Tuesday 18th Jan 2022

ROMA – Alla IV Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE si è parlato di diritti, cittadinanza e rappresentanza per gli italiani all’estero. Mariano Gazzola (Vicesegretario Generale CGIE per l’America Latina) ha ricordato che quando si parla diritti e cittadinanza viene in mente il diritto alla cittadinanza degli italiani estero: tema sul quale il legislatore intervenne già nel lontano 1912. “Se ne continua a parlare perché il mondo è cambiato e le nostre comunità sono diverse da quelle di un tempo: il tema continua ad essere di grande attualità e occorre un aggiornamento”, ha spiegato Gazzola evidenziando come proprio la Conferenza permanente possa dare linee programmatiche su questo in senso non restrittivo ma come garanzia affinché ogni connazionale goda del diritto ad essere riconosciuto come cittadino italiano a prescindere dalla generazione d’appartenenza. Gazzola ha inoltre precisato che esistono numerosi altri diritti: il diritto all’assistenza sociale, la tutela del lavoro dell’italiano nel mondo, il diritto a rientrare nonché, non per ultimo, il diritto alla rappresentanza. “E’ una questione di numeri e di strutture ma anche e soprattutto una questione di confronto che deve essere continuo: un confronto universale con tutte le amministrazioni e con tutto il Governo ma anche con tutta la società civile della Penisola”, ha aggiunto Gazzola parlando di un dialogo che giova anche a quel giovane italiano nato e cresciuto qui che sta pensando di trasferirsi all’estero. “Il sogno che abbiamo noi italo-discendenti è costruire un futuro migliore: un mondo più giusto, fraterno e umano”, ha concluso Gazzola. Per Fabiana Dadone (Ministro per le Politiche Giovanili) bisogna riuscire a moltiplicare le occasioni di confronto per capire le aspettative dei ragazzi. “Sono figlia di una generazione di politici che dicevano ai giovani di essere il futuro. Adesso dobbiamo dire ai giovani come ad esempio i fondi del PNRR verranno spesi per loro: quando chiedo a loro se sanno quali saranno le progettualità messe in campo, spesso non lo sanno”, ha spiegato Dadone che sul tema della mobilità giovanile e di un loro rientro in Italia ha ricordato la messa in atto di norme in questo senso anche dai Governi precedenti. Per Dadone il vero punto è però come impedire che i giovani vadano via a causa di un Paese nel quale non si vedono felici, al di là delle offerte di lavoro che magari ci sono. “Coi fondi andremo ad intervenire in maniera importante ma non serve tanto l’occupazione in sé bensì capire come rendere capaci i giovani di realizzarsi pienamente all’interno del proprio Paese. Tutti sognano di andare a vivere all’estero ed è giusto che lo facciano, ma il punto è come accoglierli di nuovo in Italia”, ha concluso Dadone. Ivan Scalfarotto (Sottosegretario all’Interno) ha ricordato di essere stato a sua volta un italiano all’estero, lavorando a Londra per una multinazionale. “Siamo moltiplicatori di italianità e tutto ciò che facciamo per gli italiani all’estero va migliorato. Tuttavia ci sono complessità grandi perché le nostre comunità sono sparse nel mondo e quindi la gestione materiale delle rappresentanze è complicata. Penso sia sbagliata l’opzione inversa perché il diritto al voto dovrebbe essere conseguenza diretta del diritto di cittadinanza”, ha spiegato Scalfarotto auspicando che la Rai possa migliorare il proprio servizio per i connazionali all’estero guardando ad esempio a quello che fanno la BBC o Russia Today al fine di raggiungere al meglio i propri cittadini nel mondo. Per Scalfarotto inoltre un altro problema sarà quello derivante dal recente taglio dei parlamentari eletti all’estero con un relativo squilibrio nella rappresentanza .Roberta Enni (Rai Gold) ha spiegato che oggi “la cittadinanza è un concetto liquido” nel senso che chi è all’estero non è meno cittadino di chi vive in madrepatria. “Uno degli agenti importantissimi del soft power italiano è legato alla nostra gente, ossia a ciò che noi siamo e alla nostra creatività. Gli italiani che vivono all’estero sono dunque agenti fondamentali di tutto questo e dovremmo prendere maggiormente coscienza di quanto essi possano essere i nostri ambasciatori. Sappiamo tutti quanto siamo apprezzati ad esempio in settori come la cooperazione”, ha aggiunto Enni domandandosi cosa possa fare la Rai. “La Rai può fare molto: ma abbiamo il canone più basso e lo ‘share’ più alto, qualcosa vorrà significare”, ha sottolineato Enni. Dario Parrini (Presidente Commissione Affari Costituzionali del Senato) vede nell’Italia uno dei pochi Paesi che abbia assegnato ai residenti all’estero una quota di rappresentanti parlamentari. “E’ evidente che non si può affrontare su base solamente numerica la questione della rappresentanza degli italiani all’estero”, ha commentato Parrini