Tuesday 18th Jan 2022

 

ROMA- Roberto Napoletano, Direttore de “Il Quotidiano del Sud l’Altravoce dell’Italia” ha aperto i lavori della prima sessione pomeridiana della Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome Cgie dedicata al tema della nuova emigrazione italiana e della mobilità: “occorre una gestione condivisa e umana della migrazione , –  ha affermato il giornalista – ciò segna uno spartiacque tra società che mettono al centro il valore delle persone e quelle che non lo fanno. Certo ci sono dei problemi come quello della regolazione del fenomeno e dell’integrazione. Se pensiamo agli Stati Uniti vediamo un Paese di immigrati in cui l’integrazione è avvenuta intorno a un’identità. Il caso della Bielorussia con una gestione strumentale a fini politici – ha aggiunto Napoletano – chiama in causa l’Europa e l’Italia. L’idea guida di questo ragionamento è capire cosa fanno l’Italia e l’Europa e cosa dovrebbero fare” . E’ poi intervenuta la curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes Delfina Licata “vorrei in primo luogo ricordare la figura di Carlo Ciofi – ha esordito la ricercatrice – perché proprio con lui abbiamo avuto modo di ribadire quanto fosse necessario mettere al centro la persona parlando di mobilità umana… Noi del Rapporto italiani nel mondo – ha continuato Delfina Licata – dobbiamo annualmente monitorare la mobilità italiana e quest’anno in particolare lo abbiamo dedicato all’impatto della pandemia su questo fenomeno. Si diceva che la mobilità doveva essere interrotta dal Covid ma abbiamo letto dai dati che sono partiti comunque oltre 109.000 italiani, anche se c’è stato un decremento del 16%. La mobilità degli italiani – ha proseguito – è malata perché non è circolare. Alle partenze devono corrispondere dei ritorni degli italiani e non solo, anche degli arrivi. È necessario un rientro di competenze che richiami all’ambito europeo. In Italia andiamo verso l’invecchiamento e la denatalità  a cui bisogna aggiungere il processo della  mobilità che continua a crescere. Siamo di fronte ad un inverno demografico”. A seguire ha preso la parola Carmine Cicala, Presidente del Consiglio regionale della Basilicata: “noi parliamo oggi dell’emigrazione come di una risorsa e non di un problema. Questa emigrazione è cambiata. Vediamo molti giovani coinvolti nel processo. Non si tratta più la della persona che migra per fare l’operaio. Si parla di Emigrazione 2.0. e abbiamo sentito che città come Londra e Berlino sono prese d’assalto perché viste come piene di opportunità.  Abbiamo visto il mondo intero – ha ricordato Cicala – alle prese con questa pandemia e il rientro di molti giovani, ma è presto per dire se la pandemia abbia dato o meno un freno a questo tipo di mobilità. Noi siamo legislatori e possiamo anche fare tanto a livello di normative. Abbiamo leggi obsolete in materia sia per la migrazione verso l’interno che verso l’esterno; abbiamo quindi il compito di raccogliere le informazioni, fare sintesi e avere confronti sani ottenendo dei risultati. Sicuramente il fenomeno migratorio è una risorsa  e l’italiano è una persona che all’estero sa distinguersi”. “ Il problema – ha concluso Cicala – ora sono i giovani. È una tema delicato. I giovani vengono spesso citati dalla politica ma poi quest’attenzione non è reale. Bisogna creare degli spazi, permettendo ai giovani di poterli riempire” .

Dal canto suo il Presidente dei Parchi Letterari, Stanislao de Marsanich ha sottolineato come i Parchi letterari siano stati visitati da milioni di persone fra cui tanti italiani all’estero. De Marsanich ha spiegato come durante la pandemia siano stati realizzati interessanti studi letterari coinvolgendo ad esempio l’Università della Florida e quella di Boston. Un modo per riallacciare i legami dei nostri connazionali , favorendo il turismo delle radici e l’interesse letterario.    

E’ quindi intervenuto Toni Ricciardi, studioso delle migrazioni dell’Università di Ginevra  e componente del Comitato scientifico del Rim. “Oggi come in passato – ha esordito Ricciardi – la mobilità rappresenta un elemento centrale delle nostre politiche economiche .. Noi facciamo distinzione tra braccia e cervelli. In realtà i cervelli c’erano ieri tra coloro che partivano per fare lavori umili e ci sono ancora oggi moltissimi migranti che vanno a fare ad esempio i pizzaioli… Mi auguro – ha aggiunto lo storico – che questa occasione sia determinante affinché gli italiani del mondo siano veramente trattati come la ventunesima regione e che soprattutto in ottica del PNRR

si faccia uno sforzo per utilizzare questi giovani e per sfruttare il loro know how acquisito all’estero”.

