspicando ulteriori fondi per aiutare i territori a restare in contatto con i corregionali all’estero. Coda ha espresso soddisfazione per i fondi per la digitalizzazione così come per l’attenzione rivolta al turismo di ritorno che, a sua volta, trova spazio nel PNRR. Luigi Billé (consigliere CGIE per l’UK) ha ripreso il tema della presenza degli italiani all’estero come opportunità, riconoscendo l’importanza di avere strumenti affinché  questa opportunità diventi fattiva e concreta . “Nelle prossime finanziarie o nelle leggi di bilancio si tengano in considerazione i numeri degli italiani all’estero con un’inversione di tendenza verso i nostri connazionali nel mondo: basta con le spending review”, ha commentato Billé invitando a riflettere su questa grande opportunità. Paolo Brullo (consigliere CGIE Germania) ha raccontato degli aneddoti personali per far comprendere come la vita all’estero cambi anche la prospettiva con la quale si vede l’Italia. (Simone Sperduto/Inform)

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