evidenziando che certamente la platea degli aventi diritto all’estero appare sottostimata in via prettamente numerica. “Tuttavia la territorialità della rappresentanza deve rimanere una questione che occupa il centro della scena. Sono nettamente contrario all’inversione dell’opzione: stiamo assistendo in molte democrazie mature come gli USA a negativi tentativi di scoraggiamento e riduzione della propensione al voto, con l’aspirazione di abbassare il numero di votanti ricavandone un beneficio”, ha spiegato Parrini pur evidenziando il problema della messa in sicurezza dell’esercizio del voto introducendo correttivi atti a garantire una sicurezza maggiore. Riforma dei Comites e CGIE e istituzione della Bicamerale per gli italiani all’estero sono infine altri temi che devono essere al centro dell’azione politica. Alessandra Zedda (Assessore Lavoro Regione Sardegna) ha parlato della necessità che la condizione di insularità che rappresenti più uno svantaggio, come avviene per esempio nell’abbinamento della circoscrizione elettorale delle due isole italiane per il Parlamento europeo che vede svantaggiate le rappresentanze insulari. Zedda ha parlato quindi di progetti come ‘Casa Sardegna’ che coinvolge i sardi sparsi nel mondo quale filo conduttore centrale per valorizzare la Sardegna e l’intero Paese che è sempre presente nel cuore dei nostri emigrati. “Diamo grande valore della transizione ecologica e digitale, rendendo i nostri giovani emigrati protagonisti. La Regione è impegnata nella formazione e nell’inclusione sociale”, ha spiegato Zedda. Pietro Quaresimale (Assessore Politiche Sociali e Lavoro Regione Abruzzo) ha ricordato come le associazioni dei concittadini abruzzesi nel mondo possano entrare in una democrazia sempre più partecipata. “Bisogna fare sinergia tra le istituzioni italiane per creare progettualità volte a far restare qui i talenti, aumentando così il nostro sviluppo. Serve aumentare l’alta formazione e capire quali siano le figure più richieste nella domanda-offerta del lavoro”, ha spiegato Quaresimale ricordando che la Regione si riunisce annualmente con la Consulta degli abruzzesi nel mondo. A seguire  è stato presentato il trailer del programma “Storie in movimento” trasmesso dalla Rai, realizzato da Alessandra Rossi e Toni Ricciardi. “Si parte non tanto perché il lavoro in Italia non c’è ma perché qui non c’è l’opportunità di crescita professionale. Così i giovani, che dopo l’esperienza di studio all’estero vorrebbero tornare in Italia, non lo fanno per la precarietà della vita che c’è qui”, ha spiegato Rossi. Il costituzionalista Marco Galdi ha parlato dell’effettività del voto per gli italiani all’estero quale espressione costituzionale. “Il voto per corrispondenza al momento garantisce questa effettività, ma anche guardando avanti al voto da remoto, in ogni caso, bisognerà conservare entrambe le modalità di voto per consentire tale esercizio agli elettori più anziani, con minore attitudine alla tecnologia, altrimenti il gap digitale diventa un gap democratico non giustificabile”, ha spiegato Galdi che vede comunque nella circoscrizione Estero un territorio nel quale sperimentare nuove modalità di voto. “In questi venti anni non siamo andati molto avanti sul piano dei diritti”, ha sottolineato Galdi riferendosi alla necessità di politiche mirate e diverse per garantire maggiormente gli italiani all’estero, aumentando i fondi dedicati e incaricando una figura magari presso la Presidenza del Consiglio che possa occuparsi di diritti che sono fondamentali per garantire un futuro agli italiani nel mondo. Rodolfo Ricci (CGIE/FILEF) ha ricordato come la crescita numerica dell’emigrazione avvenga in maniera costante ormai dal 2008 ad oggi quasi senza soluzione di continuità; nello stesso anno del picco pandemico il fenomeno si è ridotto solo nei brevi periodi dei lockdown. “Questo indica una dimensione strutturale del Paese dove, pur in una congiuntura attuale che vede l’arrivo dei fondi del PNRR e tutte le riflessioni sull’internazionalizzazione, continuiamo a trovare questa emigrazione strutturale”, ha evidenziato Ricci sottolineando come l’Italia non sappia valorizzare i propri laureati che scelgono la strada dell’estero. “Inoltre abbiamo assistito al paradosso per cui i connazionali all’estero hanno nel tempo acquisito sempre maggiori diritti in loco, vedendo però affievoliti quelli in Italia”, ha aggiunto Ricci sollevando il quesito di dover capire adesso come ottenere razionalmente nuove prospettive per una rappresentanza reale all’interno delle istituzioni italiane. “Non è pensabile che essa rimanga come quella attuale, se consideriamo che nei prossimi anni il numero di italiani all’estero potrebbe aumentare ancora di più”, ha concluso Ricci. (Simone Sperduto/Inform)

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