Ha poi preso la parola Elly Schlein, Vice Presidente della Regione Emilia Romagna: “anche nel nostro caso quello della migrazione è un flusso composito. Ci sono entrambi i flussi anche in una regione come la nostra. C’è una parte di emigrazione altamente qualificata ma c’è anche un processo per creare le condizioni di ritorno o di arrivo. Tutto questo si fa con azioni mirate per migliorare la qualità della vita. Ci deve essere però una rivoluzione nella pubblica amministrazione… C’è chi va via – ha proseguito Schlein – perché qui non trova una retribuzione adeguata per il livello di competenza. Noi ci siamo impegnanti a investire il 3% del PIL in ricerca. Bisogna poi avere servizi. Noi investiamo 55 milioni e mezzo solo sui nidi. Anche questo fa la differenza per chi deve scegliere dove vivere. ….  Quando la mobilità sarà circolare e non forzata – ha concluso –  Schlein  – potremmo davvero essere soddisfatti del nostro Paese”.

Edith Pichler, sociologa dell’emigrazione e Consigliera del Cgie, ha sottolineato le differenze tra la migrazione di oggi e quella del passato che una volta avveniva tramite accordi bilaterali e invece oggi approfitta del processo di integrazione europea. “Negli ultimi anni dopo la crisi  – ha proseguito  Pichler –  ci siamo confrontati con la mobilità per necessità. Abbiamo parlato di cervelli in fuga ma come è stato sottolineato si tratta solo di un terzo del fenomeno. Ora in emigrazione viviamo una pluralità di mestieri, la maggior parte degli occupati è nel settore dei servizi, ma  molti sono impiegati anche nei settori con basso salario con contratti atipici, nel settore dei servizi digitali dove spesso il sindacato non è presente”. Per la Pichler infine queste esperienze all’estero sono positive solo se questi giovani acquisiscono qualifiche divenendo una risorsa.

Salvo Iavarone Presidente dell’Associazione Mezzogiorno Futuro (ASMEF) ha parlato della necessità  di creare un museo dell’emigrazione per il Mezzogiorno. Un progetto che per Iavarone appare indispensabile, visto che molti migranti sono partiti da Napoli e Palermo. Il Presidente dell’associazione ha poi rilevato l’importanza della promozione del turismo dei borghi e del turismo di ritorno per cui è necessario un intervento nazionale con una grande regia e il coinvolgimento dei privati in sinergia col pubblico. Secondo Iavarone per le varie tipologie  di turismo bisogna tenere conto di tre target: quello delle città metropolitane, quello dell’emigrato storico partito dai piccoli centri e quello dello straniero tout court.

Ha poi preso la parola Maria Chiara Prodi, Presidente Della VII Commissione del Cgie: “l’aumento degli italiani nati fuori dell’Italia è del 58%. Partiamo da questo dato per cui bisogna ringraziare la Fondazione Migrantes. L’emigrazione è quindi in cambiamento e non è mai dove pensi che sia”. La Prodi ha poi sottolineato l’esigenza sia di promuovere nuovi strumenti per creare comunità, sia di dare alle collettività all’estero la possibilità di dire cose anche dure, ma importanti, per il rilancio nostro Paese. “Parliamo di bottom up –ha continuato la Prodi – per cui è necessario che gli italiani conoscano i propri diritti senza limitarsi a una visione passatista, ma con modalità nuove; quando al top down è necessario che le istituzioni si muniscano di strumenti capaci di cogliere opportunità di una rete che prima non c’era e oggi c’è. Il nostro ruolo è quello di costituire un’infrastruttura. .. Le nuove generazioni – ha concluso la consigliera – hanno bisogno di un supporto forte per mantenere i legami, ad esempio con la madrelingua. Bisogna investire sulla cultura e sulla lingua non solo come investimento etico e morale ma anche per avere un ritorno concreto”.

 “E’ una necessità e un dovere del nostro Paese – ha affermato il Segretario del Cgie Michele Schiavone – prestare attenzione agli italiani all’estero come scritto nella nostra bella Costituzione. Ci sono le condizioni perché l’Italia possa emergere attraverso il suo umanesimo (proprio quest’anno si è ricordato il settecentesimo anniversario di Dante). La lingua accomuna ma non solo i propri cittadini. La lingua è uno strumento che, tramite la cultura, produce economia. Se il ragionamento è servito ad allargare gli orizzonti serve anche inserire le nostre comunità. È un dovere etico e morale”. A seguire è stata proiettata una video intervista al Sen. Pierferdinando Casini, Presidente Interparlamentare Italiana: “In questi anni – ha ricordato  Casini – ho visitato le comunità di italiani nel mondo e questa realtà ogni volta che si tocca con mano rivela la forza e la ricchezza anche per il contributo che danno gli italiani nel mondo alla nostra italianità. Italiani che oggi sono protagonisti dell’economia, italiani che soffrono (penso al Venezuela), italiani in stato di disagio Si tratta comunque di comunità che sono profondamente cambiate”. Casini ha anche auspicato una riflessione e una iniziativa del Cgie sulla rappresentanza. (Inform)

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